Sorgenia

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Sorgenia

 

La proprietà

Il nome Sorgenia ai più non dice niente. Parla chiaro invece la sua compagine azionaria. La Sorgenia spa fa capo per il 79,5% alla Sorgenia holding, la scatola finanziaria controllata dalla Cir (Compagnie Industriali Riunite) della famiglia De Benedetti con una quota del 68,1% . Ma in realtà c’è ancora un gradino da salire per arrivare al cuore degli interessi della famiglia (la Carlo De Benedetti &figli Sapa). Già, perchè la Cir è controllata al 45,4% dalla Cofide, a sua volta partecipata al 45,66% appunto dall’accomandita di famiglia. La Cir divide il capitale della Sorgenia holding con la Verbund Italia spa (31,9), lo storico partner austriaco del gruppo De Benedetti. La stessa Verbund compare anche tra gli azionisti della società operativa a valle, la Sorgenia spa, con una quota del 16. Una posizione condivisa anche con il management (3,3) e con Banca Montepaschi di Siena, che custodisce una partecipazione dell’1,1.

L’amministratore delegato di Sorgenia spa è Massimo Orlandi. Il presidente è Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo De Benedetti. L’”Ingegnere” che, ha espresso il desiderio di avere la prima tessera del Partito Democratico, mantiene la carica di presidente delle due holding quotate a Piazza Affari (Cir e Cofide), che hanno anche il controllo azionario del quotidiano la Repubblica e del settimanale L’espresso.

 

La produzione da fonti rinnovabili

Sul sito Sorgenia è disponibile una presentazione della società destinata agli investitori, quindi si suppone contenga informazioni basate su dati reali (a meno che Sorgenia non immetta in rete informazioni false per raggirare potenziali investitori, cosa che non crediamo).

A partire dai dati ivi presenti, abbiamo fatto delle semplici somme per ricavare il totale di energia prodotta da fonti rinnovabili ed il totale prodotto da fonti non rinnovabili, utilizzando dati aggiornati ad Ottobre 2009 e le proiezioni al 2012 di come sarebbe la produzione se entrassero in produzione gli impianti che Sorgenia intende mettere in funzione.

I risultati sono sconcertanti: una società che basa la propria campagna pubblicitaria sulle rinnovabili attualmente produce meno del 3,7% di energia pulita e tale percentuale, invece di crescere nel futuro, andrà a diminuire, per arrivare nel 2012 a meno del 3.3%.

 

FONTE:http://www.noturbogasaprilia.it/index.php?option=com_content&task=category&sectionid=8&id=41&Itemid=198