Costi incentivi energie rinnovabili: 100 miliardi

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Venerdì 20 Maggio 2011, 01:30 

Costi incentivi energie rinnovabili: 100 miliardi

(Ansa) Il costo d’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel periodo compreso tra il 2010-2020 è prossimo ai 100 miliardi di euro [pagati dai più poveri attraverso la bolletta, che finirano nelle tasche dei più furbi, vedi questo post su Sorgenia e Legambiente, ndr]. E’ la cifra presentata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas durante un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera.

Facendo riferimento al solo anno 2020, la cifra che ricadrebbe sulle bollette è compresa tra i 10 e i 12 miliardi. Nell’ipotesi che i consumi finali di energia al 2020 siano pari a 374 TWh, come prevede il Piano di Azione Nazionale elaborato dal Governo, il costo dell’incentivazione sarebbe compreso tra i 2,7 e i 3,3 centesimi di euro per kWh, il doppio rispetto ad oggi e circa il 17-20% dell’attuale costo unitario del kWh elettrico al lordo delle imposte.
Secondo l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sono indispensabili meccanismi di incentivazione stabili, scadenze certe e una distribuzione nel tempo che promuovano anche l’innovazione tecnologica e una filiera industriale nazionale.

Commento di R.N. su Fbook:
“Con questi costi dell’elettricità l’industria italiana CHIUDE. Perchè credete che ALCOA volesse andarsene dalla Sardegna? Perchè credete che la Thyssen stesse chiudendo gli stabilimenti di Torino?
Perchè la fiorente industria dello stampaggio materie plastiche è MORTA? Perchè i costi dell’acqua lievitano in continuazione (gli acquedotti hanno l’energia elettrica come una delle principali voci di spesa)?”

FONTE: http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/05/costi-incentivi-energie-rinnovabili-100-miliardi.html

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20.05.2011 – Secondo l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas in Italia gli incentivi alle rinnovabili nel 2020 peseranno sulla bolletta il 20% del suo costo attuale al lordo delle imposte
Fanno paura invece i dati presentati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas durante un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera sugli incentivi alle rinnovabili. Considerando il solo anno 2020, la cifra che ricadrebbe sulle bollette è compresa tra i 10 e i 12 miliardi. Nell’ipotesi che i consumi di energia al 2020 siano pari a 374 TWh, come prevede il Piano del Governo, il costo dell’incentivazione sarebbe tra i 2,7 e i 3,3 centesimi di euro per kWh, il doppio rispetto ad oggi, il 17-20% dell’attuale costo unitario del kWh elettrico. L’industria italiana chiude (…testo completo)

FONTE: http://fusione.altervista.org/illusioni_verdi.htm
http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2011/05/19/visualizza_new.html_867348079.html

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Romani risponde a Mucchetti: E’ vero, il fotovoltaico ci costa tanto, ma qui ci sono anche truffe

Giovedì 03 Febbraio 2011 11:42
La proroga delle tariffe del conto energia 2010 ha impegnato lo Stato per 88 miliardi. Romani parla di mafie ma l’opposizione denuncia: tutte scuse

much_rom 

Massimo Mucchetti (a sx) e Paolo Romani

Una tassa di fatto superiore al 10% della spesa elettrica nazionale che, in poche parole, si tradurrà in 88 miliardi di euro per la bolletta degli italiani nei prossimi 20 anni. A denunciare il conto salato del solare è stato il giornalista del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti, il quale, attraverso le pagine del quotidiano, polemizza contro il Governo, reo di aver introdotto tramite un codicillo inserito nel decreto “salca Alcoa” l’ultima corsa alle installazioni per beneficiare del Conto Energia 2010 pur con entrata in attività entro il 30 giugno 2011.


Già raggiunti gli 8 MW di target 2020

Una buona notizia per il settore, ma un problema in più per il legislatore già alle prese con il dibattito sull’elevato peso degli incentivi alle rinnovabili sulle bollette dei consumatori. Infatti, se nel piano energetico nazionale sulle rinnovabili era previsto un installato Fv al 2020 di 8GW, questo obiettivo verrà bruciato nel giro dei prossimi mesi. La potenza complessiva degli impianti, se pure non ancora tutti collegati alla rete elettrica, potrebbe essere pari, a fine 2010 a 7.000 MW su 200.000 impianti contro i 1.142 MW di fine 2009; nel corso del 2011 potrebbe essere già raggiunto il target di 8.000 MW, potenza che il Piano di Azione Nazionale sulle fonti rinnovabili aveva previsto per il 2020.


Conto salatissimo!

Il conto logicamente è salato: da quasi 1.200 MW si sale a 7.000 con un peso nella bolletta che passa da 0,6 a 3,8 miliardi l’anno. Inoltre, con i 1.500 MW che verranno installati nel 2011 con incentivo ridotto, l’onere per i consumatori sale a circa 4,4 miliardi l’anno; ben oltre il 10% dell’intera spesa elettrica nazionale.


