Ambientalisti o panteisti?

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Molti ho incontrato che volevano ingannare, ma che volesse farsi ingannare, nessuno
(S. Agostino)

Quanto siamo avanzati sulla strada del controllo del pensiero da parte dei padroni occulti dell’informazione lo dimostrano alcuni esempi di falsità tenacemente credute e ripetute come fossero luoghi comuni.

Peter Singer

Venti anni fa, secondo una ricerca degli ambientalisti americani intitolato “Global 2000″, il mondo si trovava sull’orlo del collasso (1). Pubblicato nel 1980, questo rapporto prevedeva che entro quest’anno il mondo sarebbe stato in preda alla carestia, all’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, al dilagare della fame nel mondo, all’esaurimento delle riserve minerarie e all’esplosione del tasso di natalità. Ebbene, eccoci qua, ben oltre la metà dell’anno 2000, e il cielo non ci è crollato addosso. Anzi, in quasi tutti i modi misurabili, dal 1980 ad oggi la vita sulla Terra è migliorata più o meno ovunque, tranne che in Africa (2).

Vediamo nel dettaglio: dalla metà degli anni settanta la produzione mondiale di derrate alimentari è aumentata di circa il 25 percento mentre i prezzi sono crollati di circa il 50 percento. Il principale problema dell’agricoltura in molti paesi oggi è infatti non la scarsità ma la sovra-produzione di cibo, per cui in Europa, ad esempio, si pagano i contadini perché distruggano ogni anno buona parte del loro raccolto. Secondo la rivista “National Geographic” il nuovo problema nutritivo nel paese più popoloso del mondo, la Cina, da quando ha cominciato ad ammettere la proprietà privata del terreno, non è la denutrizione ma l’obesità.

Quanto alle riserve minerarie, non vi è penuria in vista. A tutto il 1990, il livello delle riserve dei principali minerali (fra cui l’argento, il mercurio, lo zinco, lo zolfo) era di centinaia di migliaia di tonnellate. Ed è dal 1990 che i prezzi dei minerali diminuiscono quasi ininterrottamente.

Il bello è che il mondo ha fatto esattamente l’opposto di quello che consigliavano i profeti del declino nel 1980. Si sono abbandonate le politiche agricole collettivistiche e il controllo dei prezzi, lasciando liberi la tecnologia e il mercato di combattere da soli la scarsità.

E con la prevista esplosione demografica come la mettiamo? Stesso discorso: dalla metà degli anni settanta il tasso di natalità nei paesi del terzo mondo è sceso da circa 5 bambini per famiglia a meno di 3, mentre nei paesi industrializzati, è sceso al di sotto della crescita zero. La crisi demografica in paesi come il Giappone, la Spagna, l’Italia e la Francia oggi non consiste infatti nell’esplosione ma nell’implosione demografica. Allo stesso tempo, in paesi come l’India, la Cina, l’Indonesia e il Messico la vita media è aumentata di 10- 15 anni e i tassi di mortalità infantile sono scesi della metà.

Si ritiene in generale che l’epoca moderna sia l’età della ragione, distinta dalle passate età della fede, che si vuole fossero oscurantiste. Ma gli esempi elencati fin qui dimostrano quanto sia facile prestare una fede incondizionata nelle informazioni che ci arrivano, purché siano presentate con un’aria di verità, meglio se come scientifiche, con il nome di “ricerche”, “rapporti”, “studi”, “indagini statistiche ” e “dati”.

Tutti prendono per buone le informazioni sull’ “effetto serra “, che aumenterebbe, anzi, avrebbe già aumentato, la temperatura del nostro pianeta. In realtà, i dati dei satelliti della Nasa (National Aeronautics and Space Administration) dicono che l’atmosfera terrestre è più fredda di una frazione di grado rispetto al 1979(3). Ma si preferisce lo stesso continuare a pensare, e a far pensare, che la terra si stia surriscaldando, basandosi su rilevazioni fatte in ambienti urbani che generano il proprio calore.

Una conferma della natura falsa e manipolatoria di questo catastrofismo viene da Giorgio Bocca, che sull’Espresso osserva:

Tre secoli fa mucche e pellegrini andavano dalla Val D’Aosta a Zermatt per il passo del Theodulo, sopra i tremila, e nessuno vi vedeva un annuncio di catastrofe. Oggi il passo è sepolto sotto il ghiacciaio e la psicosi dell’effetto serra, dello scioglimento mondiale dei ghiacciai, riempie le pagine dei giornali. Mah!” (4)

La prova più clamorosa di quanto sia cieca e assoluta la fede nei dettami ambientalisti riguarda il rito della raccolta differenziata dei rifiuti. Ormai il mondo si divide fra chi separa diligentemente la plastica, il vetro e i rifiuti organici prima di buttarli, e chi continua a non separarli, ma sente di commettere uno dei pochi peccati riconosciuti dal mondo contemporaneo, il peccato contro l’ambiente. Il fatto è che nonostante la propaganda e i fondi spesi in progetti e appalti, di impianti per lo smaltimento separato dei rifiuti ne esistono pochissimi (e costano un’iradiddio per cui il pattume diligentemente separato viene subito rimesso insieme. A Roma i rifiuti vengono riversati insieme già nel camion della nettezza. La carta riciclata certo, l’abbiamo vista, ma il vetro e la plastica quando mai?

l. Il culto della dea Terra

Dagli allarmi ambientali che trasformando l’ecologia in eco-fanatismo, alla trasformazione della tutela dell’ambiente in venerazione dell’ambiente il passo è breve.

Una causa intentata l’anno scorso da tre famiglie cattoliche contro il distretto scolastico di Bedford, nello stato di New York, per aver costretto i propri bambini ad attività educative che comprendevano le preghiere alla Madre Terra, ha portato alla luce una prassi di cui in tanti erano consapevoli, ma che nessuno fino ad allora aveva pensato di contrastare. Dalle scuole pubbliche americane, infatti, in ossequio alla separazione fra stato e chiesa, sono rigidamente banditi le preghiere e i testi cristiani ed ebraici. Allo stesso tempo però vengono permesse tranquillamente le pratiche legate alla New Age. Nelle scuole di Bedford ad esempio si insegnava a plasmare immagini di Ganesh, una divinità indù, a costruire bamboline da mettere sotto il cuscino come amuleto contro gli incubi, e a pregate “Gaia”, la “Dea della Terra” venerata nei riti neo-pagani. In occasione della “Giornata della Terra”, ricorrenza iniziata nel 1970, agli studenti veniva detto di portare doni al pianeta. Nelle ore di scienze si mettevano dei cristalli sul petto per sentirne “la potenza “, mentre si ascoltavano cassette che mescolavano preghiere e invocazioni a suoni della foresta e dell’oceano.

