IL “WWF” consegna la più alta onorificenza “Principe Filippo Duca di Edimburgo” lo stesso che vedrete andava a caccia di tigri.

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Anatoly Belov, l’uomo che sussurrava alle tigri premiato dal Wwf

17 novembre 2010
Dmitrij Levner
Anatoly Belov, l’uomo che sussurrava alle tigri premiato dal Wwf

Secondo il calendario cinese il 2010 è l’anno della Tigre, per questo il WWF l’ha ritenuto particolarmente adatto a conferire la sua onorificenza più alta a un uomo che ha dedicato la propria carriera a proteggere le tigri dell’Amur nell’estremo est russo. Anatoly Belov, coordinatore di due riserve naturali situate nella vastissima Regione Primorsky nell’est della Russia, è stato insignito dal WWF della medaglia del Duca di Edimburgo per la Conservazione per l’anno 2010, durante una cerimonia speciale che si è svolta al castello di Windsor il 1 Novembre.

Nel conferire la medaglia a Belov, il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, ha ricordato “l’instancabile lavoro” della guardia forestale, “fondamentale nel tentativo di salvare la specie dall’estinzione”. A differenza di altri paesi, che hanno visto una veloce diminuzione della loro popolazione di tigri, la Russia, nelle sua estremità orientale, ha visto crescere il numero delle tigri sul proprio territorio dai 50 esemplari del 1960, ai 500 stimati oggi. Tuttavia, nonostante gli sforzi infaticabili di guardiacaccia votati al proprio lavoro, che rastrellano continuamente le sterminate foreste siberiane in cerca di bracconieri, trappole e trafficanti illegali, da un’indagine eseguita lo scorso anno dall’americana Wildlife Conservation Society, pare che il numero di tigri in Russia stia diminuendo, probabilmente a causa dell’intensificazione del bracconaggio.

La lotta al bracconaggio e al contrabbando in Russia è una cosa seria, e Belov non si considera in alcun modo eccezionale rispetto agli altri membri della squadra che insieme a lui combatte le attività illegali nelle riserve naturali. Durante la conferenza stampa svoltasi a Mosca al suo rientro dall’Inghilterra, Belov ha detto di sentirsi a disagio per aver ritirato il premio da solo.

“Sono stato nominato per questo premio. Ma io non sono solo. C’è una squadra di persone che lavorano con me: i miei colleghi ispettori, le guardie di frontiera, i poliziotti. Lavoriamo tutti insieme”, ha detto Belov.

Molti componenti della squadra di Belov sono veterani dell’esercito, preparati alle sfide del loro mestiere attuale dall’esperienza nelle campagne militari in Cecenia e Afghanistan. E le sfide della vita da ranger non si limitano alle asperità del clima e del territorio. Recenti riforme, volte a combinare tutte le agenzie ambientali in un unico organismo, hanno accresciuto i doveri burocratici delle guardie forestali; inoltre, molti bracconieri godono dell’appoggio dei funzionari locali, che traggono profitto dalla caccia di frodo. La mancanza di denaro è un altro problema costante. Il sostegno economico del governo locale e delle autorità federali dovrebbe essere affiancato da quello di ONG come il WWF, che possano fornire attrezzature, uniformi e altri beni necessari alle guardie forestali.

Belov insignito della più alta onorificenza del WWF il mese scorso durante una cerimonia in Inghilterra. Foto di WWF

Nonostante queste difficoltà, le guardie forestali portano avanti con successo la lotta al bracconaggio. Lo scorso anno, 240 persone sono state arrestate per attività illegali all’interno delle due riserve naturali lungo il confine tra Russia e Cina che si trovano sotto la responsabilità di Belov.

Anche se non tutti erano colpevoli di attività contro specie in via d’estinzione. Belov ammette che le difficili condizioni di vita della regione, spesso spingono le persone al crimine. Molti abitanti della zona tagliano alberi nelle riserve per scaldare le proprie case e vanno a caccia per procurarsi il cibo. La legge richiede una licenza per il taglio del legname, la caccia e la pesca, ma la maggior parte delle persone ignora la legge per evitare il complesso iter burocratico necessario a ottenere questo tipo di licenze. Belov e i colleghi della forestale devono esaminare ogni singolo caso, per distinguere questo tipo di reati da quelli di bracconaggio vero e proprio ai danni delle specie protette di tigri e leopardi. “Se dovessimo arrestare tutti quelli che sono in qualche modo coinvolti in attività illegali all’interno delle riserve, metà della popolazione locale finirebbe dietro alle sbarre”, ha detto Belov.

Belov ha ammesso che è stato un grande onore ricevere il premio del WWF, ma l’unica cosa che gli sta veramente a cuore è di compiere il suo lavoro in difesa delle foreste. A 48 anni, Belov ha passato quasi tutta la sua vita nelle riserve naturali dell’estremo est, e non si sente molto a proprio agio a partecipare a cerimonie ufficiali in abito elegante. Dopo 22 anni nella foresta, quei mille chilometri quadrati di paesaggi unici che protegge sono ormai la sua casa; la lotta a trafficanti e bracconieri non si fermerà.

