Aborto alla nascita? La Clinton, agghiacciante, dice sì .

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PER SEMPLICITA’ DI LETTURA INSERIRO’ SEMPLICEMENTE I TITOLI DEGLI ART. E QUALCHE BREVE STRALCIO.
DI SEGUITO GLI ART. COMPLETI PER CHI VUOLE APPROFONDIRE.

 

Aborto alla nascita? La Clinton, agghiacciante, dice sì
Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno…..
…. secondo la candidata presidente, l’aborto andrebbe incentivato a livello mondiale)…..
….. “dimenticando” (volutamente?) che lei stessa ha ricevuto un notevole incentivo dalla multinazionale dell’aborto Planned Parenthood

In questo modo ha difeso il suo impegno e il voto dato a suo tempo per ripristinare e poi mantenere la legalità dell’aborto a nascita parziale che l’amministrazione Bush aveva vietato e che Obama aveva reintrodotto. E grazie al quale la PPF fa i soldi, vendendo il cervello dei bambini, come documentato nei video che hanno suscitato scalpore in tutto il mondo (attenzione, i contenuti sono molto forti)….
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Usa. Lo scambio di favori milionario tra Planned Parenthood e Hillary Clinton
Il candidato presidenziale democratico riceverà 20 milioni per la sua campagna e in cambio promette di «impedire che vengano tagliati i fondi federali» al gigante delle cliniche pari a 528 milioni.
….Per la prima volta in quasi 50 anni, mercoledì la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge per bloccare i finanziamenti federali al colosso abortivo Planned Parenthood, finito nel gigantesco scandalo della compravendita e traffico illegale di tessuti fetali e organi di bambini abortiti……
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La multinazionale degli aborti tira la volata a Hillary
…..Planned Parenthood, la più potente organizzazione abortista al mondo, ha investito 30 milioni di dollari per aiutare la Clinton a vincere…….
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Planned Parenthood invests $30 million to elect Hillary as most pro-abort president ‘we’ve ever seen’
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Traffico di pezzi di bambini morti: ecco gli ordini d’acquisto!

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«Ciao, mi chiamo Deborah e vendo aborti fatti a pezzi»
..Planned Parenthood è la catena di cliniche abortiste più grande d’America, una cosa enorme, un giro d’affari per oltre un miliardo di dollari. La dottoressa Nucatola a Planned Parenthood riveste un incarico di prestigio: è Senior Director of Medical Services, una posizione ai vertici del quartier generale del colosso degli aborti. In questa veste supervisiona le pratiche abortive nelle sedi PP di tutta l’America fin dal 2009 e si occupa anche dell’addestramento dei nuovi arruolati nei ranghi delle cliniche della morte. E da martedì sappiamo anche un nuovo perché. ..
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IL COLOSSO AMERICANO DELL’ABORTO VENDE GLI ORGANI DEI BAMBINI
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Una delle verità più dolorose e terribili del “diritto” all’aborto – Aleteia
Planned Parenthood rivende parti dei bambini abortiti rivelando che alla fine è solo questione di soldi
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In un video “undercover” accuse devastanti al colosso dell’aborto Usa: «Vendono organi dei bambini»
La manager filmata in incognito descriverebbe anche tecniche di aborto illegali. La difesa dell’azienda: si tratta di «donazioni alla ricerca», è un «impegno umanitario»
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SHOCK VIDEO: Planned Parenthood sells dead baby body parts
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Planned Parenthood Uses Partial-Birth Abortions to Sell Baby Parts
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Undercover video shows Planned Parenthood official discussing fetal organs used for research
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La StemExpress compra bambini abortiti per rivenderli al mercato delle sperimentazioni (video)
La StemExpress è una società cliente di Planned Parenthood da cui compra gli organi dei bambini vittime dell’aborto e li rivende agli istituti di ricerca (per trapiantarli nei topi,magari…)
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ABORTO/ Stati Uniti, bambini estratti vivi dal grembo e uccisi: piangono e urlano di dolore
Una clinica americana per aborti è sotto processo per l’accusa di aver ucciso numerosi bambini dopo essere nati vivi in casi di aborto, ecco di cosa si tratta in questa news

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Planned Parenthood. Incriminato l’attivista che svelò il traffico illegale di bambini abortiti
Denunciato per «tentato acquisto di organi umani» David Daleiden, che si era finto un acquirente per realizzare i video di denuncia. Salve invece le cliniche che vendono sotto «rimborso»

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Dopo i video-choc, i Democratici Usa difendono ancora Planned Parenthood
Incredibile! Il Partito Democratico americano, guidato dal Presidente Barack Obama,ha espresso «solidarietà» a Planned Parenthood, accusata di un traffico degli organi dei bambini abortiti presso le proprie strutture, ed ha anzi chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti del Cmp-Center for Medical Progress, l’organizzazione pro-life che ha scoperto e reso pubblico lo scandalo, grazie a due video registrati con una telecamera nascosta da propri attivisti, fintisi compratori d’organi. Nei filmati si vedono e si sentono chiaramente alti funzionari della multinazionale dell’aborto vendere parti dei feti umani ad un costo compreso tra i 35 ed i 100 dollari, trattando anche sul prezzo….
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La lettera pro-life di Donald Trump ignorata dai media di Donald J. Trump

……. Da un lato Hillary Clinton, candidata del Partito Democratico, è una lucida sostenitrice dell’aborto; non a caso la Planned Parenthood, il più grande abortificio del mondo, ne appoggia appassionatamente la candidatura. Dall’altro Donald J. Trump, candidato del Partito Repubblicano, è un uomo molto chiacchierato e non certo famoso per essere un idealista; nondimeno è capace d’impegni politici precisi a favore del diritto alla vita...
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L’aborto: DIRITTO per le donne? No, DELITTO a beneficio dell’èlite!
…Solo in Italia si continua a sterminare in media un bambino su 4, quella ricchezza: quella futura forza lavoro che il sistema ha deciso rimpiazzare con gli immigrati e portare così a compimento il  Piano Kalergi.…..

///ARTICOLI CITATI PER ESTESO ///

 

Aborto alla nascita? La Clinton, agghiacciante, dice sì
Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, la Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal chirurgo nel momento in cui lascia il grembo materno.

Chirurgo per modo di dire: pensare che sia un medico che schiaccia il cranio del neonato o gli spezza la colonna cervicale, fa una certa impressione… Chissà se Mastro Titta (il boia di Rugantino) accetterebbe di considerarlo suo collega…

Nonostante dati di fatto che dimostrano che questo tipo di infanticidio (bisognerebbe chiamarlo sempre così, l’aborto)  accade nella maggior parte dei casi su bambini sani con madri sane, la Clinton ha affermato che l’aborto a nascita parziale  è necessario per la vita o la salute della madre (per la stessa “salute femminile” per cui, secondo la candidata presidente, l’aborto andrebbe incentivato a livello mondiale): evidentemente non ha letto le statistiche che evidenziano il fatto che detta procedura molto spesso danneggia fisicamente – sovente uccide – le donne che vi si sottopongono.  E neanche conosce i gravi danni fisici e psichici che l’aborto arreca alle donne.

«La sentenza Roe v. Wade stabilisce molto chiaramente che non ci devono essere leggi che limitano l’aborto», ha detto la Clinton in TV. «Il Governo non deve immischiarsi nelle decisioni più intime e personali delle donne, né può limitare la vita o la salute delle donne», ha aggiunto, “dimenticando” (volutamente?) che lei stessa ha ricevuto un notevole incentivo dalla multinazionale dell’aborto Planned Parenthood

In questo modo ha difeso il suo impegno e il voto dato a suo tempo per ripristinare e poi mantenere la legalità dell’aborto a nascita parziale che l’amministrazione Bush aveva vietato e che Obama aveva reintrodotto. E grazie al quale la PPF fa i soldi, vendendo il cervello dei bambini, come documentato nei video che hanno suscitato scalpore in tutto il mondo (attenzione, i contenuti sono molto forti).

La verità è che c’è alcuna ragione medica per una donna incinta di avere un aborto a nascita parziale: è in realtà un parto a tutti gli effetti. Quello che è ragionevole e può accadere e accade è che in casi molto particolari si anticipa la nascita del bambino, senza bisogno di schiacciargli la testa al momento…

Tutto il consesso medico sa perfettamente che la pericolosità dell’aborto – che è deleterio per la madre anche quando avviene all’inizio della gravidanza, anche quando avviene “in pillole” – aumenta esponenzialmente con il protrarsi della gravidanza. In più, nell’aborto a nascita parziale per procedere all’uccisione del bambino “legalmente”, cioè affinché tecnicamente la testa del piccolo sia ancora nel corpo materno, quando viene schiacciata, bisogna far rivoltare il bambino e farlo nascere podalico. Anche un somaro sa quanto questa procedura sia innaturale e facilemnte comprende quanto possa essere pericolosa. Infatti, persino uno dei principali operatori di aborto della nazione ha detto che l’aborto a nascita parziale non è sicuro per la donna (parlando alla American Medical News, nel 1995, Warren Hern).

Ma si sa: i sostenitori dell’aborto sono spesso usi a difendere l’indifendibile, accecati dall’ideologia e votati probabilmente al Male.

Francesca Romana Poleggi

Fonte: LifeNews

FONTE http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-alla-nascita-la-clinton-agghiacciante-dice-si/

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Usa. Lo scambio di favori milionario tra Planned Parenthood e Hillary Clinton
gennaio 9, 2016 Leone Grotti

Il candidato presidenziale democratico riceverà 20 milioni per la sua campagna e in cambio promette di «impedire che vengano tagliati i fondi federali» al gigante delle cliniche pari a 528 milioni

Per la prima volta in quasi 50 anni, mercoledì la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge per bloccare i finanziamenti federali al colosso abortivo Planned Parenthood, finito nel gigantesco scandalo della compravendita e traffico illegale di tessuti fetali e organi di bambini abortiti.
Dopo i video usciti a puntate e realizzati dal Center for Medical Progress, molti Stati hanno tagliato i fondi alla più grande fabbrica di aborti del mondo e anche i repubblicani si sono mossi per fare lo stesso al Congresso. Planned Parenthood, infatti, riceve finanziamenti pubblici per 528 milioni di dollari (dato del 2014) su un incasso totale di 1,3 miliardi all’anno.

VETO DI OBAMA. La legge approvata dal Congresso (al Senato era passata in dicembre) bloccherà i finanziamenti federali per un anno e li trasferirà a centri che offrono servizi per le cure prenatali. Come previsto dalla Costituzione americana, però, l’ultima parola spetta a Barack Obama, che ha le prerogative per respingere la legge. Il presidente Usa, che terminerà quest’anno il suo mandato, ha già dichiarato che porrà il veto.

PRO-LIFE. Il via libera alla legge è comunque importante perché dimostra sia che i pro-life sono in maggioranza al Congresso sia che è fondamentale eleggere un presidente dello stesso orientamento. Perché questo non avvenga, riporta il New York Times, il giorno successivo all’approvazione della legge, giovedì, con una mossa senza precedenti, Planned Parenthood ha annunciato che sosterrà la campagna presidenziale di Hillary Clinton.

LA POSIZIONE DI CLINTON. Il candidato democratico, che molti vedono già come probabile successore di Obama, si è più volte espressa in favore del colosso abortivo e si è detta «onorata» del sostegno, promettendo se sarà eletta di battersi «per difendere la salute riproduttiva e proteggere l’accesso alla contraccezione e all’aborto legale nel paese», E, ovviamente, di «combattere contro i tentativi di tagliare i fondi a Planned Parenthood».

UN AFFARE PER TUTTI. La coincidenza è interessante. Il gigante delle cliniche ha un peso politico notevole ma non si era mai schierato esplicitamente prima d’ora. Soprattutto, non si limiterà alle lettere di sostegno, ma verserà nelle casse della campagna presidenziale di Hillary Clinton 20 milioni di dollari. L’ex segretario di Stato americano ha ringraziato della cospicua donazione e ha lanciato dovunque l’hashtag #StandWithPP. Quello di Planned Parenthood è un investimento oculato: versare 20 milioni di dollari per continuare a garantirsene 528. Un affare.

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La multinazionale degli aborti tira la volata a Hillary

Gli abortisti stanno tirando la volata verso la Casa Bianca a Hilary Clinton. Planned Parenthood, la più potente organizzazione abortista al mondo, ha investito 30 milioni di dollari per aiutare la Clinton a vincere. Soldi usati per stipendiare 800 cosiddetti procacciatori di voto e 3.500 volontari che stanno bussando, casa per casa, alla porta degli elettori indecisi del Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin e di altri stati.

