Dal Club di Roma al Partito democratico

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Dal Club di Roma al Partito democratico

Il 7 aprile 1968, il già citato padre spirituale di Pannella, Aurelio Peccei, insieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali, fondò – con lauti finanziamenti della Fondazione Giovanni Agnelli- un’associazione non governativa, non profit, che ora vanta tra i suoi soci, economisti, uomini, d’affare, attivisti dei “diritti civili”, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di stato di tutti e cinque i continenti, che si chiamò il Club di Roma, perché in questa città si svolse la prima riunione presso l’Accademia dei Lincei.

Citiamo questa “benemerita” associazione sia per chi non ha mai sentito parlare di neomalthusiani in Italia prima d’ora e sia soprattutto perché nel 1972 con la pubblicazione del Rapporto sui limiti dello sviluppo, edito dal celebre Istituto di Tecnologia del Massachussets (MIT), allarmò il mondo con quella che si sarebbe rivelata poi una leggenda metropolitana secondo cui l’Umanità non può continuare a proliferare e nello stesso tempo crescere economicamente a causa delle limitate risorse materiali, predicendo un rapido esaurirsi delle stesse.

Apriamo una parentesi per dire che ad oltre 30 anni di distanza dobbiamo constatare che le cose sono esattamente al contrario: in Italia ed in Europa si cresce poco dal punto di vista economico  a causa della scarsezza ed invecchiamento della popolazione. E vogliono pure i Di.Co! Ma sono veramente PACSI!, cioè per dirla in lingua napoletana-barese “Pecc(e)i”

Ma chi era costui, proposto nei bei tempi andati, da Pannella, che a sua volta propone “il rientro dolce” della popolazione, cioè il “genocidio gentile”, già proposto dalla neomalthusiana eugenista e razzista Margaret Sanger, grande nemica di neri, italiani ed ebrei e di tutti pesi morti della società, nientepopodimeno che a Presidente del Consiglio! (A proposito di nemici sono curioso di sapere se Pannella odia “solo” i cinesini oppure tutti quelli con gli occhi a mandorla – il suo amico, il dott. nazionalsocialista-spartano, Antinori Severino, va gridando per televisione che “i mongoloidi non hanno il diritto di nascere”– oppure tutti gli uomini. Credo che sia valida la terza ipotesi, che sia, cioè, antropofobo. Peccato! Avevo preparato per lui ed Antinori questo bello elogio che il compianto prof. Jerome Lejeune scopritore della trisonomia 21 faceva degli Spartani. “E’ proverbiale – diceva Lejeune – il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Lo scopo era quello di arrivare ad una razza superiore. Invece non fu così e resta il dubbio che Sparta sia scomparsa dalla storia, perché, eliminando i più deboli fisicamente, finirono per prevalere gli stupidi o se perché, essendo stupidi, decisero di eliminare i più deboli”. In compenso, a parte, (vedi pag. 20 e segu.)  pubblico e commento una lettera di Pannella).

Peccei che fu per trent’anni a capo del Consiglio Economico dell’Istituto Atlantico, manager di primo piano della FIAT di Gianni Agnelli, che come tutti sanno era amico di David Rockefeller e  come lui condivideva l’idea di un governo mondiale, fondò il Club di Roma proprio per trovare la strada “giusta” per arrivare ad un governo  mondiale,  cioè  al  controllo   globale   del mondo ad opera di banchieri ed un’èlite di intellettuali. Tra i finanziatori del suo Club ci fu anche l’istituto German Marshall Fund, che comprende tra i suoi soci, tra gli altri, l’onnipresente David Rockefeller, il principe Filippo d’Inghilterra   (Sì! proprio quello che ha detto che se potesse  vorrebbe reincarnarsi in un virus per poter distruggere il cancro del pianeta terra e cioè l’uomo), Milton Cage, presidente della Fondazione Ford, ecc., ecc., ecc..  Nel suo libro “La qualità umana” del 1974, nel riferire lo scopo della nascita del Club di Roma, il candidato di Pannella a Presidente del Consiglio dei Ministri,  confessò il vero motivo per cui il Club commissionò e diffuse in dodici lingue il Rapporto “I Limiti dello Sviluppo” . “…per fortuna – scrive – al Club di Roma è occorso molto meno tempo [solo 4 anni rispetto ai 10 degli Achei] per trovare il suo cavallo di Troia e conquistare una prima posizione strategica, in una grande battaglia che è appena iniziata… [contro l’uomo, la vita,la famiglia].

