Per il Tar gli Ogm di Dalla Libera sono legali, il Ministero no

Number of View: 825


Inserito il 27 giugno 2011

Per il Tar gli Ogm di Dalla Libera sono legali, il Ministero no

– Con la sentenza n. 5532 il TAR del Lazio ha annullato il decreto in base al quale nel marzo del 2011 l’allora ministro delle Politiche Agricole aveva negato all’agricoltore friulano Silvano Dalla Libera di seminare una varietà di mais geneticamente modificata nei terreni di sua proprietà. Per fare un breve rewind della grottesca vicenda, diciamo che la sentenza del Tar annulla un decreto che era stato emesso per annullare gli effetti di una sentenza del Consiglio di Stato che annullava il precedente diniego all’autorizzazione di semina che Silvano Dalla Libera aveva regolarmente presentato regolarmente nel lontano 2007.

Ci sarebbe quasi da ridere, se questa storia non rivelasse il malcostume (il termine è eufemistico) della nostra classe politica di utilizzare consapevolmente l’attività legislativa, soprattutto i decreti legge, in esplicito contrasto con il diritto nazionale e comunitario, con il solo obbiettivo di guadagnare tempo e ottenere una sospensione del diritto, uno spazio vuoto da riempire, e la cronaca di questi anni lo dimostra, con la prevaricazione e l’abuso.

E’ infatti grazie a quel decreto che qualcuno ha potuto dichiarare illegale la semina di Giorgio Fidenato, che un gruppo di squadristi hanno potuto, con l’esplicita approvazione di Luca Zaia, devastargli la proprietà, e che un giudice si è sentito in diritto di sequestrargli terreni, attrezzature e conto corrente, per evitare la reiterazione di un reato che non è mai esistito.

Il tutto mentre, in un estenuante gioco di scaricabarile, le regioni si rifiutavano di redigere i piani di coesistenza tra colture OGM e convenzionali, di loro competenza, e il decreto Zaia imputava proprio all’assenza dei piani l’impossibilità di autorizzare la semina. La sentenza del TAR oggi ribadisce ciò che aveva già stabilito la sentenza del Consiglio Di Stato, cioè che il ministero avrebbe dovuto (e dovrà) supplire alle inadempienze della Conferenza delle Regioni, facendosi carico di stabilire delle regole per la coesistenza dei diversi tipi di coltura e che non possono essere addotte questioni di carattere sanitario o di tutela ambientale (il decreto era stato controfirmato anche da Fazio e dalla Prestigiacomo) dato che quelle sono state già risolte una volta per tutte in sede comunitaria. In aggiunta, e questa forse è la novità più rilevante, stabilisce che Silvano Dalla Libera verrà risarcito del danno subito.

E ora? Come dice Luca Simonetti in un articolo per salmone.org in cui approfondisce il merito della sentenza,

non siamo in presenza di un semplice stallo, ma di una situazione di patente e perfino conclamata illegalità, in cui l’amministrazione statale e quelle regionali hanno già dichiarato chiaro e tondo, e hanno già manifestato ripetutamente, la loro intenzione di non rispettare gli obblighi comunitari e di violare sistematicamente il diritto nazionale, negando, illegittimamente, l’autorizzazione a coltivare una varietà OGM già debitamente autorizzata in sede UE. Dato purtroppo che nulla vieta che la grottesca manfrina già messa in scena da MIPAAF e Regioni a proposito della domanda di Dalla Libera del 2007 si ripeta per ogni successiva domanda di autorizzazione – nulla infatti vieta a MIPAAF e Regioni di inventarsi in futuro altre edificanti variazioni sul tema “gli OGM non possono coesistere con le altre coltivazioni” -, con il bel risultato che le inevitabili pronunzie di annullamento di TAR e Consiglio di Stato arriverebbero comunque a babbo morto (ovvero a anno seminativo già bell’e passato), il rischio è che nulla cambi. Rimane certo la speranza che le cause di risarcimento danni producano condanne tanto sostanziose, anche in termini di danno erariale a carico dei funzionari responsabili, da fungere da serio deterrente; ma è più che lecito dubitarne.

Giusto per la precisione, aggiungiamo che l’argomento dell’impossibilità ad autorizzare le semine dovuta alle inadempienze regionali ci era stato ribadito anche da Antonio Buonfiglio, allora sottosegretario alle Politiche Agricole, in occasione del forum che Libertiamo aveva promosso per stimolare il governo ad autorizzare almeno la ricerca biotech in campo aperto. Non era vero, e lo sapevamo, come anche la sentenza di oggi dimostra.

FONTE:http://www.libertiamo.it/2011/06/27/per-il-tar-gli-ogm-di-dalla-libera-sono-legali-il-ministero-no/