“Il cuore e l’anima del nostro programma è il porta a porta, il faccia a faccia”, ha spiegato al New York Times Deirdre Schifeling, direttore del Planned Parenthood Action Fund. Dawn Laguens, vicepresidente di Planned Parenthood, non ha invece avuto remore nell’ammettere che la Clinton sarà un vero “campione” per diffondere ancor più la pratica abortiva negli States. Il migliore presidente pro-aborto che “si è mai visto”, ha concluso.

Dice il vero la Laguens, infatti Hilary alla trasmissione The View affermò che un bambino non nato non ha diritti costituzionali, inoltre ha più volte ribadito che eleggerà giudici alla Corte suprema pro-aborto se diventerà il primo inquilino alla Casa Bianca. Non ha fatto poi mistero sul fatto che la sua politica sarà favorevole al finanziamento di organizzazioni pro-choice e che sarà sua intenzione non rinnovare l’emendamento Hyde che blocca il finanziamento pubblico dell’aborto. La coerenza nel demolire i principi non negoziabili della prima candidata donna alla presidenza degli Stati Uniti è comprovata anche dalla sua decisione di appoggiare la politica dell’amministrazione Obama in merito all’accesso dei transessuali nei bagni e negli spogliatoi sia maschili che femminili e di diffondere nelle scuole l’educazione sessuale pro-gender e la contraccezione.

Le aderenze tra la Clinton e Planned Parenthood, oltre ad essere testimoniate da alcuni suoi discorsi tenuti in occasione di convegni organizzati dalla stessa Planned, trova riscontro anche in una serie di mail del 24 settembre scorso scoperte da Wikileaks e intercorse tra John Podesta, direttore della campagna elettorale di Hilary, e Sara Lathman, capo dello staff della Clinton. Quest’ultima scrive: “HRC [Hillary Rodham Clinton] sarebbe il primo candidato nel 2016 e forse il primo candidato presidenziale di sempre a visitare un centro di salute PP”. Cecile Richards, la CEO di Planned Parenthood, infatti aveva invitato la Clinton non ha tenere una relazione ad un convegno bensì a far visita in uno dei centri in cui si praticano aborti e si distribuiscono pillole abortive e contraccettive. L’incontro sarebbe poi saltato.

La visita avrebbe avuto un significato politico assai rilevante anche per un altro motivo. Il giorno dopo la Richards avrebbe testimoniato alla Commissione Vigilanza del Congresso in merito allo scandalo dei feti aborti e poi venduti. L’incontro con Hilary avrebbe quindi rappresentato una sponda notevole per Planned, una sorta di garanzia della candidata presidenziale in merito alle liceità della attività dell’organizzazione. Forse è proprio stato questo il motivo che ha causato la cancellazione della visita: vedere implicato il nome della Clinton in uno scandalo concernente la compravendita di feti abortiti avrebbe di certo nociuto alla sua immagine e quindi alla sua campagna elettorale.
FONTE http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-multinazionale-degli-aborti-tira-la-volata-a-hillary-17731.htm

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Planned Parenthood invests $30 million to elect Hillary as most pro-abort president ‘we’ve ever seen’

Planned Parenthood is working with Clinton to ‘flip the Senate,’ says a pro-life leader. ‘We cannot let this happen.’

WASHINGTON, D.C., October 10, 2016 (LifeSiteNews) — Planned Parenthood is investing $30 million to make sure the nation’s most famous abortion activist takes over the White House.

The Planned Parenthood Action Fund Political Action Committee is hiring 800 professional canvassers and organizing 3,500 volunteers to get Hillary Clinton’s message out in Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, and other key states.

“The heart and soul of our program is a door-to-door, face-to-face canvass,” Planned Parenthood Action Fund Director Deirdre Schifeling told the New York Times.

“The nation’s largest abortion business, Planned Parenthood, is also one of the largest contributors to pro-abortion candidates,” Susan B. Anthony List Communications Director Mallory Quigley told LifeSiteNews.

Dawn Laguens, vice president of the abortion giant’s political arm, told abortion supporters earlier this year that this election is critical, and Clinton will be a “champion” for abortion as “hands down, the strongest” pro-abortion president “we’ve ever seen.”

Indeed, Clinton has proven herself as an abortion activist around the world, in which Planned Parenthood boasts over one billion abortions have been performed.

While a guest on the talk show The View, Clinton admitted she believes a baby –on her due date, just hours from delivery– has no constitutional rights and therefore may be killed.

Clinton, in her first speech as the Democratic presidential nominee, went to the nation’s largest abortion business to proclaim, “As president, I will always have your back.”  She has promised to fight for increasing funding for Planned Parenthood and abortion in the United States and around the world, even going so far as to repeal the Hyde Amendment and champion tax funding directly for abortions.

Additionally, Clinton told her Planned Parenthood audience that she will nominate pro-abortion justices, that she favors transgender bathrooms, that she will push for “comprehensive” sex education, and that she supports taxpayer funded contraception in schools.

GOP presidential candidate Donald Trump, on the other hand, has promised to defund Planned Parenthood, and to nominate justices who respect the sanctity of innocent human life.

The Planned Parenthood $30 million will not only promote Clinton, but also pro-abortion senators in highly-contested states.  “They are working in lock step with Hillary Clinton and other abortion allies this cycle to flip the Senate,” Ms. Quigley told LifeSiteNews. “We cannot let this happen.”

“The Susan B. Anthony List and our political action committee, Women Speak Out, has already knocked on more than 735,000 doors this year in the senate battlegrounds of North Carolina, Ohio, and Florida,” Quigley said.  “It is critical that we retain our pro-life majorities in both Chambers.”
FONTE  https://www.lifesitenews.com/news/planned-parenthood-invests-30-million-to-elect-hillary-as-most-pro-abortion?utm_content=buffer5c6bc&utm_medium=social&utm_source=+lifesitenews%2Bfacebook&utm_campaign=buffer

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Traffico di pezzi di bambini morti: ecco gli ordini d’acquisto!

Dopo i video-choc diffusi dal Cmp, il Center for Medical Progress, molti se lo sono chiesti: ma a cosa servivano i resti fetali acquistati da Planned Parenthood? Chi poteva aver interesse a promuovere questo lugubre traffico? Una risposta parziale è giunta ora dalla notizia diffusa dall’agenzia LifeSiteNews. I resti servivano per creare in laboratorio… dei topi “umanizzati”!

Lo han confermato gli ordini di acquisto, di cui sono giunti in possesso gli operatori dell’organizzazione pro-life Operation Rescue. Tali ordini, tutti datati tra il febbraio 2013 ed il luglio 2104, mostrano come l’Università del Massachusetts (nella foto) – ed, in particolare, il programma di medicina molecolare della sua scuola medica, che riceve contributi pubblici – abbia pagato a StemExpress un totale di 29 mila dollari per ottenere tessuto cadaverico di feti umani con cui tentare l’”esperimento” frankensteiniano. In tutto sono tre le spedizioni del singolare carico di cui si è venuti a conoscenza, tutte e tre dirette al laboratorio di ricerca di Dale L. Greiner, docente di Medicina Molecolare, e del suo assistente, Darcy Reil. Il profilo del professore, pubblicato sul sito universitario, rivela come, al centro delle sue indagini, vi sia «l’utilizzo di topi umanizzati per studiare le patologie umane e le infezioni» e soprattutto per testare nuovi farmaci o prodotti commerciali in condizioni più simili a quelle proprie della nostra specie.

«Solo pochi anni fa – ha spiegato Troy Newman, presidente di Operation Rescue l’idea di abortire bambini, di vendere i loro cadaveri e di far crescere i loro tessuti dentro dei topi sarebbe suonata come una sorta di fantascienza, un romanzo dell’orrore. Oggi invece questa pratica, studiata in segreto, è divenuta un fatto ordinario, di tutti i giorni. Ci sono violazioni etiche – e probabilmente autentiche attività criminali – ad ogni livello…». Quegli ordini di acquisto, infatti, sono la prova di come quei resti fetali non siano stati «donati» ai laboratori di ricerca: «In effetti, le uniche che non hanno tratto alcun profitto da questo enorme traffico sono le donne, che hanno pagato Planned Parenthood, perché effettuasse costosi aborti post-termine. I loro portafogli se ne sono andati via vuoti come i loro grembi», ha commentato amaramente Newman.

Da notarsi, come, per poter conservare intatti i tessuti richiesti, si siano dovute applicare modalità abortive dichiarate illegali ed estremamente crudeli, tra cui ad esempio quella della nascita parziale. Un medico abortista di Philadelphia, Kermit Gosnell, è stato condannato nel 2013 con l’accusa di omicidio di primo grado, per avere intenzionalmente ucciso dei bambini nati vivi nella sua “clinica degli orrori”. Attualmente sta scontando l’ergastolo: «Resta da capire se il destino di Gosnell sia anche quello dei dirigenti di StemExpress e di Planned Parenthood. Lo si può certamente sperare», ha concluso Newman.

Per ora par di capire che le strade dell’una e dell’altra azienda – tanto di StemExpress quanto di Planned Parenthood – si siano improvvisamente e bruscamente divise: la prima ha tagliato qualsiasi forma di collaborazione con la seconda, specificando come quest’ultima rappresentasse, a suo dire, soltanto «una piccola percentuale del business complessivo». Del resto, l’indignazione suscitata presso l’opinione pubblica dai video-choc diffusi dal Cmp ha consigliato all’azienda di ricalibrare il proprio profilo sulla sua missione principale ovvero quella di fornire cellule adulte, sangue e tessuti umani ai principali centri di ricerca della nazione. Azienda, peraltro, con alti ricavi: StemExpress è una società biotech con sede a Placerville, in California, e vanta un profitto annuale di 2,2 milioni di dollari con un tasso di crescita triennale pari al 1.316%. Secondo Inc.com, lo scorso autunno sarebbe risultata al 363° posto tra le aziende con migliore crescita ed al 35° posto tra quelle più promettenti guidate da una donna.

Ciò non basta, evidentemente, per assolverla da presunte responsabilità circa le violazioni contestate alla multinazionale dell’aborto. Le indagini proseguono: prender le distanze da Planned Parenthood in questo momento è «un tentativo di salvar la faccia? – si è chiesto David Daleiden, direttore del Cmp Il dott. Ronald Berman, che effettua aborti presso Planned Parenthood, continuerà ad essere anche il direttore medico di StemExpress? Questi intrecci devono essere chiariti sotto giuramento davanti al Congresso e davanti al popolo americano».

«Non ci sono pubbliche relazioni che tengano – ha commentato ancora Troy Newman, il presidente di Operation Rescue StemExpress prosegue nella sua pratica immorale di trar profitto dalla vendita di resti fetali ottenuti da aborti clinici e le prove raccolte dalla mia organizzazione mostrano come ciò vada avanti da anni». La battaglia continua.
FONTE http://voxnews.info/2015/08/18/traffico-di-pezzi-di-bambini-morti-ecco-gli-ordini-dacquisto/

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«Ciao, mi chiamo Deborah e vendo aborti fatti a pezzi»

Se mai vi foste chiesti che faccia ha il male, ho un nome per voi: Deborah Nucatola. Se un po’ avete seguito questa pagina, sapete che Planned Parenthood è la catena di cliniche abortiste più grande d’America, una cosa enorme, un giro d’affari per oltre un miliardo di dollari. La dottoressa Nucatola a Planned Parenthood riveste un incarico di prestigio: è Senior Director of Medical Services, una posizione ai vertici del quartier generale del colosso degli aborti. In questa veste supervisiona le pratiche abortive nelle sedi PP di tutta l’America fin dal 2009 e si occupa anche dell’addestramento dei nuovi arruolati nei ranghi delle cliniche della morte. E da martedì sappiamo anche un nuovo perché.

L’associazione californiana prolife Center For Medical Progress, nel lanciare il suo sito, ha pubblicato martedì un video che riporta l’inimmaginabile: con una telecamera nascosta, le immagini mostrano un pranzo di lavoro in un ristorante di Los Angeles fra la dottoressa Nucatola e due attori, che si sono finti imprenditori nel campo delle biotecnologie e interessati all’acquisto di tessuti fetali. La dottoressa, mentre impassibile pasteggia con un calice di vino rosso in mano, racconta con una noncuranza rivoltante il commercio illegale che Planned Parenthood farebbe di organi e altre parti dei bambini appena abortiti. Il video, emblematicamente intitolato “Capitale umano”, è il risultato di un’azione investigativa durata quasi tre anni da parte dell’associazione non-profit, che – dichiara – è costituita da cittadini giornalisti interessati alla sorveglianza delle pratiche sanitarie. Per questo motivo le immagini girate nel ristorante riportano impressa la data del luglio 2014. Del video esistono due versioni, entrambe pubblicate su YouTube: quella integrale, della durata di più di due ore, e quella sintetica, di circa otto minuti, che qui raccontiamo.