7% sulle bollette

Dello stesso parere anche l’amministratore delegato di Acquirente Unico, Paolo Vigevano, il quale ha evidenziato l’incidenza crescente sulla bolletta elettrica della voce “oneri di sistema”. “Nella spesa media annua della famiglia tipo – dichiara Vigevano -, la voce relativa alle fonti rinnovabili pesa per il 7% circa, a cui si aggiungono altre voci per circa il 2%, portando gli oneri generali di sistema a poco meno del 10%”.


La risposta del Ministro dello Sviluppo Economico

“Gli incentivi andranno soltanto a chi realmente produce, rispettando le regole”. Con queste parole che il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, tramite una lettera inviata allo stesso Corriere della Sera, risponde all’articolo di Mucchetti.

“Lo Stato italiano, come ogni grande Paese – scrive Romani –, decide nel 2005 di incentivare la realizzazione di impianti fotovoltaici per incrementare l’energia pulita. Si parte con aiuti significativi, che in cinque anni vengono usati per realizzare ben 150mila impianti: dai pannelli sui tetti delle case alle grandi installazioni, che raggiungono 3000 MW, cioè l’ 1%della produzione nazionale di energia. Ad agosto 2010, allineandosi al trend europeo, il governo decide di ridurre gli incentivi, puntando a produrre, entro il 2020, una quota di 8.000 MW da fotovoltaico. La deadline fissata è al 31 dicembre 2010, dopo la quale inizia una riduzione graduale del 25%di aiuti, anche in considerazione dell’evoluzione tecnologica. Il Parlamento a sua volta ha ben presente che le imprese nate intorno a questo settore sono piccole, giovani e poco capitalizzate. Per tutelarle consente dunque che, ferma restando la scadenza di fine anno per l’installazione, l’allacciamento possa avvenire nei sei mesi successivi. E qui si infila la speculazione”.

Romani si sofferma, in particolare, sui numeri: “Solo lo scorso dicembre sono state avanzate richieste di incentivi per 55.000 nuovi impianti, per un totale di 4.000 MW. Un’accelerazione anomala. Sia chiaro: a queste nuove domande non è stato ancora erogato un solo euro, e non lo sarà finché non completeremo i controlli da subito avviati. Come temevamo, stanno emergendo casi di vera e propria truffa”.

SOLO UNA SCUSA PER FRENARE IL FOTOVOLTAICO

Replica a Romani  Paolo Brutti, responsabile Ambiente, dell’Italia dei Valor: ”Tra tanti mascalzoni che operano nel settore, primi fra tutti i produttori di energia dai rifiuti e i cementieri che si approvvigionano anch’essi dalla stessa fonte, il ministro Romani se la prende proprio col fotovoltaico”. “La verita’ – aggiunge Brutti- e’ che in un mese sono stati avanzati progetti operativi per realizzare 4 mila megawatt di fotovoltaico, funzionanti in meno di sei mesi, l’equivalente di tre centrali nucleari. Se il governo s’impegnasse a realizzarle potremmo dire addio senza rimpianti al nucleare entro Natale. Romani lo sa bene e inventa una sorta di ‘eliomafia’ pur di boicottare il fotovoltaico”

FONTE: http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6495:fotovoltaico-per-contenere-i-costi-bisogna-agire-sulle-speculazioni&catid=1:latest-news&Itemid=50

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Acquirente Unico: gli incentivi alle rinnovabili pesano per il 7% sulle bollette

Mercoledì 26 Gennaio 2011 10:10

Si arriva al 10% sommando anche gli oneri di sistema


vigevano_acquirenteunico“Nella spesa media annua della famiglia tipo, la voce relativa alle fonti rinnovabili pesa per il 7% circa, a cui si aggiungono altre voci per circa il 2%, portando gli oneri generali di sistema a poco meno del 10%”.

Lo ha sottolineato l’amministratore delegato di Acquirente Unico, Paolo Vigevano (foto), nel corso di un’audizione alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato sull’esame della bozza di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili.

Peso crescente degli oneri di sistema sulle bollette

Vigevano ha evidenziato l’incidenza crescente sulla bolletta elettrica della voce “oneri di sistema”. “Senza un intervento sulla loro evoluzione futura, il peso percentuale di tali oneri – ha affermato – potrebbe superare entro pochi anni per importanza il differenziale del costo dell’energia elettrica in Italia rispetto agli altri Paesi dovuto al mix sfavorevole di produzione”. Pertanto, secondo l’ad di Acquirente Unico è necessaria “una visione di lungo termine” e “una razionalizzazione del sistema delle incentivazioni che vanno armonizzate con gli standard europei e con le tendenze dell’evoluzione tecnologica, al fine di contenere la loro incidenza sul prezzo finale dell’energia elettrica”.

