Nucleare: “Non lasciamoci trascinare dall’emotività”

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L'impianto nucleare di Fukushima (foto Ansa)L’impianto nucleare di Fukushima (foto Ansa)

“Io non andrò a votare e suggerisco anche agli altri di non andare a votare perché quello del 12 giugno è un referendum vergognoso sia in sé per come sono formulati i quesiti, sia perché vuol far leva sul terrore”. Parola di Franco Battaglia, docente di Fisica chimica all’Università di Modena e autore, tra l’altro di un libro pubblicato nel 2009 da Edizioni 21esimo Secolo, dal titolo eloquente “Energia nucleare? Sì per favore”.
Fukushima come Chernobyl: l’effetto sul referendum italiano sarà lo stesso?
Certamente esiste il rischio che anche questa volta il referendum sia guidato da un’onda emotiva che cresce in conseguenza di una disinformazione imperante. Da giorni sono indignato con tutti i media del pianeta per le sciocchezza che stanno dicendo.
Per esempio?
La più eclatante è che si passa quasi sotto silenzio un disastro reale come quello di 10mila morti causati da terremoto e tsunami e non si fa altro che parlare di un reattore nucleare che al momento non ha causato alcun disastro.
Solo perché non ci sono morti da contare?
Non soltanto non c’è un morto, ma anche qualora dovesse esserci la cosiddetta seconda Chernobyl non ci sarebbe nemmeno un morto perché Chernobyl, tra la popolazione, non ha causato nemmeno una vittima. Chernobyl è un colossale falso mediatico.
Un falso mediatico la contaminazione innescata da quell’incidente?
Sì, perché nell’ultimo rapporto su Chernobyl redatto dall’Unscear (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation), il comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti, c’è scritto che nelle zone della Russia, Bielorussia e Ucraina coinvolte in quell’incidente non si è osservata alcuna incidenza di alcuna patologia legata alle radiazioni, non leucemia, non tumori, non malformazioni. Niente di niente.
Senta, ma se in Italia le centrali dovessero ripartire sul serio, sarebbe possibile anche riavviare quelle vecchie?
No, quelle non sono riavviabilei e probabilmente non sarebbe neanche il caso di farlo. Bisogna costruirne di nuove.
Le Regioni però non le vogliono.
Quali regioni?
Tutte praticamente.
E questo proprio non si capisce, soprattutto da parte delle regioni del Nord visto che in un raggio di 200 km da Milano ci sono 26 reattori nucleari. Quindi se, per esempio il presidente della Regione Lombardia dice che non le vuole, mi dispiace dirlo, ma fa la figura del pollo.
Quanto ci costa non produrre a casa nostra energia nucleare da cui ricavare energia elettrica?
Ci costa l’equivalente di un reattore nucleare all’anno. Lo facciamo da vent’anni quindi un quarto del parco nucleare francese l’abbiamo pagato noi.
Monetizzando?
Circa 4 miliardi. Calcolando che importiamo 50 miliardi di kilowatt/ora l’anno, se ciascuno lo paghiamo 8 centesimi fa 4 miliardi di importazione elettrica l’anno. Il costo, appunto, di un reattore nucleare.
Ma non potremmo continuare a fare comunque a meno del nucleare puntando più decisamente sulle energie rinnovabili?
No, perché le rinnovabili non sono altro che una colossale frode. A parte l’idroelettrico, per la produzione elettrica le altre energie rinnovabili non esistono e non possono esistere.
Perché?
Perché l’energia elettrica deve essere prodotta nel luogo dove la chiediamo, al momento in cui la chiediamo e con la potenza che chiediamo, il che è assolutamente cruciale, e questo non può accadere con il sole e con il vento perché non può ordinare al sole e al vento di brillare e soffiare quando dice lei, dove dice lei e con la potenza che dice lei. E tanto è vero che il fotovoltaico nel mondo incide per lo 0,001% appena.
L’Italia ha mantenuto la competenza e la preparazione sul nucleare che la contraddistingueva fino al referendum dell’’87, oppure, qualora davvero fosse ripreso quel cammino interrotto, dovremmo importare dall’estero, oltre che energia elettrica, anche conoscenza e tecnologia?
Ma certo che siamo ancora dotati di quelle competenze, non a caso l’Italia sta partecipando alla progettazione dei reattori Epr in Francia.
Lei ci mette la firma su questi Epr?
Ovvio! E anche su quelli della centrale giapponese. Anche quei reattori sono sicuri, certo, hanno avuto dei problemi, dei danneggiamenti, ma dal punto di vista della sicurezza per la popolazione, anche quei reattori sono assolutamente sicuri.

  • claudiadaconto
  • Venerdì 18 Marzo 2011

    FONTE: http://blog.panorama.it/italia/2011/03/18/nucleare-non-lasciamoci-trascinare-dallemotivita/