I senatori PD-Legambiente per la deregulation paesaggistica dell’eolico offshore

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Ermete Realacci – Legambiente

Due senatori PD particolarmente vicini a Legambiente e alla lobby eolica, Ferrante e Realacci, chiedono un’ulteriore deregulation alla regolamentazione dell’eolico offshore. Dopo che l’approvazione di tali impianti è stata scippata alle Regioni, costoro ritengono superfluo anche il parere del Ministero dei Beni Culturali, sostenendo che tali impianti non avrebbero alcun impatto paesaggistico. Peccato che a differenza della visione ideale dei senatori tali impianti, spesso e volentieri, non siano proposti in mare aperto ma anche a poche centinaia di metri da spiagge e coste protette e tutelate, com è successo in Sardegna con la proposta di installare una centrale nel mezzo del golfo di Is Arenas. Ferrante e Realacci , oltre a scordarsi completamente dell’Art. 9 della costituzione, forse non si rendono conto che se in Italia non si fa molto per l’eolico offshore è per ragioni geografiche, visto che i nostri mari sono leggermente diversi dal Mare del Nord.

Fonte: Agenzia Parlamentare

Scritto da: Via dal Vento14 maggio 2011 Archiviato in Offshore, Paesaggio.

FONTE: http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-mare/i-senatori-pd-legambiente-per-la-deregulation-paesaggistica-delleolico-offshore/

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UNA BANALE QUANTO INOFFENSIVA LETTERA DI PROTESTA?
CERCHIAMO DI ANDARE A FONDO CON ALTRE NOTIZIE.
Non di meno è da sottolineare che in altri art. così si legge:

.. un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti di Legambiente che hanno messo in atto un SISTEMA in grado di condizionare non solo la politica ma anche l’economia italiana nel settore delle energie alternative. Elemento di primo piano, pare sia Ermete Realacci. Deputato PD, fondatore degli Ecodem, fondatore della fondazione Symbola, Presidente onorario di Legambiente ecc.. Subito dopo Realacci vi sono i senatori PD (Ecodem) Roberto della Seta e Francesco Ferrante.

Ermete Realacci è a capo di una piccola fondazione di cui, in un modo o in un altro, fanno parte anche Diego Della Valle, Carlo De Benedetti e Alessandro Profumo.

 

ECCO COME INTERPRETARE i vari successivi art:
LEGAMBIENTE E IL FOTOVOLTAICO A CUTROFIANO
..Dunque a realizzare il progetto sarà una società che appartiene a due uomini dei vertici di Legambiente, ma che non è in alcun modo partecipata dalla onlus, sebbene solo per i contratti di locazione del terreno e dell’incasso dei contributi dovrebbe ricevere oltre € 400.000 l’anno per 20 anni.. 10/12/2010

Scandalosa censura di Legambiente nazionale ai suoi circoli più virtuosi che chiedono chiarimenti sul fotovoltaico a Cutrofiano 02/12/ 2010

Finalmente si inizia a vedere luce e in questo art: Legambiente e gli affari di Cutrifiano Leggo: Exalto, una società che ha per presidente Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore responsabile della rivista QualEnergia. Ma anche componente del Comitato Scientifico di Legambiente. Altro proprietario di Exalto …è Mario Gamberale, che è sia in AzzeroCO2 che nel già citato Comitato Scientifico. I GUADAGNI del parco, quindi, andranno a due uomini di Legambiente, ma non a Legambiente stessa…14/12/2010

 

Non di meno leggo:

Convegno Federparchi

Federparchi ed i parchi rappresentano per LEGAMBIENTE e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno (anche P.E.R.S.O.N.A.L.E ) dei prossimi decenni. CENTINAIA DI MILIONI DI EURO ! La parola magica è C.A.R.B.O.N – C.R.E.D.I.T


Ma anche questi art. sono chiarificatori: Eolico, “maionesi impazzite” e gli affari di Legambiente ..
Un lungo e dettagliato art. da cui sinteticamente: ..Tra gli arrestati, quell’Oreste Vigorito, che da presidente dell’Anev firmò l’accordo con Legambiente…..

IL POLPO AMBIENTALISTA: Più che una maionese impazzita, ci troviamo dinanzi un intruglio di interessi che vedono nello stesso calderone l’associativismo, il business, la politica (PD) e per non farsi mancare proprio nulla, come nel caso Fusilli-Scaramella, anche qualche rapporto con discussi esponenti dei nostri 007.

Sono queste frasi di articoli che qui integralmente nella stessa sequenza sequenza riporto

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BENE.

Vi faccio notare alcuni nomi citati nei vari successivi articoli FUSILLI

FUSILLI PRESIDENTE DEL : “PARCO DEL GARGANO: COL “FACCENDIERE” MARIO SCARAMELLA IMPLICATI ANCHE GLI EX DIRETTORE E PRESIDENTE?

Ecco cosa costa eliminare una recinzione per Fusilli: Nei guai il leader nazionale delle Riserve: primo sequestro di beni per reati ambientali.. Gli appalti, per un ammontare di circa 400.000 euro, erano affidati senza gara pubblica e gonfiati. Secondo la procura i lavori svolti non possono valere più di 30mila euro, dieci volte di meno. In alcuni casi la sproporzione è eclatante: come i 100.000 euro pagati per l’abbattimento di una recinzione metallica. Tutto questo nel “ Il grande poltronificio dei parchi

Ora le eco-boe sono dalla magistratura? Arrestati Gianluca Pasini, sindaco di Riomaggiore e Franco Bonanini (LEGAMBIENTE) Presidente del Parco delle Cinque Terre.

Fusilli e Sammuri facevano le FESTAMBIENTE? Coordina Fabio Renzi Segreteria Nazionale Legambiente. Intervengono Giampiero Sammuri Presidente Parco della Maremma, Matteo Fusilli Presidente Federparchi

Ecco a voi GIAMPIERO SAMMURI anche lui, Direzione Nazionale di LEGAMBIENTE che si divertiva con DUE GATTI SILVESTRIs e FELIX STUDIATI PER 20 ANNI..con le indagini genetiche!

Ma Sammuri di LEGAMBIENTE non gioca solo con i “GATTINI”: Caccia nelle riserve, indagato Sammuri. Ipotesi di falso e abuso d’ufficio per il presidente del Parco della Maremma e di Federparchi. Nel mirino le concessioni rilasciate da dirigente della Provincia di Siena

Siena Battute coi cani o di notte sparando dalle vetture. A caccia di cinghiali, daini e cervi anche su mezzi dell’ente pubblico 2011-02-20

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Qui gli articoli integrali da cui son estratte le precedenti frasi citate.

Legambiente coinvolta nel business del fotovoltaico. Le associazioni denunciano

7 novembre 2010 8 Comments

Legambiente coinvolta nel business del fotovoltaico. Le associazioni denunciano

Con un comunicato congiunto, Italia Nostra, Forum Amici del Territorio e Forum Ambiente e Salute denunciano il coinvolgimento di Legambiente nel business del fotovoltaico che sta devastando il Salento.
L’associazione nazionale Legambiente, con la sua “Esco (Società di Servizi) Azzero CO2″, sta promuovendo la realizzazione di un mega impianto in agro di Cutrofiano.
“Si tratta – precisano le associazioni – di un vasto impianto fotovoltaico, di 26 ettari, ubicato lungo la strada provinciale Cutrofiano-Supersano, caratterizzato da maxi-pannelli insegui-sole alti 7 metri”.

Il progetto, chiamato “Fotovoltaico a concentrazione e agricoltura” sarà presentato questa mattina, a mezzogiorno, e viene descritto come “un
importante modello di integrazione delle energie rinnovabili nel paesaggio.

All’iniziativa di AzzeroCo2 ha aderito il Comune di Cutrofiano che ha abbracciato, con Legambiente, una nuova idea di innovazione, salvaguardia del territorio e opportunità di lavoro”.

La notizia circolava da alcuni mesi e Italia Nostra era stata tra le prime associazioni a diffondere l’allarme, ma nessuna conferma ufficiale.

Poi la svolta, come raccontano i diretti interessati nel loro comunicato.

Il progetto

Della durata di almeno vent’anni, “il progetto – così come è descritto dalle associazioni – vedrebbe l’uso di lenti Fresnel di concentramento e celle-fotovoltaiche ad alta efficienza. Si presenta come sperimentazione da esportare in Africa, nel deserto, ma si tratta della stessa tecnologia e delle stesse scusanti adoperate per un medesimo impianto presentato ed in progetto nel Comune di Minervino di Lecce, lì almeno di soli, si fa per dire, 3 ettari, ed in zona artigianale”.

In questo caso, invece, “si sta parlando di 26 ettari, l’equivalente di circa 40 campi da calcio – troppo per un esperimento – in totale zona agricola”.

Si tratta di suoli che per le loro caratteristiche, come anche riferito da un agronomo amministratore del Comune di Cutrofiano, “sono vocati alla viticoltura per le loro eccezionali caratteristiche pedologiche e idrogeologiche”.

Il sito, scelto per le sue peculiarità, e per la sua ubicazione, “rientra di fatto nell’area vasta ‘Bosco Belvedere’, così classificata nella nuova zonizzazione paesaggistica del territorio pugliese in seno al nuovo Pptr (Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia) recentemente approvato dalla Amministrazione regionale.

