Germania, salirà la domanda di carbone

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Germania, salirà la domanda di carbone

Il blocco delle centrali nucleari in Germania porterà un beneficio agli operatori dei terminal carboniferi. Il blocco di 7.000 MW di potenza nucleare per i prossimi 3 mesi, come disposto dal governo tedesco sull’onda dell’incidente a Fukushima in Giappone, farà impennare domanda di carbone in German …

(Rinnovabili e Altre Fonti di Energia | 23/03/2011)

FONTE: http://www.consorzioagrariocremona.it/content/germania-salir%C3%A0-la-domanda-di-carbone-5

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Bufale verdi

Athos Ambrosini, membro UDC, Claro

Notizia di oggi: la Germania vuole uscire dal nucleare entro il 2022 tramite una transizione verso il rinnovabile ed il carbone.
In Germania si investirà quindi nell’eolico e nel carbon fossile, esattamente come vuole fare AET, perchè oggi la realtà è che in Europa circa l’80% dell’elettricità viene prodotta attraverso nucleare, gas, o carbone e non si può pensare di convertirsi immediatamente ed esclusivamente al rinnovabile.
Questa notizia da sola dovrebbe far capire che buona parte degli argomenti di chi vorrebbe affossare AET sono, nel migliore dei casi, delle mezze verità, ma voglio comunque chinarmi sui principali per confutarli. Concedetemi però l’utilizzo d’un pizzico (o due) di sana ironia.

  1. A differenza di quanto vorrebbero farci credere Verdi ed affini non è pensabile di coprire oggi il 30% dei consumi ticinesi attraverso le nuove energie rinnovabili, perché per produrre lo stesso quantitativo di energia attraverso l’eolico servirebbero un paio di miliardi di franchi, mentre almeno 5 miliardi con il fotovoltaico.
    Chiaramente né AET né il cantone Ticino sono in grado di sopportare simili spese.
  2. Viene spesso citato uno studio che parla di una possibile diminuzione dei consumi del 30-40%.
    Si tratta però di uno studio sul massimo risparmio teorico.
    Visto che i Verdi reputano invece subito fattibile una riduzione del fabbisogno del 30%, dovrebbero proporre un progetto dettagliato su come, quando ed a che costi realizzarla.
    Non appena riusciranno a diminuire i consumi cantonali in tale misura (cosa che io reputo oggi impossibile) potremo uscire da Lünen senza compromettere il nostro approvvigionamento, altrimenti dovremo aspettare il 2035 per le prime importanti riversioni degli impianti idroelettrici, come da controprogetto.
  3. Non è vero che a Lünen c’è una forte opposizione al progetto. Lünen si trova in Germania, non in Bielorussia, e questa centrale è stata approvata in votazione popolare con oltre l’80% dei consensi.
    Ci vuole una gran bella faccia tosta per parlare di una forte opposizione.
  4. Per favore basta con l’infondata accusa di sfruttamento del lavoro minorile.
    La RBS Sempra, società che si occupa del rifornimento del combustibile, ha firmato la convenzione “Global Compact” delle Nazioni Unite (ONU) per lo sviluppo sostenibile che la impegna tra l’altro al rispetto dei diritti umani e degli standard lavorativi (art. 5 “eliminazione del lavoro minorile”).
  5. Secondo i referendisti, il carbone come gli altri vettori fossili sarebbero superati e si dovrebbe puntare sulle nuove fonti rinnovabili. Allora perchè nella sola Germania si stanno oggi costruendo 12 impianti come quello di Lünen allo scopo di sostituire i più vecchi ed inquinanti, mentre per compensare la chiusura delle centrali nucleari ve ne sono in progetto ulteriori?
  6. Un’altra accusa contro questo progetto è di natura economica: farebbe perdere denaro. Non c’è niente di più falso, si guardi la Germania o si pensi che in Svizzera sono molte le aziende che hanno investito, stanno investendo e vorrebbero investire in centrali a carbone. Non vorranno mica tutti perdere denaro? Ad esempio BKW, Repower (ex Rätia Energie) o Alpiq (ex Atel) hanno investimenti molto superiori ad AET in questo ramo, e sono tutte aziende a maggioranza pubbliche. Repower in particolare vorrebbe costruire 2 nuove centrali, mentre Alpiq è alla ricerca di una nuova partecipazione; avranno già preso contatti per quella di AET a Lünen? Io scommetto di sì.

Athos Ambrosini, membro UDC, Claro

FONTE:http://www.ticinolibero.ch/?p=68997

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Tra i due litiganti … vince il carbone

postato il 25.feb.2011 alle 3:21 pm | da chiccotesta

Mentre in Italia si svolge una discussione immaginaria che contrappone le rinnovabili al nucleare, vale a dire, da una parte un’energia che fornisce, a parte l’idroelettrico, una quantità inferiore al 10% di energia elettrica (mettendo insieme vento, sole, biomasse, geotermico  e rifiuti) ed un’altra che non esiste, se non in quel 15% che importiamo dalla Francia e da altri Paesi,  le cose “reali” vanno in tutt’altra direzione.

