Rinnovabili, continuano le epurazioni dei dissidenti di Legambiente

Number of View: 1219
contestato il progetto di impianto fotovoltaico industriale

Continuano le polemiche interne a Legambiente, associazione “ambientalista” o sedicente tale, in relazione all’impatto delle fonti rinnovabili sul territorio con continue tensioni tra i circoli locali e la dirigenza nazionale in occasione della presentazione di progetti particolarmente impattanti sul territorio. Per l’eolico ricordiamo il caso del circolo Emilia Est, espulso dall’Associazione per l’opposizione al progetto di una centrale ai Casoni di Romagna.

E’ ora il turno del fotovoltaico: la dirigenza nazionale non ha tollerato la dissidenza del circolo di Manciano in Maremma colpevole di essere contrario ai folli progetti di tappezzare la provincia di Grosseto con migliaia di ettari di pannelli ed ha espulso il circolo.

Nel frattempo sempre in Maremma, il Sindaco di Scansano Flavio Morini (Partito Democratico), che ha realizzato il primo impianto eolico industriale di grandi dimensioni in Toscana, ed è anche consigliere nazionale di Legambiente risulta indagato per corruzione per presunte irregolarità nel settore del fotovoltaico.

Fonte: Il Tirreno, 23 marzo 2011

 

COMUNICATO STAMPA

In merito all’espulsione del Circolo Legambiente di Manciano ad opera del Direttivo regionale Toscano.
Manciano 21.03.2011

Il consenso regna di nuovo in Legambiente Onlus: il circolo dissidente di Manciano è stato estromesso, con il pavido sistema del mancato rinnovo delle tessere di affiliazione. Non ci è stato riconosciuto nemmeno il diritto ad una esplicita e motivata procedura di espulsione (allegato 01)

Sappiamo, comunque, quello che abbiamo fatto e dove va cercato ciò che ha causato ” il venir meno del rapporto fiduciario”:
– Abbiamo combattuto lo scempio che i mega impianti di fotovoltaico industriale stanno abbattendo sulle campagne ed i paesaggi di Maremma (allegato 02);
– Abbiamo contestato il progetto di impianto fotovoltaico industriale, (5 MWp) promosso da Legambiente a Cutrofiano (Puglia); (allegato 03)
– Abbiamo manifestato il nostro dissenso nei confronti della posizione di sostegno, pressoché acritico, da parte della Direzione di Legambiente, alle energie rinnovabili. Una posizione che non tiene conto delle centinaia di procedure di VIA che vengono aperte, ogni giorno, negli uffici regionali e che testimoniano come le aree agricole siano sottoposte ad una feroce pressione speculativa. (allegato 04)
– Abbiamo paventato l’eccessiva contiguità dell’Associazione, in convegni e fondazioni, ai poteri bancari, politici e confindustriali ed il rischio di scavare un solco con le istanze della gente comune, sottoposta ad un crescente saccheggio di beni collettivi, proprio ad opera di questi attori.
– Abbiamo esternato le nostre posizioni e siamo stati diffidati dal farlo; (allegato 05)
– Abbiamo evidenziato il conflitto di interessi che potrebbe scaturire dal coinvolgimento diretto di membri della Direzione di Legambiente in società di scopo attive nel settore del fotovoltaico industriale (allegato 06).

Riteniamo che i pannelli fotovoltaici debbono essere messi solo sui tetti: ricoprendo solo il 30% di tetti e lastrici solari italiani si raggiungerebbe l’autosufficienza elettrica diurna .
Riteniamo che i terreni agricoli debbono essere lasciati all’agricoltura, fonte di energia primaria e rinnovabile: Il CIBO
Riteniamo che l’agricoltura, per la produzione di questa energia (fondamentale e conviviale) dovrebbe ricevere incentivi paragonabili a quelli erogati dal GSE ai produttori elettrici .

La fine dei combustibili fossili interseca la bulimia speculativa dei grandi attori delle energie rinnovabili che perseguono il mantenimento di uno stile di vita e di consumi in tutta evidenza superiore ai mezzi messi a disposizione dal pianeta.
Il risultato è che una ristretta oligarchia di profittatori potrebbe riuscire ad incrementare il proprio stile di vita; ma ai danni del resto della cittadinanza, che verrebbe derubata anche dell’atavico rifugio dell’animo umano: il paesaggio naturale.
Quel che resta del paesaggio naturale infatti è già confinato in aree sempre più ristrette e se non ci si oppone, finirà per essere gestito dai medesimi oligarchi, che ne faranno tenute esclusive per sé o Parchi naturali per un pubblico pagante.

In questa situazione l’ex Circolo Legambiente di Manciano ha fatto la sua scelta di campo e si appunterà al petto questa espulsione, come una medaglia al merito.
Merito di aver praticato un ambientalismo non asservito ai potenti, di aver espresso un pensiero autonomo e coerente e di non aver assecondato chi sembra confondere la difesa dell’ambiente con il suo sfruttamento.

Andrea Marciani, Ex presidente dell’Ex Circolo Legambiente di Manciano

Scritto da: Via dal Vento26 marzo 2011

FONTE:http://www.viadalvento.org/informazioni-sulleolico-in-toscana/rinnovabili-continuano-le-epurazioni-dei-dissidenti-di-legambiente/