Il video si apre con un’intervista del 2000 condotta dai giornalisti della ABC News, nella quale si chiede all’allora CEO di Planned Parenthood, Gloria Feldt, di commentare uno scoop della rete televisiva su un commercio analogo. Si vede la Feldt che si indigna e, dall’alto della sua caratura morale, esclama: “Se c’è reato, che i colpevoli siano consegnati alla giustizia”. Belle parole, indubbiamente. Il video, a commentare direttamente queste affermazioni, riporta alcuni estratti della conversazione con la Nucatola, la quale con orgoglio riporta come siano diventati esperti a Planned Parenthood nel preservare polmoni, fegato e soprattutto il cuore, per il quale, riferisce, c’è un’altissima domanda. E anche gli arti inferiori, ammettendo di non sapere neanche che cosa vogliono farsene gli acquirenti, forse cercano il tessuto muscolare. Con l’ironia tipica di chi sa che te la farà pagare, l’attore commenta: «Certo, dieci centesimi la dozzina».

Peccato che il commercio di parti del corpo umano sia un reato federale, tanto che c’è un’espressa previsione che riguarda proprio il traffico di resti di bambini abortiti, punito con la reclusione fino a 10 anni e/o un’ammenda fino a 500mila dollari. Ce ne informa il filmato subito dopo. Tanto che si resta increduli a guardare le immagini che seguono: una schermata presa dal sito Stemexpress.com, nel quale basta riempire un semplice modulo online per richiedere gli organi (organi!) che si desiderano, con possibilità di scegliere anche la settimana di gestazione del feto. Nel menù a tendina del modulo d’ordine si può leggere una lista impressionante: cervello, cuore, cuore con arterie e vene, polmoni, fegato, fegato e timo, tiroide con paratiroidi, milza, intestino tenue e crasso. Se andate sul sito e siete curiosi di sapere a quale livello può arrivare l’avidità umana, avete anche la possibilità di richiedere l’intero catalogo e vedere alcuni prezzi – si parla di migliaia di dollari. Cioè avevate, non si può più. Il sito ora è in manutenzione. Un caso, certamente.

Ma non basta. Il video prosegue: gli attori chiedono alla Nucatola se il fatto di sapere che esiste una specifica richiesta di tessuti cambi qualcosa nella procedura medica dell’aborto – in pratica se Planned Parenthood faccia o meno “aborti su misura”, a seconda delle necessità del cliente, con lo scopo di raccogliere determinati organi. Pare che sia proprio così: infilando la forchetta nell’insalata, la Nucatola risponde che «fa un’enorme differenza: direi che molte persone vogliono il fegato. E per questo motivo la maggioranza dei providers [medici delle cliniche di Planned Parenthood, n.d.r.] eseguono questi casi con l’aiuto dell’ecografo, in modo da sapere dove mettono il forcipe». Per cui è importante per il medico “essere consapevole di dove mette le pinze, tu cerchi intenzionalmente di andare sopra o sotto il torace. Siamo stati molto bravi a ricavare cuore, polmoni, fegato, perché lo sappiamo. Quindi non andrò a schiacciare quella parte, in pratica andrò a schiacciare sotto, o andrò a schiacciare sopra e vedrò se riesco a ottenere il tutto intatto». Difficile dire che cosa sia più osceno, se sia la facilità con cui usa la parola “schiacciare” parlando del corpo di un bambino indifeso o il gusto con cui mangia l’insalata mentre dice queste cose.

Anche se non sembra possibile, la Nucatola aggiunge altro orrore, andando avanti a spiegare come la parte più difficile sia riuscire a mantenere la testa intatta in un aborto. In questi casi il medico cercherà di modificare la posizione in cui si presenta il bambino, perché se è posizionato a testa in giù, la dilatazione all’inizio della procedura medica non è sufficiente per preservare l’integrità del cranio. Per questo motivo l’abortista girerà il bambino in modo da poter effettuare un’estrazione podalica, al termine della quale avrà una dilatazione sufficiente per ottenere il suo scopo. La Nucatola non chiarisce come avvenga l’aborto, cioè in quale momento dell’operazione il medico proceda a uccidere il bambino in questo caso. Il video di Center for Medical Progress inferisce che questa procedura sia identica a quella dell’aborto con nascita parziale, una pratica dichiarata illegale a livello federale nel 2003, particolarmente se e quando diretta al commercio di parti umane. Una norma che è riuscita anche a superare il giudizio di costituzionalità da parte della Corte Suprema (che, a quanto pare, ogni tanto prende anche qualche decisione giusta), seppure con un voto di 5 a 4. In questo tipo di procedura – e se siete impressionabili, scorrete più avanti nella lettura – il medico, dopo aver estratto il corpo del bambino fino al collo, lasciando intenzionalmente la testa all’interno, procede a perforare il cranio e ad estrarne il contenuto con un aspiratore. Se così non facesse, il bambino nascerebbe vivo e ogni ulteriore pratica volta a ucciderlo sarebbe considerata omicidio per la legge.

Che Planned Parenthood si preoccupi delle possibili conseguenze legali di tutto questo emerge nella conversazione nel momento in cui gli attori chiedono se sia possibile trattare l’acquisto dei tessuti direttamente con la sede centrale di Planned Parenthood. La domanda non è peregrina: Planned Parenthood, infatti, per proteggersi da azioni legali federali, obbligherebbe i potenziali acquirenti a rivolgersi alle singole cliniche locali, in modo che, qualora il traffico venisse scoperto, potrebbe sempre sostenere che si tratta della devianza del singolo provider e non una pratica autorizzata dall’azienda. La Nucatola candidamente ammette che, a livello nazionale, la cosa è stata discussa ma gli avvocati di Planned Parenthood vogliono evitare ogni coinvolgimento della sede centrale. «È un problema troppo delicato al momento perché possiamo assumerci la posizione di intermediario”, intendendo fra gli acquirenti e i singoli provider locali. Ma poi aggiunge: «Però vi dirò che, a porte chiuse, queste conversazioni si fanno».

FONTE http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/07/16/societa/ciao-mi-chiamo-deborah-e-vendo-aborti-fatti-a-pezzi

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IL COLOSSO AMERICANO DELL’ABORTO VENDE GLI ORGANI DEI BAMBINI
“Siamo diventati molto bravi nell’ottenere cuore, polmone, fegato… un sacco di gente vuole fegato. E per questo motivo, la maggior parte dei provider opera sotto la guida ecografica, così sanno dove stanno mettendo le pinze”.
Un video rilasciato questa mattina mostra la dr. Deborah Nucatola, Senior Director del dipartimento dei servizi medici di Planned Parenthood (il maggior fornitore di aborti negli USA), che descrive il processo di estrazione delle parti del corpo di un feto abortito a scopi commerciali.
L’indagine è stata condotta dal Center for medical progress, un gruppo di cittadini e giornalisti che si dedicano al monitoraggio dell’etica medica.

Il prezzo di un esemplare può variare da 30 ai 100 dollari e nel video la dr. Nucatola precisa che Planned Parenthood sta molto attenta a non dare l’impressione di guadagnare dagli aborti che effettua.
Il traffico di parti di un feto abortito è illecito e la vendita o l’acquisto di tessuto fetale umano è un reato federale punibile fino a 10 anni di carcere e una multa fino a $ 500.000.
FONTE

FONTE http://www.informarexresistere.fr/2015/07/15/il-colosso-americano-dellaborto-vende-gli-organi-dei-bambini-abortiti/

VIDEO https://youtu.be/jjxwVuozMnU

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Una delle verità più dolorose e terribili del “diritto” all’aborto – Aleteia
Planned Parenthood rivende parti dei bambini abortiti rivelando che alla fine è solo questione di soldi

Da anni noi pro-vita sappiamo cosa sia Planned Parenthood: un’organizzazione mondiale che con la scusa di dare potere alla donna e di lottare per i suoi diritti e per una vita sessuale e riproduttiva libera è il portabandiera e il promotore numero uno dell’aborto a livello mondiale.

Planned Parenthood guida il business dell’aborto. È questo che è l’aborto per l’organizzazione: un business estremamente redditizio che fa guadagnare milioni.

Questa terribile organizzazione è stata denunciata varie volte per le sue pratiche poco etiche e illegali. Un esempio è la collaborazione con il traffico sessuale di minori. Poco, tuttavia, è stato raggiunto, e Planned Parenthood continua a operare e riceve incredibilmente una parte delle imposte da parte del Governo nordamericano, che l’aiuta a finanziare le sue attività.

Il 14 luglio, le reti sociali si sono commosse per il video pubblicato dal Centerformedicalprogress.org in cui attraverso una telecamera nascosta si mostra la dottoressa Deborah Nucatola, direttrice senior dei Servizi Medici di Planned Parenthood, mentre vende parti dei corpi dei bambini abortiti.

La notizia fa venire i brividi, ma ancora più sconvolgenti sono la freddezza e la naturalezza con cui la dottoressa parla, mangiando un’insalata, delle procedure che si seguono durante gli aborti per potere avere il miglior “prodotto” possibile per i loro clienti.

Parla come se si trattasse di una cosa comune come selezionare tagli di carne per un supermercato, e il video è piuttosto esplicito.

Non siamo ingenui. L’aborto è un abominio, un crimine del più basso livello, e ora, e solo Dio sa da quando, si vendono addirittura le parti di tanti bambini.

Questo video ci mostra chiaramente che l’aborto è un omicidio che interessa molti ma per i benefici economici che se ne traggono. Non ci si preoccupa né della donna né dei suoi diritti o del mondo. Le uniche cose che interessano sono il denaro e il potere che derivano dall’aborto.

Non restiamo con le braccia incrociate, e una volta per tutte emerga chi è davvero Planned Parenthood: un sicario.


FONTE http://www.aleteia.org/it/salute/articolo/una-delle-verita-piu-dolorose-e-terribili-del-diritto-allaborto-5821030736068608

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In un video “undercover” accuse devastanti al colosso dell’aborto Usa: «Vendono organi dei bambini»

La manager filmata in incognito descriverebbe anche tecniche di aborto illegali. La difesa dell’azienda: si tratta di «donazioni alla ricerca», è un «impegno umanitario»

Negli ultimi anni sono circolati diversi video girati “undercover” nelle cliniche abortive americane con l’intento di svelare quello che avviene veramente al loro interno. Ma il filmato che ha iniziato a fare il giro del mondo un paio di giorni fa ha scatenato una vera e propria tempesta sul colosso del settore, Planned Parenthood, accusato dagli autori del sevizio, membri del Center for Medical Progress (Cmp), di vendere tessuti e organi dei bambini abortiti. Nel video appena pubblicato, ma girato l’anno scorso, appare Deborah Nucatola, direttore dei servizi medici di Planned Parenthood, che discute freddamente con il sedicente “acquirente” di parti del corpo umano.

«CUORE, POLMONI, FEGATO». Mentre beve vino e mangia seduta al tavolo di un ristorante, Nucatola spiega che «molte persone vogliono cuori intatti» e che per accontentarle si praticano gli aborti «sotto guida dell’ecografo, così [i medici] sapranno dove stanno mettendo i loro forcipi (…), si tenta di andare intenzionalmente sopra e sotto il torace, sa, così siamo molto bravi a ottenere cuore, polmoni, fegato». Secondo il Cmp queste parole di Nucatola dimostrerebbero anche che nelle strutture di Planned Parenthood si effettuano aborti a nascita parziale, una pratica che prima di essere dichiarata illegale negli Stati Uniti nel 2003 era utilizzata nei casi di gravidanza avanzata (si estrae dal grembo materno l’intero corpo del bambino a eccezione della testa, e si recide la colonna vertebrale causandone la morte). Nucatola nel video spiega che «il Federal [Partial Birth] Abortion ban è una legge, e le leggi sono interpretabili. Se il primo giorno dico che non intendo farlo [l’aborto a nascita parziale, ndr], quello che poi succede davvero non ha importanza».

«COINVOLTI I MASSIMI VERTICI». Il filmato è frutto di un lavoro investigativo di tre anni del Cmp, che lo ha pubblicato accusando «i massimi vertici» di Planned Parenthood di condurre una «attività criminale tesa a fare soldi con le membra dei bambini abortiti». Infatti a differenza di altri scandali emersi in passato all’interno di cliniche locali, il coinvolgimento di una delle responsabili della società a livello federale aggrava il caso. Tanto che alcuni politici – come il senatore del Texas candidato alle prossime primarie presidenziali del partito repubblicano, Ted Cruz – hanno chiesto al Congresso di indagare sui fatti denunciati dal Cmp. Mentre un altro candidato alle primarie del Gop, il governatore della Louisiana Bobby Jindal, ha annunciato un’indagine statale con l’aiuto dell’Fbi su «questa presunta attività illegale e malvagia» e ha promesso di «non rilasciare licenze» a Planned Parenthood «fino a quando questa indagine non sarà completata».