In questa zona, ‘Bosco Belvedere’ (nome che rievoca la presenza dell’antica ‘Foresta di Cutrofiano’ di cui ancora permangono importantissimi lembi relitti), la Regione Puglia, riconoscendone le alte valenze già indicate dalla Provincia di Lecce, ha istituito il Parco rurale e naturale dei Paduli al cui interno rientra anche il territorio agricolo di Cutrofiano, in particolar modo nella sua porzione meridionale, che si raggiunge appunto percorrendo proprio la S.P. Cutrofiano-Supersano.

Un Parco che è stato istituito per salvare un’area di alto pregio paesaggistico, dove vivono rarissimi e protetti animali (come il Tritone italico, altri anfibi a rischio di estinzione, numerosi uccelli tra cui gru e cicogne nere e bianche, etc.) ed in cui si dovranno finanziare, come previsto dal nuovo Piano Paesaggistico della Puglia, che lo ha scelto come parco pilota, solo progetti di rimboschimento, di alto recupero della naturalità e delle suggestioni pittoresche del paesaggio rurale, nonché favorire il biologico ed un agricoltura di recupero delle varietà agro-pastorali della locale tradizione, , sarebbe davvero intollerabile!”.

“Il coinvolgimento diretto di Legambiente attraverso la sua ‘Esco Azzero CO2 in questa operazione industriale e affaristica sconcerta, ancora di più, per il suo forte carico di contraddittorietà con le dichiarazioni rilasciate anche alla rete televisiva nazionale (precisamente al programma Ambiente Italia in onda su Rai Tre), alcune settimane or sono, dai suoi referenti locali, e ribadite nelle ultime linee guida dell’associazione in merito all’ubicazione virtuosa dei pannelli fotovoltaici sui tetti di strutture recenti e non più a terra, a salvaguardia dell’agricoltura, della biodiversità selvatica, e non ultimo del paesaggio.
Un’offesa che si leva a danno di tutto il sentimento ambientalista italiano. Da qui la richiesta a tutti i soci nazionali di Legambiente, senza fini di lucro e animati da valori puri per la difesa del territorio, della biodiversità e del paesaggio rurale e naturale d’Italia, al fine di far sentire la loro voce nei confronti dei dirigenti nazionali perché ritirino questo assurdo e paradossale progetto la cui realizzazione, a seguito del grave impatto ambientale intrinseco che comporterebbe, rappresenterebbe una macchia incancellabile tale da impedire a noi tutti di poter riconoscere, d’ora in avanti, valori ‘ambientalisti’ a questa associazione.

Chiediamo che l’impegno di Legambiente nel Salento sia volto al contrasto di qualunque progetto fotovoltaico ubicato in zona agricola senza distinzioni vane e pretestuose tra zone agricole degradate e zone agricole non degradate potendosi le prime sempre bonificare e rinaturalizzare; chiediamo che Legambiente si impegni per favorire il fotovoltaico sui tetti come alternativa virtuosa e non come escamotage mediatico per poi celare operazioni deplorevoli quali quella relativa ai 26 ettari in agro di Cutrofiano.

omissis

Dopo una lunga ed accurata ricerca su internet scaturisce che esiste in Italia un gruppo di dirigenti ed ex dirigenti di Legambiente che hanno messo in atto un sistema in grado di condizionare non solo la politica ma anche l’economia italiana nel settore delle energie alternative. Elemento di primo piano, pare sia Ermete Realacci. Deputato PD, fondatore degli Ecodem, fondatore della fondazione Symbola, Presidente onorario di Legambiente ecc.

Subito dopo Realacci vi sono i senatori PD (Ecodem) Roberto della Seta e Francesco Ferrante.

Andiamo con ordine per arrivare a………. Cutrufiano.

Realacci e colleghi negli ultimi dieci anni hanno creato un sistema di società che penetrano nel mondo industriale e ministeriale, utilizzando la forza mediatica e culturale dell’associazione Legambiente.

Le società sono:

Symbola- fondazione per le qualità Italiane

Ambiente Italia

Kyoto Club

Azzero CO2

Exalto… ultima arrivata.

Possiamo sintetizzare:

Ermete Realacci. Deputato PD . Ecodem, Presidente onorario Legambiente, Presidente Symbola già vicepresidente Kyoto club, Già comproprietario Ambiente Italia.

Francesco Ferrante. Senatore PD. Ecodem, Vicepresidente Kyoto Club, Segreteria nazionale Legambiente

Roberto Della Seta. Senatore PD . Ecodem, segreteria nazionale Legambiente

Andrea Poggio. Vice segretario nazionale Legambiente, consigliere Azzero CO2

Duccio Bianchi. Segreteria nazionale legambiente, Comproprietario Ambiente Italia

Edoardo Zanchini. Consigliere Azzero Co2, segreteria nazionale Legambiente

Annunziato Cirino Groccia- Amministratore Legambiente, consigliere Azzero CO2

Maria Berrini. Comproprietaria e Presidente Ambiente Italia, consigliere Azzero CO2

Mario Gamberale – amministratore delegato azzeroCO2 e amministratore senior di EXALTO

Gianni Silvestrini- Presidente comitato scientifico Legambiente, Direttore Scientifico Kyoto Club

Comitato scientifico Symbola, Presidente EXALTO e….proprietario Exalto (REA PA 273271).

A Lecce il progetto di Cutrufiano è stato presentato da:

Mario Gamberale,Amministratore Delegato AzzeroCo2, Edoardo Zanchini, Responsabile nazionale Energia di Legambiente e Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia,: Aldo Tarantini, Sindaco di Cutrofiano, Antonio Gabellone, Presidente della Provincia di Lecce, Andrea Ferrante, Presidente Nazionale AIAB, Loredana Capone, Vice Presidente della Regione Puglia e Cosimo Durante, Vice Presidente vicario dell’ANCI Puglia.

Andrea Ferrante è Il fratello del senatore PD Francesco Ferrante.

Cosimo Durante? Un grande amico di Legambiente , la centralissima e bellissima sede regionale Legambiente di Bari e presso l’Anci Puglia ! gratis….e i comuni pagano.

La dinamica di quanto avviene a Cutrufiano sembra chiarissima. Si prepara un progetto multimilionario lo si riempie di “vecchie” innovazioni ed agricoltura sperimentale, si usa prima il PD (la Puglia ha una giunta di centrosinistra) per spianare la strada della “politica” poi si usa Legambiente per garantire la qualità del progetto e tenere a bada il territorio ed infine tramite azzero CO2 e EXALTO si fanno i quattrini della progettazione, dei favolosi incentivi; e sempre tramite Azzero CO2 si venderanno alla grande magari con iniziative targate Legambiente (vedi Parchi per Kyoto) i certificati verdi?

-E’ lecito e/o legittimo rappresentare una serie di società e di persone come indipendenti tra loro, con lo scopo di far apparire il progetto condiviso da tutti (perché nessuno dice che Gamberale e anche proprietario di EXALTO e che nei fatti quasi tutte le società interessate hanno stessi dirigenti o gli stessi proprietari)?

-E’ lecito e/o legittimo che il nome Legambiente garantisca la qualità del progetto per bocca del Presidente del comitato scientifico che è contemporaneamente il proprietario della società costruttrice e finanziatrice?

-E’ legittimo o illecita concorrenza affiancare ad un progetto il nome di Legambiente quando, di fatto, l’associazione non riceve alcun beneficio ma è unicamente mezzo di persuasione sulla bontà progettuale e di pressione sulle comunità locali?

-E’ lecito e/o legittimo usare i circoli Legambiente territoriali (su cui il regionale ed il nazionale hanno pieni poteri) per condizionarne i pareri e le volontà?

-E’ lecito e/o legittimo parlare di sperimentazione per un progetto di fotovoltaico che interessa decine d’ettari di territorio?

-E’ legittima la presenza di Andrea Ferrante presidente Aiab (associazione Italiana agricoltura biologica) a qualsiasi titolo nel progetto, dal momento che è fratello del senatore Francesco Ferrante, protagonista di prima grandezza dell’affare poiché Vicepresidente di Kyoto Club proprietaria di Azzero CO2. l’Aiab esprime considerazioni favorevoli al progetto per compiacere il suo presidente o effettivamente l’agricoltura biologica sotto i pannelli solari è la strada del futuro?

Tutto quanto esposto non rappresenta motivo sufficiente perché si azzerino i vertici nazionali di una grande associazione quale era Legambiente?

Comunque queste vicende hanno creato non solo una frattura nel mondo ambientalista ma cosa ancora più grave una devastazione immensa del territorio e del meraviglioso paesaggio Italiano e pugliese in particolare. Per quanto legittimo o illegittimo sia stato il comportamento dei dirigenti legambientini quanto accade è una vergogna che rimarrà in carico alle loro coscienze.

