No al Carbone su Arpa e i caminetti di Torchiarolo

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Brindisi, 03/03/2011

No al Carbone su Arpa e i caminetti di Torchiarolo

Sulla questione degli sforamenti del PM10 e sul ruolo dei caminetti a Torchiarolo si sta generando una confusione pazzesca. Probabilmente a Torchiarolo i camini sono i principali responsabili dei livelli di PM10. Noi non vogliamo mettere in dubbio i dati dell’ARPA che mostrano sforamenti del PM10 solo di inverno e una componente prevalentemente lignea delle polveri.
Ma dato per buono questo dato non significa dire che Cerano non impatta sulla salute dei cittadini , anche quelli di Torchiarolo.
Vi sono alcune domande alle quali occorre rispondere : Il monitoraggio della qualità dell’aria basato su misurazioni di concentrazioni in aria di PM10, ossidi di zolfo e di azoto, monossido di carbonio e Benzene è sufficiente per poter affermare che l’ambiente è salubre e la salute non corre pericoli? Vi sono altri micro e nanoinquinanti presenti che non sono controllati?
E’ oggi possibile controllarli?
Alla prima domanda possiamo tranquillamente rispondere di no, tale monitoraggio è come suol dirsi condizione necessaria ma non sufficiente. Si può affermare ciò rispondendo alle altre due domande.
Nei processi di combustione ( quelli della centrale di Cerano per intenderci) che avvengono ad elevate temperature si liberano tutta una serie di inquinanti in particolare metalli pesanti, ( Piombo, arsenico,mercurio, cobalto nichel ecc… ) che vengono veicolati in aria dalle polveri. Maggiore è inoltre la temperatura di combustione minore sarà la dimensione delle polveri.
Evidentemente per le temperature elevate raggiunte nelle caldaie della centrale si ottengono oltre alle polveri più grossolane, quali quelle denominate PM10, anche delle polveri molto più fini anche fino a 10 o 50 nanometri di diametro e anche meno. Queste polveri sono pericolose di per sè per le dimensioni, ma divengono pericolosissime se veicolano metalli in forma nanometrica. Infatti mentre le polveri più grosse, quelle del PM10, comunque nocive per l’uomo, vengono fermate nella parte alta dell’albero respiratorio e vengono espulse mediante la tosse, quelle ultrafini di dimensioni nanometriche passano negli alveoli polmonari profondi ed in pochi minuti sono in circolo nell’organismo umano, fermandosi per sempre nei nostri organi: reni, fegato, cervello ecc. A questo punto inizia un processo infiammatorio ( sarebbe interessante avere i dati epidemiologici di malattie autoimmuni e infiammatorie croniche ) che nel tempo ( anche decine di anni) può degenerare in neoplasia ( in particolare nell’organo in cui risiede la nanoparticella).
Ma la presenza e la concentrazione di queste particelle chi le misura? Le centraline dell’Arpa? Esistono dei metodi per misurare questi nanoinquinanti? E ancor di più esistono dei livelli limite di esposizione?
A tutte queste domande dobbiamo rispondere di no e soprattutto in riferimento all’ultima domanda possiamo affermare che non esistono livelli minimi di esposizione al di sotto dei quali va tutto bene, se i nano inquinanti ti beccano ed il processo infiammatorio degenera sei fritto!
In definitiva il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria fornisce un’indicazione grossolana e non sufficientemente accurata sulla situazione ambientale specie se si è in presenza di impianti industriali con combustione ad elevate temperature.
Per Torchiarolo come per tutta la provincia occorrerebbe fare una necessaria indagine epidemiologica , che evidenzi il reale stato di salute della popolazione.
Molti abitanti di Torchiarolo asseriscono che in questi ultimi anni vi è stato un numero crescente di cittadini affetti da patologie gravi se ciò dovesse risultare vero potremmo forse pensare che 30 anni fa i camini non inquinavano ed oggi invece si, perché a rigor di logica sicuramente trent’anni fa l’uso dei camini era di gran lunga superiore ad oggi.
Un’ultima notazione: Gli inquinanti in aria , anche nei limiti di legge purtroppo ben presto ricadono al suolo e si accumulano , anni di inquinamento a norma di legge producono inquinamento nocivo alla salute. Occorrerebbe quindi avere informazioni ed esigere interventi risolutivi di bonifica e contenimento del danno, anche per ciò che riguarda il livello di inquinamento di suolo ed acqua.
Ma certo per alcuni è più comodo parlare dei camini di Torchiarolo.

COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE

FONTE:http://www.brundisium.net/notizienew/stampa.asp?id=35810
26/05/2011