Tempi prevedibili per la riduzione degli incentivi

Secondo Vigevano la riduzione degli incentivi deve avvenire con tempistiche prevedibili; è quindi auspicabile un maggior ruolo dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in particolare per quanto riguarda la congruità e la sostenibilità degli importi di tali incentivi. “Nello sviluppo delle fonti rinnovabili – ha concluso Vigevano – occorre garantire coerenza e coordinamento tra le diverse componenti che devono costituire la strategia energetica nazionale a tutto beneficio per i costi sopportati dal consumatore finale”.

FONTE: http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6397:acquirente-unico-peso-crescente-delle-rinnovabili-in-bolletta&catid=1:latest-news&Itemid=50

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Relazione annuale Autorità Energia

Cgil: «Bene Ortis su Snam rg e maggiori cessioni gas»

Solari: «rivedere il livello degli incentivi delle fonti rinnovabili a favore delle imprese»

CGIL.it | Pubblicato martedì 14 luglio 2009 alle 13.12

 

ROMA – Sulla separazione proprietaria di Snam rete gas, della società per gli stoccaggi Stogit, e sull’aumento della quantità di gas ceduto dall’Eni per il cosiddetto ‘gas release’ «ha ragione il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis». E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, in merito alla relazione annuale del presidente del presidente dell’authority per l’energia.

«Il primo ed urgente provvedimento contro l’operatore dominante nel settore gas – osserva il dirigente della Cgil -, per ridurre i prezzi e per promuovere la concorrenza, è da un lato la immediata separazione proprietaria di Snam rete gas, e della società per gli stoccaggi Stogit e, dall’altro lato, il netto aumento della quantità di gas ceduto dall’Eni per il cosiddetto ‘gas release’, previsto dall’articolo 3 del decreto legge ‘anti crisi’ 78/2009, in corso di discussione dal Parlamento, estendendone i benefici a favore delle piccole e medie imprese e dei consumatori domestici».

«Va, inoltre, accolta – conclude Solari – la sollecitazione del presidente Ortis a rivedere il livello degli incentivi delle fonti rinnovabili a favore delle imprese, per diminuire la rendita oggi implicita, nel meccanismo del conto energia, che rischia di scaricarsi solo su famiglie e piccole e medie imprese».

FONTE:http://www.diariodelweb.it/Articolo/Economia/?d=20090714&id=93016

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La notizia:

Elettricita’ e gas, Altroconsumo: nel 2011 bollette piu’ salate per tutti

Ambiente ed EnergiaEnergia

Altroconsumo ha analizzato gli aumenti scattati quest’anno sulle bollette di elettricita’ e gas stabiliti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas. Secondo l’associazione gli aumenti dell’energia elettrica peseranno soprattutto su chi consuma poco (single e famiglie di due persone), mentre gli aumenti del gas ricadono su tutti. Per l’energia elettrica, gli aumenti piu’ consistenti, pari a piu’ 5,38% rispetto al 2010, riguarderanno gli utenti con consumi ridotti, come single e famiglie di due persone, seguiti da chi consuma molto, come le famiglie numerose, con rincari pari al 3,7%.
Per il gas, invece, Altroconsumo ha analizzato quello che accade in quatto grandi citta’, Torino, Milano, Roma e Palermo. Risultato: “L’incremento di spesa stimato non e’ mai inferiore al 7%. La localita’ in cui si prevede il maggior aumento e’ Palermo, dove per un consumo annuo di 700 metri cubi si stima una bolletta piu’ salata di oltre l’11% rispetto al 2010”.

Fonte: Altroconsumo  18 Gennaio 2011 – 16:54

FONTE:http://www.tuttoconsumatori.it/archivio/2011/01/elettricita_e_g_5.shtml

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Rinnovabili, “stangata in bolletta da 5,7 mld”

Scritto da Redazione Web il 08 febbraio 2011 alle 8:00


Rinnovabili, “stangata in bolletta da 5,7 mld”

L’autore

Redazione Web

Per le bollette degli italiani si profila il rischio di una stangata rinnovabili per effetto di un sistema di incentivi, fra i più profittevoli al mondo. Dai 2,5 miliardi di euro del 2009 si è passati ai 3,4 del 2010 e nel 2011 potrebbe arrivare, in assenza di interventi, fino a 5,7 miliardi di euro.

E’ quanto sostenuto ieri ti nella Relazione sullo stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas, che l’Autorità per l’energia ha trasmesso alle Commissioni Parlamentari competenti come richiesto dalla legge 99 del 2009.

Si legge in una nota: “l’Autorità ha espresso ripetutamente, nel corso degli ultimi anni, la convinzione che le fonti rinnovabili costituiscano, per il nostro Paese, una grande opportunità non solo per quanto strettamente attiene la diversificazione delle fonti e la protezione ambientale, ma anche per la ricerca, la filiera industriale e l’occupazione. Proprio per questo, i sistemi di incentivazione ed i relativi oneri di sistema in bolletta dovrebbero essere definiti e dimensionati con criteri di massima efficienza e secondo livelli di sicura sostenibilità”.