Esiste anche un manuale per celebrare la “Giornata della Terra”, dove si insegna a pregare la “Madre Terra quando è necessario abbattere un albero o mietere delle piante, chiedendo alla divinità il suo “permesso e consenso”. Ai riti partecipano anche gli anziani della comunità. Lo svolgimento prevede la formazione di cerchi concentrici intorno a un mappamondo gigante, posto in cima a un treppiedi di bambù, con gli anziani nel cerchio interno, a significare che essi sono più vicini alla terra e presto vi faranno ritorno per nutrirla. Compito degli insegnanti è di leggere ad alta voce dei discorsi acconci. Tutto questo in una scuola pubblica dove la lettura in classe di un brano della Bibbia sarebbe censurata e vietata come irrispettosa della laicità dello stato. (5)

2. Dall’eco-fanatismo all’eco-teologia

Non sorprende quindi che fra i leader del cosiddetto “popolo di Seattle” (6), si trovi un personaggio come Starhawk, strega per autodefinizione, una delle iniziatrici del neopaganesimo moderno. Accanto infatti alla lotta alla globalizzazione e al potere delle multinazionali (che sfocia di fatto nel sostegno ai governi perché mettano l’economia sotto il controllo di leggi e divieti, magari coordinati da un governo mondiale) gli attivisti della protesta itinerante lottano per la “giustizia ambientale“.

“Non posso starmene con le mani in mano mentre vengono distrutte le nostre terre, inquinate le nostre acque e impoveriti i popoli della terra senza fare qualcosa…”

ha dichiarato infatti Starhawk.(7) E per Starhawk “Fare qualcosa” significa radunare le streghe neopagane e tenere insegnamenti sulla non-violenza e “l’attivismo magico”. Alle manifestazioni di protesta, Starhawk e le sue consorelle del movimento “Reclaiming”, nome che indica la volontà di riappropriarsi dell’ambiente, fanno precedere, coerentemente, dei “riti”di stregoneria.

Questa divinizzazione della natura, nota anche come “ideologia Gaia“, in omaggio alla mitologia greca, è il frutto del passaggio da una giusta tutela dell’ambiente a forme di protezione che ricordano la riverenza per le vacche sacre degli indù. Essa segna l‘infiltrazione in grande stile delle idee New Age nel movimento ecologico, a partire dalla prima “Giornata della Terra”, nel 1970, quando il pianeta fu riconosciuto cerimoniosamente “come essere vivente, degno di adorazione. L’incompatibilità di questa venerazione con gli insegnamenti cristiani salta agli occhi ed è sottolineata dagli stessi devoti di Gaia. Così la Chiesa, di solito accusata di essere retriva e chiusa al progresso moderno, in questo caso viene accusata di favorire lo sviluppo della tecnologia.

Molte pubblicazioni esoteriche vedono gli insegnamenti biblici come la causa di grossi problemi ecologici. In un numero della rivista “Time” relativa ai problemi ambientali, la Bibbia, e in particolare il libro della Genesi, dove all’uomo viene dato il dominio sulla terra e sui suoi abitanti, viene citata come uno dei motivi per il maltrattamento della natura da parte dell’uomo. Secondo gli zeloti ambientalisti, la diffusione dei cristianesimo ha portato ad uno sviluppo negativo della tecnologia che danneggerebbe la terra.(8)

Coerentemente con questa assegnazione di colpa, il culto della Madre Terra e l’ideologia ambientalista si accompagnano anche alla svalutazione dell’essere umano, messo sullo stesso piano delle altre “specie” e accusato anzi di eccessiva e nociva prolificità.(9) Colpisce infatti che neanche una delle tante organizzazioni ambientaliste che ci sono nel mondo associ alla difesa della natura anche la difesa della vita umana pronunciandosi contro l’aborto. Le campagne del movimento ambientalista sono orientate nella maggior parte dei casi contro l’uomo e le sue attività e diffondono di fatto una cultura di matrice maltusiana.(10)

L’eco-teologia Gaia sottende la filosofia della maggior parte delle organizzazioni non-governative riconosciute dall’Onu e impegnate a ridurre o mantenere, la popolazione del pianeta. Essa ispira trattati e enunciazioni di principio come il “Trattato sulla Biodiversità” (11) e la “Carta dei Diritti della Terra ” dell’Onu.

3. I diritti della Terra hanno la precedenza sui diritti dell’uomo

“La Carta della Terra”, che alcuni promotori descrivono come “nuovi Dieci Comandamenti” promuove una larga gamma di nozioni che molti considerano di estremismo ambientale. Le prime bozze di questa carta sollevarono il sospetto dei cristiani quando i riferimenti alla “Madre Terra” sembravano sconfinare nel panteismo. (12)

Uno sguardo alla “Carta della Terra ” ci mostra infatti come i suoi principi siano agli antipodi con quelli che sottendono la visione del mondo giudaico-cristiana, per la quale si applica l’insegnamento della Genesi:

“Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra ” (Gen 1,28).

Secondo la Carta della Terra, al contrario, l’uomo non deve pensare affatto a moltiplicarsi, ma a osservare piuttosto i dovuti “piani e regolamenti di sviluppo sostenibile”. Tradotto in pratica, ciò significa che i bisogni dell’uomo vanno subordinati ai dettami globalistici imposti dagli esperti dell’ambiente – e abbiamo visto quanto corrispondano al vero previsioni e cifre strombazzate e date per acquisite – compreso il controllo delle nascite non solo tramite la contraccezione ma anche con l’aborto e la sterilizzazione. La Carta della Terra stabilisce che:

“L’uso di risorse rinnovabili come l’acqua, il suolo, i prodotti della foresta e la fauna marina …. non sarà libero, ma sarà gestito dall’Onu per proteggere la salute degli ecosistemi” (non la salute dei semplici esseri umani).

La Carta non riconosce il diritto alla libertà personale ma afferma che “tutti gli esseri sono interdipendenti.” Afferma inoltre che:

“ogni forma di vita ha valore a prescindere dal suo valore per gli esseri umani”

il che significa che hanno valore gli animali, le piante e gli insetti … ma non i bambini non nati. La Carta impone che si: “assicuri l’accesso universale, a servizi sanitari che promuovano la salute procreativa (termine adottato dall’Onu per indicare l’aborto e la contraccezione) e la procreazione responsabile (cioè il controllo della popolazione).”

La Carta esorta anche ad affermare: “L’uguaglianza di genere” e “eliminare la discriminazione rispetto… all’orientamento sessuale” (ad accettare cioè i programmi femministi e gay), ed esige che: “integriamo nell’istruzione formale… le abilità necessarie per un modello di vita sostenibile ” (che finora ha significato garantire lezioni di educazione sessuale fin dalle elementari’)(14)

La “Carta della Terra”, in attesa della ratifica definitiva, non fa altro che codificare apertamente una subordinazione dell’uomo ai dettami degli ambientalisti che nella prassi viene già imposta da anni in vari modi. Un esempio sono le biosfere, aree enucleate dall’Onu per la preservazione e la ricerca dell’ambiente.

In Usa ce ne sono una cinquantina, per un totale di circa 20 milioni di ettari. A prima vista non sembrerebbe un’idea sbagliata, ma bisogna considerare che si tratta di terreno sottratto all’uomo, dove all’uomo è interdetta anche la sola entrata, dove i bisogni collettivi delle specie non umane hanno la precedenza sui bisogni e i desideri degli esseri umani.

Se un proprietario terriero si ritrova con il terreno improvvisamente incluso in un’area decretata come biosfera- non potrà più coltivare la sua terra, ampliare la sua casa o anche semplicemente tenervi un cane, perché i bisogni di insetti, di topi e della vegetazione hanno la precedenza sui diritti del proprietario umano. E’ un esproprio di fatto, effettuato dall’Onu in tutto il pianeta, senza nemmeno ricompensa.