Mi spiego con qualche numero.

Quando saremo arrivati a 10.000 MW di potenza solare (oggi siamo a meno di 3000) produrremo in Italia circa 13 miliardi di kWh (piuttosto meno che più). Lasciamo stare quanto costeranno (un’iradiddio) per evitare polemiche.

Nel  frattempo ENEL ha ottenuto l’autorizzazione per costruire a Porto Tolle una nuova centrale a carbone di 2000 MW. La quale produrrà nel caso peggiore almeno 14 miliardi di kWh.  Ad un costo super-competitivo … che andrà a sommarsi a quella di Civitavecchia di potenza più o meno uguale … Fate voi un po’ i conti da dove verrà l’energia elettrica futura dell’Italia.

FONTE: http://blog.forumnucleare.it/ambiente-2/tra-i-due-litiganti-vince-il-carbone/

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25/03/2011 –

Carbone, è boom nel 2010

carbone
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Il 2010 ha confermato la crescita boom della produzione di carbone, che sale a livello mondiale a 6,5 miliardi di tonnellate, +8% rispetto al 2009. Si tratta dell’ottavo anno consecutivo di crescita, con un commercio via nave che ha raggiunto le 971 milioni di tonnellate,  segnando un +13% rispetto al 2009. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi da Assocarboni in occasione del ‘sistema elettrico italiano: quale mix per gli obiettivi di riduzione della Co2‘, presentati dal presidente dell’associazione, Andrea Clavarino.

Nell’ultimo decennio è ancora il carbone la fonte energetica che, a livello mondiale, fa registrare il maggior tasso di crescita della produzione, con un aumento del 7% per ciascun anno e si conferma, con una quota del 41%, leader nella produzione di energia elettrica, seguito a grande distanza dal nucleare con il 19% e dal gas con il 16%. Confermata anche la leadership del carbone a livello europeo, con una sua quota nella produzione di energia elettrica pari al 33%, seguito dal nucleare con il 30%.
Tra i maggiori esportatori di carbone si distinguono Indonesia, le cui esportazioni nel 2010, per un quarto destinate alla Cina, sono aumentate del 20% a 240 milioni di tonnellate, quasi 39 milioni in più rispetto al 2009, Australia, che ha visto le sue esportazioni di carbone salire a 300 milioni di tonnellate, +10% sul 2009, Colombia, che ha aumentato le sue esportazioni del 7%, attestandosi a 75 milioni di tonnellate. Stabili le esportazioni dei produttori ‘storici’ Sud Africa e Russia, rispettivamente a 63 e 90 milioni di tonnellate.
A livello europeo, le importazioni della Ue a 27 nel 2010 sono rimaste sostanzialmente stabili a 189 milioni di tonnellate.
Passando all’Italia, le importazioni di carbone da vapore sono cresciute nel 2010 del 5%,  raggiungendo i 17,2 milioni di tonnellate, quelle di carbone metallurgico e PCI hanno raggiunto i 5,5 milioni di tonnellate, + 37% rispetto al 2009 grazie alla crescita della produzione siderurgica, mentre restano in linea con il 2009 i consumi di petcoke per utilizzo nei cementifici, 2,4 milioni di tonnellate.

La quota di carbone nel mix italiano di produzione di energia elettrica è ancora ferma, dal 2004, al 12%, ma il nostro Paese, fa notare Clavarino, ”è all’avanguardia nelle clean coal tecnologies. A Brindisi, ad esempio, è stato realizzato da Enel uno degli impianti pilota di cattura e sequestro geologico della CO2 tra i più avanzati al mondo. Inoltre le 13 centrali a carbone esistenti nel Paese hanno un livello di efficienza media pari al 40%, con picchi di eccellenza al 46% per Torrevaldaliga Nord, che nel mondo vengono raggiunti solo in Giappone e Danimarca”.
Il carbone, ha aggiunto il presidente di Assocarboni, ”è l’unico combustibile che può soddisfare la domanda crescente di energia nel mondo. Il carbone è pronto a fare la sua parte venendo in soccorso al nucleare, avendo già dimostrato di essere affidabile, sicuro e sostenibile. In Italia, dove disponiamo di centrali a carbone tra le più moderne e efficienti del mondo, ci sono ancora ampi spazi di crescita”.

Marco Notari

FONTE:http://www.newnotizie.it/2011/03/25/carbone-e-boom-nel-2010/

Un pensiero riguardo “Germania, salirà la domanda di carbone

  • 03/06/2011 in 19:15
    Permalink

    Al ritorno del nucleare preferisco anche il carbone, se si devono fare delle ricerche per migliorarne l’utilizzo meglio qui che ritrovarsi con bidoni radioattivi che durano migliaia di anni. O bere o affogare, purtroppo.
    Nel frattempo SI al referendum contro il nucleare, Chicco Testa e Veronesi.

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