Di Pietro-Pecoraro Scanio: duello sul nucleare

Number of View: 1835

Il ministro delle Infrastrutture contro quello dell’Ambiente. “C’è un preconcetto ideologico che non aiuta il Paese. Il nucleare di oggi non è come quello di ieri”. La replica: “Non sta nè in cielo nè in terra. Posso assicurare che non se ne farà nulla”.

Roma, 14 settembre 2007 – “Al ministero dell’Ambiente spesso si opera e si lavora, non per trovare la migliore soluzione, fare meglio l’opera nel rispetto dell’ambiente, trovare la migliore soluzione per fare prima, ma per non farla fare”. Questo il disappunto del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

“Quando c’è questo preconcetto ideologico – aggiunge – il ministero dell’Ambiente non aiuta lo sviluppo, perché se è essenziale per il Paese la tutela dell’ambiente allo stesso modo lo è lo sviluppo, l’uno non deve andare a danno l’altro”. Secondo il ministro “il nucleare oggi non è come quello di ieri. Non so se ne abbiamo davvero bisogno. Personalmente vorrei adoperarmi affinché non vi si ricorra. La differenziazione delle fonti di energia è fondamentale per il nostro paese, ma non facciamo demagogia. In attesa che un’energia differenziata possa attecchire da noi – conclude – abbiamo bisogno di un’energia domani mattina sennò quest’inverno rimaniamo al freddo”.

“Che in Italia si parli ancora del nucleare non sta nè in cielo nè in terra. E posso assicurare che non se ne farà nulla. Tanto è vero che Prodi non ne ha parlato proprio”. Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, risponde così, in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”, al possibile rilancio del nucleare in Italia. “Come ha detto Matteoli, che pure è un nuclearista, – aggiunge il ministro – anche se si decidesse di tornare al nucleare, ci vorrebbero vent’anni. E noi non abbiamo tanto tempo”.

“A prescindere dalle altre considerazioni – continua Pecoraro Scanio – che rendono improponibile l’opzione nuclare, è meglio scegliere l’innovazione: rinnovabili e risparmio energetico. Quella del nucleare è solo propaganda da quattro soldi. Anzi, propaganda da quattro miliardi di euro… “.

4/5/2012 FONTE: http://qn.quotidiano.net/2007/09/14/36262-pietro_pecoraro_scanio_duello_nucleare.shtml