FONTE:http://www.lavalledeitempli.net/2010/11/07/legambiente-coinvolta-nel-business-del-fotovoltaico-le-associazioni-denunciano/

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29 maggio 2008

Il ministro ombra dell’ambiente Ermete Realacci

Ermete Realacci – occhialino azzurro modello Franco Califano, spilletta verde Lega Ambiente, giacchetta di velluto anche nelle occasioni in cui gli altri, quelli che però non hanno stile, gli dicono: “Ermete, e che cazzo, una cravattina qui non guasterebbe” – è uno dei ministri più simpatici del loft e, anche se viene considerato un personaggio un po’ folcloristico, Realacci ha invece in mano un potere non indifferente. Perché è vero che non è facile trovare un ambientalista che in estate non riesce proprio a rinunciare alle gare di pesca subacquea; ed è vero che fu Realacci a definire “incredibile” e “straordinaria” quella rimonta del Pd che poi proprio straordinaria non fu alle ultime elezioni. Ma come tutte le pedine che un po’ pesano nel Pd, e Realacci pesa eccome, anche Ermete è a capo di una piccola fondazione di cui, in un modo o in un altro, fanno parte anche Diego Della Valle, Carlo De Benedetti e Alessandro Profumo. Proprio così. Perché gli altri saranno anche ItalianiEuropei, gli altri saranno anche special members dei magnifici Aspen institute, e Realcci invece no: lui è numero uno di una fondazione che si chiama Symbola e che come obiettivo non ha quello di creare “nuove strutture legate al Pd”, ma quello di “costruire un orizzonte della qualità e di uno sviluppo sano e duraturo”. Parole che dette così magari faranno anche un po’ sorridere, ma intanto provateci voi a scrivere un libro che non si limiti solo alla pur fondamentale scoperta dell’alba e provateci voi, poi, a farvi presentare quel libricino lì dalla tessera numero 1 del vostro partito.

FONTE:  http://www.ilfoglio.it/soloqui/387

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LEGAMBIENTE E IL FOTOVOLTAICO A CUTROFIANO
Scritto da Trnews.it
Venerdì 10 Dicembre 2010 14:21
Il fotovoltaico di Cutrofiano irrompe sulla scena nazionale e partorisce una frattura di non poco conto tra i circoli di legambiente. E già, il progetto dei pannelli insegui-sole su 26 ettari di terreno agricolo, tra l’altro in pieno Parco dei Paduli, doveva essere già discusso all’Assemblea dei Circoli Legambiente del 13/14 novembre scorsi a Rispescia. Poi un black out improvviso e il dibattito è saltato, molti hanno gridato alla censura da parte dei dirigenti dell’associazione a livello nazionale. Fatto sta che ora una lettera aperta del presidente del cigno verde di Manciano, in provincia di Grosseto, Andrea Marciani, che tra l’altro rischierebbe per questo l’espulsione, rende pubbliche le ombre della questione. Ombre che riguardano non solo le criticità ambientali ma soprattutto il giro di affari e il rischio speculazione, contro cui hanno pure puntato il dito altre associazioni ambientaliste del Salento, proprio nel giorno della presentazione ufficiale del progetto, alla presenza, tra gli altri della vicepresidente della regione Puglia Loredana Capone. A chiedere ora che si ritiri il progetto è anche il circolo di Milano ovest. Ma cosa c’è di così scottante nella vicenda cutrofianese? L’impianto è sponsorizzato dalla AzzeroCO2 srl, la esco, braccio economico, di Legambiente. Ma “anche se a promuovere il progetto, in prima linea, sono loro due- si legge nella lettera- in fase operativa subentrerà la Exalto Energy & Innovation s.r.l. , una società con sede a Palermo di proprietà per metà di Giovanni Silvestrini del Comitato scientifico Legambiente e per l’altra metà della MG & partners s.r.l. con sede a Roma di Mario Gamberale del Consiglio nazionale Legambiente”. Dunque a realizzare il progetto sarà una società che appartiene a due uomini dei vertici di Legambiente, ma che non è in alcun modo partecipata dalla onlus, sebbene solo per i contratti di locazione del terreno e dell’incasso dei contributi dovrebbe ricevere oltre € 400.000 l’anno per 20 anni. La Exalto poi ha stipulato un accordo con la società tedesca Concentrix Solar per la diffusione nel nostro paese della tecnologia Flatcon, basata su sistemi ad inseguimento con moduli fotovoltaici a concentrazione.” “Sembra quindi più probabile che l’ultimo beneficiario saranno proprio i tedeschi della Concentrix solar, che portano in dote anche un accordo con Deutsche Bank che dovrebbe finanziare l’opera, e che da tempo- dicono dal circolo di Manciano- cercano una realtà sufficientemente de-regolamentata per collaudare la loro tecnologia su vasta scala, dato che sia in Spagna che in Portogallo non hanno potuto andare oltre il mezzo Mwp”. Ma la Exalto è anche proprietaria della CX Cutrufiano srl, amministrata tra l’altro proprio da Mario Gamberale e che dovrebbe occuparsi della stipula della convenzione con il GSE. “Una scelta finanziariamente incomprensibile- conclude la lettera- dato che Legambiente e la sua AzzeroCO2, in questa operazione non hanno apparentemente alcuna opportunità di profitto. Anzi, Entrambe, svolgono solo il compito di sostenere e promuovere, presso Enti locali e opinione pubblica, un accordo commerciale di distribuzione, in corso tra due aziende private”. Solo logica di profitto, dunque? TIZIANA COLLUTOFONTE: http://www.trnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6191&catid=56

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Gravissima Censura

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Gravissima e inaudita azione di Censura e sabotaggio nell’assemblea nazionale dei circoli di Legambiente verso ben 17 circoli che chiedono trasparenza, coerenza e democrazia contro lo scempio affaristico del fotovoltaico a terra!

Legambiente da associazione di volontariato ad apparato asservito a società d’impresa votate al puro e semplice profitto?

Gravissime censure operate durante l’assemblea nazionale dei Circoli di Legambiente operate attraverso sabotaggi e boicottaggi verso quei circoli, ben 17 in tutto, e i loro soci che democraticamente chiedevano delucidazioni su come si è svolta tutta l’assemblea e reclamavano maggiori chiarimenti del ruolo di Legambiente in merito allo scandaloso progetto di fotovoltaico nei campi, in pieno Parco dei Paduli, a Cutrofiano (Lecce), megaparco di ben 26 ettari di estensione e consumo di prezioso territorio vergine e fertile. I circoli avrebbero voluto chiedere in assemblea che misura rapporti e conflitti di interesse si materializzavano in questo progetto di puro stampo speculativo e industriale in profonda disarmonia con quella che dovrebbe essere la vera missione di volontariato di Legambiente ovvero tutelare la natura e l’ambiente fuori e contro ogni becera e bieca logica di profitto e di puro affarismo.

 


Caro Presidente,

Per evitare i malintesi della mia precedente, chiarisco subito che questa è una lettera aperta, scritta anche a nome del Circolo di Manciano, ed a cui verrà data divulgazione.

L’assemblea dei circoli

Abbiamo partecipato all’Assemblea dei Circoli Legambiente del 13/14 novembre scorsi, per dare corpo ad una dialettica orizzontale tra soci e circoli in un proficuo scambio di esperienze edopinioni sulle scelte politiche ed ambientali della nostra associazione.Non ci è stato possibile: l’intervento del nostro circolo – che doveva affrontare una tematica complessa con l’ausilio di un power point e che parlava a nome di altri 17 circoli firmatari di unanota mozione, avversa al FV in terra agricola – sono stati concessi 5 minuti scarsi ed è stato interrotto da un black out.

La richiesta di poterlo completare nel pomeriggio è stata respinta.

Allegato alla presente recapitiamo al Direttivo ed a tutti i Circoli d’Italia, l’intervento che non ci è stato possibile fare in Assemblea, integrato dalle informazioni ivi raccolte ( vedi allegato 1)Alla luce degli ultimi accadimenti, riteniamo che questa sia, al momento, l’unica forma dicomunicazione autonoma che i nuclei di base dell’associazione: i circoli ed i volontari che lianimano, abbiano a disposizione, per elaborare un idea unitaria, un comune sentire,nell’associazione.Lo Statuto Nel suo intervento di domenica, la Direttrice Nazionale Muroni, ha sottolineato come l’organo dirigente dell’associazione sia un Direttivo e non un Coordinamento e questo giustifica il fatto chele scelte del Direttivo ci vengano calate dall’alto in Mozioni preconfezionate.Le riunioni regionali, a questo punto, altro non sono che un passaggio di ratifica e presa in carico delle stesse.Avendo il nostro circolo ricevuto reiterate minacce di espulsione, abbiamo studiato con una certaattenzione lo statuto nazionale e dobbiamo ammettere che la tesi della nostra Direttrice è suffragata dal testo della nostra “costituzione”.Una volta eletto il Direttivo, soci e circoli devono farsi da parte, con due soli diritti residui: 1) appellarsi al consiglio dei Garanti 2) consultare il bilancio sociale.(Anche se, l’aver esercitato quest’ultimo diritto nelle settimane scorse, ci è costato, in Assemblea, un pubblico rimprovero di Stefano Ciafani) Pur non condividendone alcuni aspetti poco democratici, e riservandoci, nelle giuste sedi, diinoltrare alcune richieste di modifica, riteniamo che il rispetto dello Statuto nazionale sia la basedella gestione dell’associazione e ci chiediamo come mai, se l’articolo 8 dello statuto recita: “Vi èincompatibilità fra gli incarichi ricoperti all’interno di Legambiente e incarichi di pari livelloricoperti all’interno di partiti, sindacati ed altre organizzazioni di tale natura, per quantoconcerne il livello regionale e nazionale. E’ inoltre stabilita l’incompatibilità tra cariche esecutive territoriali di Legambiente e cariche amministrative esecutive di amministrazioni localie di enti di gestione territoriale”negli organi direttivi di Legambiente siedano senatori, deputati, sindaci, assessori e direttori diparchi naturali. Gli Affari e la Trasparenza negli affari.Sempre domenica la Direttrice nazionale Muroni sottolineava che la scelta di dotare la Onlus Legambiente di un apparato di società di capitale dedite al profitto, era stata fatta in Congresso, eche era necessaria se si voleva svincolare l’associazione dalla dipendenza da uno Stato sempre meno“assistenziale” e continuare ad armare le crociere di Goletta verde.Apprezziamo naturalmente il lavoro svolto da Goletta verde, ma ci sembra che questa scelta pongaproblemi di etica e controllo democratico di una certa complessità.