4. I diritti degli animali

Un caso estremo, ma purtroppo non isolato, di cedimento della logica di fronte alla legge che controlla e “equipara” gli animali e le piante all’essere umano è il seguente:

Nell’agosto 1999 il governo Clinton ha rimandato la costruzione di una scuola e un ospedale vicino a Los Angeles per proteggere la “mosca Sabbie di Dehli Amante dei fiori”. Quando furono scoperte 8 mosche vicino alla costruzione di un’ala dell’ospedale, l’assessorato all’Ambiente costrinse l’ospedale a spostare la costruzione di 100 metri e agli insetti lasciò liberi due acri. Dare alle 8 Mosche la spazio indispensabile per volare costò al contribuente americano $4 milioni, circa 8.800.000.000 lire“. (15)

Un altro esempio è il caso dell’Alaska, che si trova seduta su giacimenti petroliferi immensi.

Nel 1995 il governo Clinton ha bloccato un piano di estrazione del greggio, che avrebbe interessato una zona minuscola dei territorio, per proteggere l’habitat della fauna artica. Non contò nulla il fatto che gli esquimesi della zona fossero a favore dell’opera per i posti di lavoro che avrebbe generato e per gli introiti che avrebbe fruttato, utili per costruire infrastrutture sanitarie, scuole e ospedali. Non conta nulla neanche il fatto che i cittadini americani ci terrebbero a ridurre la dipendenza dall’Opec. Niente da fare: prima vengono gli animali. Il curioso è che, laddove è avvenuta, l’esplorazione del sottosuolo sembra abbia funzionato da “viagra” per gli animali.

“la temutissima diaspora dei caribou non si è mai verificata. Non solo non si sono estinti i caribou, ma al contrario, la zona adesso ne pullula. Da appena 3.000 caribou nel 1970, il Gregge dell’Artico Centrale è cresciuto fino a quasi 20.000 nel 1999… Gli oleodotti, costruiti su superfici sollevate sopra la pianura, costituiscono una piattaforma sulla quale gli animali possono trovare sollievo dai nugoli di zanzare e dalle mosche nere che rimangono al di sotto. Perfino gli orsi camminano sulle tubature quando vanno in giro per le loro faccende quotidiane”. (16)

Ciononostante, non solo ogni progetto di sviluppo e stato bloccato, ma si teme che, per rendere felici le lobby ambientaliste, il Presidente Clinton abbia già deciso di designare la zona “monumento” nazionale, cioè permanentemente off limits alle trivelle. (I maligni dicono che intende rendere la decisione di dominio pubblico solo dopo le elezioni). La riprova che certo ambientalismo può essere semplicemente strumentale all’acquisto o al mantenimento di posizioni di potere salta agli occhi se si osserva il doppio gioco di alcuni politici, tipo l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti, Al Gore.

Autore di un libro apocalittico sulla necessità di proteggere l’ambiente, Earth in the Balance, quando si tratta però dei suoi interessi Gore ha dimostrato di sapersi mostrare indifferente alle sorti della Terra. Ne sanno qualcosa gli indiani U’Wa, della Colombia, che hanno cercato inutilmente di contestare Gore alla Convention democratica di Los Angeles. Da anni protestano contro i piani della Occidental Petroleum (di cui la famiglia Gore possiede un consistente pacchetto azionario) che intende aprire dei pozzi petroliferi a 500 metri dai loro terreni. Per sventare questo progetto sono arrivati a minacciare il suicidio di massa. Chiamato direttamente in causa, Al Gore, che in passato ha presentato al senato americano risoluzioni in difesa degli indiani dell’ancora più lontana Malesia minacciati dal disboscamento selvaggio, sul futuro degli U’Wa mantiene invece un tenacissimo silenzio.

Ma forse il suo atteggiamento si spiega con il fatto che gli indiani U’Wa in fondo sono solo degli esseri umani, non dei caribou.

5. La soppressione per i neonati e la sterilizzazione dolce per i ratti

La logica che vuole sminuire l’uomo e ridurlo al livello, anzi, al di sotto dei livello degli animali sta alla base delle opere di Peter Singer, filosofo noto per le sue tesi a sostegno della soppressione dei neonati disabili. Tra i fondatori del Movimento di liberazione degli animali, Singer afferma che gli animali quando nascono hanno coscienza di sé, per cui le loro vite valgono di più di quelle dei neonati umani, che inizialmente invece questa coscienza non l’avrebbero.

Secondo i calcoli di Singer, denunciato in passato da Simon Wiesenthal, ciò significa che fino ai 28 giorni di vita è lecito sopprimere un neonato umano che avesse delle tare o degli handicap. Non si tratta dei vaneggiamenti di un folle oscuro e randagio, ma delle discettazioni di un professore le cui aberranti teorie gli sono valse addirittura una cattedra presso la prestigiosa università di Princeton. Assegnata l’anno scorso fra le polemiche e lo stupore generale, ormai la cattedra di Singer è accettata come fait accompli e quasi nessuno protesta più. Anzi, a Princeton il giornale”Us News” ha assegnato quest’anno il palmares di migliore ateneo statunitense.

A livello di zoolatria si colloca la filosofia di PETA, (People for the Ethical Treatment of Animals), Associazione per il trattamento etico degli animali. Per gli attivisti di PETA, gli esseri umani sono come dei virus ambulanti che abitano la terra e la infettano.

La coordinatrice della campagna PETA in difesa dei ratti, Rae Leann Smith, ha dichiarato che la soppressione dei circa 28 milioni di sorci che popolano le strade e le fogne di New York si spera sia eseguita in modo “veloce e indolore”, ma che andrebbe incoraggiato piuttosto:

“Il controllo della popolazione (dei sorci) con metodi non-letali, come la sterilizzazione.”

Anche per le zanzare portatrici di virus letali la Smith chiede “un modo più gentile e meno violento” di sopprimerle rispetto a quello dell’insetticida spray. (17)

Una delle campagna di PETA, che conta ben 700.000 soci umani), è diretta contro il consumo del latte e ha fatto infuriare le associazioni di genitori per via della pubblicità mirante a farlo sostituire dalla birra nelle preferenze dei giovani. Fra i gadget di PETA ci sono infatti gli apribottiglie che affermano che stappando una birra si “Salva la vita ad una mucca”.

La presidente di PETA, Ingrid Network, contesta l’idea che agli esseri umani spettino “diritti speciali” rispetto agli animali e agli insetti. Una sua riflessione è che:

“sei milioni di persone morirono nel campi di concentramento, ma sei miliardi di polli da grigliata moriranno quest’anno nelle case da macello.” (18)

L’apoteosi di questa visione del mondo è forse quella riportata dalla rivista Wild Earth (Terra Selvaggia) dove uno che si firma Les U Knight (che letto ad alta voce suona come “Let’s unite”, “uniamoci”) ha scritto:

“La volontaria auto-estinzione umana risolverà ogni problema della Terra, sia sociale che ambientale”.(19)

In attesa di farci convincere ad auto-estinguerci tutti quanti, intanto possiamo consolarci al pensiero che anche in campo cristiano c’è qualcuno che cerca di fare ammenda per il poco conto in cui la specie (umana) ha tenuto in passato gli animali. Alla chiesa protestante episcopale del campus di Berkcley, ad esempio, essi hanno accesso ai sacramenti: la “benedizione degli animali” contempla infatti la distribuzione ai cani di biscotti per la comunione.

