Stop della Germania al nucleare. Ex Greenpeace: “Un errore”

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I tedeschi abbandonano le centrali. Ma l’ambientalista controcorrente Patrick Moore, tra i fondatori dell’associazione, non è d’accordo. Ecco cosa ha raccontato a Wired.it

30 maggio 2011 di Fabio Deotto

Perciò dovremmo attuare una gestione sostenibile delle foreste attraverso la selvicoltura così, oltre ad avere un’alternativa rinnovabile ad altri materiali da costruzioni, elimineremmo carbonio dall’atmosfera e ridurremmo il rischio di incendi”.

Questa sua particolare posizione sulla selvicoltura mi porta a farle una domanda necessaria a chiarire la sua posizione: è vero, come sostiene Greenpeace, che lei lavora come portavoce per la British Columbia Forest Alliance, una compagnia finanziata dall’industria del legno?

“Be’, ora non più, erano dieci anni fa. Ho lavorato con loro perché avevano come obbiettivo una politica forestale sostenibile. Il problema di Greenpeace è che loro pensano di poter decidere con chi tu abbia il diritto o meno di lavorare. Anche loro collaborano con le grandi industrie per ottenere politiche più rispettose dell’ambiente. La differenza è che io non penso che la selvicoltura sia un male, come non penso lo sia l’energia nucleare. Io mi limito a lavorare con gente che fa, o cerca di fare, la cosa giusta. Ma è sbagliato concentrarsi su di me, io sono solo un veicolo per le idee”.

Però lei risulta anche essere co-chairman della   Clean And Safe Energy Coalition, un’organizzazione promossa dal Nuclear Energy Institute americano. I suoi rapporti con enti di questo tipo potrebbe indurre la gente a credere che lei stia sfruttando il suo passato in Greenpeace e la sua formazione di ecologista per dare maggior spessore a posizioni economicamente vantaggiose per alcune industrie, non crede?

“È ovvio che queste industrie abbiano interessi economici, il punto però è che io credo nell’energia nucleare e sono orgoglioso di lavorare con queste persone. Non c’è nessun mistero sulla mia posizione in questa organizzazione. Il problema, è che Greenpeace crede che la parola industria sia una bestemmia. Invece è grazie all’industria se abbiamo cellulari, computer, case, qualsiasi cosa. L’industria è civilizzazione, e io ho scelto di lavorare con industrie che cercano di fare il meglio per questo pianeta. Questo non vuol dire che io vada in giro a leggere proclami che loro hanno scritto. Sono un consulente indipendente”.

FONTE:http://daily.wired.it/news/ambiente/2011/05/30/intervista-patrick-moore-nucleare.html?page=3