“Il Cavallo di Troia” per poter  terrorizzare la gente e per poterle farle accettare  ogni tipo di soluzione anche la più iniqua ed illiberale, anche quella del controllo demografico attraverso l’imposizione dell’aborto di massa per scongiurare la catastrofe umanitaria, è stato appunto la favola delle scarsità delle risorse del Rapporto Meadows, come viene anche chiamato il rapporto del MIT, dal nome della prima firmataria. [Il terrorizzato, pur di attaccarsi a qualcosa che possa rassicurarlo e liberarlo dal suo stato di sofferenza e disperazione è disposto a credere e a fare tutto, ma proprio tutto quello che terroristi neomalthusiani gli propongono per uscire dal suo stato di angoscia paralizzante.

Essi giungono anche a ricattarlo, perché se non fa come dicono loro, lui diventa responsabile morale,- anche se per i Dittatori del Relativismo non esiste nessuna legge morale – non solo della sua rovina, ma di quella dell’intera umanità. Per i neomalthusiani, insomma, il terrorizzato diventa un incapace d’intendere e di  volere, una marionetta nelle loro mani, perciò ci terrorizzano sempre più con favole sempre più brutte, con psicosi collettive sempre più angoscianti (Esaurimento delle risorse, inquinamento, glaciazione, surriscaldamento, desertificazione, sconvolgimenti climatici, accanimenti terapeutici, ecc.) con lo scopo di farci accettare le loro soluzioni  che conducono ad un lieto fine… per loro, ma che sono solo finali.]

Il candidato di Pannella, che si chiedeva: “… se tutto sommato rispetto al maestoso fluire dell’evoluzione l’homo sapiens non rappresenti un fenomeno deviante” e che (da membro del vero Movimento per la Vita, di cui si dichiarano soci tra gli altri Emma Bonino, lo stesso Pannella e Capezzone) affermava sicuro: “Un comportamento aberrante della nostra specie la rende colpevole davanti al tribunale della vita. Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può non definire cancerogena”, in questo suo libro ci rivela finalità e metodi de  “I signori del mondo”, come Dimitris Evagghelopulos, chiama i Neomalthusiani nel suo libro, intitolato appunto,  “I kyriarchi tou kosmou“, Ekdhosis Archetipo, Atene, che faremmo bene a conoscere, temere e combattere, se non vogliamo perire.

“Il Cavallo di Troia” del Rapporto Meadows, purtroppo, diede il là ai neomalthusiani americani per pensare alla legalizzazione dell’aborto di massa, per limitare le nascite, ricorrendo alla Corte Suprema Federale, servendosi del solito caso pietoso, falso, come loro. Il che puntualmente avvenne il 22 gennaio 1973, quando la Corte dichiarò incostituzionali le leggi degli Stati che vietavano la pratica dell’aborto, dando ragione a Roe versus Wade. Solo che Roe, alias Jane Roe, alias Norma McCorvey, ora pentita del suo gesto, aveva mentito dichiarando di essere rimasta incinta dopo essere stata violentata da una banda. Ma tant’è “i figli dei gatti acchiappano i topi”, così i neomalthusiani sono menzogneri ed omicidi come il loro padre Satana.

Quello che è successo nel Mondo dopo questa storica sentenza è a tutti ben noto. Al grido di “aborto libero, gratuito e subito”(così tutti diventeremo civili e ricchi come gli Americani), più di un  miliardo di bambini sono stati uccisi dagli Stati nel grembo delle loro madri.

Ma cosa è successo in Italia in questi anni e come la Chiesa ha affrontato questo ciclone abortista?

Praticamente non c’è stata alcuna barriera, opposizione e resistenza  fino al 2005. Addirittura si è giocato allo scarica barile, la Chiesa accusa l’ex DC, non solo di non aver bloccato  nel ‘78 la legge sull’aborto , ma anche che essa porta la firma di tre democristiani e la firma che fa più male ancora adesso è quella dell’ex partigiana cattolica, Tina Anselmi, prima donna italiana a diventare ministro, perché qualcuno la vedeva come esponente di un vero femminismo  capace di bloccare  quello crudele e violento della Bonino e della Facci, che considera tuttora  i figli e la famiglia nemici della donna. L’ex DC e i suoi residuati, a loro volta, accusano la Chiesa gerarchica con le sue organizzazioni cattoliche di non essersi mobilitate ed hanno ragione. Già infatti la gerarchia d’allora accusò le associazione cattoliche di non essersi mobilitate, ma a chi spettava mobilitarle?