«DONAZIONI» E «RIMBORSI». Da parte loro, i vertici di Planned Parenthood si difendono sostenendo che non si tratta di compravendita di organi ma di legalissime donazioni alla ricerca scientifica secondo la volontà delle pazienti. Eric Ferraro, vice responsabile della comunicazione dell’azienda, ha negato l’esistenza di qualunque “financial benefit” legato alla vendita di membra umane: «Aiutiamo le pazienti che vogliono donare i tessuti alla ricerca scientifica, e lo facciamo come ogni altro provider di servizi sanitari di qualità, con il dovuto pieno consenso delle pazienti e sotto i più rigidi standard etici e legali». Attività – la donazione di organi dei bambini abortiti a scopi di ricerca – che una società di pubbliche relazioni ingaggiata da Planned Parenthood descrive come «impegno umanitario».
Nel filmato Nucatola parla con i finti acquirenti di cifre «per campione» che vanno dai «30 ai 100 dollari». Numeri che secondo Planned Parenthood rappresentano solo «congetture» della manager riguardo a «rimborsi che le filiali possono ricevere» a fronte delle spese sostenute per la raccolta e la fornitura del “materiale”.

TERRENO SCIVOLOSO. La vendita di parti del corpo umano negli Stati Uniti è sanzionata con pene fino a 10 anni di carcere. I “rimborsi” incassati da Planned Parenthood per l’”impegno umanitario” a favore della ricerca rientrano nella vendita o no? Nel video Nucatola appare essere cosciente di muoversi su un terreno scivoloso. «Mi piacerebbe trovare un modo per riuscire a normare anche questa pratica», dice, perché «ci sono un sacco di persone che pensano che quello che stiamo facendo è male». Purtroppo per lei però, almeno per ora, l’ufficio legale della Planned Parenthood non vuole intraprendere un’azione di lobbying, e l’ostacolo sarebbe «la composizione della Corte Suprema». Anche se, confida Nucatola, «questo genere di conversazioni avvengono già a porte chiuse tra i soci».
Non contribuisce a migliorare l’immagine di Planned Parenthood il fatto che nel video diffuso dal Cmb Nucatola accenni anche alla collaborazione con StemExpress, una grossa compagnia californiana per la ricerca biomedica. Su un volantino pubblicitario rivolto proprio alle cliniche di Planned Parenthood, pubblicato anch’esso dal Cmp, sono promessi a ripetizione «financial profits».

FONTE http://www.tempi.it/video-undercover-accuse-aborto-usa-vendono-organi-bambini#.VajDUqTtmko

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SHOCK VIDEO: Planned Parenthood sells dead baby body parts

The video is gruesome and appalling.

It purportedly shows a Planned Parenthood executive sipping a glass of wine in a Los Angeles restaurant while casually explaining how they sell body parts from aborted babies.

The undercover video was filmed in July 2014 by the Center for Medical Progress, an advocacy group that reports on medical ethics. They dispatched two actors posing as representatives of a human biologics company to a business lunch with Deborah Nucatola, Planned Parenthood’s senior director of medical services.

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The video shows Nucatola describing in graphic detail how abortionists are able to harvest organs from aborted babies based on the parts that are needed.

“Yesterday was the first time she said people wanted lungs,” she told the undercover buyers. “Some people want lower extremities, too, which, that’s simple. That’s easy. I don’t know what they’re doing with it, I guess if they want muscle.”

To which one of the fake buyer’s replied, “Yeah – a dime a dozen.”

“I’d say a lot of people want liver,” Nucatola said. “And for that reason, most providers will do this case under ultrasound guidance, so they’ll know where they’re putting their forceps.”

She went on to describe how they are able to acquire other organs without “crushing” them.

“We’ve been very good at getting heart, lung, liver, because we know that, so I’m not gonna crush that part, I’m gonna basically crush below, I’m gonna crush above, and I’m gonna see if I can get it all intact.”

Understand this – she is talking about an unborn baby, folks.

Planned Parenthood issued a statement denying they’ve done anything wrong and accused the Center for Medical Progress of releasing a heavily edited video.

“A well funded group established for the purpose of damaging Planned Parenthood’s mission and services has promoted a heavily edited, secretly recorded videotape that falsely portrays Planned Parenthood’s participation in tissue donation programs that support lifesaving scientific research,” said spokesman Eric Ferrero in a prepared statement.

Ferrero went on to acknowledge they help patients who want to donate tissue for scientific research and they do so will the full consent from patients “and under the highest ethical and legal standards.”

Planned Parenthood denied they made any money off the sale of aborted baby parts.

“There is no financial benefit for tissue donation for either the patient or for Planned Parenthood,” Ferrero said. “In some instances, actual costs, such as the cost to transport tissue to leading research centers, are reimbursed, which is standard across the medical field.”

David Daledien, lead the undercover project against Planned Parenthood – a nearly three-year-long investigation on illegal trafficking of aborted fetal parts.

“Planned Parenthood’s criminal conspiracy to make money off of aborted baby parts reaches to the very highest levels of their organization,” he said. “Elected officials must listen to the public outcry for Planned Parenthood to be held accountable to the law and for our tax dollars to stop underwriting this barbaric abortion business.”

The Center for Medical Progress offered a swift refutation to Planned Parenthood’s response – by posting the full and unedited video.

They also posted an advertisement from a major purchaser of aborted fetal tissue that was posted in Planned Parenthood clinics. That advertisement mentions words like “financial profitable,” “financial profits,” “financial benefit to your clinic,” and “fiscal growth of your own clinic.”

Planned Parenthood did not return calls seeking comment on those allegations.

Meanwhile, the outrage over the horrific video has spread like wildfire.

Dr. Russell Moore, the president of the Southern Baptist Convention’s Ethics and Religious Liberty Commission, summed it up in one word – speechless.

“If this does not shock the conscience, what will?” Moore wrote online. ‘It is not only that infants, in their mother’s wombs, are deprived of their lives, but also that their corpses are desecrated for profit.”

Think about that for a moment – desecrated unborn babies for profit.

“This is not only murderous; it is murderous in the most ghoulish way imaginable,” Moore added.

Moore is calling on Congress and the Department of Justice to investigate.

“For years, many of us have called on government leaders to see to it that no taxpayer funds, of any kind, go to Planned Parenthood,” Moore wrote. “Is it not clear that these are not health-care providers but pirates and grave-robbers of those who have no graves?”

La. Gov. Bobby Jindal has already called on the state’s Dept. of Health and Hospitals to conduct an investigation of what he called “this alleged evil and illegal activity.”

GOP presidential candidate Carly Fiorina posted a Facebook message calling the video tragic and outrageous.

“This isn’t about ‘choice’,” she wrote. “It’s about profiting on the death of the unborn while telling women it’s about empowerment.”

“Beyond disturbing,” is what Sen. John McCain (R-AZ) tweeted.

I do not believe my words can match the eloquence of Dr. Moore’s. We ask God to bless America – a nation that turns a blind eye to  the slaughter of unborn children – a nation that provides taxpayers to fund an organization that allegedly sells body parts from dead babies.

God bless America? Perhaps we should be asking for His mercy, instead.


FONTE
http://www.foxnews.com/us/2015/07/14/shock-video-planned-parenthood-sells-dead-baby-body-parts/
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Planned Parenthood Uses Partial-Birth Abortions to Sell Baby Parts
FONTE   http://www.youtube.com/watch?v=jjxwVuozMnU

 

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Undercover video shows Planned Parenthood official discussing fetal organs used for research

An antiabortion group on Tuesday released an undercover video of an official at Planned Parenthood discussing in graphic detail how to abort a fetus to preserve its organs for medical research — as well as the costs associated with sharing that tissue with scientists.

Over lunch at a Los Angeles restaurant, two antiabortion activists posing as employees from a biotech firm met with Deborah Nucatola, Planned Parenthood’s senior director of medical research. Armed with cameras, the activists recorded Nucatola talking about Planned Parenthood’s work donating fetal tissue to researchers and pressed her on whether the clinics were charging for the organs.

The Center for Medical Progress, which recorded and edited the video, says the footage proves that Planned Parenthood is breaking the law by selling fetal organs. But the video does not show Nucatola explicitly talking about selling organs. The Planned Parenthood official says the organization is “very, very sensitive” about being perceived as illegally profiting from organ sales and charges only for the cost, for instance, of shipping the tissue.

The video threatens to reignite a long-standing debate over the use of fetal tissue harvested through abortions and could add fuel to efforts seeking to ban abortions after 20 weeks of pregnancy.

In a statement, a spokesman for Planned Parenthood said the video misrepresents the organization’s work. Planned Parenthood clinics, with a patient’s permission, may sometimes donate fetal tissue for use in stem cell research, said the spokesman, who added that the group’s affiliates, which operate independently, do not profit from these donations.

“At several of our health centers, we help patients who want to donate tissue for scientific research, and we do this just like every other high-quality health-care provider does — with full, appropriate consent from patients and under the highest ethical and legal standards,” spokesman Eric Ferrero said. “In some instances, actual costs, such as the cost to transport tissue to leading research centers, are reimbursed, which is standard across the medical field.”

He accused the Center for Medical Progress of mounting a misleading attack similar to those by other groups that have tried to mount undercover “stings” targeting Planned Parenthood.

But antiabortion groups said the video shows that Planned Parenthood is essentially selling fetal organs and that Congress and other authorities should investigate.

Buying and selling human fetal tissue is illegal in the United States. Federal regulations also prohibit anyone from altering the timing or method of an abortion for the sole purpose of later using the tissue in research. Donating the tissue for research, however, is legal with a woman’s consent.

Antiabortion groups also said the callous nature of the discussion captured on film should tug at viewers’ consciences — particularly when Nucatola apparently describes “crushing” the fetus in ways that keep its internal organs intact and her remarks about researchers’ desire for lungs and livers.

“I’d say a lot of people want liver,” she says in the video posted on the Center for Medical Progress’s Web site, between bites of salad. “And for that reason, most providers will do this case under ultrasound guidance so they’ll know where they’re putting their forceps.”

She continues: “We’ve been very good at getting heart, lung, liver, because we know that, so I’m not gonna crush that part, I’m gonna basically crush below, I’m gonna crush above, and I’m gonna see if I can get it all intact.”

It’s hard to assess exactly what happened at the lunch with Nucatola. The antiabortion group had complete control over the filming and editing of the footage. The group also posted a nearly three-hour version of the video that it’s calling the “full footage,” though there is no way to verify that the video is truly complete.

The unidentified activists, a man and a woman, told Nucatola they worked for a biotech firm that aimed to snare “a competitive advantage” by providing local samples for researchers who would like to avoid lengthy trips between clinic and lab. They said they worked in Norwalk, a suburb.

“Every provider has patients who want to donate their tissue, and they want to accommodate them,” says Nucatola. “They just want to do it in a way that is not perceived as: This clinic is selling tissue. This clinic is making money off this. In the Planned Parenthood world, they’re very, very sensitive to that. Some affiliates might do it for free. They want to come to a number that looks like a reasonable number for the effort that is allotted on their part . . . ”

One activist asks, “Okay, so, when you are — or when the affiliate is — determining what that monetary . . . So that it doesn’t raise the question of . . . ‘This is what it’s about’ — What price range would you . . . ?”

“You know, I would throw a number out, I would say it’s probably anywhere from $30 to $100, depending on the facility and what’s involved,” says Nucatola. “It just has to do with space issues, are you sending someone there that’s going to be doing everything . . . is there shipping involved? Is someone going to be there to pick it up?”

In order to film the footage, the activists wore “police-quality undercover cameras,” said David Daleiden, who ran the project for the Center of Medical Progress. (He refused to elaborate: “I don’t answer questions about our undercover costumes.”)

The “sting” unfolded over three years, Daleiden said, because it takes time to build up a front as a biotech company and gain access to Planned Parenthood executives. The lunch, he said, is just the beginning: The Center for Medical Progress plans to release a new video every week for the next few months.

Daleiden rejects Nucatola’s claim that costs associated with fetal tissue donation involve shipping and staff hours. “Literally the only thing the clinic is doing is carrying the fetus from the operation to the tech,” he said.

The Center for Medical Progress was established by Daleiden, a controversial antiabortion activist who previously worked with Live Action, another antiabortion group known for its “stings” of Planned Parenthood using actors and undercover videos.

The group is a non-profit organization that describes itself on its Web site as “a group of citizen journalists dedicated to monitoring and reporting on medical ethics and advances.”

“The promotional video mischaracterizing Planned Parenthood’s mission and services is made by a long time anti-abortion activist that has used deceptive and unethical video editing, and that has created a fake medical website as well as a fake human tissue website that purports to provide services to stem cell researchers,” Planned Parenthood said in a statement Tuesday.

