Grandinata record, danni per milioni: Barese in ginocchio

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Cronaca · Adelfia

BARI – Milioni di euro di danni. La Terra di Bari, e in particolare il Sud-Est e la cintura metropolitana, si leccano le ferite dopo la grandinata devastante di mercoledì pomeriggio.

IL Sud-Est – A Conversano e Mola, epicentro della calamità, le prime stime parlano di diversi milioni di euro di danni. Sono ben 21 i feriti, fortunatamente nessuno grave. In ginocchio nella zona, un migliaio di aziende agricole. «Tra Conversano, Carbonelli e Cozze sono scomparsi interi campi coltivati a ortaggi e verdure – afferma Giuseppe Locorotondo, agricoltore e assessore a Conversano -. Dei frutteti, ciliegeti, mandorleti e uliveti compresi nell’area maggiormente colpita non c’è più traccia». A Mola, i danni più gravi si concentrano nelle contrade Pozzovivo e Torre delle Mule, in direzione Rutigliano-Conversano: distrutti vigneti di uva da vino, tendoni di uva da tavola, campi di verdure, patate, angurie. Una quindicina le serre e sette gli impianti fotovoltaici devastati. Notevoli i danni anche agli edifici pubblici e privati e a centinaia di autovetture, i cui proprietari, stamattina, si sono presentati in massa alle carrozzerie convenzionate con le compagnie di assicurazione che coprono i danni atmosferici sui parabrezza. Fra le immagini più forti, spiccano i lampioni della illuminazione pubblica del centro di Polignano, mandati in frantumi da chicchi di grandine del diametro di 6-7 centimetri.

Le ciliegie – Piangono i cerasicoltori di Turi, i cui terreni sono stati colpiti dalla grandinata devastante. Azzerate le ultime partite di ciliegie «Ferrovia» e di «Giorgia» in attesa di essere raccolte. «La violenza della grandinata ha preso in pieno la zona di Villa Menelao per proseguire verso Rutigliano, Noicattaro, Conversano, Polignano. Paesi che registrano il 100 per cento del danno subìto dalle produzioni cerasicole, mentre Turi è stata colpita per il 60/70 per cento», commenta amareggiato Giacomo Valentini, assessore comunale all’Agricoltura. Stamattina in Provincia si terrà un vertice, sollecitato dallo stesso Valentini e dal consigliere regionale Michele Boccardi.

La cintura metropolitana barese – Qui Adelfia e Rutigliano, le «capitali» dell’uva da tavola che approda sulle tavole di mezza Europa, sono decisamente i centri più colpiti. Ad Adelfia i chicchi di ghiaccio hanno «ferito» vigneti e anche uliveti. A Rutigliano, gli agricoltori in processione al Comune chiedono aiuto, in lacrime: «In qualche azienda è andato distrutto l’intero raccolto», dice il vicesindaco e assessore all’Agricoltura, Pasquale Redavid: «Protezioni, teloni o reti sui tendoni si sono rotti per le dimensioni dei chicchi di grandine». Il danno maggiore riguarda il tralcio della vigna. Il che significa una compromissione anche del raccolto del 2012. «A Rutigliano – rimarca Redavid – si vive di uva». Il neosindaco di Adelfia, Vito Antonacci, si è fatto interprete del disastro presso il presidente della Provincia, Francesco Schittulli, e presso la Regione: «Il danno è rilevantissimo. Per alcune colture andrà oltre l’annata in corso», ammette. «Il problema è che cosa possiamo fare insieme con gli enti sovraordinati e le banche», si domanda. E conferma: «Chiederemo lo stato di calamità», cui conseguono una serie di agevolazioni fiscali e mutui agevolati.

4/5/2012 FONTE: http://questaeadelfia.jimdo.com/2011/06/10/grandinata-record-danni-per-milioni-barese-in-ginocchio/