( Il direttivo di Legambiente nazionale vorrebbe ridurre così i suoi circoli più illuminati e sensibili, ma i circoli non ci stanno e denunciano pubblicamente il tutto. –  Foto framorleo )

La materia andrebbe trattata con la massima trasparenza, invece ai circoli non arriva la minima informazione sulla composizione societaria e sull’attività economica delle società di scopo che orbitano intorno a Legambiente ed ai suoi leaders. Non è semplice capire quali siano le fonti di profitto di queste società: negli statuti si parla sologenericamente di consulenze ad enti ed aziende, commercio di certificati bianchi, verdi, carboncredits e via discorrendo, ma come circoli non abbiamo alcuna possibilità di effettuare verifiche. Ai circoli dovrebbero pervenire sistematicamente notizie anche su tutti questi campi operativi,poiché alcune di queste attività potrebbero essere discutibili sotto un profilo etico o ambientalista.E facciamo qualche esempio:Le Consulenze: se fornite prima ad un’amministrazione per la stesura di un piano energetico provinciale o regionale, e successivamente, ad un azienda privata per una V.I.A. di un grosso impianto eolico nello stesso territorio, potrebbero far sorgere qualche dubbio sull’effettiva cronologia degli incarichi ottenuti. I Carbon Credits: ossia, le “indulgenze” ad emettere CO2, vendute ad industriali inadempienti, ed ottenute tramite piantumazioni di alberi effettuate in Parchi nazionali, potrebbero sembrare pococonsone agli scopi di un associazione ambientalista. Soprattutto considerando che, per quanto assurdo possa sembrare, conferiscono all’industriale ildiritto di emettere oggi, la quantità di CO2 che gli alberi piantati avranno “sequestrato” solo tracento anni, (solo se, per il concorso di innumerevoli fortunate circostanze, saranno sopravvissuti finlì.)Inoltre bisogna considerare che per queste operazioni, le suddette società di scopo, possono contare sull’influenza che Legambiente ha presso le amministrazioni pubbliche, le aziende del settorerinnovabili e presso la Federparchi per i Carbon Credits, poiché spesso, gli stessi membri delDirettivo nazionale, siedono contemporaneamente su quasi tutte le poltrone decisionali in causa.Il quadro che ne risulta evoca chiaramente la possibile sussistenza di un Conflitto di interessi.“ambientalismo del fare” o Ambientalismo ?Ascoltando gli interventi che si sono succeduti durante l’Assemblea di Rispescia, talvolta si provavala straniante sensazione di essere finiti in un’assemblea della Confindustria, sezione aziende GreenEconomy.Abbiamo ascoltato sindaci pugliesi che si lamentavano perché, per via di insignificanti allodole ed “aleatorie” rotte migratorie, non potevano realizzare altre torri eoliche (in una regione che ne ha giàcostruite più di 2.500 e ne ha in cantiere altre 4.000) o costruttori di centrali a biomasse che silamentavano di non poter dare ai boschi dell’appennino e della maremma, la loro opportunavalorizzazione (termo) nelle loro efficientissime centrali. Non condividiamo questa scelta politica, la riteniamo miope.Consideriamo il cosiddetto ambientalismo del fare una svolta nefasta.La nostra società è in preda ad una bulimia insaziabile di profitto, e, sul “fronte del fare” sono giàschierati, nell’ordine:· gli speculatori· le cosche mafiose· i politici del “partito unico degli affari” che ormai sembra governare l’intero paese· gli albi dei professionisti, sempre più arroccati in casta.· le associazioni di tutte le categorie produttive.· i sindacati, che talvolta difendono i posti di lavoro anche nelle fabbriche inquinanti· Quei cittadini che perseguono vantaggi personali anche a scapito della collettività. Se anche le associazioni ambientaliste si schierano sullo stesso fronte, chi resterà a svolgere il ruolodi coscienza critica? Ci deve pensare solo la magistratura? Riteniamo che Legambiente sia una formidabile realtà dell’ambientalismo italiano, e che accolga alsuo interno, nei circoli come nel direttivo, donne e uomini di grande spessore morale e generosoimpegno civile.Noi ci battiamo perché i valori positivi presenti nella nostra associazione e nei suoi iscritti, torninoa prevalere su certi disvalori consumistici e speculativi che sembrano aver preso il sopravventonegli orientamenti strategici di Legambiente.Nella speranza di ottenere concrete risposte sul merito delle corpose questioni poste dalla presentemissiva, porgiamo i nostri migliori saluti e ringraziamo per l’attenzione.

Manciano 25.11.2010

Circolo Legambiente di Manciano
Il Presidente
Andrea Marciani

 

INTERVENTO SUL PROGETTO DI AZZEROCO2 SRL A CUTROFIANO

L’impianto che la AzzeroCO2 srl, braccio economico della nostra associazione, intende realizzare a Cutrofiano in Puglia su 26 ettari di terra agricola consta di 700 inseguitori bi-assiali di grandiproporzioni (mt 6,50 x 7,00), che montano pannelli a “concentrazione” della tedesca Concentrixsolar.Il progetto si propone di dimostrare la possibile coabitazione tra la produzione agricola e quella elettrica.

Gli inseguitori Concentrix

CARATTERISTICHE TECNICHE: Gli inseguitori Concentrix sono realizzati con una tecnologia che sovrappone una serie di lenti Fresnel (piane) a piccoli tasselli di silicio, che raccolgono, su una superficie di pochi cm quadrati, i raggi solari concentrati dalle lenti.Questa tecnologia ha il vantaggio di risparmiare sulla quantità di silicio utilizzato, ma ha anche il difetto di funzionare solo a condizione di mantenere le radiazioni solari perfettamente perpendicolari alla superficie dei pannelli.Da qui la necessità di utilizzare gli inseguitori bi-assiali,che con la loro struttura a “girasole”, su singolo stelo,utilizzano costosi apparati di rotazione e necessitano di imponenti fondazioni per sostenere il peso della struttura  e contrastare efficacemente la spinta del vento che insiste su superfici tanto vaste ed esposte.Qualsiasi guasto nel sistema di servo-inseguimento rende immediatamente l’intero pannello improduttivo, facendo fuoriuscire la zona focale dei raggi solaridal tassello di silicio.

IMPATTO VISIVO: Per quanto riguarda l’impatto visivo, la foto parla da sé: Il terreno di Cutrofiano sembrerebbe essere stato investito da una selvaggia speculazione edilizia, con una lottizzazione di 700 villette unifamiliari.

OMBREGGIATURA: bisogna tenere conto che tutti gli impianti ad inseguimento hanno necessitàdi maggiore spazio rispetto agli impianti fissi, dal momento che la loro efficienza nel captare leradiazioni solari determina un maggiore rischio di ombreggiamento reciproco tra i pannelli.

FONDAZIONI: ai problemi già evidenziati nei precedenti passaggi, le fondazioni di questi pannellinel terreno prescelto a Cutrofiano incontreranno un problema aggiuntivo: quello delle caratteristiche geologiche del suolo.Il terreno è composto di marne tufacee ed argilla, ritenute assai poco stabili e i geologi, in presenzadi simili formazioni, consigliano il raddoppio delle opere di fondazione.

La componente agricola
Lo scopo di questo progetto, proclamato dai vertici di AzzeroCO2 e Legambiente ad ogni intervistareperibile in rete, è di dimostrare che si può coniugare la produzione elettrica con quella agricola.Leggendo le varie dichiarazioni in ordine cronologico, ci si avvede subito però che le ideesull’aspetto agricolo del progetto sono alquanto confuse e contraddittorie: In un primo momento si è parlato di coltivazione di grano: ”il lavoro congiunto di agricoltori localied agronomi, tecnici ed esperti di AzzeroCO2 ed Exalto, porterà alla coltivazione di grano e alla successiva produzione di pasta” diceva Mario Gamberale in un intervista ora reperibile anche sul nostro sito. Poi, sabato scorso, in assemblea, nella sua relazione, Mario Gamberale rivelava di aver avuto parere negativo dalle società di assicurazione dato che le mietitrebbie potrebbero causaregravi danni agli inseguitori con urti accidentali, e le assicurazioni, che normalmente pretendono chei grandi impianti FV siano protetti “manu militari”, non li coprirebbero. Per un po’ si è ripiegato quindi, su non meglio identificate colture arbustive, secondo Sandro Scollato di AzzeroCo2 poi, “visi potrebbero coltivare persino le palme da cocco”, ma infine, sempre nel corso della relazione,abbiamo appreso che si coltiverà insalata. La dichiarazione è stata anche suffragata da un immaginein rendering che ritrae i filari di insalata, sotto i pannelli, innaffiati da un irrigatore ad aspersione.La faccenda è curiosa perché nella stessa relazione, Gamberale ci informava che il terreno non è irriguo, che in agronomia significa “che non dispone di fonti d’acqua accessibili, e che develimitare la sua produzione agricola a colture che possano giungere a maturazione col solo apportodelle acque meteorologiche”.E’ quindi evidente che la verifica della disponibilità idrica, per quantità e qualità, andrebbe ritenutail primo cardine su cui elaborare qualsiasi progetto agronomico.Per coltivare ortaggi su 26 ettari, anche utilizzando i ben più appropriati impianti a goccia,sarebbero necessari ogni anno, nei 6 mesi presunti di attività produttiva 156.000 m3 di acqua, ossiacirca 900.000 litri al giorno, 600 litri al minuto su tutte le 24 ore, una quantità d’acqua che potrebbeessere difficile reperire anche in Pianura Padana. Inoltre, quella zona di Cutrofiano è stata in passato utilizzata per attività estrattive ipogee e legallerie rimaste sono state a volte utilizzate per lo smaltimento abusivo di rifiuti tossici, come testimoniano gli inquinanti da arsenico e metalli pesanti spesso riscontrati nelle falde idriche.Inquinanti che mal si conciliano con l’irrigazione di ortaggi, specie in agricoltura biologica.
L’interferenza tra le due produzioni.
Gli inseguitori solari sono macchine molto efficienti nell’intercettare le radiazioni solari, quindi anche efficienti a proiettare ombra alle loro spalle ed anche se la struttura dei pannelli della Concentrix non è totalmente opaca, la luce che lascia filtrare è solo una pallida luce soffusa, privata delle radiazioni dirette necessarie alla coltivazione.Chiunque si sia dedicato alle coltivazioni ortive sa che ci sono piante come peperoni e pomodori che non tollerano alcuna ombreggiatura ed altre invece, come molte insalate che, nelle stagioni piùcalde, invece ne hanno necessità e che, se esposte una eccessiva insolazione nelle ore centrali dellagiornata, andrebbero incontro a rapido deperimento.Con pannelli di queste dimensioni i passaggi dal sole all’ombra sono invece assai prolungati e lagriglia di distribuzione degli inseguitori sul terreno disegna un’alternanza di ombra e luce a macchiadi leopardo, in cui si distinguono:

