Clima, anche il Vaticano in campo. “Servono tagli del 50% alle emissioni”

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18 maggio 2011

earthIl Vaticano rilancia l’allarme sullo scioglimento dei ghiacciai, fonte di vita per tante popolazioni, ma anche indicatore degli “impatti, seri e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale“. E’ quanto emerge dallo studio commissionato nell’aprile scorso dalla Pontificia Accademia delle Scienze a un gruppo internazionale di scienziati per un rapporto sui cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacciai. Nel documento si raccomanda l’immediata riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la riduzione di almeno il 50% degli inquinanti che hanno anche un effetto di riscaldamento climatico, quali particelle carboniose, ozono, metano, Hfc. Alla redazione del documento hanno partecipato, per la parte italiana, il premio Nobel Carlo Rubbia e Sandro Fuzzi, esperto sui processi del clima dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr). Il rapporto verra’ presentato prossimamente a Papa Benedetto XVI.

Lo studio “esamina numerosi esempi di declino dei ghiacciai nel mondo e le evidenze che collegano tale fenomeno ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico indotti dalle attivita’ dell’uomo. Ma, nello stesso tempo, sottolinea l’imperativo morale per la nostra societa’ di affrontare le problematiche tematiche ambientali”.

Il gruppo di lavoro, composto da alcuni dei maggiori esperti del settore e presieduto dal Nobel Paul Crutzen, da Veerabhadran Ramanathan della Scripps Institution dell’Universita’ della California e da Lennart Bengtsson, ex direttore del Centro europeo per le previsioni meteorologiche, si e’ riunito in Vaticano nell’aprile scorso su invito del cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, mons. Marcelo Sanchez Sorondo. “L’Italia -spiega ancora il Cnr- partecipa attivamente agli studi sugli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai nell’ambito del progetto ‘Share’, finanziato dal Ministero della Ricerca tramite il Comitato ‘EvK2Cnr’”.

“Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai e’ tra le piu’ visibili e rapide manifestazioni del cambiamento climatico e a esserne minacciati sono soprattutto i ghiacciai del Sud America e dell’Himalaya” osserva Sandro Fuzzi. “La situazione pone in pericolo la sopravvivenza delle popolazioni che -sottolinea il ricercatore del Cnr- dipendono da questa riserva di acqua dolce e impone azioni immediate per mitigare gli effetti dei cambiamenti e per adottare appropriate strategie di adattamento ai fenomeni gia’ in atto e a quelli dell’immediato futuro”.

Gli autori del documento raccomandano, fra le azioni che possono contribuire a ridurre il fenomeno, “l’immediata riduzione a livello globale delle emissioni di anidride carbonica e la riduzione di almeno il 50% degli inquinanti che hanno anche un effetto di riscaldamento climatico, quali particelle carboniose, ozono, metano, Hfc”. Il documento si conclude con l’appello a “tutti i popoli e le nazioni a una nuova consapevolezza degli impatti, seri e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra e di altri inquinanti da parte dell’uomo e dai cambiamenti nell’uso del territorio”.

”Invitiamo -scrivono ancora gli autori del documento- tutte le nazioni a sviluppare e ad implementare, senza ritardi, politiche efficienti ed eque per ridurre le cause e gli impatti del cambiamento climatico sulle comunita’ e sugli ecosistemi consapevoli che viviamo tutti in una stessa casa. Agendo subito, nello spirito di una responsabilita’ comune ma diversificata, accettiamo il nostro dovere verso il prossimo e verso la custodia di un pianeta benedetto dal dono della vita”. “Siamo tenuti -concludono- ad assicurare che tutti gli abitanti del pianeta abbiano accesso al loro pane quotidiano, ad aria pulita da respirare ed acqua pulita da bere, essendo noi consapevoli che, se vogliamo giustizia e pace, dobbiamo proteggere l’habitat che ci sostiene”.

FONTE:http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2011/05/18/clima-anche-il-vaticano-in-campo-servono-tagli-del-50-alle-emissioni/