Daleiden also alleges that the procedure described by Nucatola is similar to “intact dilation and extraction,” referred to by opponents as partial-birth abortion, which Congress outlawed in 2003. The Supreme Court upheld the law’s constitutionality four years later.

In the 1980s and 1990s, researchers considered fetal tissue transplants a budding treatment for Parkinson’s disease and diabetes. Some believed they held the potential to prevent autism.

As different kind of stem cells — embryonic stem cells — gain prominence in research, fetal tissue donations today are often used to gain deeper anatomical understanding of fetuses, said Arthur Caplan, director of New York University’s Division of Medical Ethics. The practice, however, is problematic if an abortion provider goes into a procedure with the primary intention of preserving a liver, he said. In the video, Nucatola appears to allude to methods for carefully extracting the organs.

“I think the only relevant goal of an abortion clinic is to provide a safe and least risky abortion to a woman,” Caplan said. “If you’re starting to play with how it’s done, and when it’s done, other things than women’s health are coming into play. You’re making a huge mountain of conflict of interest around a period for many people is morally difficult.”

A number of Republicans, including a few presidential candidates, reacted Tuesday to the video.

“This latest news is tragic and outrageous,” Carly Fiorina wrote on Facebook.

“This is a shocking and horrific reminder that we must do so much more to foster a culture of life in America,” said Jeb Bush on Twitter.

As politicians responded to the video, a bill to increase funding for breast cancer research was pulled from the House floor after abortion critics linked it to Planned Parenthood. The Breast Cancer Awareness Commemorative Coin Act would have raised as much as $4.75 million in research funds for Susan G. Komen for the Cure—an organization that has a longstanding alliance with Planned Parenthood to fund preventative cancer screenings. The bill was expected to pass easily, but House Republican leaders pulled it from consideration after the conservative group Heritage Action objected.

Whether the video Tuesday shows illegal activity could ultimately be irrelevant. For years, antiabortion groups promoted their cause by highlighting the sometimes disturbing details of abortion procedures and painting abortion providers as callous and unethical.

They have argued against allowing abortions later in pregnancy by suggesting that older fetuses can feel pain and they are pushing for a federal ban on the procedure at 20 weeks of pregnancy.

The accusation that Planned Parenthood is illegally selling the organs of fetuses is not new among antiabortion advocates. The controversy gained national attention in 2000, after the publication of an undercover investigation by a Texas-based antiabortion group, Life Dynamics, which was also involved in Tuesday’s ­video release.

The investigation’s conclusion, that a Kansas clinic affiliated with Planned Parenthood was participating in a scheme to profit from the sale of fetal tissues, prompted a 20/20 hidden camera investigation on the subject, and a hearing of the Subcommittee on Health and Environment in the House of Representatives.

The FBI also investigated the Kansas clinic for any wrongdoing, but later concluded that it did not break any laws.

Mike DeBonis and Abby Ohlheiser contributed to this report.

FONTE https://www.washingtonpost.com/politics/undercover-video-shows-planned-parenthood-exec-discussing-organ-harvesting/2015/07/14/ae330e34-2a4d-11e5-bd33-395c05608059_story.html

http://www.washingtonpost.com/politics/undercover-video-shows-planned-parenthood-exec-discussing-organ-harvesting/2015/07/14/ae330e34-2a4d-11e5-bd33-395c05608059_story.html

http://www.washingtonpost.com/news/acts-of-faith/wp/2015/07/15/congressional-state-investigations-into-planned-parenthood-underway-after-undercover-video-goes-viral/
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La StemExpress compra bambini abortiti per rivenderli al mercato delle sperimentazioni (video)  di NotizieProvita

Aborto – “Il coso intatto è in arrivo, preparate la scatola!” 

La StemExpress è una società cliente di Planned Parenthood da cui compra gli organi dei bambini vittime dell’aborto e li rivende agli istituti di ricerca (per trapiantarli nei topi,magari…)

Anche se i sette video pubblicati finora sono incentrati sull’attività disumana e illegale di Planned Parenthood, è stata

la Stem Express che ha fatto causa al Center For Medical Progress, autore dei filmati, e ha ottenuto anche un’ordinanza restrittiva da un giudice californiano.

Ultimamente, però, l’ordinanza è stata revocata: il CMP ha tutto il diritto di pubblicare i suoi video denuncia. Quindi ecco un’anteprima: nel nuovo video che potete vedere qui sotto, ci sono 2 minuti inediti.

In essi, Cate Dyer, CEO della StemExpress, sempre durante un pranzo scherza e ride su come la sua società possa comprare bambini intatti dalla PP: e fa una battutina su come nel recapitare il “pacchetto” avvisano il laboratorio di destinazione di preparare la scatola per riceverlo.

“Oh, sì, ne abbiamo di “casi intatti”(=bambini abortiti interi): ne abbiamo sempre avuti tanti. A volte li spediamo interi al laboratorio”.

“Ditegli che sta arrivando”, ride, “Come dire, apri la scatola e via! O mio Dio!”.

L’ottavo video completo, a cui si riferiscono questi 2 minuti (che potete vedere in fondo a questa pagina), sarà pubblicato nelle prossime ore.

Fonte NotizieProvita

FONTE http://www.noaimatrimonigayinitalia.it/2015/08/22/la-stemexpress-compra-bambini-abortiti-per-rivenderli-al-mercato-delle-sperimentazioni-video-2/

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ABORTO/ Stati Uniti, bambini estratti vivi dal grembo e uccisi: piangono e urlano di dolore

Sarebbero 18mila i bambini che muoiono durante aborti effettuati nel cosiddetto ultimo termine, la ventesima settimana, il limite massimo concesso dalla legge americana, bambini che sono ormai del tutto formati e in ottima salute. Lo ha detto il deputato Trent Franks in una intervista al sito LifeNews.com: “Bambini innocenti e senza difese che sentono tutto il dolore fisico di quanto si sta loro facendo ma che in molti casi sopravvivono anche fuori del grembo materno e che vengono uccisi senza neanche il minimo di anestesia”. Urlano e piangono, ha detto ancora ma per via del liquido amniotico che copre le corde vocali invece dell’aria, non si sentono queste grida disperate. Ma non sempre è così: spesso queste urla e pianti si possono udire. Lo ha raccontato una ex dipendente della clinica abortista Kermit Gosnell di Philadelphia dicendo che durante un aborto è rimasta sconvolta dalle urla di un bambino che veniva ucciso dopo essere uscito dal grembo. Per resistere a queste scene, Sherry West, l’infermiera, ha detto che cercava di convincersi di trovarsi davanti a una sorta di cavia e non a un essere umano. La clinica in questione è adesso sotto processo per numerosi casi di omicidio di bambini uccisi dopo essere nati. Sherry West è tra i testimoni al processo e a proposito di quanto ha assistito, visibilmente sconvolta al ricordo, ha detto di non sapere come descrivere le urla che sentiva, paragonandole a quelle di una specie di alieno. Il parlamento americano nei prossimi giorni voterà una proposta di legge per ridurre il termine di aborto prima della ventesima settimana.

 FONTE   http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2015/1/17/ABORTO-Stati-Uniti-bambini-estratti-vivi-dal-grembo-e-uccisi-piangono-e-urlano-di-dolore/573482/
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Planned Parenthood. Incriminato l’attivista che svelò il traffico illegale di bambini abortiti

Denunciato per «tentato acquisto di organi umani» David Daleiden, che si era finto un acquirente per realizzare i video di denuncia. Salve invece le cliniche che vendono sotto «rimborso»
David Daleiden è stato incriminato in Texas per «manomissione di documenti governativi» e «tentato acquisto di organi umani». Attraverso una serie di video “undercover” l’attivista americano aveva pubblicato nei mesi scorsi un’inchiesta sul colosso abortivo Planned Parenthood (Pp), portando alla luce il gigantesco scandalo della compravendita e traffico illegale di tessuti fetali e organi di bambini abortiti.

INDAGINI E FONDI. Dopo la diffusione dei video, undici Stati hanno aperto indagini per verificare i fatti descritti nei filmati e raccontati dagli stessi responsabili delle cliniche. Molti hanno bloccato i fondi mentre il Congresso ha approvato una legge, che Barack Obama ha promesso però di respingere, per congelare per un anno i 528 milioni di dollari che Pp riceve in finanziamenti pubblici (su un incasso totale di 1,3 miliardi all’anno).

120 MILA DOLLARI AL MESE. In Texas, la direttrice della clinica Gulf Coast di Pp, Abby Johnson, ha ammesso davanti al Senato che solo la sua filiale (su 13 mila in tutto il paese) ricava 120 mila dollari al mese per la vendita alle aziende di tessuti fetali di bambini abortiti. Ha però aggiunto che questo ricavo è «ragionevole» per il carico di lavoro richiesto e non può essere considerato profitto, di conseguenza non sanzionabile dalla legge. Il Gran giurì di Houston, invece che perseguire Planned Parenthood, ha incriminato Daleiden, che si era finto un rappresentante di una compagnia interessata all’acquisto.

«È UN GIORNO TRISTE». Diane Black, membro della Camera dei rappresentati per lo Stato del Tennessee, ha dichiarato a riguardo delle indagini: «È un giorno triste per l’America. Chi si procura organi di bambini abortiti non paga le conseguenze delle sue azioni, mentre i coraggiosi che dicono la verità ed espongono questi misfatti vengono incriminati con una sentenza politicamente motivata».

COMPRATORE E VENDITORE. Il Center for Medical Progress (Cmp), di cui Daleiden è a capo, ha rilasciato un comunicato ricordando che nell’inchiesta sono state «adottate le stesse tecniche investigative usate da decenni dai giornalisti americani nel rispetto del diritto alla libertà di stampa garantito dal Primo emendamento. Noi rispettiamo il processo e facciamo notare che per comprare tessuti fetali è necessario che ci sia anche un venditore di tessuti fetali».

LA RETROMARCIA. Pur negando tutte le accuse mosse dal Cmp, costruite sulla base delle dichiarazioni fatte dai vari responsabili delle cliniche abortive ripresi nei video, Planned Parenthood ha annunciato che d’ora in poi non accetterà più i «rimborsi» richiesti per le spese sostenute per le «donazioni» di organi e parti di bambini abortiti. «Questo fatto», ha dichiarato Daleiden, «dimostra quanto abbiamo sempre sostenuto: Planned Parenthood non sostiene alcun costo reale, e i pagamenti per gli organi fetali raccolti hanno sempre rappresentato un margine di profitto aggiuntivo».

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Dopo i video-choc, i Democratici Usa difendono ancora Planned Parenthood

Incredibile! Il Partito Democratico americano, guidato dal Presidente Barack Obama,ha espresso «solidarietà» a Planned Parenthood, accusata di un traffico degli organi dei bambini abortiti presso le proprie strutture, ed ha anzi chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti del Cmp-Center for Medical Progress, l’organizzazione pro-life che ha scoperto e reso pubblico lo scandalo, grazie a due video registrati con una telecamera nascosta da propri attivisti, fintisi compratori d’organi. Nei filmati si vedono e si sentono chiaramente alti funzionari della multinazionale dell’aborto vendere parti dei feti umani ad un costo compreso tra i 35 ed i 100 dollari, trattando anche sul prezzo.

Con una lettera, inviata al Procuratore Generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, ed al Procuratore Generale della California, Kamala Harris, gli esponenti democratici del Congresso Jan Schakowsky, Zoe Lofgren, Jerry Nadler e Yvette Clarke, pretendono sanzioni esemplari nei confronti della meritoria sigla pro-life, “rea”, a loro dire, «da diversi anni di macchinazioni», nonché d’aver pubblicizzato le immagini ed i dialoghi senza il consenso degli interessati: un pretesto formale viene cioè contrapposto all’indegna e terrificante macelleria smascherata.

Secondo il Center for Responsive Politics, nel 2014, 153 parlamentari democratici hanno ricevuto oltre 676 mila dollari da Planned Parenthood. Lo stesso Presidente Usa, Barack Obama, per la sua campagna elettorale del 2012, ha ricevuto dalla multinazionale dell’aborto ben 1,7 milioni di dollari. Del partito repubblicano, invece, solo il deputato Richard Hanna ha ricevuto 2.823 dollari.

Secondo Lofgren, anzi, Planned Parenthood sarebbe «un’istituzione assai rispettata ed importante per la comunità», mentre Schakowsky critica il Cmp, imputandolo di un’indicibile bassezza ed accusando tutti gli attivisti per la Vita di non fermarsi «di fronte a nulla nei propri sforzi tesi a minare il diritto di scelta della donna». Parole indegne di un esponente del Congresso americano.

Il Cmp, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di fermarsi: anzi, ha annunciato la diffusione di altri video che inchiodino alle proprie responsabilità gli autori di questo mercato disumano, video realizzati grazie ad un’indagine durata tre anni e denominata «Capitale umano».

