L’ORSO DINO, MORTO PER NON SPENDERE 400 EURO

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E’ stato ucciso in Slovenia da un tecnico del ministero delle Foreste della Slovene, autorizzato all’abbattimento dell’orso perché – secondo le fonti ufficiali – Dino aveva contratto la rabbia. Era stato visto aggirarsi per la foresta in condizioni terribili: magro, barcollante, l’aria sofferente, con una ferita al collo, l’unica soluzione possibile sembrava proprio l’abbattimento, comunque considerato legale in Slovenia, dove ci sono circa 450 orsi, troppi secondo la legge.

Ma la morte di Dino, chiamato così in onore di Dino Buzzati, scrittore molto attento all’ambiente, non è dipesa dalla rabbia, ma da un radio collare troppo stretto che gli aveva provocato una ferita al collo. Nel 2009, infatti, gli era stato applicato un collare senza il cosiddetto “drop off”, il dispositivo di sgancio automatico a tempo, che permette di liberare il collo dell’animale nel momento in cui, crescendo, questo diventa troppo stretto.

Senza questo dispositivo, il povero Dino, che aveva ormai raggiunto i due quintali e 20 di peso per un’altezza di oltre due metri, ha iniziato a sentire una stretta al collo e si è ferito per cercare di liberarsi, causandosi un infezione i cui sintomi sono stati scambiati per rabbia. Non appena l’animale ha varcato i confini italiani per andare nella sua terra d’origine, l’orso non ha avuto scampo. L’aspetto più amaro è il costo del “drop off”: sarebbero bastati 400 euro per salvargli la vita.

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