E’ un tema già affrontato da Tekneco, in analisi approfondite. In generale, si sta diffondendo l’idea che il sistema degli incentivi dovrebbe essere rivisto, per dare benefici più chirurgici al sistema, riducendo gli effetti negativi. Si aspettano però ancora le reazioni delle associazioni di settore che, a quanto risulta a Tekneco, non sono davvero concordi con queste stime numeriche.

Riportiamo stralci significativi della nota dell’Autorità.

“Nel dettaglio, dal 2001 ad oggi, gli italiani hanno pagato oltre 23 miliardi di euro in bolletta per il sistema Cip 6 (a sostegno alle fonti rinnovabili e assimilate) e, nonostante la prevista risoluzione anticipata delle convenzioni, i costi potrebbero nuovamente aumentare per effetto di recenti leggi che hanno riconosciuto incentivi Cip 6 anche agli impianti alimentati da rifiuti. Nel 2010 il Cip 6, con esclusivo riferimento alle fonti rinnovabili, ha comportato un onere di 0,78 miliardi di euro. Se ad esse si sommano le fonti assimilate, il costo complessivo scaricato in bolletta è stato pari a circa 1,8 miliardi di euro”.

“Ad appesantire le future bollette, vi è poi il possibile raddoppio dei costi a 1,6 milioni di euro legati all’eccesso di offerta di certificati verdi ed alla crescita esponenziale degli incentivi al fotovoltaico, (aumentati da 300 milioni di euro del 2009 a 826 milioni nel 2010) e l’eventualità di triplicare nel 2011. Infatti, secondo le migliori stime ad oggi possibili, se tutti gli impianti che cono stati dichiarati terminati (salvo gli indispensabili ed urgenti controlli) entrassero realmente in esercizio entro il 30 giugno 2011, in Italia potrebbero esserci a quella data 180.000 impianti fotovoltaici, con una potenza installata di 6500 MW, una producibilità di 8 TWh e un conseguente costo per il sistema elettrico prossimo ai 3 miliardi di euro su base annua”.

“Se a questi impianti si aggiungessero i 3000 MW preventivati con il decreto 6 agosto 2010, l’obiettivo nazionale al 2020 per il fotovoltaico, verrebbe raggiunto già nel 2013, con 7 anni di anticipo ed a costi molto più elevati per il sistema, sulla base di tecnologie più costose e meno efficienti rispetto a quelle che potrebbero svilupparsi nei prossimi anni”.

“Infine vi è la tariffa fissa onnicomprensiva che ha comportato un costo in bolletta di circa 112 milioni di euro nel 2009, 212 milioni nel 2010 con previsione di rapida crescita per l’entrata in esercizio di nuovi impianti”.

“Tutto ciò impatta sulle già evidenti criticità a livello di reti; criticità relative alla  saturazione virtuale (per effetto della prenotazione di capacità di trasporto a fini speculativi, senza che poi vengano realizzati gli impianti) e di saturazione reale che, in alcune zone del paese, già oggi non consente di trasportare tutta la produzione elettrica da rinnovabili immessa in rete”.

FONTE: http://www.tekneco.it/energia/rinnovabili-stangata-in-bolletta-da-57-mld/

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Incentivi fotovoltaico: faranno lievitare le tasse?

Incentivi fotovoltaico
La Stampa ha recentemente lanciato un interessante spunto di discussione nel ricco contesto delle energie rinnovabili. Secondo il quotidiano italiano, infatti, l’utilizzo dell’energia solare, in Italia, potrebbe portare a un rincaro molto significativo delle bollette. Dietro tale pericolo vi sarebbe una gestione quantitativamente abnorme degli incentivi sugli impianti fotovoltaici, con un allarme che è d’altronde stato lanciato anche da alcuni esponenti politici di spicco appartenenti dall’opposizione, che temono che l’esplosione del solare possa rivelarsi un pericoloso boomerang per le tasche dei consumatori.

Gli incentivi sugli impianti fotovoltaici italiani sono infatti attualmente più o meno il doppio rispetto a quelli tedeschi, ma nonostante ciò la Germania si mantiene stabilmente all’avanguardia europea per quanto concerne la crescita dell’energia rinnovabile utilizzata in ambito domestico e industriale.

L’incremento dell’utilizzo degli impianti fotovoltaici, così installati grazie principalmente alla presenza degli incentivi governativi, permetterà nel solo 2011 di poter installare almeno altri 1.500 MW, che vanno ad aggiungersi ai 7 mila già presenti, con un onere che il quotidiano stima essere, per le tasche dei consumatori, pari a circa 4,4 miliardi l’anno, pari al 10%, o oltre, della spesa elettrica nazionale.

