Dopo la bancarotta delle rinnovabili tedesche, Sorgenia incrementa l’estrazione di petrolio

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Da una parte inveiscono contro lo sfruttamento dell’Artico e contro il global warming causato dalle energie fossili promuovendo iniziative green (vedi anche www.sorgeniaecopensiero.it),  mentre dall’altra vanno a scavare petrolio nel Mare del Nord…  che coerenza.

Da questo si deduce che i sedicenti ambientalisti di Legambiente, azionisti di Sorgenia, già soci delle centrali a carbone  di De Benedetti, sono di conseguenza anche soci nella produzione di petrolio. Che spettacolo!

La disfatta del fotovoltaico tedesco ha fatto effetto. Del resto lo avevamo già dettto: Eolico e solare? VERDE è solo il colore dei soldi

L’oro nero di Sorgenia. Il gruppo energetico controllato da Cir, attivo in particolare nel settore della distribuzione del gas e della produzione di energie rinnovabili, ha diversificato l’attivita’ andando alla ricerca di petrolio in Sudamerica.

In particolare, come appreso da MF-Milano Finanza, la societa’ guidata dall’amministratore delegato Massimo Orlandi detiene il 10% di due concessioni gestite dal colosso brasiliano Petrobras che hanno iniziato a garantire una produzione di 2 mila barili al giorno, 200 dei quali di pertinenza di Sorgenia. Campi onshore dai quali l’azienda italiana conta di ottenere produzione da poi rivendere sul mercato visto che il business petrolifero non rientra tra le priorita’ industriali.

Ma l’interesse a sviluppare la partnership operativa con Petrobras e ad aumentare la produzione e’ forte, come dimostra il fatto che di recente la capogruppo Sorgenia spa ha girato a alla controllata Sorgenia E&P (ha chiuso il 2011 con ricavi per 28 milioni) come versamento in conto riserve di patrimonio la somma di 11,6 milioni, “per rifinanziare le attivita’ di esplorazione in Colombia e nel Mare del Nord“, si legge in un documento della societa’. Mare del Nord dove Sorgenia e’ impegnata, come Eni, nella ricerca dello shale gas (il gas naturale contenuto nelle rocce scistose).

Contemporaneamente, l’azienda milanese controllata da Cir ha deciso di diversificare ancora l’attivita’ di ricerca di nuove forme di sfruttamento energetico siglando un accordo con la portoghese Porto Energy e l’austriaca Rag finalizzato alla ricerca dello shale oil (gli idrocarburi ottenuti dalle rocce).

La joint venture appena costituita e della quale Sorgenia detiene il 32% del capitale sta valutando le potenzialita’ di un’area di 450 mila acri (180 mila ettari) in Portogallo.

http://finanza.tgcom24.mediaset.it/news/dettaglio_news.asp?id=201203140910011453&chkAgenzie=PMFNW

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1/5/2012 FONTE: http://www.ecohysteria.net/?p=5466&fb_source=message