Lindzen contro Trenberth: la scienza è strumentazlizzata a vantaggio di speculatori e burocrati?

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Scritto da Corrado Fronte
lunedì 06 giugno 2011
Kevin Trentberth

Lo scienziato del MIT, Richard  Lindzen, ha ribadito in una recente conversazione alla radio Australiana che  le variazioni della CO2 atmosferica hanno un basso impatto sul clima. Quindi la carbon tax che il governo australiano si accinge ad adottare sarebbe inutile. Queste  parole non piacciono ai catastrofisti di professione, ai governi in cerca di pretesti per aumentare le tasse, all’industria “verde”  in cerca di finanziamenti, ai “danneggiati” dai cambiamenti climatici che sperano rimborsi. E forse per questo Lindzen viene attaccato con tanta veemenza dalla scienza ufficiale che fa capo all’IPCC. 

Secondo Lindzen un raddoppio della concentrazione della CO2 (peraltro improbabile in questo secolo) porterebbe ad un aumento di temperatura di solo 0,7°C. L’impatto sarebbe trascurabile, e quindi l’allarmismo non è giustificato. I modelli IPCC proiettano aumenti molto maggiori, da 2,5 a 5 °C perché si basano sul’assunzione che la CO2 , pur nella sua bassa concentrazione in atmosfera  (solo lo 0,038%), abbia un effetto di amplificazione nei confronti del vapore acqueo, che è di gran lunga il gas serra più importante, ed è presente in concentrazione circa 10 volte superiore. Quindi anche una piccola variazione di CO2 provocherebbe risultati catastrofici. Ma secondo Lindzen, questa ipotesi è smentita dalle misurazioni  satellitari.In un articolo precedente (1) abbiamo illustrato uno studio di Lindzen e Choi, nel quale gli autori asseriscono che le misure satellitari smentiscono le teorie dell’ IPCC. In sostanza, il maggior calore o si disperde in forma di radiazioni nello spazio e non si accumula indefinitamente sulla Terra, oppure da origine a nubi che schermano i raggi solari diretti e diminuiscono il riscaldamento. Questo studio è stato all’origine di una dura contestazione da parte di Kevin Trenberth capo dell’ USA National Center for Atmosferi Research , il quale accusa Lindzen, tra l’altro, di aver usato un sistema arbitrario ed errato per elaborare i dati di temperatura, di non aver ben valutato l’influenza periodica della corrente marina conosciuta come El Niño-Southern Oscillation (ENSO),  di aver ristretto l’analisi alle sole zone tropicali,  di aver calcolato in modo sbagliato la sensibilità climatica (2). Tutto rientrerebbe nel normale dibattito scientifico. Ma Trenberth e tutta la falange dell’ AGW vanno oltre, e si lanciano in una denigrazione personale dell’autore, descrivendolo come un incompetente, fazioso o peggio. Ne viene coinvolta anche la casa editrice e gli studiosi che, valutato il testo, ne hanno consentito la pubblicazione .

Lindzen ha riconosciuto che alcune contestazioni di Trenberth  erano giuste. In un messaggio inviatomi a beneficio dei lettori del Legno Sorto scrive (traduco):  “Alcune critiche sollevate da Trenberth et al erano certamente appropriate. Comunque abbiamo corretto questi argomenti, e rilevato pure dove Tremberth et al erano loro stessi in errore. Inoltre i nostri risultati iniziali non sono cambiati in maniera significativa dopo aver apportato le correzioni. Tuttavia ormai da più di un anno i giornali scientifici non ci hanno permesso di  pubblicare la nostra risposta. Speriamo di pubblicarla presto, e te ne manderò una copia ”.

E ad oggi l’editore, il Journal of Geophysical Research non ha ancora pubblicato il documento. Secondo i detrattori di Lindzen, perché è privo di qualsiasi validità scientifica;  secondo altri perché l’editore è  intimidito dalle dure critiche subite per  avere pubblicato il primo articolo. Nell’attesa attesa alleghiamo noi una copia non ufficiale.

