“Affondano” le Boe intelligenti Marpark

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“Affondano” le Boe intelligenti Marpark

23 giugno 2010 2 Comments

“Affondano” le Boe intelligenti Marpark

Della vicenda che riguarda la messa in opera di campi boe telematici nelle aree marine protette italiane (il sistema Marpark), finanziato, in via sperimentale, dal Ministero in indirizzo con l’obiettivo di posizionare campi boe telematici nelle riserve di Capo Carbonara in Sardegna e delle Cinque Terre in Liguria, avevamo già scritto.

Cos’è il sistema MarPark?

Da quanto riportato dal loro sito, si tratta di un sistema per la protezione dell’Ambiente e la fruizione turistica sostenibile, un sistema telematico di ormeggio eco-compatibile per imbarcazioni da diporto.

MarPark offre la possibilità di prenotare ormeggi su gavitelli in specchi d’acqua protetti e godere di luoghi bellissimi nella certezza di non recare danni all’ambiente.
Inutile precisare che è un ulteriore modo di fare business, che costringe chiunque voglia fruire di questi bellissimi angoli della nostra penisola a rivolgersi ad una determinata azienda e pagare il costo dell’ormeggio.

Tra i partner Marpark, “Legambiente”, “Golettaverde Legambiente”, “La nuova ecologia” (giornale di Legambiente).

L’ “indagine conoscitiva sulle aree protette, con particolare riferimento agli assetti e alla efficienza complessiva delle strutture di gestione”, all’audizione tenutasi il 29 ottobre 2008 (13ª Territorio, ambiente, beni ambientali – Indagini conoscitive – presidente D’Alì –PDL), ha preso parte il Presidente pro tempore di Federparchi, Matteo Fusilli (indagato nella qualità di ex presidente del Parco Nazionale del Gargano, per l’affidamento della demolizione di alcune case abusive ad una società fantasma dell’ex agente 007 Mario Scaramella. Una società quella dello 007 che, definita “organizzazione intergovernativa di diritto pubblico” dichiarava di aver sede a Washington e rappresentanza a Napoli) – PD – Già presidente Federparchi (della quale Legambiente è socia), Comitato Scientifico Nazionale Legambiente, socio promotore #HYPERLINK “http://www.symbola.net/din/fond_00.htm”SYMBOLA (Presidente Ermete Realacci), Presidente “Parchi per Kyoto”, (fondazione Federparchi- Kyoto Club – di quest’ultimo è Vice-Presidente Francesco Ferrante).

Spulciando tra i resoconti delle audizioni al Senato, leggiamo della seduta n. 66 – Martedì 24 febbraio 2009 – Audizione di rappresentanti dell’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini (UCINA).

Ovvio che anche l’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini, abbia un protocollo d’intesa con Legambiente.

Proseguono le sedute, per arrivare a quella del 24 marzo 2009. Audizione del Presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre Franco Bonannini PD- Presidente parco nazionale delle cinque terre, candidato alle ultime elezioni al parlamento europeo, membro della Direzione Nazionale Legambiente e ovviamente socio promotore SYMBOLA.

Alle cinque terre è stato realizzato il campo boe italgest-giunta esecutiva Federparchi.

21 aprile 2009 Audizione del presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, PD – Capolista alla costituente del PD nella lista ambientalista (Realacci-Melandri) Presidente Federparchi (vicepresidente per le aree marine e Salvatore Sanna PD – Presidente Area marina di Capo Carbonara dove, fatalità, nasce un altro campo boe.

In sintesi, il Senato ha un solo interlocutore e conosce un solo punto di vista: Legambiente!!!

Andiamo a vedere adesso cosa com’è finita la storia delle boe Marpark.

Apprendiamo da varie ed autorevoli fonti, che “dopo l’iniziale insuccesso per le boe intelligenti di Marpark, oggi possiamo tranquillamente parlare di flop. Il progetto che utilizza le tecnologie wireless per consentire alle imbarcazioni da diporto di ormeggiare nelle aree marine protette realizzato da Italgest mare e patrocinato dal ministero dell’Ambiente, non è più in funzione.

Inizialmente erano due le zone scelte per la sperimentazione, quella nel sud della Sardegna al largo della località di Villasimius -l’altra area si trova al largo delle Cinque Terre– dove le boe di Marpark sono rimaste pressoché inutilizzate, snobbate dai proprietari di barche che invece hanno preferito gettare l’ancora nelle rade vicine.

La conferma del flop e del relativo abbandono del progetto arriva direttamente dalla ditta ideatrice del progetto che interpellata per sapere come poter ormeggiare in una delle sue boe poste nel parco delle Cinque Terre, risponde che le boe erano libere e non più gestite da nessun ente.

Ovviamente essendo adesso il parco boe gratuito molti diportisti ne approfittano indiscriminatamente restando ancorati anche per più giorni quasi fosse una proprietà privata.

La vicenda, era stata oggetto di un’interrogazione parlamentare, presentata dal Senatore Caforio (Idv), nel corso della seduta n. 287 del 19/11/2009

Il Senatore di Italia dei Valori, chiedeva di sapere:

– quali fossero i criteri adottati per l’affidamento di tale sperimentazione e quali le motivazioni tecniche in virtù delle quali, ai fini della sperimentazione, non fossero stati utilizzati campi di ormeggio già esistenti per il posizionamento del sistema di prenotazione elettronica di posti finalizzati all’ormeggio e di servizi per il diporto, in collegamento telematico con un centro operativo, previa opportuna modifica dei gavitelli stessi;

– se risultasse al Ministro in indirizzo che fossero stati affidati alla medesima società titolare del brevetto Marpark, la Italgest SpA (attualmente MarPark SpA), anche gli studi per determinare il luogo di posizionamento e l’installazione di ancoraggi e quali siano, in caso affermativo, le ragioni per le quali non si fosse fatto ricorso al mercato per la scelta di tali sistemi eco-compatibili;

– se la società in questione risultasse concessionaria del Ministero o fosse comunque titolare di convenzione per la gestione di campi boe e per i connessi servizi del diporto nelle aree marine scelte per la sperimentazione e, in caso affermativo, quali fossero i criteri adottati per tale concessione o convezione nonché i relativi costi;

– se la sperimentazione di cui in premessa fosse conclusa, quali fossero gli esiti della medesima e le valutazioni di merito operate dal Ministero;

– se il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sia partner o soggetto patrocinante del progetto Seapass di cui in premessa e se fosse stata autorizzata la pubblicazione di estratti dei progetti ministeriali, dei relativi studi ovvero di dati sensibili relativi alla sperimentazione, così come compare nel manuale “linee guida per la gestione dei campi boe telematici” del citato progetto Seapass;

– quali criteri il Ministro intenda seguire per il futuro in relazione all’eventuale realizzazione di altri campi boe nelle aree marine protette.

(4-02298)

Per finire, alle richieste formulate nell’interrogazione, riteniamo che dopo il flop delle boe Marpark e il loro “affondamento”, se ne potrebbe aggiungere un’altra: quanto è costato il progetto finanziato, in via sperimentale, dal Ministero?

FONTE: http://www.lavalledeitempli.net/2010/06/23/affondano-le-boe-intelligenti-marpark/