6. Il catastrofismo che vuole solo denunciare, non risolvere

Da un po’ di tempo dunque senza accorgercene stiamo diventando lavagne su cui scrivere di tutto, senza che il buon senso, ormai sbriciolato sotto i colpi di illogicità imposte per anni come vere, si senta chiamato in causa e legittimato ad opporre una qualsiasi obiezione. Paradossalmente, infatti, il progresso accelerato della tecnologia non si accompagna ad una maggiore fiducia nell’uomo e nella sua capacità di rendere il pianeta sempre più accogliente e produttivo, ma al rifiuto dell’opera dell’ingegno. Salvo – naturalmente – per l’ingegneria genetica, che per l’appunto disprezza e manipola la vita umana, si diffida dell’alta tecnologia, il cui sviluppo scientifico incredibilmente procede di pari passo con il ricorso sempre più diffuso alla superstizione, alla magia, ai riti neopagani e alle religioni “alternative”.

“Il 900 è stato un’età di rivolta contro la ragione, di crociate per l’irrazionalismo, della sviluppo e della diffusione esponenziale dell’occulto, dei narcisismo e del solipsismo, che dimostrano la debolezza delle fondamenta laiche del pensiero moderno. Fra queste forze ostili è inconcepibile che la fede nel progresso come realtà storica, o anche solo come possibilità, possa esistere a lungo”. (20)

Non si riesce infatti a capire l’imperare dei catastrofismo dilagante se non alla luce del vuoto culturale lasciato dalla delegittimazione della famiglia, della parrocchia e della scuola, divenute terreno di battaglia aperto alle agenzie più diverse per il possesso delle menti e delle anime, specie dei giovani. Privato di valori di riferimento, di una tradizione e di modelli sicuri, tutti annullati dal relativismo del “tutto vero”, all’ uomo non rimane che guardarsi intorno quando è chiamato a dire la sua e omologarsi agli umori dei “branco” del momento. Preda inerme che cede senza opporre resistenze al messaggio televisivo e allo slogan della piazza, l’essere umano riceve continuamente messaggi che vanno in direzione contraria non solo ai dati scientifici, ma spesso anche all’evidenza, inducendolo a sentirsi in colpa, a condannare con pessimismo la crescita economica e a voltare le spalle al progresso, che invece non ha prodotto soltanto inquinamento, ma anche benessere.

7. Se c’è da “salvare il Pianeta” perché non servirsi dei progressi della tecnologia?

La tecnologia prodotta dall’ingegno umano ha già dimostrato di essere in grado di migliorare l’ambiente e di rendere l’industria più efficiente, con un minor dispendio di risorse naturali, una più limitata produzione di rifiuti ed un minor impatto ambientale rispetto alle tecnologie utilizzate precedentemente.(21) Torniamo ad esempio alla vicenda dell’estrazione del petrolio in Alaska. La tecnologia richiesta per la trivellazione e lo sviluppo dei pozzi petroliferi negli anni ottanta avrebbe richiesto l’utilizzo di seimila ettari. Adesso invece l’impatto ambientale ne coinvolgerebbe soltanto mille, corrispondenti a un puntino microscopico sulla mappa del territorio. Altro esempio è il carbone: è stato abbandonato da decenni in favore del petrolio, perché più sporco e inquinante, ma adesso, annunciano le associazioni dei consumatori, si è trovato il “carbone pulito ” che, se si muoveranno le burocrazie governative, potrebbe benissimo tornare a sostituire l’ “oro nero ” in economia.

“Nella storia le risorse sono andate aumentando e diversificandosi: basti pensare a cosa abbia significato l’introduzione della patata nell’agricoltura. Ma anche il carbone, il petrolio, i fertilizzanti, l’energia atomica sono tutte risorse che l’uomo ha conosciuto e sfruttato progredendo e usando nuove tecnologie. E ciò vuole dire che il concetto di risorsa non è definito dalla natura, ma dalla tecnologia umana che rende sfruttabile una determinata componente della natura…Tutto ciò ci fa dire che la prima e fondamentale risorsa è l’uomo, e la sua capacità di adattarsi e rispondere alle mutate esigenze. Paradossalmente perciò l’aumento della popolazione porta all’accrescimento delle risorse, come dimostra la storia, e non al loro esaurimento come vorrebbero i “profeti di sventura” che dominano le agenzie dell’ONU” (22)

La diffidenza indotta rispetto allo sviluppo tecnologico fa rifiutare per principio anche la biotecnologia e i cibi “transgenici”. Ma se uno riuscisse a sentire la voce degli agronomi, in mezzo al frastuono dei naturisti, scoprirebbe invece che il vero pericolo sta nei cibi trattati con sostanze chimiche, che si trovano sulle nostre tavole da decenni. Queste hanno creato nei nostri corpi dei microrganismi resistenti agli antibiotici, al punto che curare le nostre infezioni comincia a diventare molto difficile. I cibi transgenici questi problemi li evitano. Certo, se si introducessero nell’ambiente dei microrganismi modificati, in grado di prendere il sopravvento sulla microflora del terreno, i danni sarebbero planetari. Ma il caso è molto diverso quando si produce del mais resistente alle malattie, consentendone una produzione anche in paesi poveri e riducendo l’uso dei pesticidi. La materia, in altre parole, è complessa e andrebbe affrontata non suscitando l’emotività della piazza e bloccando tutto, ma da un punto di vista scientifico rigoroso. Questo però non può avvenire: il decreto sugli indirizzi di ricerca in agricoltura per il prossimo anno (2001) del Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Pecoraro Scanio, in materia ha escluso tassativamente ogni ricerca.

8. Lo scopo é il controllo

La cifra che hanno in comune tutti i movimenti ambientalisti, eco-teologici ed eco-terroristici è la ricerca dei controllo della popolazione e, ovunque possibile, la sua riduzione. Più avanti riportiamo alcune delle dichiarazioni anti-umanità di personaggi altolocati nelle associazioni ambientali e negli organismi internazionali. Ma basterebbe constatare come le proteste sfocino tutte in richieste di leggi, normative, regolamenti e organismi di controllo.

Secondo questa filosofia statalista, l’attività umana è di per sé sospetta e va posta sotto il controllo cautelare di tecnici e burocrati che producano rassicuranti montagne di carta, certificazioni e relazioni, che nessuno leggerà, ma hanno il pregio di tenerci occupati e quindi neutralizzarci. L’individuo umano, in ginocchio di fronte alla Dea Terra, in colpa di fronte agli animali, può redimersi solo chinando la testa e giustificando ogni sua attività per iscritto sull’altare degli enti statali, delle agenzie europee, delle Ong, delle associazioni di “volontariato” ormai tutte pagate e irreggimentate al punto che, almeno in Italia, da soli il volontariato non è più possibile farlo. La contestazione alla globalizzazione è fondamentalmente la solita lotta alle multinazionali, la sorda protesta che non vuole la collaborazione e la modificazione delle aziende (senza le quali nel terzo mondo ci sarebbero meno posti di lavoro, e peggio pagati) bensì la loro statalizzazione, il loro imbrigliamento e il loro controllo dall’alto.