La pagina più vergognosa della storia della Chiesa Italiana fu scritta poi il 17 maggio 1981, quando si straperse il referendum sull’aborto che si poteva stravincere, perché i vescovi e i preti, invece che da pastori, si comportarono da “cani muti”. Bastava che i preti parlassero in chiesa per salvare da morte milioni di bambini innocenti, il cui sangue grida vendetta non solo nei confronti di chi li ha uccisi, ma anche di   chi   aveva il dovere di difenderli e non lo ha fatto. Ed infatti dove i preti parlarono i Sì stravinsero anche con  il 61%, mentre nei capoluoghi di diocesi dove i vescovi stettero muti si straperse.

Dopo l’81 la pratica aborto fu praticamente archiviata. I vescovi, dando esempio di grande coraggio, prima virtù richiesta a loro secondo Giovanni Paolo II, con i soldati a disposizione che avevano non potevano pensare anche alla tragedia dell’aborto, meglio rimuoverlo dalla predicazione e dalla pastorale – in più si evitavano anche fastidi e grane con quel mostro mediatico di Pannella -, e le associazioni e i movimenti cattolici continuarono a coltivare i loro carismi come se nulla fosse successo in quel tragico 17 maggio 1981.  (Fu talmente infausto il risultato di quel referendum che gettò nel dolore e nell’ambascia non solo i cristiani italiani, ma quelli di tutti il mondo, – la beata Madre Teresa di Calcutta ne rimase esterrefatta-:

1° perché  si pensavano ai milioni e milioni di uomini e donne che  avrebbero perso la vita,

2° perché le forze del male avevano stravinto e sembravano aver  spezzato le reni alla Chiesa, che per giunta  aveva un  Papa che  lottava tra la vita e la morte;

che giusto dopo quaranta giorni di passione della Chiesa qui in terra e di fervide  preghiere di quella purgante e trionfante, Maria ottenne da Dio Padre di poter apparire a sei ragazzi a Medjugorje per portar soccorso alla navicella di Pietro che stava per essere travolta dai flutti.  Ho fatto questo inciso per il carissimo  Padre Livio di Radio Maria, che si chiede perché la Madonna è apparsa proprio il 25 giugno e si affanna a contare 40 giorni a partire dal 13 maggio, giorno dell’attentato al Papa.

Al carissimo collega d’allora, in quanto ad attacco manifesti contro l’aborto (scusate la civetteria, ma paragonarsi a Padre Livio, sia pure come attacchino, serve a sollevare il morale ed è un antidoto contro tutti i calcioni e umiliazioni, che uno che lotta per la vita deve subire), voglio dire che tra il 13 ed il 17 maggio il giorno di gran lungo più critico per la  Chiesa è il 17. Agli occhi del Mondo sembrava che il cristianesimo nell’Italia del Papa non contasse più nulla e fosse ormai al capolinea).

Solo un piccolo nucleo di persone di buona volontà appartenenti al Movimento per la Vita, sopportato se non addirittura osteggiato dal mondo cattolico, ha tenuto viva la fiammella della difesa della vita, ma ritenendosi troppo piccolo per combattere i mostri dell’abortismo nazionale e mondiale ha preferito tenerla sotto il moggio, temendo che se avesse denunciato l’orrore dell’aborto ed attaccato apertamente  i nemici della vita sarebbe stato subito sopraffatto dal loro potere mediatico, economico e politico.

La strategia della sopravvivenza, già criticata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta, a cui non piacevano i MpV Europei, perché solo alcuni dei suoi appartenenti era finiti in carcere per difendere i bambini dall’aborto, al contrario degli americani, dove in molti vi erano andati, però, si è rivelata, a dir poco, controproducente: non solo non si è riusciti a difendere i bambini e le loro madri dall’aborto e frenare la mentalità abortista, ma nemmeno ad accendere l’amore alla vita nella Chiesa ed infatti ci sono  tuttora preti che ignorano addirittura l’esistenza del MpV.  Così  i laici, a cui la gerarchia raccomanda sempre di non sottrarsi alle sfide del mondo contemporaneo, non venivano messi nemmeno a conoscenza della grave minaccia neomalthusiana ed i temi della vita e della famiglia non trovavano  posto né nei seminari e né nei vari progetti culturali elaborati in questi anni per far fronte…ecc.ecc. Essi che devono mettersi in gioco ed accettare “la prima  sfida, che è la difesa della vita”, come diceva Giovanna Paolo II, non sono mai scesi in campo, preferendo fantasticare di improbabili vittorie negli spogliatoi.