– aree di perenne ombreggiatura
– aree di perenne insolazione
– ed aree dove i passaggi tra le due condizioni sono di lunga durata.

In questa condizione la scelta delle varietà da coltivare dovrebbe seguire il capriccioso patchworkdelle differenti gradazioni d’ombra proiettate dai 700 pannelli in una parcellizzazione di campettidalle fogge più astruse.
Un’alternativa credibile
Già da diverso tempo, senza scomodare comitati scientifici, l’agricoltura ha incontrato ilfotovoltaico sui campi coltivati, e lo ha fatto con la semplicità ed il pragmatismo dei contadini che,nelle zone vocate alle colture protette del settore florovivaistico e dell’orticoltura, hanno adottato diverse soluzioni proposte da artigiani nostrani che integrano bande di silicio amorfo o cristallino,alle coperture di serre e strutture di ombreggio preesistenti, e persino alle reti di protezioneantigrandine.Con la scelta iniziale della percentuale d’ombreggio delle reti (dal 90% al 10%) è possibile adattarele strutture d’ombreggio alle varietà che si vogliono coltivare nel terreno sottostante.Per quanto possa sembrare sorprendente neanche per l’impianto in oggetto, così appassionatamente difeso dai vertici di Legambiente, è stato scomodato il nostro Comitato scientifico, di cui andiamogiustamente fieri.Infatti un membro eminente di tale commissione, incontrato casualmente nei primi giorni dinovembre, ad una domanda specifica ci ha dichiarato di non essere al corrente nemmenodell’esistenza del progetto Cutrofiano.I campi destinati al impianto della AzzeroCO2
L’architettura finanziaria dell’operazione.
Anche se a promuovere il progetto, in prima linea, sono Legambiente ed AzzeroCO2 in fase operativa subentrerà la Exalto Energy & Innovation s.r.l. , una società con sede a Palermo di proprietà (a parte alcune quote di minoranza) per metà di Giovanni Silvestrini del Comitato scientifico Legambiente e per l’altra metà della MG & partners s.r.l. con sede in Roma di Mario Gamberale del Consiglio nazionale Legambiente. Inizialmente la Exalto, che non è in alcun modo partecipata da Legambiente onlus, dovrebbe quindi essere titolare, sia dei contratti di locazione del terreno che dell’incasso dei contributi ( oltre € 400.000 l’anno per 20 anni) Ma, come si evince da una breve nota tratta dal sito della Exalto: “Exalto ha stipulato un accordocon la società tedesca Concentrix Solar per la diffusione nel nostro paese della tecnologia Flatcon, basata su sistemi ad inseguimento con moduli fotovoltaici a concentrazione.”Sembra quindi più probabile che l’ultimo beneficiario saranno proprio i tedeschi della Concentrix solar, che portano in dote anche un accordo con Deutsche Bank che dovrebbe finanziare l’opera, e che da tempo cercano una realtà sufficientemente de-regolamentata per collaudare la loro tecnologia su vasta scala, dato che sia in Spagna che in Portogallo non hanno potuto andare oltre il mezzo MWp. Un altra società, fresca di immatricolazione, la CX Cutrufiano srl. ( CX sta per Concentrix ) amministrata da Mario Gamberale e di proprietà della Exalto, dovrebbe occuparsi della stipula della convenzione con il GSE. Sembrerebbe quindi che tutti i proventi derivanti dall’operazione, attraverso un complesso sistemadi cessioni programmate, finiranno ad aziende che non hanno alcun vincolo di proprietà conLegambiente.

L’aspetto socio economico
Una delle tesi dei promotori del FV industriale, afferma che questa forma di utilizzo della terra agricola è un sostegno alla civiltà contadina. L’impianto di Cutrofiano è l’esempio perfetto per approfondire questa tesi:I campi di Cutrofiano sono rimasti fino allo scorso anno nella disponibilità di un agricoltore che con mezzi propri si occupava di coltivare cereali.Il proprietario del fondo però, resosi conto delle possibilità di reddito molto maggiori che il Contoenergia offriva, nell’agosto del 2009 metteva online il seguente annuncio:..vendesi ecc…All’annuncio rispondeva AzzeroCO2 (o Exalto, o Concentrix solar) prendendo in affitto il fondo e di fatto estromettendo il precedente agricoltore.L’incontro tra la ricca speculazione fotovoltaica e l’affittuario senza tutele è stata fatale per il secondo.L’impennata dei costi di affitto ed acquisto dei terreni agricoli per uso fotovoltaico ha tagliato fuori dal mercato tutti i possibili affittuari o acquirenti di terreni per uso agricolo.Non ci pare francamente che questo possa essere inteso come un aiuto all’agricoltura.Oltretutto, un’agricoltura come quella italiana, che vede la taglia media di superficie aziendale superare a stento i 7 ettari, ed un reddito pro-capite di poche centinaia di euro mensili, ha difficoltà a finanziare anche impianti fotovoltaici grandi come il tetto del fienile.Elaborare architetture finanziarie che permettano agli agricoltori la realizzazione di piccoli impiantiin regime di scambio sul posto (sotto i 20 kWp) sarebbe un vero intervento a favore dell’agricoltura. Che consentirebbe di conservare sui campi i veri custodi della civiltà contadina.
CONCLUSIONI
Tutte le affermazioni note del Direttivo Nazionale di Legambiente, riguardanti la collocazionepreferenziale di istallazioni FV, indicano, come supporti prioritari, i tetti ed i lastrici solari.Sarebbe quindi stato logico supporre che, il primo progetto di grande impianto FV sponsorizzato dalla AzzeroCO2, avrebbe trovato posto sul tetto di un grande centro commerciale, magari in bellavista a Milano o a Roma con tanto di insegne del Cigno e pannelli col conteggio della CO2 risparmiata al pianeta, ad indicare, con un buon esempio, la retta via della generazione di energia fatta sul luogo medesimo del consumo, ed a rivendicare il ruolo “pedagogico” della nostraassociazione in materia ambientale. Invece si sceglie di realizzarlo su terra agricola, in una regione già colpita da un clamoroso eccesso di impianti di energie rinnovabili, dove si è già superata da tempo la copertura del doppio del fabbisogno elettrico da queste fonti. E ciò nonostante, non è stata chiusa nemmeno una delle centrali a carbone che insistono sul suo territorio, ma anzi se ne sta mettendo in cantiere un altra.

-Una scelta che, con la preferenza accordata ad un industria tedesca, va contro la tanto sbandierata volontà di creare una filiera produttiva italiana delle rinnovabili.

– Una scelta che ci isola e ci mette in rotta di collisione con la popolazione locale e con tutte lealtre principali formazioni ambientaliste del paese e che trova solo l’appoggio di latifondisti e dei potentati locali di politici ed imprenditori.

– Una scelta finanziariamente incomprensibile, dato che Legambiente e la sua AzzeroCO2, inquesta operazione non hanno apparentemente alcuna opportunità di profitto. Entrambe, svolgono solo il compito di sostenere e promuovere, presso Enti locali e opinione pubblica, un accordo commerciale di distribuzione, in corso tra due aziende private, la ConcentrixSolar e la Exalto Energy & Innovation Srl.

– Ma soprattutto è una scelta che priva i soci ed i circoli di Legambiente di uno strumento basilare per contrastare il proliferare di Impianti di FV industriale in terra agricola, quello della credibilità. Perché, dopo Cutrofiano , dovunque si trovassero a fronteggiare gli eccessi bulimici di speculatoried enti locali , si sentirebbero rinfacciare quel progetto. Ed è in primo luogo per quest’ultima considerazione che il nostro Circolo inoltra questo interventocritico e chiede il ritiro del progetto di Cutrofiano.
Manciano 25.11.2010

Circolo Legambiente di Manciano,

Il Presidente Andrea Marciani

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Approfondimento:

Legambiente specula e devasta col fotovoltaico nei campi. Il caso approda in parlamento.

