ENERGIA CHE CI LASCIA AL VERDE

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— 20 novembre 2011

DI LUIGI CORTINOVIS

Per chi fa parte della cerchia degli apoti, quelli che non se la bevono, la panzana della sostenibilità delle energie rinnovabili lascia il tempo che trova. Basta aver voglia di informarsi, lasciando in un cassetto le illusioni verdi.

Da Forbes: «La Spagna ha annunciato una riduzione del 40% nella sua sovvenzione dell’energia eolica. All’European Commission’s Energy Department è in discussione la validità delle politiche “20-20-20” volte a ridurre il “riscaldamento globale” (20% cut in emissions of greenhouse gases by 2020, compared with 1990 levels; a 20% increase in the share of renewables in the energy mix; and a 20% cut in energy consumption), citando la perdita di competitività economica che la loro attuazione comporterebbe. Il governo britannico ha staccato la spina sul suo bilancio in flessione ai progetti di cattura e lo stoccaggio della CO2. Dicono ora che sono costosi e fantasiosi, e lo sono. Il Giappone ha annunciato che sta riconsiderando il piano per tagliare la CO2 del 25% nei prossimi 8 anni. Il Ministro Nobutani, del Global Environmental Affairs Office, ha dichiarato che “il Giappone spenderebbe troppo” nel tentativo di raggiungere l’obiettivo. Il prezzo dei “carbon credits”, cioè il prezzo di quello che si acquista come un “permesso” ad emettere CO2, è sceso di molto. La causa è la gravità  della crisi dell’economia europea: nessuno ha bisogno di acquistare un permesso per emettere anidride carbonica quando le fabbriche chiudono. Questo significa che, calando il prezzo dei “carbon credits”, diminuiscono gli incentivi agli investimenti nell’ eolico e nel solare da cui i permessi possono essere acquistati. Come la storia ci insegna, quando i tempi sono buoni, il verde è grande, quando le economie vanno male, la “green economy” subisce un crack».

Da Der Spiegel: «Poiché l’idea è che più le turbine eoliche sono grandi più elettricità producono e meno spazio occupano a parità di produzione, le turbine eoliche istallate nei parchi per la produzione di elettricità tendono ad essere montate su torri sempre più alte ed ad avere pale ed ingranaggi sempre più grandi (ciascuna delle tre pale di una turbina può raggiungere anche una lunghezza di 70 metri, una larghezza di 5 metri vicino al mozzo, 5 tonnellate di peso). Mantenerle in funzione in modo regolare dopo qualche anno diventa sempre più problematico. Le statistiche delle assicurazioni rivelano che i guasti sono all’ordine del giorno malgrado le ditte costruttrici dichiarino che dovrebbero funzionare senza problemi per 20 anni. I basamenti di cemento delle torri si fessurano a causa delle forti sollecitazioni e in genere dopo 5 anni gli ingranaggi del rotore devono essere sostituiti. I costi della manutenzione sono ingenti e spesso non calcolati nella produzione del KWh prodotto».

Da sma.de: «Calcolando l’area della curva riportata nel programma in pratica si può dedurre che una centrali nucleare da 800 MW (costo 4 miliardi di euro) produrrebbe tanta energia come oggi hanno prodotto tutti i 19.000 MW di potenza fotovoltaica installata in Germania. Area = (picco massimo * larghezza della curva a metà del picco)/(2,35*0,4)= 3,6 GW*(5 ore – dalle 11.15 alle 15.15)/(2,35*0,4) = 19,1 GWh prodotti nella giornata (24 ore) del 16.11.2011 In 24 ore una centrale nucleare da 1 GW produce 1GW*(0,85 capacità)*24h= 20,4 GWh, da cui 19,1/20,4= 0,93 GW = una centra nucleare da 930 MW.

Non è migliore la situazione in Italia. Considerando che la Germania ha un’insolazione pari al 75% di quella dell’Italia (Italia 1500 KWh/mq, la Germania 1100 KWh/mq http://en.wikipedia.org/wiki/File:SolarGIS-Solar-map-Europe-en.png  si può dedurre che i 12GW di potenza FV attualmente installati in Italia (costo 54 miliardi di euro) hanno prodotto il 16.11.2011 (nelle 24 ore) come 1 centrale nucleare da 724 MW (costo 4 miliardi di euro)».

Anche il Fatto quotidiano ha ripreso gli studi tedeschi ed ha scritto: «Un mondo basato sulle energie rinnovabili è un bel sogno, ma avrà un costo molto salato. A “fare i conti” è stato il settimanale tedesco “Der Spiegel”, che ha dedicato all’argomento un documentatissimo dossier di 10 pagine dal titolo “Ecologia a qualunque prezzo”, con una copertina raffigurante torri eoliche tra le nuvole con la didascalia “Il sogno caro dell’energia pulita”. Partendo dal piano del governo di Angela Merkel, che prevede di innalzare dall’attuale 16 all’80% la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2050, il settimanale di Amburgo ha scritto che sulla base degli studi esistenti, per raggiungere questo obiettivo sarà necessario spendere in Europa “la favolosa cifra di 3 mila miliardi di euro solo per la produzione di energia. E in questa cifra non sono nemmeno compresi i costi per il necessario rinnovo delle reti e per l’immagazzinamento energetico”».

In conclusione: se energia rinnovabile deve essere, che sia il mercato a deciderlo. Laddove c’è business c’è sempre qualche imprenditore mosso da buone intenzioni.

2/5/2012 FONTE: http://www.movimentolibertario.com/2011/11/20/energia-che-si-lascia-al-verde/