I dirigenti dell’Azione Cattolica, l’associazione per statuto più legata alla gerarchia, da cui provengono molti leader  del Partito Democratico, (di cui è  lecito chiedersi che sarà mai se, mentre era ancora in potenza ha spezzato le catene che tenevano legate le mani in Europa agli scienziati che volevano servirsi degli embrioni come cave d’organi ed ha partorito i DI.CO!),  non hanno mai scritto un rigo nelle loro riviste sulla Giornata per la Vita fino alla presidenza di Paola Bignardi. Su queste si poteva liberamente scrivere di tutto, anche, in nome della scelta religiosa, per es.  di “angosciose convergenze”, perché dopo che nella cattolica Spagna anche in Germania si prevedeva la vittoria dei cristiano-democratici e nessuno aveva niente da ridire, ma di difesa della vita proprio no.

“La pugnalata alle spalle”, di cui ha parlato un vescovo, riferendosi alle sessanta firme raccolte da deputati e senatori della Margherita per indurre la vergine Rosy Bindi a concepire   i DI.CO. è sì un colpo inferto da traditori, che per poter salire sull’asinello del Partito Democratico si vogliono disfare del “fardello” della famiglia, ma è anche una conseguenza  dello scarsissimo interesse della Chiesa Italiana per la vita e la famiglia in questi ultimi trent’anni.

La dichiarazione unilaterale di non belligeranza, il principio secondo cui non bisogna opporsi al male, ma proporre il bene, per somma nostra grande disgrazia, mentre ha reso pressoché inefficaci le prese di posizioni di Giovanni Paolo II, le cui grida contro i crimini dell’aborto ed in difesa della famiglia sono stati subito soffocati dai pacifisti strateghi di “sotto il moggio” che, molto umilmente si credono superiori al Papa e a Madre Teresa e che hanno provveduto subito a sistemare in polverosi scaffali anche l’Evangelium Vitae,  ha dato praticamente carta bianca agli anticlericali, anti cinesi, anti famiglia, anti “pesi morti”  (handicappati, vecchi decrepiti, ammalati allettati, terminali ecc.), anti pensionati (parassiti sociali), anti cristiani, anti domenica, anti bebè, anti umani radical-neomalthusiani, che hanno potuto  fare il bello e cattivo tempo, fino ad imporre con una facilità incredibile, -pari sola a quella con cui Carlo VIII di Valois dalla Francia arrivò a Napoli -, la loro egemonia nella cultura, nei costumi e nelle leggi, senza praticamente essere ostacolati, ma anzi favoriti da molti teologi, intellettuali, giornalisti cattolici stupidi (la stupidità, secondo Bonhoeffer, non è mancanza di intelligenza, ma è deficienza di umanità e solo chi è senza cuore può favorire i predicatori dell’ amore libero – da ogni fedeltà, profondità,  definitività, felicità -, dell’aborto libero, dell’eutanasia, della droga  libera  -di ridurre in schiavitù e condurre alla morte milioni di giovani-).

Siamo arrivati al punto che i cristiani ora sono considerati cittadini di serie B, dhimmi (gente del Libro, non mussulmana, costretta a pagare una tassa per essere lasciata in pace nell’impero arabo-ottomano), secondo l’espressione di Magdi Allam, per non aver voluto contrastare i malvagi. E purtroppo sono in molti i cattolici, anche importanti, anche ex presidente della Repubblica, primi ministri, politici di ogni specie, che si considerano dhimmi e che per giunta, oltre al tributo richiesto dai radicali del silenzio di fronte alla loro protervia, arroganza, malafede e  cattiveria, offrono in più spontaneamente interessamento, onore e stima ed anzi qualcuno non si vergogna di dichiarare la propria amicizia a questi folli tiranni, pur di poter ingrassare in pace.

Solo il cardinale Ruini ha compreso le conseguenze nefaste di questa incondizionata resa dei chierici e laici cattolici, cittadini di serie b, ai più forti, ai terribili radicali ed ha rivendicato non solo stima e pari dignità, ma è intervenuto con decisione per fermare la barbarie radicale, che attraverso il referendum sulla legge 40/2004 voleva stabilire con il ricorso alla volontà popolare che l’uomo è solo un animale, come dice Darwin, da vivisezionare e sfruttare a piacimento.