Approfondimento fotografico:

 

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( Rilievo satellitare del luogo in cui dovrebbe sorgere il mega-parco fotovoltaico di Legambiente – Foto ComunediCutrofiano.com )

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( Mappa dell’ubicazione del mega-parco fotovoltaico rispetto alla città di Cutrofiano – Foto ComunediCutrofiano.com )

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( Dimensione dei mega pannelli fotovoltaici messa a confronto con la statura di una persona – Foto ComunediCutrofiano.com )

FONTE:
http://forumambientesalute.splinder.com/post/23683562/scandalosa-censura-di-legambiente-nazionale-ai-suoi-circoli-piu-virtuosi-che-chiedono-chiarimenti-sul-fotovoltaico-a-cutrofiano

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Legambiente e gli affari di Cutrifiano

pubblicato: martedì 14 dicembre 2010 da Peppe Croce
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Ricordate la vicenda del parco fotovoltaico ad inseguimento solare di Cutrofiano, proposto da Legambiente e AzzeroCO2? Abbiamo già raccontato delle forti polemiche che sta sollevando e dato spazio alla risposta di Legambiente. Ora, però, un servizio dell’emittente Tele Rama (emittente televisiva salentina che porta avanti, oltre ad una guerra aperta al fotovoltaico a terra, anche una curiosa battaglia per il Salento regione indipendente dal resto della Puglia) aggiunge pepe alla questione.

Il servizio, va detto, è fatto molto bene. Va a scavare nella compagine societaria che ha proposto il parco fotovoltaico a Cutrofiano mettendo in evidenza soprattutto un fatto: a costruire fisicamente e gestire il parco sarà Exalto, una società che ha per presidente Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore responsabile della rivista QualEnergia. Ma anche componente del Comitato Scientifico di Legambiente.

Altro proprietario di Exalto è Mario Gamberale, che è sia in AzzeroCO2 che nel già citato Comitato Scientifico. I guadagni del parco, quindi, andranno a due uomini di Legambiente, ma non a Legambiente stessa. Questo non è piaciuto ad alcuni circoli locali dell’associazione, specialmente al nord Italia. Il risultato di questo giro di nomi e società, si faccia o no il parco, è una frattura in Legambiente che di certo non farà bene all’associazione ambientalista e alla sua immagine.

FONTE: http://www.ecoblog.it/post/11701/legambiente-e-gli-affari-di-cutrifiano

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Si è concluso il Congresso di Federparchi

L’assise congressuale è stata caratterizzata dall “occupazione militare”, attuata dagli uomini e dai dirigenti nazionali di Legambiente, di tutti gli spazi culturali, dibattimentali e fisici disponibili.

Basti osservare come siano stati presenti contemporaneamente Realacci, Della Seta, Renzi, Venneri, Nicoletti, Donati

Un congresso caratterizzato da riunioni clandestine e sotterfugi tutti nel segno del gradimento o meno di Legambiente e quindi del Partito Democratico.

La fine già scritta non poteva essere che “epurazione”.

Per la prima volta nella storia di Federparchi la votazione finale non è stata unanime: oltre a

posizioni personali vi è stata l’astensione sia delle Aree Marine (platealmente tradite dagli eletti in direttivo, Salvatore Sanna e Sebastiano Romano) che quella delle altre Associazioni Ambientaliste . Viene da chiedersi perché si è percorsa una strada che produrrà solo lacerazioni insanabili nel

mondo delle conservazione della natura .

Qualcuno dice che Federparchi serva a Legambiente per recuperare un rapporto con il Ministero,

di qui la il cooptazione prima e l’inserimento nel direttivo Federparchi dopo, di soggetti che millantano o hanno rapporti “personali” con il Ministro Prestigiacomo. (se vuoi qualcosa da un politico fai amicizia con il suo autista!).

Visto il basso livello potrebbe essere così, ma invece non lo è: il vero motivo è un altro.

Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno( anche PERSONALE) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.

La parola magica è Carbon Credit, I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.

Personaggi ed interpreti di questo grande affare:

    La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e

vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)

    Legambiente è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia

(Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggio

    Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo( e non)

sono riunite in una “non profit” che si chiama Kyoto Club. (presidente Massimo Orlandi – Vicepresidente Ermete Realacci, Direttore Kyoto club service Mario Gamberale )

    Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia

Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)

    Legambiente , Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono

comproprietari della società s,.r .l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di Carbon Credit.( Amministratore delegato Mario Gamberale Vicepresidente Antonio Ferro, consiglieri Duccio bianchi; Andrea Poggio, Edoardo Zanchini,)

    Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore comunicazione Antonio ferro)

L’attenta lettura di quanto esposto porta a tre considerazioni:

  • Il controllo di Federparchi garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette Italiane.
  • Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2 è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.

Legambiente non può più definirsi una associazione ambientalista.

FONTE: http://youstrong.wordpress.com/

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Eolico, “maionesi impazzite” e gli affari di Legambiente. Ma c’è anche chi non ci sta…
creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 14/11/2009 20:17

Sarà il caso di “informare” il Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliatti Dezza?
Eolico, “maionesi impazzite” e gli affari di Legambiente. Ma c’è anche chi non ci sta…

Sarà il caso di informare il Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliatti Dezza, che mi accusò di aver mosso “ridicole critiche” a proposito del vergognoso connubio tra Legambiente e grandi aziende di carattere nazionale, spesso coinvolte in disastri ambientali, quando non in truffe megagalattiche?

Quattro persone, due delle quali in Sicilia, sono state arrestate e altre 11 sono state denunciate nell’ambito dell’operazione ‘Viacolvento’.

Per ricevere i finanziamenti, secondo la Procura, presentavano documenti falsi attestanti che erano proprietari di terreni su cui sarebbero dovuti sorgere dei parchi eolici.

L’accusa è di frode organizzata e appropriazione indebita di fondi pubblici.

Tra gli arrestati, quell’Oreste Vigorito, che da presidente dell’Anev firmò l’accordo con Legambiente.

Ovviamente, nessuno vuol addebitare a Legambiente i presunti comportamenti illeciti di chi sembra “abbracciare” la stessa causa ambientalista, per poi farsi gli affari propri.

Ma gli intrecci politico-affaristici nei quali sempre più spesso è coinvolta Legambiente, finiscono con il dare l’immagine di un’associazione che giorno dopo giorno si trasforma sempre più in una holding con interessi radicati in vari campi dell’imprenditoria e spesso vicina ad aziende i cui comportamenti sono quantomeno “discutibili”.

In occasione del primo compleanno del protocollo di Kyoto, Legambiente e La 220 spa hanno siglato un accordo per la vendita congiunta della «220verde», generata esclusivamente da fonti rinnovabili certificate.

In molti hanno deciso di dire no all’ENEL, visto che sta convertendo tutte le attuali centrali a gas, in centrali a carbone, e l’accordo tra Legambiente e La 220 spa, ha invogliato ancor più quanti avevano dubbi sulla “bontà” della qualità dell’energia, ad aderire a questa nuova società.

Ebbene, la società che doveva ”sostituire” l’Enel, è improvvisamente sparita dal mercato, abbandonando senza neppure una spiegazione i clienti che avevano sottoscritto con loro un contratto.

Eppure, La 220 era sponsorizzata da Legambiente, un marchio che avrebbe dovuto garantire correttezza, eco sostenibilità e trasparenza.

Ancora una volta, il “buon nome” dell’associazione, era legato a società alquanto discutibili…

Ma non sono solo gli accordi e i protocolli d’intesa con le grandi società a gettare ombre sull’operato dell’associazione ambientalista.

Infatti, maggiori perplessità destano le tante attività collaterali e le società e fondazioni, che facendo capo ai vertici dell’associazione, hanno trasformato Le­gambiente in una piccola holding di partecipa­zioni finanziarie e che elargisce riconoscimenti anti-inquinamento a partner di affari e sponsor.

Basta leggere a tal proposito “L’Espresso”, per farsi un’idea di come stanno le cose.

Prendiamo per esempio la Fondazione Symbola, il cui presidente è Ermete Realacci.

La fondazione, è nata per consolidare e diffondere il modello di sviluppo della soft economy, dove i territori incontrano le imprese, dove si stringono alleanze tra i saperi, le nuove tecnologie, la tradizione e dove la competitività si alimenta di formazione, di ricerca, di coesione sociale e rapporti positivi con le comunità.

Non ci vuole però molto per scoprire che il comitato promotore è composto in prevalenza da soggetti politici, rappresentanti della galassia di piccole e grandi associazioni o società che fanno capo a Legambiente o da rappresentanti di grandi società che spesso vengono contrastate dai liberi comitati di cittadini, un po’ meno da Legambiente, per opere e progetti che devastano il territorio.

Sarà un caso che il Presidente Snam Rete Gas, Alberto Meomartini, fa parte del comitato promotore di Symbola e Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, è nel Comitato scientifico, mentre ad Agrigento ci si batte contro un termovalorizzatore il cui bando di gara è stato vinto in cordata con altre società (per il quale la Repubblica italiana è stata anche condannata) dal presidente di Confindustria agrigentina?

Sarà un caso che, mentre ad Agrigento si contesta la realizzazione del rigassificatore dell’Enel, la manifestazione agrigentina di Legambiente “puliamo il mondo”, andata in onda sulla rete tv nazionale, era sponsorizzata da Enel e Snam Rete Gas?