Complessivamente, visto e considerato che gli incentivi hanno una durata di vent’anni, l’onere totale dovrebbe aggirarsi intorno agli 88 miliardi di euro, rendendo le bollette molto più care rispetto all’attuale. Un compromesso tra ecosostenibilità e spesa domestica sarà pertanto presto necessario.

FONTE: http://www.ecoo.it/articolo/energia-solare-il-fotovoltaico-italiano-fa-lievitare-le-tasse/11545/

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Il conto salato del solare Bollette più care del 10 /o Una tassa di fatto che vale 88 miliardi in vent’anni Energia I satelliti dell’Agenzia spaziale italiana controlleranno dall’alto dei cieli i campi fotovoltaici disseminati lungo la penisola. Glielo ha chiesto il Gestore del servizio elettrico che non può monitorare le oltre 200 mila installazioni per produrre energia elettrica dal sole e perciò titolari di ricchissimi incentivi di Stato. Una manna per i proprietari, un onere di 88 miliardi di euro per la bolletta degli italiani nei prossimi vent’anni: una tassa di fatto, superiore al 10% della bolletta elettrica nazionale e tuttavia non dichiarata dal governo che promette nucleare e meno tasse per tutti. L’ufficio del Gestore, guidato da Nando Pasquali, ha non più di una settantina di squadre di ispettori: troppo poco per verifiche a tappeto, ma abbastanza per constatare come, nel primo campione, almeno un terzo degli impianti fotovoltaici autocertificati realizzati (per accedere agli aiuti in scadenza al 31 dicembre scorso) fosse in realtà tutto da finire. Tra illeciti penali e sprechi del denaro dei consumatori, la green economy in salsa di pomodoro sta minando la credibilità sia della via d’uscita ambientalista dalla recessione che la delega della produzione al capitalismo diffuso al di fuori di qualsiasi piano energetico nazionale. A rendere gigantesca la speculazione è stato soprattutto il governo di Silvio Berlusconi che, da ministro dello Sviluppo economico a interim, vi ha anche personalmente contribuito accogliendo nel decreto dell’agosto nolo l’impostazione del capo dipartimento energia, Guido Bortoni, che aveva recepito la linea delle lobby del fotovoltaico e che, da presidente designato dall’Autorità per l’energia, nell’audizione di ieri alla Camera si pone il problema di come diminuire l’iniquità del prelievo sui consumatori a favore delle rinnovabili senza peraltro indicare soluzioni Ma andiamo con ordine. Gli incentivi al fotovoltaico vengono istituti dal governo Prodi 1118 febbraio 2007, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Pier- Le responsabilità del governo e il ruolo del presidente designato dell’Autorità luigi Bersani Si tratta, in media, di 1435 euro per megawattora (Mwh). L’incentivo, posto a carico della componente A3 della bolletta elettrica, viene limitato a una capacità produttiva massima tariffi di 1200 MW destinata a generare 1,5 milioni di Mwh l’anno entro il 2o1o. A regime, l’onere per i consumatori sarebbe stato di 652,5 milioni di euro l’anno per 20 anni, in totale 13 miliardi nell’intero periodo. Una cifra assai rilevante, giustificata con la necessità di introdurre l’Italia in un settore produttivo nel quale era rimasta indietro rispetto, per esempio, alla Germania. Con il ritorno di Berlusconi a palazzo Chigi, il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, svuota i limiti posti da Bersani, che prevedeva ulteriori installazioni incentivate per 18 mesi una volta raggiunti i 1200 Mw, ma senza garanzie sull’entità del premio. Ad agosto, nel decreto che riformula la materia, il premier-ministro non corregge Scajola, ormai ritiratosi dopo le rivelazioni sui suoi rapporti con la Cricca, e opera una modesta riduzione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici che il progresso tecnologico rende meno costosi. Secondo il Gestore del servizio elettrico, la riduzione lascia gli incentivi a un livello comunque più che doppio rispetto a quelli tedeschi. Un successivo codicillo, inserito nel decreto salva Alcoa» (dal nome dello stabilimento sardo di alluminio che rischiava la chiusura), estende il vecchio incentivo di 435 euro agli impianti installati al 31 dicembre 2010 ma non ancora allacciati alla rete elettrica nazionale. L’avvenuta installazione è autocertificata e le false dichiarazioni abbondano. • Il conto è salato: da 1200 Mw si sale a 7 mila con un peso nella bolletta che balza da o,6 a 3,8 miliardi l’anno. Con i i5oo altri Mw che verranno installati nel 2o1 a con incentivo ridotto (ma di poco); l’onere per i consumatori sale a circa 4,4 miliardi l’anno, ben oltre il 10% dell’intera spesa elettrica nazionale. Nei vent’anni di durata dell’incentivo arriveremo gli 88 miliardi indicati all’inizio. Gli obiettivi di sviluppo del foto-voltaico in relazione al taglio delle emissioni di anidride carbonica dettato dal Protocollo di Kyoto, l’Italia avrebbe dovuto avere 8 mila Mw di fotovoltaico operativi nel 2020. Ci arriva con g anni di anticipo per assicurare a chi ha vinto la lotteria una rendita ventennale a spese di tutti gli altri cittadini su impianti che tra poco saranno superati.

