Idee folli contro il riscaldamento globale

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Rilasciare particelle di zolfo nell’atmosfera per combattere il riscaldamento globale: l’idea ‘folle’ del chimico olandese Paul Crutzen, premio Nobel nel 1985.

“Quando rilasci nell’atmosfera particelle, prodotte dall’ossidazione di anidride solforosa oppure formate da sale marino a bassa quota, queste hanno un alto potere riflettente nei confronti dei raggi solari e possono raffreddare l’atmosfera. Ci sono molti progetti in corso su questo e non si tratta certo di un segreto. Questo procedimento era già conosciuto trenta anni fa da uno scienziato russo. Io l’ho soltanto ripreso e migliorato dal punto di vista tecnico”, ha detto al giornalista del Parlamento Europeo che l’ha intervistato durante la sua partecipazione alla conferenza STOA, che si è tenuta presso il Parlamento Europeo ai primi di dicembre.
“Un’idea folle”, come l’ha definita lui stesso durante l’intervista, pubblicata sul sito dell’istituzione di Bruxelles.

Di proposte ‘folli’ – per usare un eufemismo – ne sono venute fuori non poche, in tutti questi anni di discorsi e dibattiti sul riscaldamento globale, a volte (spesso?) fuori dalle righe:  c’è chi ha suggerito di creare una diga contro i raggi del Sole con i veicoli spaziali, una specie di barriera corallina, per intenderci; chi di posizionare una serie di specchi in grado di catturare le radiazioni solari deviandole nello spazio infinito, lontano dalla Terra. Obiettivo? Diminuire l’entità delle radiazioni solari che arrivano sul nostro pianeta, un modo piuttosto complicato per abbassare la temperatura della terra.
Complicato e costoso: la ‘barriera corallina spaziale’ ci potrebbe costare – ebbene sì, qualcuno ha avuto anche il coraggio di analizzare sul serio il progetto, calcolandone i risvolti economici – un centinaio di miliardi. L’anno.

L’aspetto più preoccupante della questione non è che un chimico, sia pur uno tra i più rispettati esperti di ozono al mondo, insignito di un Premio Nobel, vada in giro per il mondo propagandando idee strampalate, ma che un’istituzione pubblica, chiamata a governare la vita di oltre mezzo miliardo di esseri umani – ovvero, quasi il dieci per cento dell’intera popolazione mondiale – lo ospiti nei suoi palazzi e lo pubblichi sulle pagine del suo sito ufficiale, dove ci si aspetta di trovare informazioni e dettagli sulle sue politiche e sulle sue iniziative: qualcuno potrebbe leggerle la cosa come una benedizione ufficiale da parte del Parlamento Europeo delle idee e delle proposte di Crutzen.
Quella del chimico olandese è solo una boutade, una provocazione per attirare l’attenzione sul problema del riscaldamento globale? Può essere, e ci si augura lo sia, ma rimane il fatto che il Parlamento Europeo non è il posto giusto per parole e discorsi di questo tenore: meglio si adattano teatri di cabaret e di avanspettacolo.

Politici ed amministratori dovrebbero trattare argomenti come il riscaldamento globale con la serietà e la profondità che si meritano, prendendo in considerazione tutti gli aspetti e tutti i temi. In gioco ci sono gli equilibri politici e sociali del mondo intero, e con essi la vita, il lavoro ed il futuro di miliardi di persone: le decisioni su come adattarsi alle mutate condizioni ambientali – tralasciando qualunque considerazione sul maggiore o minore impatto umano – non possono essere rese sulla base di proposte ‘folli’.

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