Ad avere dubbi sui rapporti economici intrattenuti da Legambiente con parti della Confindustria e del mondo Bancario, non siamo soltanto noi.

In pochi sanno infatti, che lo scorso anno, si è dimesso per le stesse ragioni un intero Circolo di Legambiente, il cui Presidente era Elio Lanzillotti.

Dopo una serie di attriti sulle energie alternative in Puglia, si era arrivati al congresso Regionale di Legambiente del 2007.

L’assemblea del circolo emanò un documento congressuale in cui si criticava fortemente l’azione dei dirigenti nazionali soprattutto per i non etici rapporti con Eni, Enel e Italgest-mare i cui dirigenti Paolo Scaroni e Franco Tatò erano stati denunciati (anche da legambiente costituitasi parte civile) e condannati per il disastro ambientale di Porto Tolle.
Dopo il congresso si scoprì che i documenti del Circolo di Carovigno erano scomparsi e il Presidente del circolo, presentò un esposto al comitato dei garanti nazionale lamentando quel fatto e altri accadimenti.

Tra quanto lamentato, anche l’imposizione di Legambiente dei “parchi eolici”, che hanno distrutto lo splendido paesaggio pugliese.

Il Collegio dei Garanti di Legambiente, a tal proposito rispose che “la mozione approvata dal Direttivo Nazionale di Legambiente il 26 febbraio 2005, faceva obbligo a tutti i circoli di concordare qualsiasi posizione su quel tema, esattamente con il proprio Comitato Regionale e con la Segreteria Nazionale.

Una posizione diversa, a salvaguardia del paesaggio, come quella espressa da Lanzillotti, veniva dunque considerata una “grave scorrettezza”.

Sia il Presidente del Circolo di Carovigno, Elio Lanzillotti, che gli altri iscritti, scandalizzati dalla piega presa dai dirigenti nazionali dell’associazione decisero, unico Circolo in Italia, di dimettersi tutti quanti.
Lanzillotti era stato anche Consigliere Nazionale di Legambiente e Vicepresidente di Federparchi.

Ma vediamo cosa risulta dalla Delibera di Decadenza del Circolo Legambiente di Carovigno (Prot. 37-08 del 23-10-0Cool per dimissioni, inviata al Presidente Nazionale, al Segretario Generale, al Presidente Regionale Puglia e per conoscenza al Comitato dei Garanti, agli Organismi Dirigenti, ai Circoli:

“Dal verbale dell’assemblea validamente costituitasi il 23-10-2008 presso la sede associativa:

delibera n.3 del 23-10-2008

L’Assemblea degli iscritti del Circolo Legambiente di Carovigno (Brindisi) considerato che:

Esattamente un anno fa in occasione del Congresso Regionale l’assemblea presentò un documento congressuale di forte critica sull’operato dell’allora Segreteria Nazionale uscente. Nella mozione e si auspicava che la nuova classe dirigente portasse una ventata di reale cambiamento su questioni importanti quali il rapporto dell’associazione con la politica ed il mondo economico.

Preso Atto con tristezza e rammarico che nulla è cambiato, anzi, se possibile tutto è peggiorato, in particolare:

1. La politicizzazione dell’associazione è tale che oramai le dichiarazioni dei dirigenti sulle varie tematiche sono ritenute “ Dichiarazioni del Partito Democratico”. Questo posizionamento politico vede in Realacci ( Ministro dell’Ambiente del PD e Presidente Onorario di Legambiente), Della Seta (Senatore del PD, responsabile ambiente del PD e Membro della Segreteria Nazionale di Legambiente) e Ferrante ( Direttore generale dei senatori del PD e membro della Segreteria Nazionale di Legambiente)le figure in assoluta incompatibilità.

L’indipendenza dai partiti politici era la grande forza di Legambiente, oggi per quanto può sembrare assurdo oltre a Legambiente e all’intero Ambientalismo Italiano chi subisce il maggior danno da questa politicizzazione è proprio il Partito Democratico che quando formula giuste istanze perde il sostegno della “intera società” che Legambiente rappresentava.

2. La trasformazione di Legambiente in una “multiservizi” buona per ogni attività dall’educazione ambientale nelle scuole, al catering, dalla pulizia dei fondali marini, al monitoraggio “scientifico ”di tutto ciò che è possibile monitorare, dai premi al miglior ambientalista alle decine di classifiche “Autocertificate Legambiente” dei “bravi “ e degli “asini” in un mondo sempre diviso in “Buoni” e “Cattivi”.

3. La stretta collaborazione e la compartecipazione economica con parti della Confindustria e del mondo Bancario ( Editoriale La Nuova Ecologia, Kyoto Club, Symbola, Azzero CO2, Ambiente Italia, L’Altra Energia), è “letale”.

Sdoganare con la scusa delle energie alternative e prendere soldi dalle Banche e dalle maggiori aziende italiane e straniere, multinazionali e non , quali ENEL, ENI, PIRELLI; ITALGEST, MITSUBISHI SORGENIA ,INDUSTRIE CHIMICHE E CASE AUTOMOBILISTICHE ha di fatto determinato posizioni “morbide” e tolleranti verso soggetti che per loro natura non possono essere che in contrapposizione con Legambiente.

Il ruolo avuto dalle Banche nella crisi della borsa ne è la riprova come l’attuale posizione del Governo Italiano di disconoscimento dei parametri europei sul protocollo di Kyoto, Posizione voluta proprio dagli industriali “tanto amici” di Legambiente.

4. La mancanza di democrazia interna non consente di fatto alcuna possibilità di critica e quindi di cambiamento, la “casta” dei dirigenti della Segreteria Nazionale e dei Presidenti Regionali è intoccabile, per molti essere dirigente dell’associazione è un “ mestiere” da coronare a fine carriera con un posto al sole in politica o nella dirigenza pubblica e privata.

Il Comitato dei Garanti ad un’istanza del Presidente del Circolo Elio Lanzillotti su fatti gravi, ha risposto con una nota irricevibile nella forma (senza protocollo e senza carta intestata) e nella sostanza ove da una parte non si ravvisano motivazioni d’intervento e dall’altra si entra nel merito delle vicende esprimendo un giudizio totalmente in difesa degli organismi dirigenti. supportato solo dalla convinzione che le loro affermazioni corrispondono “a priori” alla verità.

Poco importa se gli iscritti scompaiono. ( Circolo di Carovigno nel 2004, 84 iscritti. Nel 2007, 63 iscritti. Nel 2008, 33 iscritti).

Il Circolo di Brindisi città di 100.000 abitanti, al 19 settembre 2008 aveva 17 iscritti. Quando i dirigenti del Circolo andranno a discutere delle centrali a carbone, del rigassificatore o della probabile centrale nucleare, a nome di chi parleranno? Del proprio territorio come dovrebbe essere o esclusivamente di se stessi.

Peraltro la proposta del Presidente Regionale Pugliese di “donare” le tessere non è certo la soluzione del problema .

Per Quanto Esposto L’assemblea del Circolo di Carovigno

Nel ritenere che con l’attuale Dirigenza Nazionale e Regionale non ci siano le indispensabili condizioni per un percorso comune in linea con gli indirizzi e gli obiettivi dello Statuto di Legambiente

DELIBERA ALLA UNANIMITA’

La decadenza del Circolo Legambiente di Carovigno per dimissioni.

Omissis

IL Presidente dell’assemblea

Elio Lanzillotti

Esistono dunque persone per le quali l’associativismo, la tutela dell’ambiente e i diritti dei cittadini, sono valori che vanno ben al di là degli interessi economici che portano a connivenze anche con chi l’ambiente lo distrugge.

Ma qual è la realtà nell’agrigentino?

È quella che abbiamo dinanzi i nostri occhi.

Quella che ha portato la signora Claudia Casa di Legambiente a definire una “maionese impazzita” le critiche mosse all’associazione, per far fronte alle quali fu costretto ad intervenire il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

Ebbene, non sappiamo quante “maionesi impazzite” siano state preparate in Italia, ma quel che è certo, è che ne stiamo trovando nelle persone corrette che all’interno dell’associazione avevano contestato le stesse cose e che si sono viste costrette a dimettersi pur di non rendersi complici della distruzione de paesaggio della loro regione, così come avrebbe voluto la loro Segreteria Nazionale.

Da una “maionese impazzita” all’altra, a breve spiegheremo ai nostri lettori cosa sono i “campi boe”; il disegno di legge 979 sui campi ormeggio nelle aree marine protette approvato dalla commissione ambiente del senato; come la cooperativa editoriale “La nuova ecologia” fornisce di stipendio tanti dirigenti; il perchè si fa l’iniziativa “puliamo il mondo”ed i kit si debbono acquistare dalla fondazione “puliamo il mondo” ad oc creata.

Parleremo anche dell’iniziativa “regala un albero di Natale, di chi prende i soldi e del perché a Natale un albero costa 40 euro, mentre sul sito parchi per kyoto. lo stesso albero vale 20 euro.

Tutte “maionesi impazzite” come quelle che riguardano l’eolico?

http://www.lavalledeitempli.net/libera-informazione/eolico-201cmaionesi-impazzite201d-e-gli-affari-di-legambiente-ma-c2019e-anche-chi-non-ci-sta?searchterm=maionese+impaz

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Il polpo ambientalista

Il “polpo ambientalista”
creato da Gian Joseph Morici – Ultima modifica 09/12/2009 18:56

Non è certo la prima volta che scriviamo di come un’associazione di tutela ambientale si sia trasformata in una holding finanziaria.
Il “polpo ambientalista”

Associazione del “polpo verde”

In passato i nostri scritti avevano già causato l’ira del Presidente Nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliatti Dezza e siamo certi che anche quello di cui andiamo a scrivere oggi, non sarà di gradimento degli ambientalisti doc, tanto di carattere nazionale, quanto a livello locale.

