La Germania cambia idea: addio al nucleare, anche a costo di pagare di più

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La Germania cambia idea: addio al nucleare, anche a costo di pagare di più

Giovedì 24 Marzo 2011

Merkel annuncia il fermo dei 17 reattori per effettuare verifiche di sicurezza


merkelLa Germania – quarta economia mondiale- è intenzionata a concludere l’esperienza del nucleare in territorio tedesco, investendo in altre fonti di energia rinnovabile. Dopo quella che è stata definita dal Cancelliere Merkel “una catastrofe dalle dimensioni apocalittiche”, ora sono troppi i rischi e si accorciano i tempi. Si tratta di un netto cambio di passo rispetto alla decisione di settembre 2010 dell’esecutivo cristiano-democratico di prolungare di 12 anni la vita dei 17 reattori sul suolo tedesco. Il nuovo programma di dismissione prevede la chiusura dell’ultima centrale nucleare nel 2036 e non più nel 2021 come era stato fissato in precedenza dal governo di Gerhard Schröder nel 1998. Le centrali più “anziane” resteranno in funzione 8 anni in più, mentre quelle più “giovani” dovrebbe funzionare per altri 14 anni.

TSUNAMI E TERREMOTO CAMBIANO LE SORTI DEL NUCLEARE IN GERMANIA. La decisione di Berlino di disattivare 17 reattori per tre mesi, allo scopo di effettuare accurate verifiche di sicurezza, potrebbe – gli esperti dicono – dare agli altri paesi europei un esempio di come anche un paese che ricava attualmente un quarto della sua energia dal nucleare, possa farne a meno, spostandosi su altre risorse. Anche l’Italia sembra essere stata influenzata dalla decisione di Berlinom. Ieri il Ministro dello Sviliuppo economico Romani, dopo aver sollecitato l’adozione di stress test europei di sicurezza sulle centrali, ha proposto in Consiglio dei Ministri una moratoria del programma nucleare italiano (leggi).
Diverso il discorso per la Francia, che trae dal nucleare oltre il 70% dell’energia nazionale e difficilmente può riconvertire la propria produzione.

DIFFIDENZA DA CHERNOBIL. Dal 1986, anno in cui la nube radioattiva che da Chernobyl raggiunse il Mediterraneo, causa esplosione di una centrale elettro nucleare, il nucleare è stato percepito con diffidenza, spesso ostilità, dalla Germania. Dieci anni fa, infatti, il governo tedesco di centro sinistra aveva steso un piano per abbandonare la tecnologia nucleare entro il 2021, piano che l’anno scorso Angela Merkel aveva deciso di posticipare di dodici anni. Ora, alla luce dell’incidente nucleare in Giappone, il governo tedesco ha deciso di sospendere temporaneamente le decisioni, in attesa di riformulare una strategia.

METTERE A FRUTTO ALTRE FONTI DI ENERGIA. Al presente, il 17 percento dell’elettricità del paese proviene da energie rinnovabili, il 13 percento da gas naturale e oltre il 40 per cento dal carbone. Il Ministro dell’Ambiente tedesco prevede, per la Germania, una quantità di energia rinnovabile che nel giro di 10 anni andrà a contribuire a più del 40 per cento della produzione totale di energia. Ancora è presto, dichiara il Governo, per stimare in cifre il costo di questo passaggio; certo è che d’ora in avanti “dovranno essere create disposizioni ambientali che favoriscano investimenti nelle energie alternative da parte di industrie e cittadini”.  Dello stesso avviso il Vice Cancelliere Guido Westerwelle, il quale ha qualche giorno fa dichiarato in una conferenza: “Dobbiamo imparare dal Giappone e controllare che i nostri reattori e impianti siano a norma e sicuri e, allo stesso tempo, rendere fattibile l’investimento su altre fonti di energia”. La Germania, concordano uomini di governo ed esperti, dovrà prepararsi per sostituire l’energia nucleare con le altre energie rinnovabili, producendo energia elettrica a prezzi accessibili e in maniera ecologica.

RIPERCUSSIONI ECONOMICHE DA METTERE IN CONTO. Certo, lo scotto da pagare potrà essere alto, come tiene a sottolineare Wolfgang Franz, alla testa dell’Organo consultivo di governo: “I consumatori devono essere preparati per i prezzi dell’elettricità significativamente più elevati in futuro”. Inoltre, stando agli avvertimenti della Merkel di settimana scorsa, le norme di sicurezza per i restanti impianti nucleari si faranno più stringenti e severe, con conseguenze di costi.
Ma il paese non torna indietro e unanime è il consenso sul fatto che non saranno aperte nuove centrali nucleari e che quelle esistenti saranno usate solo per preparare il passaggio “al più presto all’era delle energie rinnovabili”.

E se la Francia e altre nazioni UE restano salde sulla loro posizione pro energia nucleare, la Merkel ora spinge affinché a Bruxelles vengano stilate norme di sicurezza comuni. “Il blocco delle 27 nazioni che ha standardizzato “la dimensione delle mele o la forma delle banane non può negare l’urgenza di disposizioni comuni per le centrali nucleari”, ha dichiarato la Merkel, sottolineando con amarezza come un incidente nucleare in Europa, colpirebbe intensamente tutti i paesi, nessuno escluso.

FONTE:http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7009:la-germania-si-appresta-a-dire-addio-al-nucleare&catid=1:latest-news&Itemid=50