Ad oggi, sono ben sette gli Stati federali, che hanno avviato indagini contro le cliniche di Planned Parenthood, dopo la diffusione dei video contestati: si tratta del Kansas, della Georgia, della Louisiana, del Texas, dell’Ohio, dell’Indiana e dell’Arizona.

Il governatore del Kansas, Sam Brownback, ha anzi assicurato che il proprio Stato «mantiene l’impegno di promuovere una cultura rispettosa della dignità della vita a qualsiasi età».

Dal canto suo, la Commissione per l’Energia ed il Commercio della Camera dei Deputati americana ha inviato una lettera al presidente di Planned Parenthood, Cecile Richards, con cui le si chiede ufficialmente di presentarsi il prossimo 31 luglio, per difendersi e chiarire le accuse mosse all’istituzione che rappresenta.

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fonte: NoCristianofobia

FONTE http://www.riscossacristiana.it/dopo-i-video-choc-i-democratici-usa-difendono-ancora-planned-parenthood/

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La lettera pro-life di Donald Trump ignorata dai media
di Donald J. Trump

La sfida elettorale che l’8 novembre si concluderà con l’elezione del 45° presidente degli Stati Uniti è anche una battaglia fra due visioni del mondo contrapposte e inconciliabili. Da un lato Hillary Clinton, candidata del Partito Democratico, è una lucida sostenitrice dell’aborto; non a caso la Planned Parenthood, il più grande abortificio del mondo, ne appoggia appassionatamente la candidatura. Dall’altro Donald J. Trump, candidato del Partito Repubblicano, è un uomo molto chiacchierato e non certo famoso per essere un idealista; nondimeno è capace d’impegni politici precisi a favore del diritto alla vita. Come questo suo breve ma inciso articolo pubblicato sul quotidiano Washington Examiner il 23 gennaio scorso con il titolo My vision for a culture of life e letteralmente ignorato dalla stampa.

 

Marco Respinti

Segue il testo integrale tradotto:

 

Consentitemi di essere chiaro. Io sono per il diritto alla vita. Ho questa posizione pur ammettendo eccezioni in casi di stupro, incesto o quando è a rischio la vita della madre. Non sempre l’ho pensata così, ma una esperienza personale assai significativa mi ha portato a riconsiderare il prezioso dono della vita. L’aneddoto è ben documentato e quindi non lo racconterò di nuovo ora (1). Tuttavia, nello spazio che mi rimane, voglio esprimere ciò che provo nei confronti della vita e della cultura della vita proprio mentre cade il 43° anniversario del caso Roe v. Wade (2).

Io sono un costruttore. Per costruire bisogna seguire un metodo. Ci si serve di molte arti di cui l’ingegneria è la più importante. Le regole per assemblare le strutture sono molto rigide proprio come lo sono le regole della fisica. Le regole hanno superato la prova del tempo e sono diventate il modo per assembleare le strutture che perdura e che produce bellezza. Gli Stati Uniti, quando sono al loro meglio, seguono un insieme di regole che funzionano sin dall’epoca della fondazione. Una di queste regole è che noi, come statunitensi, onoriamo la vita e questo abbiamo fatto sin da quando i nostri fondatori hanno fatto della vita il primo, e il più importante, dei nostri diritti «inalienabili» (3).

Con il tempo la cultura della vita di questo Paese ha preso a scivolare verso una cultura della morte. La prova forse più decisiva su cui si regge quest’affermazione è che dalla sentenza pronunciata dalla Corte Suprema nel caso Roe v. Wade 43 anni fa a oggi più di 50 milioni di statunitensi non hanno avuto la possibilità di godere delle opportunità che il nostro Paese offre. Non hanno avuto la possibilità di diventare dottori, musicisti, agricoltori, insegnanti, mariti, padri, figli e figlie. Non hanno avuto la possibilità di arricchire la cultura questa nazione o di contribuire con i propri talenti, le proprie esistenze, i propri affetti e le proprie passioni al tessuto di questo Paese. Mancano e ci mancano.

Nel 1973 la Corte Suprema fondò quella sentenza immaginando diritti e libertà che nella Costituzione non ci sono. Se prendessimo per vera la parola di quel tribunale, ovvero che l’aborto sia una questione di privacy, dovremmo logicamente concludere che è il denaro privato quello che deve finanziare questa scelta e non il mezzo miliardo di dollari erogato ogni anno dal Congresso federale ai procuratori di aborti. Il finanziamento pubblico dei procuratori di aborti è quanto meno un insulto alla coscienza delle persone e al meglio un affronto al buon governo.

Inoltre, come se usare il denaro dei contribuenti per agevolare lo scivolamento verso la cultura della morte non fosse già abbastanza, la sentenza del 1973 è diventata una pietra miliare nel dimostrare il disprezzo totale che quel tribunale riserva al federalismo e al Decimo Emendamento (4). Il caso Roe v. Wade ha infatti dato alla Corte Suprema una scusa per smantellare le decisioni prese dalle assemblee legislative dei diversi Stati dell’Unione e il voto espresso dalla gente. Un modo di fare, questo, che da allora la Corte ha ripetuto mille volte. La sentenza nel caso Roe v. Wade è quindi diventata solo l’ennesimo esempio dello scollamento tra il popolo e il suo governo.

Siamo nel pieno di un ciclo politico che porterà all’elezione di un nuovo presidente federale e fra pochi giorni si voterà. I cittadini di questo Paese avranno la possibilità di votare per il candidato che rappresenta la loro visione del mondo. Spero che sceglieranno il costruttore, l’uomo che ha la capacità d’immaginare la grandezza di questa nazione. Il prossimo presidente dovrà seguire i princìpi che meglio funzionano e che rafforzano la venerazione che gli statunitensi hanno nei confronti della vita. La cultura della vita è troppo importante perché la si lasci eclissare per convenienza o correttezza politica. È preservando la cultura della vita che Faremo Grandi Ancora gli Stati Uniti.

*candidato del Partito Repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti. Traduzione e cura di Marco Respinti

Note del traduttore

(1) Il 6 agosto 2015, durante il primo dibattito pubblico tra i candidati del Partito Repubblicano nelle primarie, rispondendo a una domanda relativa alle sue precedenti posizioni filoabortiste e sul cambiamento poi intercorso, Trump ha raccontato: «E quel che è successo è che anni fa dei miei amici aspettavano un bambino e che quel bambino avrebbe dovuto essere abortito. E invece non è stato abortito. E oggi quel bambino è una superstar assoluta, un bambino grande, davvero grande. E io questo l’ho visto. E ho visto altre cose così. E sono molto, molto orgoglioso di dire che io sono per il diritto alla vita».

(2) Il 22 gennaio 1973 la Corte Suprema federale concluse il caso Roe v. Wade con una sentenza che cancellò le precedenti norme a difesa della vita umana nascente approvate e vigenti nei singoli Stati dell’Unione, legalizzando così l’aborto in tutto il Paese. Il mondo pro-life considera la sentenza un abuso giacché la Corte Suprema, come sancisce la Costituzione federale, non ha alcun potere di legiferare, ma solo quello di vigilare sulla costituzionalità delle leggi e di esprimersi negli ambiti strettamente costituzionali dei casi che è chiamata a giudicare. Del resto, il caso Roe v. Wade si fonda su una grande menzogna: una ragazza dall’adolescenza rovinata, lesbica, coperta da anonimato, “Jane Roe”, alla terza gravidanza indesiderata, s’inventò di essere rimasta incinta a causa di uno stupro. Supportata da alcune avvocatesse fortemente politicizzate, “Jane” adì il Tribunale distrettuale del Texas e dopo tre anni giunse alla Corte Suprema. Intanto quel suo terzogenito era nato, era stato dato come gli altri due in adozione e “Jane” cambiò la versione dei fatti invocando la necessità dell’aborto a causa dello stato di povertà e di depressione in cui viveva. Anni dopo “Jane” rivelò di essere Norma Leah Nelson McCorvey: accadde quando si convertì prima al protestantesimo e poi al cattolicesimo con don Frank A. Pavone, che oggi è uno dei consiglieri cattolici di Trump.

(3) Sono le parole del preambolo della Dichiarazione d’indipendenza del 1776: «Noi asseriamo che queste verità sono per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro Creatore di determinati diritti inalienabili, che tra questi vi sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità».

(4) Il Decimo Emendamento alla Costituzione federale degli Stati Uniti, l’ultimo di quelli approvati nel 1791 e noti come Bill of Rights, sancisce che i poteri non delegati dalla Costituzione al governo federale o da essa non vietati agli Stati sono riservati agli Stati o al popolo.

FONTE http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-lettera-pro-life-di-donald-trump-ignorata-dai-media-17779.htm

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7Recentemente, una lettrice, imbarazzata dalle foto, di bambini sterminati nel seno materno -definite raccapriccianti- che questo sito pubblica nonostante la loro crudezza, sdegnata e imbarazzata dall’eccessivo risalto (eccessivo secondo lei) che questo blog ha dato al crimine dell’aborto cerca in qualche modo di giustificarlo utilizzando inutili sofismi del tipo  “E’ comprensibile che le donne abortiscano dopo aver subito uno stupro”. Peccato che gli aborti volontari eseguiti in seguito a tali tragici eventi rapprensentino semplicemente una piccolissima percentuale: meno del 5% sommati tra l’altro a quelli eseguiti per gravi complicazioni o handicap del feto, -anche se nemmeno questi costituiscono una motivazione al ricorso dell’omicidio di un innocente-. Alla lettrice vorrei chiedere per quale motivo lei e il partito che sostiene, difendono a spada tratta ideali tipo amnistia per i detenuti, abolizione della pena di morte e altri falsi pietismi di questo tipo, quando sarebbe più onesto e ovvio chiedere pene severe per chi commette uno stupro, mentre la società del politically correct chiede invece l’amnistia per il suo perpetratore e l’uccisione dell’innocente che suo malgrado si è ritrovato in questo mondo. Non ho mai ricevuto una risposta valida a tale interrogativo, solo scappatoie e risposte vaghe fuoritema, e nemmeno si spiega perchè sono le foto ad essere definite “raccapriccianti” e non il crimine stesso dell’aborto. Infatti come vedremo l’olocausto silenzioso di milioni di innocenti continua ad essere eseguito senza che nessuno metta in luce le estreme contraddizioni dei sostenitori dell’aborto, glissando sulla tragicità di questo evento che non solo provoca l’uccisione del bimbo, e il collasso psicologico e spesso anche ingenti danni fisici per la madre, -anche se eseguito dai migliori professionisti-, ma anche una spirale infinita di maledizione al mondo intero.
12745474_237469513251994_970719382232195664_nTra i vari temi che si toccano nei siti che trattano di Massoneria e Nuovo Ordine Mondiale: false flag, OGM, capitalismo ecc raramente mi capita di leggere articoli e documentazioni che affrontano il tragico tema dell’aborto anche da parte di chi si oppone (o dice di opporsi) all’èlitarsimo; l’aborto è un argomento molto evitato e snobbato benchè rappresenti la vera e propria anima del mondialismo: un’arma essenziale per l’èlite di cui se ne serve per duplici motivi. Per carità, anche gli altri allarmi su cui si concentrano i siti anti-NWO sono argomenti seri e importanti, che meritano di essere portati alla luce, ma a ben vedere bisognerebbe chiedersi se gli Illuminati disporrebbero di tale potere ed energia su scala globale se gli uomini decidessero di agire rettamente e moralmente rigettando gli ideali aberranti contro natura e contro coscienza promossi dagli stessi. Come ripeteva spesso Padre Pio:

“Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni”

Il risultato della sua legalizzazione? Ecco un dato parziale: nella sola Italia, dal 1978 al 1995, invece di diminuire grazie all’introduzione della Legge nº 194, gli «aborti terapeutici» hanno superato i 4milioni, con una media di poco inferiore ai duecentomila all’anno, e un rapporto annuo che è di un aborto per ogni tre o quattro nati vivi. Dal giorno della sua legalizzazione, quel maledetto 22 Maggio del 78 (a soli 13 giorni dal sequestro di Aldo Moro, 9 Maggio 78) ad oggi gli aborti si sono moltiplicati del 730%! Sarà un caso che dopo aver accolto questa spirale di maledizione -spacciata come progresso- l’Italia abbia cominciato ad affondare inesorabilmente, per arrivare oggi a sprofondare completamente nelle fauci degli oligarchi USA/UE?