“Se riusciremo a preservare questo territorio, per i nostri figli sarà un’eredità senza prezzo,” dice Belov. “Per quanto riguarda il presente, i risultati del nostro lavoro sono ovvi.”

Il WWF, col motto “Le tigri ruggiscono aiuto”, spera di attirare l’attenzione sui rischi che corrono questi grossi felini in tutto il mondo. L’organizzazione ha lanciato di recente un ampio programma di educazione e sponsorizzazione a favore delle tigri, chiamato ROAR, e sta anche supportando il Global Tiger Summit, previsto per la fine di novembre a San Pietroburgo. I rappresentanti dei 13 paesi che ospitano popolazioni di tigri incontreranno scienziati e ambientalisti per cercare di elaborare un piano d’azione in difesa degli animali in pericolo. Il summit è sostenuto anche dalla Banca Mondiale e gli organizzatori sperano che, grazie ai progetti che usciranno dall’incontro, si riuscirà a raddoppiare la popolazione mondiale di tigri entro il 2022, il prossimo anno della Tigre.

FONTE:  http://russiaoggi.repubblica.it/articles/2010/11/17/anatoly_belov_luomo_che_sussurrava_alle_tigri_premiato_dal_wwf.html#jffb08ebb2

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Ma in qui: (“Il WWF, le sue origini, chi lo finanzia e i suoi veri scopi. “) Trovo una foto ritrae il Principe Filippo Duca di Edimburgo fondatore del “WWF” con la tigre appena UCCISA  A  F.U.C.I.L.A.T.E!  (nella foto è il primo a dx)

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lunedì 4 agosto 2008

Il WWF, le sue origini, chi lo finanzia e i suoi veri scopi

Nel 1948 Sir Julian Huxley, un famoso biologo, istituì l’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali). L’IUCN ha sempre avuto relazioni molto strette con il Foreign Office inglese. Per tutta la vita Huxley ha lavorato su progetti di conservazione della natura. Nel 1960, fece un viaggio attraverso le Colonie Inglesi che stavano per ottenere l’indipendenza. Il suo ruolo fu quello di accertarsi che il governo inglese fosse in grado di mantenere le grinfie nella gestione delle Riserve naturali situate nei paesi del Commonwealth, cosa che avviene ancora oggi. Talvolta fu in grado di convincere i nuovi leaders africani che ogni loro cittadino era un bracconiere potenziale. La Gran Bretagna si è sempre preoccupata di ottenere illimitatamente le materie prime dai paesi del Commonwealth. E’ da notare che l’IUCN ha tuttora nel suo nome le parole “risorse naturali”. L’Avvocato olandese J. Wilgers affermò che l’IUCN fosse una estensione degli uffici governativi e dei pubblici settori della Gran Bretagna, perché alla fine è li che si trovano i veri beneficiari delle sue attività. Un anno dopo il viaggio, l’11 settembre 1961 (40 anni esatti prima dell’attentato alle torri gemelle), lo stesso Julian Huxley fondò ufficialmente il WWF, insieme al principe Bernardo d’Olanda e al Principe Filippo di Edinburgo, con il solo scopo di raccogliere fondi per l’IUCN. In realtà dopo la nascita del WWF l’IUCN passò in secondo piano, ed a 30 anni dalla sua fondazione, il WWF controllava il 10% della superficie mondiale. Ad esempio, controlla il 40% della Tanzania. All’inizio degli anni ‘70 fu istituito, sempre dal Principe Filippo e da Bernardo d’Olanda, un club che ha lo scopo di generare fondi per il funzionamento del WWF. Tale club prese il nome di Club 1001. Nel 1974 fu fatto appello a tutti i membri affinché versassero una quota una tantum di 10.000 dollari, una specie di iscrizione a vita. Da allora in poi le informazioni disponibili sulla vita e sul funzionamento del club sono molto scarse. Nel 1980, la rivista Private Eye pubblicò un articolo in cui campeggiava la domanda “cosa ottengono i membri del club 1001 in cambio della loro quota di iscrizione oltre al privilegio di poter cenare col Principe Bernardo o col Duca di Edinburgo ?” Questa è l’unico riferimento che testimonia che il Club 1001 organizza i suoi meeting. Una cosa certa è comunque che ancora nel 1996 il Club reclutava nuovi membri. Sul sito di Buttonboss si poteva leggere: “Buttonboss ha celebrato il suo 20° compleanno e, una volta ancora il Principe Bernando ci ha onorato della sua presenza partecipando allo spettacolare party celebrativo che si è tenuto a Twente (Olanda). E’ stato in questa occasione che egli, a nome dei membri del comitato ristretto del Club, ha offerto a Henk Brusse l’iscrizione al Club 1001, per partecipare al quale doveva comunque dare un contributo. Il club comprende 1001 buoni amici del Principe Bernardo, tutti contribuenti per sostenere le attività del WWF”. Nel 2005 la sezione olandese del WWF confermava che i meeting del Club 1001 si tenevano ancora, ad esempio in quell’anno si era tenuto un Panda Ball nel Principato di Monaco e una cena a Barcellona. Da notare che le varie sezioni nazionali del WWF, appositamente interpellate, hanno mostrato scarso interesse a rispondere a domande sull’attività del Club 1001. Comunque fonti ufficiali WWF hanno confermato che la quota vitalizia di iscrizione al Club era salita a 25.000 dollari nel 2005. Con tale quota i membri del Club usufruiscono di escursioni naturalistiche ed eventi organizzati dal WWF Internazionale. Le informazioni fornite dal WWF Internazionale permettono di speculare sulle entrate annuali del Club. Se il Club ha circa 1000 soci di 45-50 anni, si può ipotizzare un tasso di mortalità di circa 20 persone all’anno, che significa un ammontare di quote di iscrizione di 500.000 dollari annui. Ma quali sono gli intendimenti delle persone che partecipano ai meeting ? Eccoli, secondo il sopraccitato articolo di Private Eye. “La risposta risiede nel fatto che il WWF Internazionale, per le cause della conservazione, deve sempre di più stringere accordi coi ministri economici e dell’ambiente dei paesi del Terzo Mondo che controllano importanti mercati e risorse di cui gli industriali hanno disperato bisogno. Sotto l’egida del WWF, gli uomini d’affari possono informalmente incontrare politici che condividono le loro vedute in base alle quali ciò che è buono per gli affari è buono anche per i conti bancari”. Secondo l’Avvocato olandese J. Wilgers, in definitiva l’IUCN ed il WWF, “sono stati creati come strutture del il neo-colonialismo inglese”. 