La violenza dello scontro è giustificata dal fatto che tutta le teoria del Global Warming crollerebbe se le affermazioni di Lindzen fossero vere. In un lungo articolo (3) Lindzen osserva:

“La nozione di un clima statico è estranea alla storia della Terra. Il fatto che il mondo sviluppato sia entrato in uno stato isterico a causa di variazioni di temperatura di qualche decimo di grado lascerà sbigottite le future generazioni. Questa isteria semplicemente riflette l’impreparazione scientifica di gran parte del pubblico, la tendenza a scambiare le credenze per verità, l’utilizzo di queste debolezze da parte di politici, promotori ambientalisti e, dopo 20 anni di rullar di tamburi, di molti altri speculatori. Ma per quale motivo la campagna allarmistica si è intensificata negli ultimi 4 anni?

Ebbene, prosegue Lindzen,  in 20 anni trascorsi molti hanno fiutato delle possibilità di sfruttare la questione. I movimenti ambientalisti di acquisire più potere, influenza , finanziamenti. Anche per i burocrati il controllo della CO2 è un sogno divenuto realtà. I politici vedono possibilità di nuove tasse che saranno accettate con gioia dai cittadini perché necessarie per salvare la Terra. Alcuni stati hanno visto come sfruttare la questione per trarne dei vantaggi a spese di altri. Il caso di ENRON (l’impresa del Texas finita in bancarotta) è un buon esempio. Prima di disintegrarsi in una pirotecnica varietà di manipolazioni fraudolente, ENRON è stata uno dei più attivi lobbisti per sostenere il protocollo di  Kyoto. Sperava di diventare un operatore finanziario per il commercio dei diritti di emissione della CO2 . Aspirazione di non poco conto. Questi diritti ammonterebbero a più di un trilione  di dollari, e le commissioni varranno molti miliardi . Gli Hedge Funds se ne stanno occupando attivamente; così fecero pure Lehman Brothers e Goldman Sachs, che si costituirono in lobby in favore del cosiddetto “cap and trade” (commercio di quote di emissione), che frutterebbe miliardi. Probabilmente non è un caso che Al Gore stesso sia associato in queste attività. La “vendita delle indulgenze” va a gonfie vele, con organizzazioni che vendono certificati “verdi”. Le possibilità di corruzione sono immense.

Il più grande imprenditore agricolo americano, Archer Daniels Midland, ha ottenuto grazie all’attività di lobby, la miscelazione per legge dell’etanolo nella benzina ed il risultato ha contribuito all’aumento del prezzo del grano e alla  sofferenza del terzo mondo (4). Ed infine diversi noti personaggi  si sono fatti convincere che, sostenendo le  posizioni del cambiamento climatico antropogenico, dimostrano virtù ed intelligenza. Naturalmente costoro perderebbero credibilità ed introiti.

Con tutto questo sul tavolo sorge il sospetto che il senso di urgenza sia provocato dalla possibilità che il riscaldamento globale cessi, e che la teoria del riscaldamento provocato dall’uomo sia disintegrata. Per chi è impegnato in un programma venale c’è la necessità di agire subito, prima che il pubblico si renda conto della situazione. Ma per leaders più lungimiranti è evidente la necessità di resistere con coraggio all’isteria.

Richard Lindzen is the Alfred P. Sloan Professor of Meteorology at the Massachusetts Institute of Technology and a member of the GWPF’s Academic Advidory Council

(1)     1 http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=27769

(2)    2 http://www.realclimate.org/index.php/archives/2010/01/lindzen-and-choi-unraveled/

(3)    3 http://wattsupwiththat.com/2011/01/17/richard-lindzen-a-case-against-precipitous-climate-action/

(4)    4 http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=31931

FONTE :http://www.legnostorto.com/index2.php?option=com_content&task=view&id=32162&pop=1&page=0