La storia e la realtà odierna dimostrano invece che la libera impresa e il libero mercato non solo non hanno impedito il progresso ambientale, ma lo hanno anzi favorito. Infatti, più diventa ricca una società, più aumentano le sue esigenze rispetto alla qualità dell’ambiente. I paesi ricchi sono meno tolleranti dell’inquinamento e possono sopportare i costi di pulire – con mezzi progrediti – l’aria e l’acqua.

“Secondo l’”Enviromental Protection Agency” (EPA, Agenzia per la protezione dell’ambiente) i dati più recenti sull’inquinamento dell’aria ( quelli per il 1997) dimostrano che dal 1970 ci sono state riduzioni notevoli nella qualità della concentrazioni e emissioni di aria. In questo arco di 27 anni sono diminuite le concentrazioni di sei inquinanti chiave, come segue: anidride solforosa, 66,7 percento; ossido di azoto, 37,9 percento; ozono, 30,9 percento; monossido di carbonio, 66,4 percento; particole 25,5 percento; piombo, 97,3 percento. Questi miglioramenti si sono registrati mentre la popolazione cresceva dei 31 percento e le distanze percorse dai veicoli a motore crescevano del 127 percento. [ … ]C’è stato un declino dei 42 percento nelle emissioni di sostanze chimiche tossiche dal 1988, l’erosione del suolo sta scemando di circa 40 milioni di tonnellate l’anno e la zona forestale degli Usa e altri paesi industrializzati è aumentata anno per anno dal 1960. Le zone urbanizzate costituiscono solo il 5,6 percento degli Usa, escluso Hawaii e Alaska. Ci rimane ancora Molto spazio” (23)

“Ma se l’ambiente sta diventano più pulito, i miglioramenti sono forse dovuti alle campagne degli ambientalisti? “Non è detto. In alcuni casi, forse molti, la qualità dell’aria era già in via di miglioramento. Il monitoraggio in 21 aree urbane mostra che la media annuale di anidride solforosa è diminuito di circa il 40 percento fra il 1962 e il 1969″ (24)

Secondo l’economista Paul Portney dell’Istituto “Resources for the Future” (Risorse per il futuro): “…la crescita economica e il progresso sono la speranza, non la minaccia, del futuro. La lezione dei secolo scorso è stata che il progresso ambientale dipende dal progresso economico e tecnologico, che sono prodotti meglio di tutti da mercati dinamici.” In altre parole, l’ambiente può e deve trarre profitto dalla libera impresa.

9. La Chiesa è sempre per il progresso purché rispetti e migliori le sorti umane

Che cosa ne pensa la Chiesa? Solitamente accusata di oscurantismo, calunniata per il passato e contrastata nel presente, la Chiesa continua invece a mostrate la sua fiducia nell’uomo e nelle sue capacità di progredire.

Certo, siamo avvertiti che niente giova all’uomo se guadagna il mondo, ma perde se stesso (cfr. Lc 9,25).Tuttavia l’ attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì stimolare piuttosto la sollecitudine a coltivare questa terra, dove cresce quel corpo dell’umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo dei Regno di Cristo, tuttavia nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, tale progresso è di grande importanza per il Regno di Dio“. (25)

La natura, sembra che ce lo siamo dimenticati, può essere anche “matrigna”, e costringere l’uomo a difendersene. In Italia ne abbiamo purtroppo dei continui luttuosi esempi, sotto forma di terremoti, valanghe, smottamenti e alluvioni. Ma per quanto possano essere immani oggi le tragedie, l’uomo con il suo ingegno ha obbedito al comando di “dominare la terra”, creando condizioni di benessere che ci preservano dai colpi bassi della natura. Abbiamo il caldo d’inverno e l’aria condizionata d’estate, abbiamo il frigorifero per preservare i cibi, la tecnologia per irrigare i terreni aridi e le costruzioni antisismiche per ripararci dai terremoti. Il Santo Padre nobilita questo agire umano accostandolo addirittura all’azione creatrice di Dio.

“L’uomo è immagine di Dio, tra l’altro, per il mandato ricevuto dal suo Creatore di soggiogare, di dominare la terra. Nell’adempimento di tale mandato, l’uomo, ogni essere umano, riflette l’azione stessa dei Creatore dell’universo…” “Esse indicano tutte le risorse che la terra (e indirettamente , il mondo visibile) nasconde in sé, e che, mediante l’attività cosciente dell’uomo, possono essere scoperte e da lui opportunamente usate. Cosi quelle parole, poste all’inizio della Bibbia, non cessano mai di essere attuali, abbracciano ugualmente tutte le epoche passate della civiltà e dell’economia, come tutta la realtà contemporanea e le fasi future dello sviluppo, le quali, in qualche misura, forse si stanno già delineando, ma in gran parte rimangono ancora per l’uomo quasi sconosciute e nascoste.” (26)

Senza il bisogno del controllo omnipervasivo di uno Stato diffidente, “ogni essere umano riflette l’azione stessa dei Creatore dell’universo”, nel favorire e promuovere le condizioni di vita sul pianeta scelto da Dio come nostra dimora.

Viene da chiedersi se ci sarebbe permesso, oggi, di risanare le paludi pontine e ferraresi, come fu fatto nell’800 e all’inizio del secolo scorso, oppure se l’esigenza di proteggere la flora, la fauna e le zanzare, lo impedirebbe con una selva di divieti ambientalisti?

10. San Francesco d’Assisi oggi sarebbe iscritto al Wwf

Un recente spot pubblicitario del Wwf, la più grande e ricca associazione ambientalista del mondo, cerca di appropriarsi di san Francesco e di farne il capostipite degli ecologisti. Questo spot “ha tutti gli ingredienti tipici dei linguaggio “New Age”: una dolce musica, l’accostamento di idee e religioni diverse, immagini rassicuranti, ed una tenera voce che dice: “Ci sono uomini e donne che in ogni tempo hanno amato il mondo più di loro stessi”…..si conclude con l’immagine di San Francesco che bacia un uccellino, accompagnata dalla scritta: Oggi sarebbe uno di noi. Oggi sarebbe un socio Wwf”….”A questo punto, una domanda sorge spontanea: San Francesco d’Assisi, se fosse vissuto nel duemila si sarebbe veramente iscritto al Wwf? Sarebbe stato “uno di loro?”…. “Gli uomini dei Wwf sono convinti che la Terra abbia dei limiti, e che la “Questione demografica” sia il punto centrale di qualunque progetto sulla sostenibilità dello sviluppo sociale ed economico. L’Italia è il paese con il tasso di fertilità più basso del mondo. Eppure, il Wwf continua a proporre la sua campagna in favore delle culle vuote. Su “Panda” rivista ufficiale dell’organizzazione, si possono trovare affermazioni dei tipo: Crescita zero? Sempre troppi. L’Italia resta un paese sovrappopolato e ad elevato rischio ambientale (27).

E mai possibile immaginare un San Francesco che vede i bambini, come una calamità che attenta allo stato della natura? Possibile mettere insieme gli insegnamenti francescani con il pensiero del presidente del Wwf, Filippo d’Edimburgo che nel 1988 dichiarò:

“Nel caso io rinasca mi piacerebbe essere un virus letale, cosi da contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione”. (28)

Occorre dirlo che l’immagine dell’uomo pestilenza, colpevole di riprodursi senza riguardi per “l’ambiente” è un immagine anti-cristiana, ma perfettamente coerente con il buddismo e l’induismo, per i quali la massima aspirazione dell’uomo è quella di fuggire dalla vita e riuscire a non rinascere, per annullare la propria individualità e diventare un insensibile tutt’uno con la natura? San Francesco parlava si alle creature, ma si portò fino in Terrasanta e in Spagna per ricostruire la chiesa di Cristo, in un attivismo positivo, che è agli antipodi con la passività nichilistica della vita contemplativa del buddhista e del panteista indù.

