Ami i bambini? Non aiutare l’Unicef

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Ami i bambini? Non aiutare l’Unicef
Data: Thursday, 16 December @ 16:45:37 CET
Argomento: Sguardo sul nostro tempo

Cespas news Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo 10 dicembre 2004

La direzione di Carol Bellamy – dal 1995 alla guida dell’UNICEF per volontà dell’allora presidente americano Bill Clinton – è disastrosa perché ha tradito la vocazione originaria del Fondo Onu per l’infanzia a favore di un approccio ideologico.

L’UNICEF è diventata negli ultimi dieci anni uno dei maggiori ostacoli per la sopravvivenza dei bambini nei Paesi in via di sviluppo. Ad affermarlo è la rivista scientifica britannica “Lancet” che, dati alla mano, dimostra che la direzione di Carol Bellamy – dal 1995 alla guida dell’UNICEF per volontà dell’allora presidente americano Bill Clinton – è disastrosa perché ha tradito la vocazione originaria del Fondo Onu per l’infanzia a favore di un approccio ideologico. 

I dati riportati da “Lancet” dimostrano che 600mila bambini continuano a morire ogni anno per cause assolutamente prevedibili malgrado siano disponibili interventi efficaci a basso costo. Addirittura la mortalità infantile è cresciuta in molti dei Paesi poveri e le risorse destinate dall’UNICEF a terapie elementari di prevenzione della mortalità (reidratazione orale, disponibilità di vitamina A, terapie per infezioni respiratorie acute) sono incredibilmente misere nei 42 Paesi che rappresentano il 90% della mortalità infantile.

Sotto accusa è proprio Carol Bellamy, che ha dirottato l’UNICEF verso progetti di intervento basati sui “diritti” anziché sulla sopravvivenza dei bambini. Insomma, l’ideologia contro la realtà, perché “la preoccupazione dei diritti ignora il semplice fatto che i bambini non hanno alcuna possibilità di sviluppo se intanto non sopravvivono”. La denuncia di “Lancet” conferma quanto già sostenuto l’anno scorso nel “Libro Bianco” sull’UNICEF pubblicato dal Catholic Family & Human Rights Institute, in cui si accusava la Bellamy di aver messo l’agenzia ONU a servizio della lobby femminista radicale, al punto che il Fondo che dovrebbe proteggere l’infanzia si trova oggi a promuovere l’aborto e la contraccezione, nonché a finanziare programmi finalizzati a diminuire il ruolo della famiglia.

Non a caso la Santa Sede ha ritirato il proprio contributo all’UNICEF già nel 1996. Per questa ragione, in occasione del Natale, il CESPAS invita tutti a boicottare l’UNICEF – evitando aiuti economici al buio – finché non tornerà ai suoi scopi originari, e sollecita il governo italiano a mobilitarsi nelle sedi opportune per riportare a capo dell’UNICEF una persona realmente interessata al bene dei bambini.

 

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In questo successivo art. leggo:

Rivoluzione copernicana al Palazzo di vetro

La sessione speciale dell’assemblea delle Nazioni unite dedicata all’infanzia è andata in modo profondamente diverso da come avrebbero voluto gli organizzatori, Unicef in testa. La politica neo colonialista e malthusiana che per anni ha caratterizzato l’azione dell’Onu e delle organizzazioni dipendenti è stata integralmente sconfessata. A maggio si è insomma combattuta a New York una battaglia epocale che ha visto da una parte Stati Uniti, Santa Sede e Paesi islamici e, dall’altra, Unione europea, Canada e Giappone. Alla fine hanno vinto “i buoni”, grazie anche allo scandalo dei manuali distribuiti dall’Unicef alle bambine del Sud America, nei quali si arriva ad esaltare i rapporti con omosessuali e animali. Uno scandalo che rischia di travolgere la potente signora Bellamy e il premio Nobel Rigoberta Menchu

