La foresta amazzonica non teme il caldo

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25 Maggio 2010 alle 08:29

a cura di Vincenzo Zappalà

 

Poco tempo fa, in una discussione su queste pagine, si era affrontato il problema della crisi della foresta pluviale amazzonica. Una situazione considerata drammatica da varie fonti, tra cui soprattutto il WWF. Una nuova ricerca basata su dati della NASA e condotta con la sua collaborazione, conclude che la foresta amazzonica non ha subito e non subirà alcun danno a causa degli ipotetici cambiamenti climatici. E smentisce le conclusioni allarmistiche del WWF…

Contrariamente a quanto riportato dal WWF, la foresta amazzonica è in piena salute e non ha nessuna intenzione di “soffrire” per il riscaldamento globale, se mai quest’ultimo si stia veramente verificando.

La foresta amazzonica non teme il caldo

Arindam Samanta, leader del gruppo di studio dell’Università di Boston che ha analizzato i dati della NASA durante periodi di siccità e di grande piovosità, ha concluso che non si è riscontrata nessuna differenza sostanziale nella foresta amazzonica e che il suo bio-sistema ha capacità ben superiori di quanto divulgato dai media nel fronteggiare cambiamenti climatologici anche drastici. Lo studio è stato pubblicato su Geophysical Reasearch Letters, una delle più importanti riviste professionali, ed è stato condotto con fondi messi a disposizione dalla stessa NASA. In particolare contesta i risultati pubblicati precedentemente (2007) su Science e dimostra che quei dati erano stati viziati da errori interpretativi e da ipotesi non corrette (per essere gentili…).

Lo studio dell’Università di Boston fa chiarezza su un problema affrontato normalmente in maniera confusa e spesso legato alle pressioni provenienti da risvolti non solo scientifici legati ai cambiamenti climatici. Ciò capita proprio in un momento in cui l’IPCC è sotto accusa per l’inaccuratezza di vari dati utilizzati, tra cui la conclusione, basata su uno studio del WWF, che il 40% delle foreste Amazzoniche stia subendo una drastica trasformazione verso la savana, anche per una piccola riduzione delle piogge.

L’articolo dell’Università di Boston dimostra che ciò non è vero e puntualizza molto bene che il metodo usato dal WWF per ottenere la sua drammatica e apocalittica previsione era completamente sbagliato. E questo fatto è stato ribadito addirittura dal Dott. Jose Marengo, dell’Istituto Brasiliano di Ricerca Spaziale, illustre climatologo e, soprattutto, membro dell’IPCC.

Dopo i suoi ripetuti passi falsi (scambio di messaggi poco “chiari” e manovrati, blocco di articoli scientifici verso la stampa, dichiarazioni fasulle sui ghiacciai himalayani, la celebre mazza da hockey,…) qualcosa si sta sfaldando anche all’interno della stessa istituzione? Sarà veramente l’inizio di una nuova e più scientifica visione del futuro climatico della Terra e la fine della criminalizzazione a tutti i costi del riscaldamento globale?

Personalmente spero proprio di sì. Nel frattempo, però, di questo articolo che ha avuto grande risonanza tra gli scienziati del mondo, i media non hanno detto niente… tanto per cambiare…

Il lavoro originale si può scaricare (a pagamento) qui.

FONTE:http://www.astronomia.com/2010/05/25/la-foresta-amazzonica-non-teme-il-caldo/