Si assiste così ad una sorta di paradossale umanesimo anti-umano, dove le stesse persone che esaltano la razionalità umana per contrapporla alla fede di chi crede che l’uomo debba piegare il proprio ingegno all’obbedienza alla parola di Dio, sono quelle che insistono che questo stesso uomo razionale deve piegarsi ad essere non il centro del creato, ma soltanto una delle tante diverse specie che lo popolano.

Il punto è ancora una volta il controllo, la volontà di sottomettere l’umanità ai dettami arbitrari degli ambientalisti, di cui l’espressione più nota è il WWF, organizzazione ricchissima e finanziata da grosse fondazioni americane come la Rockefeller e la Ford (29) sotto l’ombrello dell’istituzione che prefigura ormai da assai vicino il governo mondiale di un non lontano futuro: l’Organizzazione delle Nazioni Unite.

11. Eco-terrorismo, femminismo e pianificazione delle nascite

In un rapporto del 1987 intitolato “Il nostro comune futuro” l’Onu stabiliva che:

Per raggiungere lo sviluppo sostenibile, le abitudini degli stili di vita dovevano essere alterati in maniera radicale e regolamentati da vicino dal governo a tutti i livelli. La pianificazione centralizzata era necessaria sotto la burocrazia ambientalista dell’Onu”. (30)

Sotto la bandiera dello “sviluppo sostenibile” si raccolgono le circa 20.000 organizzazioni non governative accreditate e finanziate dall’Onu (le più famose: l’Unesco, l’Unicef e l’UNFPA) il cui credo ambientalista, radicato nell’imperativo del controllo demografico, strumentalizza le istanze femministe. Questo legame tra ambientalismo antiproliferazione umana e femminismo emerge in maniera sempre più netta man mano che si esplicitano e si polarizzano le piattaforme delle donne nei convegni mondiali promossi dal palazzo di vetro. E’ evidente infatti che fattore fondamentale per la riduzione e il contenimento della popolazione umano e lo sviamento dell’interresse femminile dalla famiglia e della maternità, ridotte ad essere considerate come elementi d’inciampo alla piena realizzazione della donna moderna.

“Se negli anni 70 il movimento per il controllo delle nascite usava come argomento fondamentale l’incubo della sovrappopolazione e negli anni 80 la salvaguardia dell’ambiente, negli anni 90 l’argomento forte è la promozione della salute della donna”.(31)

Era inevitabile che il tentativo di codificare questa visione del mondo in “diritti riproduttivi” che prevedono una crescente intrusione delle organizzazioni non governative (in realtà più stataliste delle altre) nell’orientamento delle scelte private, provocasse la reazione della Santa Sede. Il Vaticano infatti partecipa a una coalizione di stati che hanno impedito numerose iniziative radicali presso l’Onu, compreso il tentativo di fare dell’aborto un diritto umano riconosciuto universalmente. La sua influenza in questo campo ha scatenato le reazioni delle lobby abortiste. Cosi nel 1999 un’associazione di nome “Catholics for a Free Chance” (“Cattolici per una libera scelta”)(32) ha lanciato una campagna a tutto campo per cacciare il Vaticano dall’Onu. Partita in grande stile, con una pubblicità a pagamento sul New York Times, questi “cattolici per una scelta libera ” erano riusciti a raccogliere il sostegno di 498 gruppi, comprendenti associazioni abortiste, ambientaliste, femministe e per i diritti delle lesbiche.

Nel giro di meno di un anno, però, la coalizione contro lo status di ‘conservato”osservatore permanente”alle Nazioni Unite della Santa Sede (che si è sempre rifiutata peraltro di far parte del Onu a pieno titolo e con diritto di voto) ha dovuto ammettere la sconfitta. I gruppi scesi in campo per difendere il Vaticano sono stati oltre 2000, in rappresentanza di più di 50 paesi. Quello che ha unito nel giro di pochi mesi tutte queste associazioni, compresi dei gruppi protestanti evangelici e dei gruppi musulmani (33) nella difesa della Santa Sede è il fatto che l’attacco ha lo scopo di rimuovere il principale ostacolo alla politica del controllo e dei contenimento della popolazione, perseguiti con ogni metodo possibile, compresa la sterilizzazione forzata e l’aborto forzato. (34)

La linea di demarcazione fra i due schieramenti, corrispondenti grosso modo ai paesi moderni dell’occidente secolarizzato da una parte e i paesi in via di sviluppo, insieme alla Santa Sede, dall’altra, è emersa in particolare alla Conferenza del Cairo (1994) e a quella di Bejing (1995). La prima trattava di popolazione e sviluppo e quest’ultima aveva per tema la donna, ma in pratica entrambe si sono concentrate, non a caso, sul tema della crescita demografica. E a chi ha una qualche familiarità con i metodi coercitivi adottati dal governo della Repubblica Popolare Cinese per perseguire la “politica del figlio unico”:

“…L’aver svolto la Conferenze Mondiale sulla donna proprio a Pechino appare come il frutto, più che di un macabro senso dell’umorismo, di un progetto ben definito: indicare come esempio per tutto il Terzo mondo il “modello cinese” Un sinistro avvertimento per tutte le donne”.(35)

12. La verità di genere

Il collegamento fra femminismo e lotta all’incremento demografico si delinea fin dal 1915 con la fondazione della “International Planned Parenthood Federation”oggi la più potente delle circa 20,000 “Ong” accreditate dall’Onu (36) e impegnate nella promozione del famoso “sviluppo sostenibile”.

La IPPF ha avuto un successo progressivo incredibile nell’influenzare la cultura moderna in direzione della svalutazione della famiglia, la promozione e la legalizzazione dell’aborto, l’avanzamento dei metodi contraccettivi, la diffusione dell’uso del profilattico e l’introduzione dell’educazione sessuale a scuola, fin dalle elementari. La fondatrice dell’IPPF, Margaret Sanger, è celebrata come impavida pioniera della liberazione della donna. In pochi però sanno o, se lo sanno, rimarcano che fra i suoi scritti ci sono affermazioni degne di un epigono di Hitler.

La Sanger ha scritto infatti dell’opportunità di “eliminare le erbacce umane”, di avere “più bambini dagli esseri adatti e meno da quelli inadatti” e di segregare “i deficienti, i diversi e i disadattati.” (37) La Sanger invocò anche la sterilizzazione delle “razze inferiori” predicò l’opportunità di metterli in campi di concentramento e appoggiò entusiasticamente l’infanticidio sostenendo che:

“la cosa più misericordiosa che una famiglia numerosa possa fare per uno dei suoi piccoli è di ucciderlo”. (38)

Sono sicuramente in pochi ad essere al corrente di questi atteggiamenti della Sanger, taciuti anche in una recente trasmissione dedicata interamente alla sua vita dalla rete televisiva ABC.(39) Che non si tratti di coincidenze ma di volute omissioni lo conferma, a mio avviso, una clamorosa omissione di segno contrario. In un recente documentario sulla storia dei femminismo del secolo scorso, “Not for ourselves alone” si tace infatti delle posizioni a favore della vita di due famose suffragette, Susan B. Anthony e Cady Stanton. Sebbene descriva nei dettagli la lotta di queste donne per il diritto di voto e la promozione del femminismo, il video non fa il minimo cenno al fatto che le due erano assolutamente contrarie all’aborto. Il quotidiano pubblicato dalle due riportava spesso degli editoriali contro l’aborto, che chiamava un “omicidio infantile”. Nonostante una organizzazione femminile antiabortista, “Feminists for Life”, abbia provveduto a consegnare al produttore del documentario, Ken Burns, del materiale da cui risultano le prese di posizione contro l’aborto di queste femministe storiche, Burns ha preferito ignorare l’argomento.

