«Rinunciare al nucleare? Una follia scientifica»

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Terrazza Pincio, Roma - ANSA Terrazza Pincio, Roma – ANSA

Un appello alla ragione affinché con il referendum di lunedì e domenica prossimi gli italiani non blocchino il nucleare nel nostro Paese. Lo ha lanciato un gruppo di scienziati tra cui Edoardo Boncinelli, Carlo Stagnaro e Umberto Tirelli, guidati dal fisico Renato Angelo Ricci, presidente onorario dell’Associazione italiana nucleare e di Galileo 2001, il quale, nonostante i suoi 84 anni, continua a battersi in nome della scienza, della cultura e, come li definisce lui, contro “tutti i seminatori di paura” che non ci dicono, però, che Roma è già più radioattiva di Tokyo.

Prof. Ricci, sarebbe davvero così “irragionevole” se gli italiani, dopo Fukushima, decidessero di dire nuovamente no al nucleare fosse anche per un poco scientifico, ma umanissimo, sentimento di paura?
Non mettiamo in conflitto ragione e sentimenti. Un conto è la ragione che tiene presente anche emozioni e sentimenti, un conto è l’irrazionalità che non è fatta di sentimenti ed emozioni ma di timori e paura che sono al di là del ragionevole. Fare questi referendum significa non fare appello all’intelligenza umana e lasciare campo libero ai seminatori di paura.

A chi si riferisce in particolare?
A tutti quelli che sentiamo dalla mattina alla sera parlare di radiazioni senza nemmeno sapere cosa siano. L’ha visto lei Celentano ad “Annozero”, li ha sentiti Travaglio e compagnia bella? Questa gente qui ha mai studiato un minimo di fisica per capire cosa sono le radiazioni ionizzanti? Il problema nostro è quello di evitare che una questione così importante come le strategie energetiche, fondamentali per lo sviluppo civile, sociale ed economico del Paese, sia trattata alla stregua della paura dei fantasmi.

Ma noi italiani siamo così creduloni che non ci meritiamo nemmeno un referendum per dire come la pensiamo?
Questa è una domanda capziosa.

Perché allora voi scienziati avreste lanciato il vostro appello per il “no”?
Ma guardi, il nostro appello non è nemmeno per il “no”. E’ proprio contro questo referendum, per dire che è inutile e che non ha alcun senso né civile, né etico, né sociale. E’ un referendum contorto che non mette i cittadini di fronte a delle scelte ponderate su un problema che va discusso più razionalmente.

Se è vero, come i sostenitori del nucleare ritengono, che l’Italia sarà penalizzata da una eventuale rinuncia all’atomo, perché la Germania, che è la prima forza economica dell’Europa, lo sta facendo?
Bè, intanto non ci ha ancora rinunciato visto che le centrali chiuderanno non prima del 2022. Voglio proprio vedere se le chiudesse domani dove andrebbe a finire la prima economia europea visto che le sue due prime fonti di produzione di energia elettrica sono il carbone e il nucleare!

Ma ci sono sempre l’eolico e il fotovoltaico.
Che non potrebbero ad oggi coprire il suo fabbisogno di energia elettrica! Per cui la Germania dovrà acquistare dalla Francia o sfruttare ancora di più il carbone. Voglio vedere allora cosa diranno gli ambientalisti che parlano tanto di inquinamento e di gas serra quando nel 2007, grazie all’energia nucleare, sono state tolte di mezzo più di 2 milioni di tonnellate di gas serra che sono l’equivalente di tre protocolli di Kyoto.

Gli ambientalisti dicono solo sciocchezze?
Ma assolutamente no. Ce ne sono parecchi che io stesso stimo molto.

Per esempio?
Per esempio Chicco Testa che era un ambientalista ed è diventato pro nucleare; Patrick Moore, il fondatore di Greenpeace, che è a favore del nucleare perché lui stesso sostiene che è l’unica fonte di energia che può competere su larga scala, a differenza delle rinnovabili, con i combustibili fossili e che può quindi ridurre le emissioni di gas serra; o ancora James Lovelock, il padre di Gaia la terra che vive, ebbene anche lui dice che è meglio utilizzare il nucleare piuttosto che il carbone, il petrolio e il gas.

E a chi, come il presidente dei Verdi nell’Europarlamento, Daniel Cohn-Bendit, sostiene che nessun Paese sarebbe in grado di sviluppare la filiera nucleare senza spendere cifre enormi, cosa risponde?
Daniel Cohn-Bendit è una persona che può parlare di tutto tranne di energia perché non sa un bel niente di cosa sia l’energia nucleare. Non è vero che fare il nucleare costa troppo perché è lo stesso Comitato climatico inglese a scrivere che la tecnologia nucleare è ancora la più economica, rispetto all’eolico e al fotovoltaico, e la più pulita.

Ma lei non dà proprio nessuna chance alle energie rinnovabili?
Non dico questo, dico che le energie rinnovabili, almeno per un certo periodo di tempo, resteranno delle fonti di nicchia, che potranno andare bene in un paesetto ma che non possono sostituire una centrale termica a carbone o a gas di 1000 MW, che serve ad alimentare le industrie o le città. Quindi, mentre che la ricerca sulle rinnovabili va avanti, per sostituire il carbone non si può far altro che rivolgersi al nucleare che garantisce gli stessi rendimenti.

Ma se in Italia il referendum ferma tutto che succede?
Che la gente continuerà a non sapere e a non capire che se va a Roma si prende più radiazioni che se andasse a Tokyo.

Sta dicendo che Roma è più radioattiva di Tokyo?
Esattamente, perché c’è una forte radioattività naturale, come in tutta Italia! Lei dove abita?

Proprio a Roma.
Ecco, a Roma per esempio ce n’è di più di Aosta, per dire, e questo perché le pavimentazioni romane sono fatte di materiale roccioso di origine minerale che emette una radioattivtà più alta che altrove, per esempio più alta che a Tokyo. Ma queste cose la gente non le sa e la nostra battaglia è proprio in nome della cultura.

Andrete avanti comunque qualunque sia il risultato del referendum?
Sa cosa mi disse, dopo il referendum dell’87, il professore Edoardo Amaldi, primo allievo di Fermi, colui che ha rifondato la fisica in Italia dopo la guerra? Mi disse: “Caro Ricci, se gli italiani si vogliono dare delle martellate sui…facciano pure, noi abbiamo detto e dato”. Ebbene, anche questa volta, in nome della cultura e della civiltà, noi abbiamo detto e dato. Poi gli italiani facciano quello che vogliono. Io ai miei nipoti però potrò dire che non è stata certo colpa mia.

  • claudia.daconto
  • Giovedì 9 Giugno 2011

    FONTE:http://blog.panorama.it/italia/2011/06/09/%C2%ABrinunciare-al-nucleare-una-follia-scientifica%C2%BB/