Mr Obama e la bufala del cambiamento climatico…

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Obama

Obama: «La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile».«Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere. La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli sono a rischio».

Ellapeppa. E che sarà mai successo? Niente, niente di più che un colpo di sole dell’inquilino della White House,  discepolo del credo propalato dagli ecobufalari (dell’IPCC) sul Global Warming. Trattasi, cioè, del riscaldamento del pianeta provocato dall’uomo, causato dalle emissioni di CO2 (anidride carbonica).

Obama vuol darsi da fare, cioè spendere quattrini, e molti, valanghe di quattrini, da subito, da domani. Perciò, ha invitato anche i Paesi emergenti, come la Cina e l’India «a fare la loro parte, adottando misure vigorose». Hu Jin Tao, primo ministro cinese, più furbo di lui, gli risponde che sì, certo, la Cina farà qualcosa di sostanzioso, senza dubbio. ”Entro il 2020”.

Ban Ki-Moon, segretario ONU, tenendogli bordone, che dice? Invita (e ti pareva?) i Paesi industrializzati, «a fare il primo passo», perché così «altri adotteranno misure audaci». Capito? Spendete voi, che i soldi li avete, e lasciate gli altri a inquinare allegramente il pianeta. Seguendo il vostro buon esempio, vedrete che anche gli altri, dopo,  diventeranno virtuosi, virtuosissimi.

Infine, anche il direttore del PAM, programma alimentare mondiale dell’ONU, dà la colpa al cambiamento climatico: “«Il cambiamento climatico riguarda tutti noi. Ogni giorno al Pam osserviamo gli effetti dei danni che la fame, causata dagli eventi atmosferici, infligge alle persone che ricevono il nostro aiuto.”

Ecobufale cosmiche. Ci sarebbe da ridere, ma a me viene da piangere, invece, pensando che quel bel tomo del Barack siede nella Sala Ovale, e dice di queste castronerie. Vediamo perché.

Nel 2007, quando apparve l’ultimo Report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, ONU) sul Cambiamento Climatico fui tanto sconsiderato da provare a leggerlo. In tutto, trattavasi di almeno 3000 pagine.

Letti il Report Synthesis e il Summary For Policymakers (SPM), mi passò la voglia di leggere il resto.

In preda ad un impeto distruttivo, rimuginai se

  • a) giocare alla roulette russa con sei colpi nel caricatore, o
  • b) comprare un M16 e scendere in strada e far fuori i primi 7000 sconosciuti, bambini e vecchi per primi, incontrati per caso o,
  • c) realizzare tutto il mio patrimonio e sperperarlo in 2 mesi in wishky e donne di malaffare.

Tante e tali erano erano le catastrofi planetarie annunciate, e originate da quel cancro della Terra che risponde al nome di umanità. Catastrofi già in atto, descritte con seriosa, petulante e compiaciuta dovizia di dettagli. Come vedete, Mr Barack ci crede proprio. E dice che il tempo è scaduto.

Ora, nel 2009, è uscito un rapporto di circa 900 pagine intitolato “Climate Change Reconsidered” (CCR).

Basato su una revisione seria e critica dello stato attuale delle conoscenze sui cambiamenti climatici, ecco il risultato: 73 (diconsi settanta tre) asserzioni dell’IPCC confutate (includo ache le cinque maggiori critiche alla modellistica e alla matematica usata dall’IPCC per fare le proprie previsioni).

Limitiamoci a criticare il modo in cui l’IPCC fa le sue previsioni, cioè i modelli matematici che vengono usati allo scopo, e che vanno sotto il nome di GCM (General Circulation Model).

Le previsioni (dell’IPCC), afferma il CCR, non sono il “prodotto di procedure scientifiche valide”, ma “opinioni” di scienziati “trasformate in matematica e divulgate con un linguaggio criptico.” Sarà che lo fanno per non farci capire se, oltre al fumo, c’è anche l’arrosto, in quello che affermano?

Mah. Voi che opinate? L’IPCC si è difeso. Sostenendo che non di previsioni, trattasi, ma di proeizioni. Una previsione è questa cosa qui: posto che accada questo, la conseguenza è quest’altra.

La previsione invece suona così: c’è una probabilità molto elevata (superiore al 90%) che le cose vadano in questo modo, catastrofico, quello che vi sto illustrando.

Difesa risibile. A fronte dell’uso della parola proiezioni (citata 27 volte nel SPM), la parola previsione viene usata in 90 (novanta) casi. Quindi, il bei tomi dell’IPCC ciullano nel manico.

E, comunque, siccome l’IPCC suggerisce azioni ai governi di tutto il mondo, implicanti spese di centinaia o migliaia di miliardi di euro, basarle su proiezioni non pare cosa proprio geniale. Infatti cinesi, indiani e brasiliani, et altre etnie assortite, hanno risposto, come avete visto, picche: non scuciranno una lira, per combattere il Global Warming. Ci pensino gli occidentali. Non è detto esplicitamente, ma sottinteso: quei fessi che danno retta all’IPCC.

I modelli, infatti, forniscono risultati così poco precisi,  che il loro margine di errore è comparabile a quanto si prevede sarà l’aumento di temperatura originato da un raddoppio dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

In altri termini, dire che il raddoppio, causato dall’uomo ça va sans dire, della CO2 nell’atmosfera porterà ad un aumento della temperatura al suolo di x gradi è una previsione che può essere errata proprio di una quantità pari agli x gradi previsti.

Come a dire: la temperatura media la suolo potrebbe aumentare di 4,5° C, nel 2050. Ma visto che l’errore di previsione è di quest’ordine di grandezza, allora la temperatura potrebbe anche NON aumentare e rimanere quella d’oggi.

E’ scienza, questa? La scienza non è quel metodo empirico per cui un’affermazione può sempre essere verificata sperimentalmente da chiunque ne abbia i mezzi e le capacità?

Last, but not least. I modelli, al momento, non sono in grado di fare previsoni in accordo con le osservazioni sperimentali.

Infatti: essi, i modelli, non sono in grado di prevedere, per esempio, il “segno” di anomalie climatiche, tipo le precipitazioni che vengono osservate sperimentalmente. Un esempio sono i monsoni nelle regioni Indiane.

Cosa vuol dire? Immaginiamo che il modello fornisca una previsione di, diciamo, aumento delle precipitazioni (segno +) di un tot.  Ma le precipitazioni misurate, invece di aumentare, diminuiscono (segno -).  E il tot misurato è diverso dal tot previsto.

Sublime.

Io consiglerei l’IPCC di smontare quel pernicioso baraccone che periodicamente, a nostre spese, si riuniesce fra Bali, Rio e altre amene ed esotiche località. E di lasciar perdere i GCM (General Circulation Model). A regà, nun fa pevvoi, direbbero a Roma.

Date retta: affidate al mago Otelma le previsioni sul cambiamento climatico. Sarebbe più serio. E il risultato di certo più credibile. E poi mandate lo stesso Otelma a chiarire le idee al moro della Casa Bianca.

nullius

FONTE:http://www.ecohysteria.net/?p=1148