Alcune attività dei fondatori del WWF e dei soci del Club 1001

In questa foto scattata il 26 gennaio 1961 compaiono, da sinistra a destra: il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, il Principe Jagat-Singh (col piede sulla testa della tigre), il Maragià di Jaipur, la Regina Elisabetta e la Maharani di Jaipur. La tigre era stata abbattuta dal Principe Filippo durante una battuta di caccia alla tigre con l’elefante. La pelle della tigre fu poi spedita e conservata al Castello di Windsor. Il Principe Filippo fondò qualche mese dopo il WWF, di cui ne divenne il primo presidente per cedere poi la carica a Bernardo d’Olanda: c’è da pensare che ad una persona così stesse a cuore la conservazione della natura ?

Pure al secondo presidente del WWF, il Principe Bernardo d’Olanda, la natura andava “un po’ stretta”. Infatti, Dario Paccino, nel suo “L’imbroglio ecologico” (Einaudi, 1972) riporta la seguente notizia: “Il Presidente del WWF, Principe Bernardo d’Olanda, nel marzo del 1970, insieme con altri “Vip” (il marchese Edilio Raggio, l’armatore greco Niarkos -ex cognato di Onassis -, l’attore Walter Chiari ed il torero Dominguin) fu denunciato alla magistratura dalla sezione cacciatori di Novi Ligure (Alessandria) per essere andato a caccia di frodo su terreno coperto da neve, sul quale normalmente la caccia è proibita, essendo ridotte le possibilità della selvaggina di cercare scampo con la fuga”. 

Vediamo ora qualche “supporter” del WWF. Il Club di Roma fu fondato dal socio del Club 1001 Alexander King e dal n° 2 della Fiat, Aurelio Peccei. Il presidente della Fiat, Gianni Agnelli, era socio del Club 1001. Il Re di Spagna Juan Carlos, anch’esso finanziatore del WWF in quanto membro del Club 1001 è noto per essere un cacciatore senza scrupoli, che non si cura dell’età degli animali che abbatte o se si tratta di femmine gravide. Ad esempio, il 10 ottobre 2004 in una battuta di caccia in Romania Juan Carlos uccise 9 orsi, un lupo ed tre cinghiali.

Non solo, in seguito anche un orso domestico, di indole mansueta, è stato catturato, impacchettato e portato in una riserva dove, dopo essere stato ubriacato da un mix di miele e vodka, è stato abbattuto dal re Juan Carlos. E’ avvenuto in Russia ad agosto 2006. Da ricordare che Juan Carlos si reca sovente a caccia anche in Italia, ed esattamente in Valle Dragoiesolo, Venezia (ad esempio il 25 settembre 2003 e nel 2005). 

Per avere un quadro più dettagliato sui membri noti del Club 1001 e sulle attività poco note del WWF in Africa, vi consigliamo la visita di questo sito, da cui sono tratte molte delle informazioni contenute in questo post.