La volta precedente, avevamo dato un breve accenno alla vicenda dei “campi boe” e al disegno di legge 979 sui campi ormeggio nelle aree marine protette approvato dalla commissione ambiente del Senato.

Oggi, a seguito di un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, vedremo di entrare un po’ più nel merito di questo ulteriore eco-business.

Il caso di cui andremo ad occuparci, riguarda la messa in opera di campi boe telematici nelle aree marine protette italiane (il sistema Marpark), che è stato finanziato, in via sperimentale, dal Ministero in indirizzo con l’obiettivo di posizionare campi boe telematici nelle riserve di Capo Carbonara in Sardegna e delle Cinque Terre in Liguria

Cos’è il sistema MarPark?

Da quanto riportato dal loro sito, si tratta di un sistema per la protezione dell’Ambiente e la fruizione turistica sostenibile, un sistema telematico di ormeggio eco-compatibile per imbarcazioni da diporto.

MarPark offre la possibilità di prenotare ormeggi su gavitelli in specchi d’acqua protetti e godere di luoghi bellissimi nella certezza di non recare danni all’ambiente.
Inutile precisare che è un ulteriore modo di fare business, che costringe chiunque voglia fruire di questi bellissimi angoli della nostra penisola a rivolgersi ad una determinata azienda e pagare il costo dell’ormeggio.

Altrettanto inutile sarebbe precisare che tra i partner Marpark, c’è “Legambiente”, “Golettaverde Legambiente”, “La nuova ecologia” (giornale di Legambiente del quale parleremo più avanti), se non fosse per le modalità con le quali si tengono le audizioni conoscitive sulle aree protette da parte della Commissione Ambiente del Senato.

L’ “indagine conoscitiva sulle aree protette, con particolare riferimento agli assetti e alla efficienza complessiva delle strutture di gestione”, all’audizione tenutasi il 29 ottobre 2008 (13ª Territorio, ambiente, beni ambientali – Indagini conoscitive – presidente D’Alì –PDL), ha preso parte il Presidente pro tempore di Federparchi, Matteo Fusilli (indagato nella qualità di ex presidente del Parco Nazionale del Gargano, per l’affidamento della demolizione di alcune case abusive ad una società fantasma dell’ex agente 007 Mario Scaramella. Una società quella dello 007 che, definita “organizzazione intergovernativa di diritto pubblico” dichiarava di aver sede a Washington e rappresentanza a Napoli) – PD – Già presidente Federparchi (della quale Legambiente è socia), Comitato Scientifico Nazionale Legambiente, socio promotore SYMBOLA (Presidente Ermete Realacci), Presidente “Parchi per Kyoto”, (fondazione Federparchi- Kyoto Club – di quest’ultimo è Vice-Presidente Francesco Ferrante).

Spulciando tra i resoconti delle audizioni al Senato, leggiamo della seduta n. 66 – Martedì 24 febbraio 2009 – Audizione di rappresentanti dell’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini (UCINA).

Ovvio che anche l’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini, abbia un protocollo d’intesa con Legambiente.

Proseguono le sedute, per arrivare a quella del 24 marzo 2009. Audizione del Presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre Franco Bonannini PD- Presidente parco nazionale delle cinque terre, candidato alle ultime elezioni al parlamento europeo, membro della Direzione Nazionale Legambiente e ovviamente socio promotore SYMBOLA.

Alle cinque terre è stato realizzato il campo boe italgest-giunta esecutiva Federparchi.

21 aprile 2009 Audizione del presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, PD – Capolista alla costituente del PD nella lista ambientalista (Realacci-Melandri) Presidente Federparchi (vicepresidente per le aree marine e Salvatore Sanna PD – Presidente Area marina di Capo Carbonara dove, fatalità, nasce un altro campo boe.

In sintesi, il Senato ad oggi ha un solo interlocutore e conosce un solo punto di vista: Legambiente!!!

Altro che “maionese impazzita”, come aveva definito le nostre critiche l’ambientalista locale del “cigno verde”, Claudia Casa, la verità sembra sempre più vicina a quella di un’associazione che ha fatto da apripista fino a trasfor­marsi in una piccola holding di partecipa­zioni finanziarie e che elargisce riconoscimenti anti-inquinamento a partner di affari e sponsor (così l’ha definita il noto settimanale “L’Espresso”).

Più che una maionese impazzita, ci troviamo dinanzi un intruglio di interessi che vedono nello stesso calderone l’associativismo, il business, la politica (PD) e per non farsi mancare proprio nulla, come nel caso Fusilli-Scaramella, anche qualche rapporto con discussi esponenti dei nostri 007.

“Cigno Verde”? a giudicare dai tentacoli che s’infilano ovunque, forse sarebbe opportuno cambiare il simbolo…

In attesa che il Ministro risponda all’interrogazione (che sotto riportiamo), visto che l’estate è ancora lontana e il “monopolio delle boe” si spera ancora lo sia pure, vi anticipiamo il nostro prossimo intervento dal sapore più natalizio: perché un albero, grazie alla trovata ambientalista “Regala un albero di Natale”, a Natale costa 40 euro, mentre sul sito parchi per Kyoto. lo stesso albero vale 20 euro? Chi prende i soldi?

Interrogazione:

Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 287 del 19/11/2009

Presidenza del vice presidente CHITI

Allegato B

omissis

Interrogazioni

CAFORIO – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che:

le aree marine protette italiane attraversano un periodo di grande disagio dovuto ai gravi problemi causati dalla carenza di risorse economiche e di personale, nell’ambito di un quadro drammatico che vede come unica eccezione il settore del diporto nautico, con particolare riguardo ai campi di ormeggio;

a tale proposito si rileva che un progetto per la messa in opera di campi boe telematici nelle aree marine protette italiane (il sistema Marpark) è stato finanziato, in via sperimentale, dal Ministero in indirizzo con l’obiettivo di posizionare campi boe telematici nelle riserve di Capo Carbonara in Sardegna e delle Cinque Terre in Liguria;

è stato predisposto nel 2006 un protocollo d’intesa tra il medesimo Ministero, l’Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche e affini (Ucina), associazioni ambientaliste e Federparchi, in cui si concorda anche sulla possibilità di realizzare campi boe telematici nelle aree marine protette. Con circolare della Direzione generale della protezione della natura del 15 febbraio 2006 sono inoltre stati invitati gli enti gestori a prevedere l’allestimento di campi boe nei rispettivi regolamenti;

nell’ambito del “progetto interreg IIIA Italia-Grecia 2000-2006” denominato Seapass, per la realizzazione di un campo boe telematico a Patrasso, è stato prodotto un manuale recante “linee guida per la gestione dei campi boe telematici” con specifici riferimenti all’esperienza delle boe telematiche nelle aree marine protette italiane di Capo Carbonara e delle Cinque Terre nonché i progetti in materia del Ministero;

il 23 settembre 2009 il Senato ha approvato un disegno di legge recante norme per la “Istituzione di campi di ormeggio attrezzati per unità da diporto nelle aree marine protette, nelle aree marine di reperimento e nei tratti di costa sottoposti ad eccessiva pressione turistica ed antropica”, attualmente in fase di esame presso la competente Commissione permanente della Camera dei deputati, finalizzato ad evitare i danni derivanti dall’ancoraggio ai fondali marini di maggior pregio e delicatezza,

si chiede di sapere:

quali siano i criteri adottati per l’affidamento di tale sperimentazione e quali siano le motivazioni tecniche in virtù delle quali, ai fini della sperimentazione, non siano stati utilizzati campi di ormeggio già esistenti per il posizionamento del sistema di prenotazione elettronica di posti finalizzati all’ormeggio e di servizi per il diporto, in collegamento telematico con un centro operativo, previa opportuna modifica dei gavitelli stessi;

se risulti al Ministro in indirizzo che siano stati affidati alla medesima società titolare del brevetto Marpark, la Italgest SpA (attualmente MarPark SpA), anche gli studi per determinare il luogo di posizionamento e l’installazione di ancoraggi e quali siano, in caso affermativo, le ragioni per le quali non si sia fatto ricorso al mercato per la scelta di tali sistemi eco-compatibili;

se la società in questione risulti concessionaria del Ministero o sia comunque titolare di convenzione per la gestione di campi boe e per i connessi servizi del diporto nelle aree marine scelte per la sperimentazione e, in caso affermativo, quali siano i criteri adottati per tale concessione o convezione nonché i relativi costi;

se la sperimentazione di cui in premessa sia conclusa, quali siano gli esiti della medesima e le valutazioni di merito operate dal Ministero;

se il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sia partner o soggetto patrocinante del progetto Seapass di cui in premessa e se sia stata autorizzata la pubblicazione di estratti dei progetti ministeriali, dei relativi studi ovvero di dati sensibili relativi alla sperimentazione, così come compare nel manuale “linee guida per la gestione dei campi boe telematici” del citato progetto Seapass;

quali criteri il Ministro intenda seguire per il futuro in relazione all’eventuale realizzazione di altri campi boe nelle aree marine protette.

(4-02298)

http://www.lavalledeitempli.net/libera-informazione/il-201cpolpo-ambientalista201d?searchterm=il+polpo

FONTE: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=24868