In «G uerra tra Stati Uniti ed Unione europea», alla Sessione Speciale dell’Assemblea generale sull’infanzia che si è tenuta a New York dall’8 al 10 maggio, e non si è trattato solo di una battaglia sui termini o sul significato delle parole.
La delegazione del governo Bush alle Nazioni Unite ha tentato in tutti i modi di rovesciare le politiche che erano state intraprese negli anni novanta dall’Amministrazione Clinton unitamente all’Unione Europea, al Canada e ad altri paesi similmente orientati.
La delegazione degli Stati Uniti ha sollevato critiche durissime nei confronti dei programmi associati ai cosiddetti: «servizi per la salute riproduttiva» che come ha rivelato nel giugno scorso il delegato del Canada, “Naturalmente ciò comprende, l’aborto.”
Sulle questioni riproduttive, l’amministrazione Bush ha chiesto ed ottenuto il riconoscimento della “importanza di sani sistemi di valori” e la “promozione dell’astinenza”, cosicché nel documento finale l’aborto è stato cancellato e l’offerta alle donne e agli adolescenti di «servizi per la salute riproduttiva», è stata sostituita da programmi per «cure di medicina della riproduzione».
Questo significa che dovranno essere favorite le nascite piuttosto che i mezzi chimici e chirurgici abortivi. Nello stesso documento c’è un richiamo all’astinenza dal sesso, mentre sono stati posti dei limiti all’educazione sessuale.
La delegazione della Santa Sede, un gruppo di Paesi islamici, ed africani, hanno sostenuto le posizioni statunitensi, mentre l’Unione europea, (con l’eccezione della Spagna), il Canada, il Giappone, la Nuova Zelanda si sono opposti. Il gruppo di Rio a cui fanno capo la maggior parte dei Paesi dell’America Latina ha assunto una posizione di mediazione.
Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, si è detto soddisfatto del documento finale e della posizione assunta dalla delegazione statunitense ed ha ricordato che da sempre la Santa Sede si oppone ad ogni concezione di “salute riproduttiva” che include o prevede una “pianificazione familiare” comprensiva di aborto, sterilizzazioni o contraccettivi.
Per quanto riguarda la definizione di famiglia, il cardinale Lopez Trujillo ha criticato l’Unione europea ed il Gruppo di Rio che hanno tentato di inserire nel documento finale un’interpretazione favorevole al matrimonio tra omosessuali.
Il documento finale ha scritto a proposito: «La famiglia è l’unità di base della società e per questo deve essere sostenuta e rafforzata».
Il fronte antivita. A guidare il fronte antivita è stata Carol Bellamy, segretario generale dell’Unicef, sostenuta in particolare da Hillary Clinton e da Rigoberta Menchu.
La Bellamy lavora da tempo in stretto contatto con Hillary Clinton, anche perché prima di dirigere l’Unicef è stata senatrice dello Stato di New York e presidente
del New York City Council, un gruppo che più di tanti altri si è opposto alle politiche pro-vita.
É interessante notare che Rigoberta Menchu Tum, Nobel per la Pace (1992) ha preso posizione attiva in favore della Bellamy, soprattutto per quanto riguarda l’offerta di servizi contraccettivi alle adolescenti e in merito alle forme di famiglia non tradizionali.
Molto critica la Menchu con la delegazione Usa. In merito alle proposte della delegazione americana, la controversa Menchu ha dichiarato alla stampa: « Tutte le organizzazioni sociali, specialmente quelle impegnate sul diritto dei bambini, devono ripudiare questo tipo di azioni che sono inaccettabili»
Scandaloso libro patrocinato dall’Unicef. Le critiche che da più parti del mondo sono state sollevate contro la partecipazione dell’Unicef a programmi di controllo delle nascite sono emerse in forma esplicita durante i lavori della Sessione speciale.
In particolare l’Unicef è stata accusata di aver finanziato un libro in cui si promuove l’aborto e si incoraggiano i bambini ad avere relazioni sessuali con omosessuali, altri minori ed animali.
Leonora Valdes, ex dirigente del Mexican federal department of integral development for family (Dif), che pubblicò il libro incriminato nel 1999 con i fondi dell’Unicef, ha dichiarato al Washington Times (George Archibald «Child sex book given out at U.N. summit»The Washington Times 10 maggio 2002 ) che: «Questa è una prova evidente di come viene promosso l’aborto. Il libro in questione promuove omosessualità, comportamenti promiscui e aborto tra gli adolescenti». Il manuale che viene utilizzato per programmi di educazione sessuale è tuttora diffuso in Messico.
Elida Z. Solorzano, consigliere del ministero della Famiglia del Nicaragua, ha aggiunto che «un libro molto simile, finanziato dall’Un fund for population activities (Unfpa) è stato pubblicato e diffuso in Nicaragua».
Per difendersi dallo scandalo la Bellamy ha dichiarato che il libro è stato ritirato dalla circolazione nel 1999, ma la signora Valdes ha ribattuto che «Non è vero! Il libro è ancora utilizzato nel sistema di assistenza sociale per adolescenti indirizzato a bambine che hanno superato i dieci anni di età.
E sono almeno 30 gli Stati messicani dove il manuale finanziato dall’Unicef viene distribuito».

La signora Solorzano ha anche raccontato che «lo stesso manuale viene utilizzato in Honduras e che un manuale simile finanziato dall Us agency for international development (Usaid) viene prodotto in El Salvador».
Il manuale finanziato dall’Unicef ha per titolo «Elementi teorici per lavorare con madri e adolescenti incinte».
Secondo quanto riportato dal Washington Times nel manuale è scritto: «Situazioni in cui puoi ottenere piacere sessuale:
1. masturbazione.

