L’addio al nucleare tedesco peserà sui costi dell’energia in Europa

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Mercoledì 08 Giugno 2011 11:01

Tacciato di scelta unilaterale, il Governo di Berlino punta sulle rinnovabili uscendo dall’atomo e Sarkozy parla di “decisione emotiva”


merkel_vs_sarkozyIn un’ Europa che conta 143 reattori attivi sul suo territorio, la notizia della progressiva dismissione dei 17 reattori tedeschi  suscita preoccupazione nell’UE.

PARCHI EOLICI, CARBONE, GAS, LA STRATEGIA DELLA MERKEL. E’ del 6 giugno, infatti, la ratifica ufficiale del progetto di legge tedesco che stabilisce l’uscita dal nucleare entro il 2022. Otto centrali sono state fermate all’indomani dell’incidente di Fukushima. Altre  tre centrali verranno chiuse nel 2015, nel 2017 e nel 2019. Per quanto riguarda le rimanenti centrali, tre verranno fermate nel 2021 e le ultime tre nel 2022.

Accusata dai vertici francesi “di chiudere le centrali nucleari per indirizzarsi su carbone e gas, i quali faranno aumentare le emissioni”, Angela Merkel risponde che i soldi che oggi sono investiti nell’atomo, domani andranno a finanziare i progetti di energia pulita e che “il rischio residuo di incidenti” è troppo alto e Chernobyl e Fukushima non possono non far riflettere. E con un eclatante dietrofront rispetto alle dichiarazioni dello scorso autunno, la cancelliera tedesca e il suo Governo proseguono sulla loro linea politica, promettendo il raddoppio della quota di energia prodotta da rinnovabili al 35% nel 2020 e godendo del sostegno di un’opinione pubblica rimasta scioccata dopo l’esplosione di Fukushima.
Alle critiche e allo scetticismo suscitato dalla scelta, la cancelliera tedesca ha esposto l’irinnovabili_germaniantenzione del Governo di investire 5 miliardi di euro per la costruzione di enormi parchi eolici marini, 1,5 miliardi per rendere efficiente lo stock edilizio e abbattere i consumi per il riscaldamento e la scommessa su nuove centrali a carbone e a gas. Certamente il colpo non mancherà di farsi sentire, annunciano gli economisti, segnalando che per colmare la falla creata dall’uscita dal nucleare – che finora rispondeva a circa il 23% del fabbisogno energetico nazionale – servirebbe più di un raddoppio delle rinnovabili, che in un decennio dovrebbero portare la produzione dall’attuale 16% al 39%.

 

nobuo_tanakaIEA, UNA DECISIONE CHE RISCHIA DI RICADERE SULLE FORNITURE DEGLI ALTRI PAESI. Un traguardo molto difficile da raggiungere, avvertono più voci autorevoli. E le conseguenze non ricadranno solo sulla Germania, ma a venire minacciate saranno anche le forniture degli altri Paesi. A dirlo Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell’International Energy Agency,il quale – in occasione di una conferenza a Londra per presentare l’ultimo rapporto sulla Golden Age del gas – ha dichiarato che “l’uscita della Germania dal nucleare farà aumentare il costo dell’energia elettrica e la dipendenza dalle importazioni”. E se “ogni paese ha il diritto di fare le sue scelte” – ha proseguito Tanaka -, “una decisione come l’uscita dal nucleare dovrebbe essere presa in un contesto europeo”. Pena ripercussioni sulle politiche energetiche e le forniture delle altre nazioni.

bessonBESSON E SARKOZY, LA GERMANIA NON PENSA ALLE RICADUTE SULL’EUROPA. Stessi toni e stesse accuse dalla Francia di Sarkozy – paese campione dell’energia nucleare, con 58 reattori attivi fornitori del 78% dell’energia elettrica consumata nel paese. Risale a qualche giorno fa la decisione del ministro dell’Energia Eric Besson di inviare una lettera al Commissario europeo per l’energia Günther Oettinger, sollecitando urgentemente un vertice alla presenza dei ministri europei dell’Energia con focus sulle “decisioni unilaterali di un Paese membro e le conseguenze sull’UE”. Secondo il governo Sarkozy, infatti, la Germania avrebbe agito in maniera unilaterale su un tema “da condividere a livello europeo”. Circola su Twitter, in questi giorni, un messaggio lanciato da Besson: “La Germania è sovrana ma le conseguenze sono europee”. E non resta in silenzio il Presidente Nicolas Sarkozy, il quale ha dichiarato di fronte alla stampa: ”L’emotività, la mancanza di sangue freddo, l’immediatezza del dibattito mediatico portano a prendere delle decisioni straordinarie’. E anche se il sondaggio apparso domenica scorsa sul Journal du dimanche rivela che il 77% dei francesi è favorevole all’uscita dall’atomo, “Il mondo non può fare a meno del nucleare nel ventunesimo secolo” ribadisce il ministro Besson, aggiungendo che “nessuna statistica affidabile può basarsi su due incidenti in mezzo secolo” – riferendosi ai disastri diChernobyl e Fukushima. Anzi, secondo Besson la tragedia giapponese “farà progredire la sicurezza nucleare”.

Ora si attende la presentazione del piano energetico tedesco, atteso per metà mese, altrimenti la Germania sarà costretta a comprare il surplus di energia nucleare francese per rimpiazzare la mancata produzione nucleare tedesca.

FONTE: http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7793:centrali-smantellate-entro-il-2022-la-decisione-della-merkel-ridisegna-i-piani-energetici-europei&catid=1:latest-news&Itemid=50