Il 13 giugno 2005 ha segnato una battuta d’arresto per questi barbari radicali neomalthusiani. Ma, purtroppo, come era del resto prevedibile, non si sono arresi, non si sono fermati ed è bastato un attimo di disattenzione ed un po’ di fiducia nel partito di Rutelli, il quale doveva farsi perdonare la sua scelta astensionista al Referendum, per farsi cogliere di sorpresa dalla mossa di quel mezzo ministro di Mussi, che ha cancellato la firma dell’Italia dalla dichiarazione etica che proibiva all’UE di finanziare esperimenti sulle cellule staminali embrionali. Disattenzione e imprudenza che sono costate care.

Il 20 dicembre del 2006, Ernesto Galli della Loggia, dalle pagine del Corriere della Sera, dopo aver indorato la pillola, sentenziava che sì il Papa e Ruini, quando parlano suscitano un certo interesse, però, “gli intellettuali  cattolici sono tanti, ma insignificanti“– Qui il termine intellettuali sta per tutti, l’editorialista del Corriere ha usato una figura retorica con la quale si indica la parte per il tutto, ad es. si usa il termine albero per indicare l’intera nave. Che le sue parole siano state intese come un’esortazione per Prodi a procedere sicuro, senza incertezze e tentennamenti sulla via dei PACS, ne sono la riprova sia la velocità impressionante con cui sono stati varati i DI.CO e sia anche i 60 pugnalatori  della Margherita, che non ci hanno pensato un attimo a passare il Rubicone,   pensando bene che fosse altrettanto facile sbarazzarsi della famiglia, così come era stato per l’infinita dignità e intangibilità dell’uomo allo stato embrionale, senza troppi danni (elettorali) e che, perciò, ne hanno approfittato subito per firmare…la loro condanna e scomparsa dalla Storia.

Dopo la distruzione dell’embrione e della famiglia ci sarà, infatti, per effetto domino non solo la distruzione dell’Unione che ha vinto le lezioni nel 2006, ma anche della stessa Unione Europea. Ma se la Chiesa, le associazione laicali, i movimenti, gli ordini, le congregazioni, le confraternite, le fraternità, le Opere, gli Istituti, i comitati, le alleanze, le parrocchie,  i circoli, le pie unioni, le scuole, le università ecc. si fossero mobilitate in difesa dell’embrione, quel colpo alle spalle i nostri sessanta si sarebbero ben guardati dall’infliggere e non ci saremmo ritrovati con tanti laici cattolici, fieri di essere ora nel parlamento  solo laici, cioè radicali e neomalthusiani, cavalieri senza macchia e senza paura dell’anticlericalismo più abbietto e viscerale.

La Chiesa Italiana ha sulla coscienza quasi cinquemilioni di bambini uccisi con la 194/78, ha dalla sua trent’anni di disinteresse sui temi dell’aborto e della vita (tuttora ci sono vescovi che non  ne vogliono proprio sentire parlare di aborto, tanto è vero che in tantissime diocesi italiane, anche molto popolate, non si fa niente, ma proprio niente di serio  per difendere la vita nascente) non era possibile che i nodi non venissero prima o poi al pettine ed ora si trova ad essere perseguitata addirittura dai suoi. Male ha fatto a non ascoltare e a stringere il bavaglio intorno alla bocca di Giovanni Paolo II, che gridava ad una mobilitazione generale per distruggere “la congiura contro la vita”, ha preferito ascoltare i radicali e “non fare crociate” ed ora…il Pd, un minaccioso nuovo soggetto politico, che non promette niente di buono.

Alla fine di questo paragrafo un’altra strigliatina a quei deputati, figli degeneri di una Chiesa, madre snaturata, (perché senza amore verso “i più poveri tra i poveri”, cioè i bambini nel grembo materno), onorevoli che si ostinano ancora a dichiararsi cattolici, mentre sono solo ignari attori del complotto neomalthusiano contro la vita e la famiglia, destinati ad essere la coda dell’asino del Partito democratico, portato per le redini da Pannella, mentre  credono di essere saliti sul treno del progresso: fatevi bene i conti, non andate dietro a chimere e a false illusioni, perché in premio avrete solo un po’ di sterco neomalthusiano, e cioè, nichilismo, disperazione e morte, per voi, le vostre famiglie e per l’Italia. Anche un ex deputato del PCI, l’on. Pietro Barcellona, mette in guardia da Pannella, in quanto “seminatore di illusorie libertà estratte, che dissolvono ogni idea di legame comunitario, di responsabilità collettiva, anche etica”.

nogenocidio.org

10/5/2012 FONTE http://www.ecohysteria.net/?p=474&fb_source=message