12744299_237469526585326_1089811280382741877_nEppure questo crimine rivendicato come conquista sociale è il realtà il vero ponte tra il mondo e i tentacoli della tanto pianificata Repubblica Universale. Pensare che solo attraverso la fecondità e la famiglia, – sfuggendo agli ideali materialistici e goderecci proposti dalla società evangelizzatrice di un religioso NULLA- si potrebbe creare un forte bastione contro i piani degli Illuminati, piani  che si stanno concretizzando anche grazie all’adesione persino di alcuni “cattolici” alle campagne contro la “sovrappopolazione” che minerebbe il benessere del popolo su scala mondiale, ma che in realtà -come abbiamo visto in un precendete articolo- la massiccia popolazione terrestre crea in realtà ricchezza alle Nazioni, ma crea un grave intralcio SOLO all’1% che detiene il 40% della ricchezza planetaria, ossia gli Illuminati. Di questa grave disinformazione il prezzo lo stanno pagando caro milioni di bambini mai nati. (clicca qui)

coscienti e consenzienti

IL COMPLOTTISMO DI CHI TEMEVA L’ ABORTO E L’EUTANASIA DOPO LA LEGGE SUL DIVORZIO

Quando i cattolici “complottisti” nel 1970 combattevano in difesa del matrimonio indissolubile contro il divorzio, ammonivano che il divorzio sarebbe stato solo un primo passo verso un permissivismo legale sempre più aggressivo e allettante, avvertivano che dopo il divorzio sarebbe venuto l’aborto, poi la liberalizzazione della droga, poi l’eutanasia, cioè la soppressione indolore di persone sofferenti, inguaribili o «inutili». Chi parlava così era tacciato di complottismo, un po come capita a quelli che oggi avvertono che i matrimoni e le adozioni gay spalancheranno le porte alla pedofilia, -in realtà ciò è molto più che un timore, dato che le disposizioni che ci arrivano dai nostri superiori europei impongono di rimuovere il limite di età per i rapporti sessuali tra adulti e bambini- (dal sito ufficiale delle Pari Opportunità, art.18) e in seguito anche alla legalizzazione dell’incesto sulla quale in USA sono già scesi in campo psicologi e lobby in difesa di questo che loro chiamano “una variante naturale della sessualità umana” (clicca qui)
Ebbene, il divorzio fu approvato il 1º dicembre 1970 e, puntualmente, dopo sei mesi precisi, il 18 giugno 1971, veniva presentata al Senato da un gruppo di senatori del Partito Socialista Italiano la Proposta di Legge per legalizzare l’aborto. Alla fine si scoprì che avevano ragione i “complottisti” .

DA ANDREOTTI A RENZI QUANDO IL FASCINO DELLA POLTRONA NON CONSENTE SAGGE DECISIONI

Il “cattolico scout” Matteo Renzi che nel non lontano 2007 partecipò al Family Day, (clicca qui) ma che oggi non sta nella pelle dalla fretta di favorire le unioni contro natura e gli uteri in affitto, con l’appoggio di Angelino Alfano -ministro dell’interno in un governo di sinistra, ma fondatore allo stesso tempo di un partito chiamato “Nuovo Centro Destra” – ci fa inevitabilmente venire in mente i “cattolici” del 78: Giulio Andreotti, Tina Anselmi, Giovanni Leone, ecc, moderni eredi del cattolicesimo liberale – sempre pronto al compromesso e al tradimento – quelli che firmarono di loro pugno la Legge dell’aborto pur di non perdere la poltrona… Purtroppo, come tutto nel nostro Paese, anche la questione dell’aborto fu vista da chi si proclamava «cristiano» come una battaglia puramente politica, prova ne è che dopo la sconfitta subita alle urne nel 1978 questi sedicenti «cristiani», persero comunque quella cara poltrona che non volevano lasciare per nessun motivo.  Allo stesso modo possiamo star certi che a nulla servirà a Renzi questa linea di accondiscendenza per accattivarsi le simpatie degli oligarchi USA/UE. Come disse Licio Gelli nella sua ultima intervista riferendosi all’attuale premier: “Renzi? Non è un personaggio destinato a durare a lungo”. Di ciò ne siamo convinti anche noi. (intervista)

Propaganda massiccia in favore dell'aborto, oltre che blasfema

LA DITTATURA MEDIATICA Per convincere il pubblico sulla legittimità dell’aborto, nel furbesco linguaggio politicamente corretto si eviterà di dire aborto, sostituendo questo vocabolo che potrebbe suonare un po’ sinistro con quello più accattivante di «interruzione di gravidanza»; oppure ci si guarderà dal definire il frutto del concepimento «bambino», chiamandolo magari «feto» così come viene si vuol cancellare il termine più indicato per definire lo sfuttamento di donne indigenti “dell’utero in affitto” sostituendolo con “gravidanza di sostegno”, o ancora la pedofilia con “amore intergenerazionale”. E via dicendo…
“L’interruzione di gravidanza”, ci dicono, è una conquista sociale, un traguardo nel lungo cammino di emancipazione della donna, un segno di civiltà… Ma siamo proprio sicuri che sia così? Oppure l’aborto è un crimine disgustoso, dettato il più delle volte dall’egoismo più bieco e compiuto con la complicità di uno Stato permissivista che anziché punire l’infanticidio, lo riduce semplicemente ad una questione di scelta, lasciando unicamente alla coscienza dell’individuo il delicato compito di decidere della vita altrui?
Grazie alla disinformazione la maggior parte delle persone è ancora oggi convinta che il risultato dello sviluppo fetale alla 8ª settimana di gravidanza sia niente di più che un «grumo di cellule», una «verruca», una «masserella informe» senza alcuna individualità. Non dico un medico, ma persino uno studente in medicina sarebbe in grado di dimostrare la falsità di questa convinzione.
Ramòn Lucas Lucas, nell’opera Bioetica per tutti, sintetizza così l’idea di aborto: “ Fin dal concepimento vi è una vita che corre verso l’avvenire: a diciotto giorni c’è già un cuoricino che pulsa; ad un mese e mezzo i ditini si precisano, con le loro impronte digitali, già inconfondibili ed uniche; a due mesi vi è una creatura perfettamente simile ad un grande, ma ha una precisione assoluta. A tre mesi, il bimbo, vive una vita sua, in stretto collegamento con quella della mamma: si sveglia se si sveglia lei, la ascolta parlare o cantare, fà le capriole, scalcia, soffre terribilmente se una terribile macchina aspiratutto inizia, d’improvviso, a strappargli via via le braccia, le gambe, pezzo per pezzo, finché un arnese di ferro non entra a prelevare la sua testolina, per schiacciarla, come una noce, con un colpo secco, per asportarla”
L’aborto non è un problema eminentemente «politico» o «religioso». Prima ancora, esso è un problema scientifico e, specificamente, un problema biologico. L’autorità scientifica afferma con certezza quando ha inizio la vita umana è la biologia, infatti l’embriologia, la fetologia, la genetica, la perinatologia e tutta la biologia – conferma l’umanità del bambino non nato.

Aborto spontaneo

Se si arrivasse ad ammettere che il frutto del concepimento fin dai primi momenti della sua esistenza è a tutti gli effetti un essere umano, il tanto declamato «progresso» diventerebbe ipso facto un’imposizione antidemocratica degna di uno spietato regime comunista. Un’informazione di questo genere andrebbe a cozzare contro un’altra intoccabile divinità dell’affollato pantheon dell’uomo moderno: la libertà individuale. Ne consegue che le informazioni date agli utenti devono essere in linea con l’«etica» laica dominante, e qualsiasi deviazione da essa non può essere tollerata. Bisogna quindi necessariamente concludere che la discriminante in questa materia non è la scienza, ma le convinzioni ideologiche e filosofiche di chi tiene saldamente nelle proprie mani le redini dell’informazione
Il Progetto sull’aborto del 1971, stava dormendo alle Camere, quando, nel gennaio 1975, scoppiò lo scandalo della «clinica degli aborti» a Firenze. Per ingiunzione della Magistratura venne incriminato e arrestato il medico che, aiutato da alcune infermiere e da un idraulico (!), praticava decine di aborti ogni giorno. I media con questo scandalo invece di condannare i responsabili, e di sensibilizzare le famiglie in favore della vita ne approfittarono per dare voce a chi si servì di questo caso per riaccendere la polemica sulla legalizzazione dell’aborto.

Aborto per raschiamento

LO STRANO INCIDENTE DI SEVESO: UN TOCCASANA PER LA CAMPAGNA ABORTISTA.

A riaccendere in maniera drammatica la polemica sull’aborto scoppiò nell’estate il caso di Seveso. A Seveso, nella Brianza, il 10 luglio nella fabbrica chimica ICMESA avvenne un’esplosione (sulle cui cause poco si è indagato..) che provocò una fuga di gas altamente tossico: la diossina. Una nube spinta dal vento lo sparse su un vasto territorio. Seguì l’ordine di sgombero della popolazione. Fra le gravi conseguenze dell’accaduto, subito prese consistenza la preoccupazione, oltre che per la salute degli abitanti, anche per la sanità dei nascituri. Immediatamente, i movimenti femministi e radicali reclamarono il diritto di aborto per le donne incinte della zona di Seveso e Meda. Le parlamentari Emma Bonino, del Partito Radicale, e Susanna Agnelli, del Partito Repubblicano, richiesero l’autorizzazione all’aborto dal Ministro della Sanità. Fecero eco tutti gli operatori laicisti dei mezzi di comunicazione sociale. Una propaganda massiccia, violenta e intimidatoria venne messa in atto da una parte per piegare le autorità a iniziare subito indiscriminatamente gli aborti, dall’altra per una specie di costrizione morale su tutte le gestanti della zona inquinata perché si decidessero ad abortire. Il clima salì talmente di tono che su La Stampa di Torino (dell’8 agosto 1976) si chiese che non solo fosse permesso l’aborto, ma diventasse obbligatorio; che non solo le gestanti potessero abortire, ma che fossero obbligate dallo Stato ad abortire. Tutto il mondo laico reagì, stupito e irritato per la presa di posizione della Chiesa. Emblematico Il Corriere della Sera (del 19 settembre 1976) nell’articolo di fondo dal titolo «Violenza a Seveso», scritto dal direttore: «A Seveso si sta consumando una violenza che forse non ha confronti nel nostro tempo». Altri tacciarono i cattolici di «disumanità» e l’accusarono di «terrorismo psicologico». Con molta onestà da parte cattolica, come non si negò la possibilità che un nascituro della zona inquinata potesse nascere malformato, così si affermò che scientificamente non si hanno prove per affermare la malformazione del feto.

5Pochissime le donne che abortirono. Stranamente – e questo va detto a onore dello donne lombarde – la stragrande maggioranza delle gestanti si rifiutò di abortire. Al culmine della sua frenetica campagna in favore dell’aborto a Seveso, Il Corriere della Sera, in data 11 settembre, a sessanta giorni dallo scoppio dell’ICMESA, dovette riconoscere queste cifre: su 1.000 gestanti, solo quindici hanno abortito! Altre, pochissime, hanno chiesto l’aborto. A Seveso e dintorni i bambini nati dopo l’esplosione risulteranno SANI, nella norma, anche dopo analisi nel lungo periodo. I feti abortiti, spediti in un laboratorio straniero per essere analizzati, non riveleranno alcun problema particolare: ma l’esito delle indagini rimarrà a lungo nascosto, tanto che ancor oggi, nell’immaginario collettivo, Seveso rimane una catastrofe di portata epocale. Si agì molto sull’onda dell’emozione, per i fatti di Seveso e per le cifre degli aborti clandestini, prima della legalizzazione finale che si scoprirà poi, anche per ammissione di alcuni protagonisti dell’epoca, essere state volutamente gonfiate. L’incidente di Seveso costituì comunque un passo fondamentale per la legalizzazione dell’aborto anche grazie al tam tam mediatico sguinsagliato in supporto alla pulizia umana mondialista  (clicca qui)
Lo strano incidente di Seveso e la sua strumentalizzaione mediatica ci riporta inevitabilmente alla strana epidemia Zika che colpirebbe i feti, scoppiata misteriosamente in Sudamerica.

questo è l'aborto

In realtà questo virus pare che arrechi danni meno gravi di una semplice influenza. Ma l’occasione è ghiotta per ONU per avviare una massiccia campagna in favore dell’aborto in America Latina dove è illegale in tanti Paesi ad eccezione di alcuni che lo applicano con pesanti restrizioni. Il fatto è che il nesso di causalità tra il virus e microcefalie dei feti è tutto da dimostrare e comunque, numeri alla mano, Zika sarebbe un fattore di rischio inferiore rispetto a tanti altri per cui non c’è alcun allarme. Proprio il fatto che l’allarme venga alimentato, a prescindere che l’emergenza sia poi confermata oppure smentita, ci fa capire che l’attuale stato di paura prelude a una nuova campagna, in questo caso dal duplice obiettivo: in favore dell’aborto, in uno dei due continenti che più resistono alla sua legalizzazione (l’altro è l’Africa), e contro la Chiesa cattolica, che di questa resistenza, e di molto altro, è incolpata. Come reclama la International Planned Parenthood Federation: “ occorre rimuovere degli ostacoli culturali e legali dei quali è responsabile l’influenza della Chiesa cattolica”. (clicca qui)

bambini abortitiLE DONNE E LE FEMMINISTE, CHE DIFFERENZA!