Massimo Mucchetti La fiscarità Bortoni: gli oneri per le rinnovabili sulla fiscalità generale? Condivisibile ma irrealizzabile di questi tempi L’Authority Guido Bortoni, presidente designato dell’Autorità per l’energia. Tra i compiti dell’autorit4 anche la definizione delle tariffe elettriche e del gas.

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FONTE:http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2011020217787556-1

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Ma quando finisce il carnevale?

Scritto da Sancho Senza Panza il 16 – febbraio – 2011

Già, quando finisce? Oddio, non è che sia così importante, basterebbe che finissero le carnevalate. Se proprio non se ne può fare a meno, sarebbe anche sufficiente smetterla di presentare il conto a Pantalone.

Mettiamola così, siamo tutti molto preoccupati per il futuro del Pianeta, ambientalisti d’assalto e climatologi da combattimento hanno vinto la loro battaglia e ottenuto carta bianca. Ancora maggiore è la preoccupazione per il futuro energetico del nostro modello di società. Le Cassandre (la capostipite alla fine ebbe ragione) del picco del petrolio hanno fatto breccia. Siamo convinti.

Adesso si può smetterla di prenderci con i fondelli con la favola delle rinnovabili?

Leggete qua, due interventi su Corriere economia lo stesso giorno.

  • Bollette sempre più alte a causa della crescita incontrollata della quota che ad esse viene aggiunta  per sostenere le politiche incentivanti – fotovoltaico in testa. Richieste di concessioni schizzate alle stelle per rientrare nel limite temporale del 31 dicembre 2010. Impianti ancora tutti da pensare che avranno però diritto al miglior trattamento. Poco male, ci si pensa ora, facendo crescere l’import di infrastrutture dalla Cina. (qui il pdf)
  • Un po’ più approfondito. Fondi di private equity e investitori esteri che hanno mollato il colpo in Spagna, dopo aver gonfiato e fatto esplodere la bolla speculativa delle energie rinnovabili, ora guardano con interesse e speranza al belpaese. (qui il pdf)

E c’è pure qualche smemorato che si indigna…ora.

Che spettacolo.

FONTE:http://www.climatemonitor.it/?p=15846

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Scontro su rinnovabili; Berlusconi rilancia nucleare

Romani, stop ad aiuti; Prestigiacomo, rispettare impegni presi

28 febbraio, 20:09

IMPIANTO FOTOVOLTAICO IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Interrompere il meccanismo degli incentivi sulle energie rinnovabili. Lo dice il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, mentre il titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo afferma: ”nessuna marcia indietro sugli impegni Ue”. Ed e’ scontro sul decreto in materia che sara’ in discussione nel preconsiglio dei Ministri di domani, contro il quale hanno manifestato ambientalisti e aziende.

Proprio sul fronte energia il premier, Silvio Berlusconi, rilancia il nucleare accusando ”l’ecologismo di sinistra” se in Italia l’elettricita’ si paga il 48% in piu’ rispetto alla Francia. ”Subiamo oggi – spiega Berlusconi – quello che abbiamo ereditato dalle scelte di chi ha negato all’Italia la possibilita’ di dotarsi di energia nucleare”. ”Il risultato – aggiunge il premier – e’ che tutta l’energia che consumiamo la paghiamo piu’ del 30% in piu’ rispetto al resto d’Europa. La Francia si e’ dotata di 85 centrali nucleari sicurissime e pensate che quando si deve decidere dove costruirne una, scatta la competizione tra i comuni perche’ le centrali portano lavoro e sono ipersicure”.

Avanti con le rinnovabili e avanti col nucleare, dice il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo secondo la quale tra queste due forme di energia ”non c’e’ contrapposizione” e precisa: sulle rinnovabili non c’e’ nessuna marcia indietro, ”manterremo gli impegni europei”. Ad animare il dibattito e’ la proposta di Decreto legislativo in attuazione della direttiva 2009/28/CE relativa alla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Ora il rush finale per il via libera entro questa settimana. Provvedimento che ha portato in piazza ambientalisti (in prima linea Legambiente, Wwf Italia, e Greenpeace, Kyoto club) e mondo delle aziende e dei produttori (tra cui Assosolare, Aper, Asso energie future, Anev, Grid parity, ReFeel) che, davanti al ministero dello Sviluppo Economico, hanno tenuto una conferenza stampa contro quello che chiamano decreto ‘blocca-solare’.