Come vedremo meglio nel seguito di questo numero, il movimento femminista secolare ha finito per produrre una teologia femminista, oltre a sfociare nel neo-paganesimo di cui una delle esponenti più in vista è quella Starhawk sopra citata, impegnata in contestazioni al Fondo Monetario Internazionale e nei corrispondenti riti propiziatori.

13. L’ONU e la NewAge: progetto per una nuova religione mondiale

Ma i tentacoli della New Age sono arrivati anche ai vertici della stessa Onu. Robert Mueller assistente segretario generale e coordinatore di 32 agenzie e programmi dell’Onu, ha scritto un libro chiamato Nuova Genesi dove spiega la natura spirituale del lavoro delle Nazioni Unite:

Noi meditiamo.. c’è una stanza presso la sede delle Nazioni Unito riservata per la meditazione… il gruppo di meditazione è guidato dal mistico indiano Shri Chinmoy… si stanno verificando delle trasformazioni spirituali, causate dalle Nazioni Unite … essa sta diventando una terra santa…”(40)

Mueller, che propone di mettere la bandiera delle Nazioni Unite in tutti i luoghi di culto e di scrivere una “bibbia ” che possa servire a “tutte le religioni del mondo”, promuove l’induismo e il culto della terra:

“Gli indù chiamano il nostra pianeta Terra Brahma, Dio, perché essi giustamente vedevano che non c’era differenza fra la nostra terra e la divinità”.

Per capire il peso e la direzione della New Age intorno alle attività dell’Onu, serve soffermarsi di nuovo sulla “Carta della Terra”, intorno alla quale si sono affaccendati politici e miliardari.

A capo dell’iniziativa denominata “Carta della Terra” è Maurice Strong, che la rivista Catholic World Report definisce “miliardario canadese del New Age” (41) Strong è stato segretario generale dell’Earth Summit del 1992, presidente dell’Earlh Council, co-presidente del Forum per l’economia mondiale, consigliere del segretario generale dell’Onu Kofi Annan, consigliere per i trust dei Rockefeller e dei Rothschild, direttore dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, consigliere del presidente della Banca Mondiale ed è candidato a diventare egli stesso il prossimo segretario generale dell’Onu. Attraverso tutte queste cariche, Strong ha “coerentemente” dato sostegno a molti movimenti New Age negli Usa, orientando le sue attività secondo l’inclinazione filosofica di uno che crede fervidamente nel prossimo avvento di una nuova religione mondiale.(42)

Maurice Strong è infatti anche consigliere di amministrazione di un’enorme cattedrale cristiana protestante di stile gotico a New York chiamata “St. John the Divine “, che si dedica all’ “ecologia sacra”. Ci vanno 750mila persone l’anno per visitare una “Pista ecologica” che mescola immagini cristiane con simboli relativi ai riti indiani di guarigione, alla venerazione dei primi popoli, ai “cicli della creazione” (nascita morte e risurrezione) e all’interconnessione fra l’uomo e la terra.

Nel gruppo-guida di St. John the Divine ritroviamo anche Al Gore, attualmente in corsa per la presidenza degli Stati Uniti. Gore fa attività di sostegno alla cattedrale, e ha fatto anche il discorso dal pulpito per la Benedizione degli animali. In quella occasione, fra gli animali all’altare c’era un elefante, un lama, un cammello, uccelli, alghe, una scodella piena di vermi e un pitone talmente grande che ci sono voluti due uomini per trasportarlo. Nella sua predica Gore ha dichiarato che Dio non è un essere separato dalla Terra. (43)

“La terra, Gaia, è fonte della vita eterna ed è viva adesso , ha detto Gore, ha partorito l’umanità e noi facciamo parte di lei ”

A completamento della sua vocazione alla promozione del panteismo, Saint John the Divine è anche la sede dell’”Istituto Gaia”, del “Tempio della Comprensione”, una “Ong ‘ accreditata dall’Onu, e dell’ ‘Alleanza Nazionale Religiosa per l’Ambiente”. Quest’ultima, fondata allo scopo di diffondere le idee New Age nelle chiese americane, ha mostrato di avere a disposizione milioni di dollari per promuovere l’eco-teologia (adorazione della natura, sabati ecologici, spiritualità ecologica … ) nelle comunità religiose tradizionali dell’America del Nord.

Fra le accuse che i nemici del cristianesimo lanciano alla Chiesa e ai missionari vi è quella del “Proselitismo”, esecrato perché irrispettosi delle convinzioni altrui. Cosa dovrebbero dire allora i cristiani di fronte alle attività di questa Alleanza, che ha disseminato la sua propaganda praticamente in ogni luogo di culto dell’America del Nord, offrendo anche “corsi di addestramento” per il clero? Sono 53 mila le congregazioni americane che hanno ricevuto le cartelle “Education and Activity Kits”, che si presume abbiano raggiunto circa 100 milioni di fedeli.

Non a caso, infatti, in America le chiese vengono usate dovunque per promuovere il progetto del globalismo ambientale e sociale. Il direttore dell’Alleanza, Paul Gorman dice:

“il progresso sarà graduale e cumulativo. Ma come le persone di fede affrontano la crisi ambientale influirà sul futuro benessere del pianeta e, con ogni probabilità, anche sul futuro della vita religiosa”.(44)

La caratteristica che salta comunque agli occhi di chi osserva è la quantità di denaro messo a disposizione di tutto ciò che ruota intorno all’ambientalismo e suoi derivati. Le Ong sono immerse nei soldi. La commissione che ha redatto la “Carta della Terra” è stata presieduta dal miliardario Steven Rockefeller, il quale sostiene che:

“la biosfera è in noi, e noi siamo nella biosfera” (45)

Di Strong abbiamo detto, ma l’elenco dei miliardari che frequentano il suo ranch, notati spesso dalla rivista Forbes, comprende gli amministratori delegati dell’ITT e dell’IBM, oltre al noto miliardario David Rockefeller. All’appello dei ricchi non manca neanche il plurimiliardario Ted Turner, sostenitore di Fidel Castro e proprietario della Cnn. Lo scorso agosto Turner ha sponsorizzato, insieme a Strong e al segretario generale dell’Onu Kofi annan- un summit di religioni mondiali, e per ospitarlo ha voluto noleggiare la sala dell’Assemblea generale dell’Onu, al costo di 25 miliardi di lire, oltre a pagare per usare i saloni fastosi del rinomato Hotel Waldorf Astoria.