2 relazioni sessuali con un partner, sia esso eterosessuale, omosessuale o bisessuale.

3 Una risposta sessuale puoi averla anche da oggetti inanimati, animali, minori e persone non consenzienti.

Una guida acclusa al manuale con il titolo «Workshop sulla salute sessuale e riproduttiva per madri e adolescenti incinte», offre dei consigli circa le “relazioni sessuali con il partner” e quindi scrive «Dobbiamo insistere che non esiste un ideale o perfetta relazione tra due o più persone. (…) Per questo incontriamo diverse differenze tra le donne. Per molte è piacevole avere una relazione con gli uomini. Altre preferiscono le donne».
E’ forse per questo motivo che il delegato statunitense, Richard Grenell, alla conclusione dei lavori ha esclamato «Siamo riusciti a proteggere i bambini dalla pornografia e dalla prostituzione».

Antonio Gaspari – 06/02

FONTE: http://www.epiciworld.com/en/forum/viewtopic.php?f=7&t=252&start=0&sid=3798f230558e6cccd70f0de4137f0b80
27/05/2011

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Altra conferma a quanto già accennato la ottengo da questo successivo art.:

Banfi Lino

Pubblicato il 27/01/2009

Caro direttore,
Lino Banfi, nonno Libero e frate, ha annunciato su RAI UNO a Batti & Ribatti la sua prossima fiction sul “problema” dell’omosessualità. Si è subito però corretto dicendo che l’omosessualità non è un problema, perché ci sono ben altri problemi e che poi alla fin fine quello che conta è la felicità, parola di nonno e frate. Non voglio credere che Lino Banfi, nonno e frate, si sia rincitrullito fino al punto da non accorgersi che questa fiction è una chiara operazione neomaltusiana, tendente a incrementare l’omosessualità, considerata fonte di felicità, così come i neomaltusiani vogliono che sia presentata dai mass media da più di mezzo secolo! Sorge il dubbio che Banfi da testimonial UNICEF si sia trasformato in testimonial della sua presidente, Carol Bellamy, messa da Clinton a capo dell’UNICEF, perché neomaltusiana ed abortista. Se consideriamo, però, che l’USIGRAI, il sindacato dei giornalisti televisivi, non ha nulla da obiettare, mentre ha avuto molto da ridire per la diffusione della notizia della formazione del comitato “Scienza & Vita”, il sospetto si trasforma in certezza. La fiction contribuirà a diffondere la cultura radicale e neomaltusiana, causa di disperazione e morte, esplosa in Italia nell’ultimo trentennio grazie principalmente alla nostra televisione nazionale. Che la disperazione sia inscindibile dall’omosessualità non lo dico io, ma gli studiosi, senza pregiudizi, di essa. Le cronache dei giornali poi sono piene di morti violente causate dall’omosessualità. A nonno Libero voglio dire di desistere da questa follia, perché è atroce salvare i nipotini dalla fame per poi ucciderli con l’omosessualità.
Cordiali saluti.
Laurito, lì 01.03.2005 Mario Romanelli

FONTE: http://www.nogenocidio.com/2009/01/lino-banfi/   27/05/2011

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Temi società

Un accordo dalle mille polemiche

Pubblicato il 25 Ottobre 2002 00:00

L’Unicef è al centro di una polemica per aver stretto un accordo con la catena di ristoranti McDonald’s. Una petizione firmata dalla World Alliance for Breastfeeding Action, un’organizzazione mondiale che si preoccupa dell’alimentazione dei bambini, accusa infatti l’Unicef di non svolgere la sua missione: promuovere una sana nutrizione. La petizione è accompagnata da una lettera indirizzata a Carol Bellamy, direttore esecutivo dell’Unicef, in cui si sottolinea come l’organizzazione abbia concluso “un accordo di partnership con una società conosciuta ovunque per la sua politica aggressiva di promozione di cibo non salutare nei Paesi industrializzati e non. Una simile intesa è contraria alla missione dell’Unicef e rischia di compromettere la lotta dell’Organizzazione Mondiale per la Salute contro l’obesità, le malattie cardiovascolari, l’ipertensione e il diabete”. L’accordo dello scandalo prevede la distribuzione, in occasione di Hallowen, di dolcetti tradizionalmente legati alla festa e scatolette per raccogliere soldi destinati alla ricerca sulla polio. Ma Patti Rundall di Baby Milk Action, un’istituzione britannica che promuove l’allattamento, ha sottolineato come McDonald’s abbia concluso l’accordo con l’Unicef solo per farsi pubblicità. A testimoniarlo sarebbero dei manifesti in cui è stato ritratto un bambino che succhia da un panino invece che dal seno materno. (ma.c.)

FONTE:http://www.galileonet.it/articles/4c32e1515fc52b3adf000ec4   31/05/2011