Il risultato del decreto, secondo le associazioni e gli imprenditori delle rinnovabili, sarebbe uno stop agli incentivi che inciderebbe anche su quegli impianti in attesa dell’allaccio alla rete con ”conseguente perdita dell’investimento”, oltre che su quelli in fase di progettazione che non avrebbero i finanziamenti dalle banche. C’e’ inoltre il capitolo occupazione: senza il piano incentivi, produttori e associazioni parlano di un ”crollo per il fotovoltaico con oltre 120.000 posti lavoro a rischio”.

In campo anche la Uil: il segretario confederale, Paolo Carcassi esprime ”forte preoccupazione rispetto a posizioni che mirino a interrompere sine die il meccanismo d’incentivazione delle rinnovabili”. I punti principali del provvedimento sono tre: stop agli aiuti dal gennaio 2014 oppure al raggiungimento del ‘tetto’ al fotovoltaico a 8.000 megawatt (che secondo gli ambientalisti avverra’ gia’ dall’estate prossima); taglio retroattivo del 30% per gli incentivi per l’eolico; sistema di aste al ribasso per i nuovi impianti. A spiegare l’operazione il ministro dello Sviluppo Economico, Romani: ”Bisogna interrompere un meccanismo” di incentivazione all’energia rinnovabile che ”e’ costato 20 miliardi di euro tra il 2000 e il 2010 agli italiani” in cambio del 4,5% di energia prodotta. ”Noi – sottolinea ancora Romani – siamo un paese prevalentemente manifatturiero, molte aziende pagano l’alto costo dell’energia e il costo delle rinnovabili e’ sulle spalle dei cittadini italiani”.

Sulle rinnovabili l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas nei giorni scorsi aveva calcolato che l’impatto in bolletta delle rinnovabili arriva fino ai 5,7 miliardi stimati per il 2011. Di contro secondo Asso energie future lo sviluppo del fotovoltaico in Italia costera’ invece 1,7 euro al mese a famiglia.

FONTE:http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2011/02/25/visualizza_new.html_1583072173.html

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Rinnovabili, Commissione Ue: “No ai tagli retroattivi agli incentivi
01-02-2011
Duro monito del commissario europeo all’Energia, Günther Oettinger: le misure che impongono tagli retroattivi agli incentivi per la produzione di energia pulita “potrebbero avere ripercussioni negative sugli investimenti”
 

Il commissario Ue all’Energia, Günther Oettinger

“Modifiche ai regimi di incentivazione per le fonti rinnovabili possono rivelarsi necessarie e comprensibili – ha detto Oettinger – ma la Commissione Ue ritiene inaccettabili quelle con carattere retroattivo”. Oettinger si è rivolto esplicitamente a Spagna e Repubblica ceca, dove i tagli approvati di recente dai rispettivi governi agli incentivi al fotovoltaico riguarderanno non solo i nuovi impianti installati, ma anche quelli già in esercizio, ammessi in passato a beneficiare di regimi di incentivazione molto più generosi. L’ultimo, in ordine di tempo, imposto con il Real Decreto Ley 14/2010 approvato dal Parlamento spagnolo il 26 gennaio, attraverso l’introduzione di un tetto di ore annuale per la produzione incentivata degli impianti fv.

Per questo, Bruxelles ha contattato Madrid e Praga – ha rivelato Oettinger – per avvertire che i tagli agli incentivi con effetto retroattivo potrebbero mettere a rischio la stabilità necessaria alle imprese per pianificare gli investimenti, e di conseguenza il raggiungimento stesso degli obiettivi europei in materia di energia pulita. Pur riconoscendo che la regolazione dei regimi di incentivazione è materia di esclusiva competenza degli Stati membri,  il commissario all’Energia ha ribadito il principio che “non si crea un clima favorevole agli investimenti” senza la stabilità necessaria, il che dipende da “una rigorosa programmazione finanziaria”.

La Commissione europea ritiene poi “essenziale” il ruolo dei privati nello sviluppo delle rinnovabili
, perciò bisogna evitare di scoraggiarne gli investimenti con regole cambiate in corsa. A questo scopo gli Stati membri devono inoltre intensificare i loro sforzi: per questo, nella comunicazione presentata ieri da Bruxelles, c’è anche la richiesta di raddoppiare il sostegno pubblico all’energia pulita da parte dei 27, passando da 35 a 70 miliardi di euro all’anno.

