Tornado vs PIL: molta variabilità, trend negativo.

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Scritto da Guido Guidi il 22 – luglio – 2011

Ha senso considerare preoccupanti le recenti evoluzioni delle dinamiche del clima se queste non hanno impatto significativo? Non me ne vogliano i lettori di questo blog, e’ chiaro che la risposta sarebbe affermativa, ma credo sia giusto e doveroso trasporre nella realtà quello che effettivamente accade.

E così scopriamo, per l’ennesima volta, che l’allarme per il clima che cambia e che genera fenomeni atmosferici via via più intensi continua ad occupare una dimensione virtuale, mentre il mondo, seppur faticosamente e tra mille acciacchi, continua a progredire e a cambiare.

Roger Pielke jr, specializzatosi ormai da tempo nelle analisi degli impatti economici delle bizze del tempo e del clima, ha condotto un’altra interessante analisi. Il suo lavoro, che egli stesso giudica assolutamente preliminare, non sottoposto a referaggio e comunque appena introduttivo di quello che nel tempo diventerà un articolo vero e proprio, e’ molto interessante.

Il trend dei danneggiamenti subiti durante la stagione dei tornado, calcolato come funzione del PIL, e’ stato decisamente negativo nel periodo 1950-2010, con il 2011, senza dubbio una stagione eccezionale, che rappresenta un picco che si pone al terzo posto nel periodo in esame.

Una stagione quindi difficile e senz’altro inusuale, ma che ha i suoi precedenti anche dal punto di vista dell’impatto reale. Un evento che deve essere considerato possibile, comunque inserito in un contesto di diminuzione progressiva dell’entita’ dell’impatto di questi fenomeni così intensi.

Qui il post di Pielke: The 2001 tornado losses, a preliminary analisys.

FONTE: http://www.climatemonitor.it/?p=18650