Noto per le sue affermazioni anti-cattoliche, comprese le battutacce sul Papa, in questa occasione Ted Turner ha relativizzato le due religioni più diffuse nel mondo, il cristianesimo e l’Islam, che da sole rappresentano un terzo della popolazione mondiale, secondo il principio dell’inclusione (46) “affogando” numericamente i due soli delegati in mezzo alla folla dei leaders dell’induismo, shintoismo, sikhismo, giudaismo, taoismo cristianesimo, islam, giainismo, buddismo, zoroastrismo, confucianesimo e svariate religioni indigene.

Da rilevare infine come questo lussuoso “summit” semi-privato si sia molto occupato di un movimento relativamente recente (ma attivo in 58 paesi e in 33 dei 50 stati degli Usa), l’IRU, Iniziativa per le Religioni Unite, fondata nel 1995. Nei suoi documenti L’IRU si definisce una:

“Comunità globale dedita a promuovere la cooperazione permanente interconfessionale, a porre termine alla violenza motivata dalla religione, e a creare culture di pace, giustizia, e guarigione per la Terra e tutti gli esseri viventi”.

di Alessandra Nucci tratto da “Una voce grida…” n.15 settembre 2000

NOTE

1) v. Stephen Moore, Globaloney 2000, in “The American Spectator” July/August 2000 p.68

2) La crisi dell’Africa è di carattere prevalentemente finanziaria. Ebbe origine in una fase storica, agli inizi degli anni settanta, in cui era conveniente per i paesi sottosviluppati prendere a prestito il denaro per importare beni e iniziare l’industrializzazione. I problemi nacquero con la crisi petrolifera del 1979, che costrinse l’occidente ad alzare i tassi e rivalutare il dollaro (l’inflazione era giunta fino al 23%). La manovra fu disastrosa per chi aveva contratto debiti in dollari e a tasso variabile. A questo c’è da aggiungere la corruzione personale degli stessi governanti dei paesi africani.

3) v. T. Sowell, When facts don’t fit vision, ignore them, in “The Arizona Republic”, 14 agosto 2000

4) L’Espresso, 5 ottobre 2000 p.27

5) E’ dell’agosto 2000 la sentenza della corte d’appello del New Jersey che riconosce la legittimità del rifiuto di un’insegnante di scuola pubblica di permettere ad uno studente di prima elementare il diritto di leggere alla classe il racconto di Giacobbe e Esaù. L’insegnante ha sostenuto che ciò avrebbe potuto far credere agli altri bambini che la scuola “favorisse il cristianesimo” (nonostante il racconto tratti di due fratelli ebrei).

6) Coalizione di attivisti sia di destra che di sinistra, comprendente sindacalisti di base, anarchici, ambientalisti, attivisti dei diritti civili, gruppi ecumenici, socialisti, comunisti, radicali e, appunto, streghe, che hanno contestato le riunioni di organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, per protestare contro la globalizzazione che a loro avviso mette il mondo a servizio delle multinazionali. Le manifestazioni di protesta hanno avuto inizio a Seattle e si sono ripetute finora a Washington DC, Bologna e Praga.

7) The Washington Times, 10 aprile 2000

8) T. Flynn, Hope of the Wicked, Max Kol Communications, Va.2000 p.330

9) Mentre infatti gli studenti di Bedford venivano indottrinati a considerare la soppressione di piante e animali come un affronto alla “Madre Terra”, essi venivano anche indotti, tramite parole e riti, a considerare la proliferazione degli esseri umani alla stregua di una pestilenza da curare e arginare. In questa ottica, durante le celebrazioni per la “Giornata della Terra”, un dirigente scolastico dichiarava loro che “ci sono troppe persone sulla terra e noi dobbiamo fare qualcosa.”

10) v. A. Gaspari, Profeti di Sventura? No, Grazie!, Edizioni 21.mo Secolo, Milano 1998

11) T. Flynn, op. cit p.328

12) A. Ruse, A Summit for Some Religions, The Catholic World Report, October 2000 p.30

13) v. le teorie aberranti di Margaret Sanger e di Peter Singer più avanti qui

14) Riccardo Cascioli, Il complotto demografico, Il nuovo colonialismo delle grandi potenze economiche e delle organizzazioni umanitarie per sottomettere i poveri del mondo. Piemme 1996

15) T. Flynn, op. cit. p.345

16) Kenneth D. Smith, Oil of Amour, The Washington Times, 28 settembre 2000

17) L’unica occasione in cui non si sono sentite proteste dal fronte degli animalisti è stata quando nel giugno del 1992 gli scienziati dell’università di Washington, a Seattle, annunciarono che erano vicini a trovare un vaccino contro l’Aids in quanto potevano infettare delle scimmie con il virus HIV. V. R. Odom, New Gods for a New Age, Huntington House Publishers. 1994, p.41

18) Deroy Murdock, PETA Puts Rats First and People Last Scripps Howard News Service, 29 giugno 2000

19) Ibid

20) R. Nisbet, A History of the Idea of Progress, 1980 Basic Books, NY

21) A. Gaspari op. cit.

22) R. Cascioli, op. cit. p.49

23) “Indice dei principali indicatori ambientali 2000″ pubblicato dal Pacific research institute for Public policy di San Francisco, citato sul Washington Times, 22 aprile 2000

24) Ibid.

25) Conc. Ecum. Vat. II. Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 39

26) Giovanni Paolo II, Laborem Exercens, 1981

27) Carlo Climati, Ma oggi san Francesco non sarebbe del Wwf, “Avvenire” 29 luglio 2000

28) F. Adessa, Onu, Gioco al massacro? Editrice Civiltà, Brescia, 1996, p.73

29) cfr. A. Gaspari, op. cit.

30) T. Flynn, op. cit. p.315

31) Riccardo Cascioli, op. cit. p.180

32) La Conferenza episcopale americana ha fatto notare che questa associazione non si può considerare cattolica: si tratta di una facciata per l’industria internazionale dell’aborto, il cui fatturato supera i 4 milioni di dollari!

33) fra queste l’importante Fondazione Musulmana Shiita AlKhoei, di Londra

34) V. R. Cascioli, op. cit. p.180-194

35) R. Cascioli, op. cit. p.194

36) Accreditata come Organizzazione non governativa dall’Onu nel 1964, oggi conta sedi in oltre 150 paesi

37) M. Sanger, Pivot of Races, 1922

38) Citato in T. Flynn, op. cit. p.321

39) Per altre attività della rete televisiva ABC v. Che fine ha fatto Topolino?

40) M. Oxenham, New Age, c’è veramente l’oro alla fine dell’arcobaleno?. ed. IBE, Tivoli, 1997 p.137

41) v. A. Ruse, op. cit.

42) Le radici della Carta della Terra si trovano anche negli scritti del gruppo “Green Cross International” di Michail Gorbachev, che collabora con Strong. Vi ritroviamo il mantra dello sviluppo sostenibile: “La popolazione del mondo si deve stabilizzare” perché “le risorse naturali sono limitate” sostiene Green Cross, e ad ognuno nel mondo si devono assegnare una determinata quantità di risorse. v. T. Flynn, op. cit.

43) T. Flynn. op. cit. p.343-344

44) T. Flynn, op. cit. p.339

45) AQ. Ruse, op. cit.

46) v. Editoriale di “UVG…!” n.15 Ma chi l’ha detto che bisogna essere multiculturali? p.1

FONTE: http://christusveritas.altervista.org/ambientalisti_panteisti.htm