FONTE:http://www.zeroemission.tv/Politica/Rinnovabili,-Commissione-Ue%3A-%26ldquo%3BNo-ai-tagli-retroattivi-agli-incentivi%26rdquo%3B/news/11040.phtml

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Spagna, “Oltre 630mila ricorsi contro i tagli agli incentivi fv”
28-01-2011
L’approvazione mercoledì scorso da parte del Parlamento spagnolo del Real Decreto-Ley 14/2010, che impone un limite alle ore di produzione degli impianti fv aventi diritto alle tariffe incentivanti, è solo l’ultimo capitolo di una storia infinita che ha visto opposti negli ultimi tre anni governo e operatori del fv. Sullo sfondo il declino di uno dei mercati fv più promettenti al mondo
 

In arrivo nuovi tagli agli incentivi al fv spagnolo
Il provvedimento fa il paio con il Real Decreto 1565/2010, che stabilisce un taglio alle tariffe incentivanti dal 5% al 25% per gli impianti fv su tetto e addirittura del 45% per installati al suolo. Approvato il 26 gennaio scorso con 175 voti a favore, 12 contrari e ben 157 astenuti, il nuovo Real Decreto-Ley 14/2010, prevede che durante i prossimi tre anni le installazioni fv avranno diritto agli incentivi per 1.250 ore di produzione in un anno. L’energia elettrica in eccedenza rispetto a questo monte di ore sarà invece acquistata al prezzo di mercato. Secondo i calcoli delle associazioni del settore, in questo modo, la remunerazione sarà ridotta di circa il 30% per almeno il 90% degli impianti fv. A parziale compenso delle perdite, il periodo di incentivazione sarà esteso da 25 a 28 anni. 

Secondo il governo, le nuove misure comporteranno un risparmio di circa 2,2 miliardi di euro in tre anni. Il ministro dell’Industria, Miguel Sebastián, ha spiegato che il loro obiettivo è  “evitare aumenti eccessivi delle tariffe elettriche” e ha aggiunto che il taglio agli incentivi “non è né retroattivo”, come denunciato dagli operatori del fv spagnolo, “né minaccia la redditività delle impianti”, ma si tratta solo di una misura “temporanea, ragionevole, equa, necessaria a garantire il futuro del sistema”.

Dura la realizzazione delle associazioni delle settore. Per Aef (Asociación empresarial fotovoltaica), Asif (Asociación de la industria fotovoltaica) e Appa (Asociación de productores de energías renovables), il Real Decreto-Ley 14/2010 dà il colpo di grazia alla credibilità della Spagna come possibile meta degli investimenti nazionali e internazionali. Non solo: metterà a rischio migliaia di imprese e privati che hanno investito qualcosa come 20 miliardi di euro nel fv e, di conseguenza, migliaia di posti di lavoro.

Asif, in particolare, ricorda che il provvedimento, colpirà oltre 200mila persone in qualche modo legate a un parco fv da…

Il provvedimento fa il paio con il Real Decreto 1565/2010, che stabilisce un taglio alle tariffe incentivanti dal 5% al 25% per gli impianti fv su tetto e addirittura del 45% per installati al suolo. Approvato il 26 gennaio scorso con 175 voti a favore, 12 contrari e ben 157 astenuti, il nuovo Real Decreto-Ley 14/2010, prevede che durante i prossimi tre anni le installazioni fv avranno diritto agli incentivi per 1.250 ore di produzione in un anno. L’energia elettrica in eccedenza rispetto a questo monte di ore sarà invece acquistata al prezzo di mercato. Secondo i calcoli delle associazioni del settore, in questo modo, la remunerazione sarà ridotta di circa il 30% per almeno il 90% degli impianti fv. A parziale compenso delle perdite, il periodo di incentivazione sarà esteso da 25 a 28 anni. 

Secondo il governo, le nuove misure comporteranno un risparmio di circa 2,2 miliardi di euro in tre anni. Il ministro dell’Industria, Miguel Sebastián, ha spiegato che il loro obiettivo è  “evitare aumenti eccessivi delle tariffe elettriche” e ha aggiunto che il taglio agli incentivi “non è né retroattivo”, come denunciato dagli operatori del fv spagnolo, “né minaccia la redditività delle impianti”, ma si tratta solo di una misura “temporanea, ragionevole, equa, necessaria a garantire il futuro del sistema”.

Dura la realizzazione delle associazioni delle settore. Per Aef (Asociación empresarial fotovoltaica), Asif (Asociación de la industria fotovoltaica) e Appa (Asociación de productores de energías renovables), il Real Decreto-Ley 14/2010 dà il colpo di grazia alla credibilità della Spagna come possibile meta degli investimenti nazionali e internazionali. Non solo: metterà a rischio migliaia di imprese e privati che hanno investito qualcosa come 20 miliardi di euro nel fv e, di conseguenza, migliaia di posti di lavoro.

Asif, in particolare, ricorda che il provvedimento, colpirà oltre 200mila persone in qualche modo legate a un parco fv da oltre 53mila impianti. Pertanto, l’associazione ha messo in piedi una piattaforma legale attraverso cui favorire e incanalare le centinaia di migliaia di ricorsi attesi: gli operatori calcolano che saranno almeno 630mila.

FONTE:http://www.zeroemission.eu/ze/site/news.php?id=11012

 

 

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