«È come se tu avessi ucciso un gatto»

Questa è la risposta della radicale Adele Faccio  ad una donna che ha abortito nel tentativo di smorzarle i sensi di colpa. Se una frase del genere la Faccio l’avesse pronunciata oggi c’è da credere che sarebbe stata travolta da polemiche, sdegno e persino minacce, non da parte dei Cattolici -ormai ridotti a non poter più esprimere un’opinione anche solo come semplici cittadini,- ma da parte delle potenti lobbies animaliste che ripetono allo sfinimento che l’uomo è solo un animale, nonostante non gli si riconoscano neppure i diritti delle altre bestie. I tempi non erano ancora maturi: la dichiarazione dei diritti dell’animale, l’ONU la proclamerà  il 15 ottobre 1978 subito dopo la negazione dei diritti dell’uomo.  La razza umana, non gode di nessuna tutela e di nessun diritto! Basti pensare al tenace impegno degli animalisti nel voler bloccare gli esperimenti sugli animali, impegni che vengono lodati dalla società e dai media, ma chi si permette di chiedere una dignitosa sepoltura per il bimbo abortito per evitare che il suo corpo vada a finire nei laboratori scientifici, nell’industria cosmetica, o peggio ancora nei rituali satanici (loro non hanno dubbi che il feto sia una persona) viene tacciato come bigotto, oscurantista, fascista, fanatico e/o pericoloso catto-reazionario.
E poi, tra le battagliere femministe c’e ovviamente la  Bonino, ex europarlamentare, vicepresidente del Senato della Repubblica, eletta nell’aprile 2008 nelle liste del Partito Democratico, fondatrice della CISA, grande sostenitrice dell’interruzione di gravidanza.

La Bonino alle prese con uno dei miglaia di aborti da lei eseguiti persino con pompe di bicicletta

Eccola nella foto a fianco mentre pratica un aborto nel 1975 uno dei 10.141 aborti illegali da lei promossi servendosi di una pompa da bicicletta per aspirare il feto dall’utero riponendolo in un vasetto di marmellata, quest’ultimo, diceva, è «un buon motivo per farsi quattro risate». Le femministe e i radicali sono giunti a tal punto da definire «parassita» il piccolo essere umano nato nel seno della donna, e da concludere che se è un «parassita» la donna ha il sacrosanto diritto di sopprimerlo quando e come vuole. E questo lo hanno scritto addirittura nella Relazione alla Proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati.
Ha scritto Adele Faccio, la loro Presidente, parlando da una tribuna molto elevata, da dove la voce arriva a tutta Italia (vedi Il Corriere della Sera, del 24 gennaio 1976): «É ora di farla finita di predicare la falsità […]. La sessualità è l’essenza stessa della vita». E per sessualità intendeva il soddisfacimento di ogni istinto: in particolare, masturbazione, omosessualità, rapporti sessuali prima e fuori del matrimonio, eliminazione di gravidanze non desiderate”.
L’articolo si chiudeva con un attacco violentissimo alla Chiesa, la quale, condannando tali «libertà» sessuali, si qualifica come «un potere ormai completamente antistorico,anticulturale e antiumano (!) che va combattuto come il peggior nemico della libertà, della felicità e della realtà. La donna è sesso”. Da queste dichiarazionni nasce in noi un senso di ripugnanza! La donna non è sesso: la donna è un essere meraviglioso. Per le femministe invece la donna è la «femmina». Chi vede nella donna soltanto una femmina (in calore), la umilia e la avvilisce come «donna».
4Ebbene: le femministe esigono libertà di aborto, per assicurare alla donna il libertinaggio sessuale, senza dover portare il peso di un eventuale «parassita».Viene da chiedersi chi siano le vere femministe di oggi, dato che loro che si definiscono “femministe” si sono nettamente schierate contro la dignità morale e sociale della donna rendendola uno strumento per il sesso da usare come e quando si vuole, senza impegni e senza considerazione, a beneficio e consumo quegli uomini che hanno accolto con gioia la “liberazione della donna” rendendo così i Paesi occidentali degli enormi  caotici postriboli. Senza contare che le menti che hanno hanno deciso la “rivoluzione della donna” e la legalizzazione dell’aborto sono soprattutto menti maschili che hanno pianificato il tutto nelle Logge, -ricordiamo che le donne non possono aderire ad una Loggia massonica, esistono alcune logge per sole donne, ma queste contano assai poco quando c’è da prendere delle decisioni-. Bisognerebbe quindi chiedere ai massoni di aprire le loro Logge anche alle donne visto che sono tanto interessati all’uguaglianza sociale tra uomo e donna dal momento che la predicano, ma non la praticano! Infatti, i loro slogan promuovono sempre e solo l’élitarismo del potente sul debole piuttosto che l’uguaglianza tra uomo e donna.  La ragione di tale rivoluzione non è rendere libera la donna, ma di snaturarla della sua natura materna che fa da collante per la famiglia. Noi non siamo donne in calore, siamo spose affettuose dei nostri mariti; siamo ragazze single che cercano l’uomo che ci renderà felici; siamo madri amorevoli ed esemplari per i nostri figli; siamo vergini e/o consacrate che difendono la dignità della donna; spesso siamo anche ex peccatrici che spalancano il cuore davanti al dono della Grazia; spesso siamo ancora peccatrici ma ci assumiamo le nostre responsabilità; siamo spesso credenti a volte anche non credenti, ciò che ci unisce è la certezza della dignità della donna e della sacralità del suo corpo. 12742468_237469583251987_7132529174183868980_nSiamo donne che amano e difendono il diritto alla vita e il diritto della donna ad essere amata e non usata da menti senza scrupoli. Va detto anche che questo articolo non è in nessun modo una condanna contro quelle donne che magari si sono ritrovate a compiere questo crimine per ignoranza, solitudine, disperazione,ecc anche per queste donne c’è possibilità di riscatto e di salvezza se prendono coscienza e si pentono di ciò che hanno fatto. E’ più che altro un invito a cessare di strumentalizzare la donna, di illuderla, di venderle false libertà che a ben vedere l’hanno resa più schiava adesso di quanto lo sia mai stata. Aborto diritto della donna? No, aborto per la riduzione delle nascite, altro che diritti della donna!

url-3MENTALITA’ ABORTISTA Una volta introdotto per Legge, l’aborto, il numero complessivo degli aborti non diminuisce, ma aumenta. Permangono quelli clandestini e si aggiungono quelli legali. Infatti la Legge permissiva dell’aborto suona come un invito ad abortire, crea la mentalità dell’aborto. É infine da notare la differenza che corre fra la «sopportazione» della prostituzione, del concubinato ecc… e la legalizzazione dell’aborto. Nel caso dell’aborto, lo Stato non soltanto «sopporta» e si astiene dal punire, ma positivamente offre la sua collaborazione per uccidere la piccola vita innocente. Lo Stato offre le sue cliniche, offre i suoi chirurghi allo scopo di uccidere. Lo Stato si fa così complice di assassinio. La Legge influisce sulle coscienze, specialmente della massa del popolo, specialmente dei giovani. La Legge ha un alto scopo pedagogico. La Legge è una luce, è un punto di riferimento, è un modello di comportamento. Ed è un invito, è un’esortazione ad agire con senso morale. Così dopo aver creato artificiosamente la «mentalità abortistica», oggi si vuole imporre a tutti i costi la mentalità omosessualista, “gay è bello, gay è naturale, gay è trendy”.  É un fatto psicologico ammesso da tutti gli studiosi: dalla permissione legale insensibilmente e fatalmente, si passa al permissivismo morale e il costume decade. Quando poi il costume è decaduto, alcuni generosi rimarranno fedeli, ma la massa viene travolta. Pertanto, la Legge non può ammettere la liceità dell’aborto. Primo effetto dell’aborto legalizzato: aumento pauroso degli aborti legali, dai 23.641 del 1968 si sale ai 169.362 del 1973: AUMENTO del 730%.
Secondo effetto: grande aumento ANCHE degli aborti clandestini, forse un 300.000, praticati come dicevano le femministe per lo più da “persone non qualificate”. Per uno o altro motivo non si può o non si stima opportuno ricorrere all’aborto legale? Si ricorre a quello clandestino. Così, di anno in anno aumentano gli uni e aumentano gli altri, e le coscienze, specialmente nelle nuove generazioni, fanno il callo al delitto di sopprimere una vita umana. Il più grave genocidio ai danni dell’umanità. Solo in Italia si continua a sterminare in media un bambino su 4, quella ricchezza: quella futura forza lavoro che il sistema ha deciso rimpiazzare con gli immigrati e portare così a compimento il  Piano Kalergi.

url-1UNA CREATURA VIVA E UNICA L’aborto, il massacro dei nascituri, non è una scelta privata, ma un crimine privato che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini, reclamando giustizia. Come sarebbe assurdo tollerare che certi genitori commettano abusi sessuali sui loro figli, col pretesto che si tratta di una faccenda privata che avviene all’interno della famiglia. Gli abortisti in genere considerano il feto «una parte del corpo della madre». Altri, sempre però presentando il problema come insignificante e marginale, parlano di «masserella genetica» ; altri – come Adriano Buzzati Traverso (1913-1983) – di «mucchietto di cellule». Il biologo Jacques Monod (1910-1976) parlò di «progetto» di persona. Progetto di persona? Quell’esserino è già quel che sarà da grande. Sarebbe la stessa cosa tra distruggere una casa e distruggere il progetto che l’architetto aveva disegnato sulla carta o sul computer? Il bambino è già quella casa sin dall’inizio. Sin da subito si presenta come un essere distinto e unico.
Dal momento in cui un ovulo femminile è stato fecondato è venuto all’esistenza un nuovo piccolo essere, che è un essere umano, ben individuato e singolare, esattamente distinto non solo dal padre, come è naturale, ma anche dalla madre. Fin dal concepimento esso ha i caratteri specifici di individualità e di autonomia nella sua realtà profonda (è un individuo a sé stante, è qualcuno, è «lui»). Ha il suo specifico patrimonio genetico. Contiene in codice tutto il suo avvenire. Il piccolo essere, legato evidentemente alla mamma per il suo vivere (ma come nei primi giorni dopo il concepimento, così sempre, fino a un minuto prima del parto), è tuttavia assolutamente distinto dalla mamma. Dal momento in cui viene concepito, non riceve più dalla mamma né una cellula, né un tessuto, né una funzione, né un organo, né una goccia di sangue. La madre offre solo alimento all’essere che ha concepito e un terreno caldo e propizio per il suo sviluppo e la sua crescita.

12705482_237469553251990_7426679133171909597_nE’ lui a bloccare le mestruazioni della madre; è lui a determinare il suo compleanno, perché l’inizio delle contrazioni del parto risulta da una iniziativa unilaterale del feto, anche quando si dice che alla madre si sono rotte le acque in realtà sono le acque del bimbo. Biologicamente, è un fatto scientifico che durante la gravidanza ci sono due corpi diversi. Primariamente, c’è il corpo della donna. In secondo luogo, c’è un altro corpo: quello del bambino. L’evidenza che ci sono due corpi separati può essere dedotta dal fatto che molte donne hanno spesso in grembo figli maschi, e individui il cui gruppo sanguigno differisce dal loro. Da un punto di vista medico, è impossibile che un solo individuo abbia due gruppi sanguigni completamente diversi. Chiaramente si tratta di un altro corpo. Inoltre, il corpo della madre riconosce il feto come un corpo estraneo. Questo figlio verrebbe immediatamente rifiutato dal corpo della madre come «tessuto estraneo» se non fosse protetto dalla placenta che lo zigote inizia da solo a formare 72 ore dopo il suo impianto nell’utero. Il Dr. A. W. Liley, professore di ricerca in fisiologia fetale ad Auckland, in Nuova Zelanda, è noto come il «padre della fetologia», ha affermato: «Il feto non è passivo, dipendente, snervato o un fragile vegetale, come molti pensano, ma un giovane essere umano, dinamico, plastico, forte e in larga misura responsabile del suo ambiente e del proprio destino […]. In definitiva, il feto organizza la madre […] in modo che i le sostanze nutrienti vengano deviate per le necessità fetali […]. Durante tutta gravidanza è la madre, e non il feto, ad essere passiva e dipendente» .T. W. Hilgers-D. J. Horan, op. cit., pagg. 27, 32-33.url-2
Altro che «l’utero è mio e lo gestisco come voglio io», come dicono le femministe. Non solo ai fini religiosi, ma anche sociali, occorre educare tutti, ma specialmente i giovani, al vero senso dell’amore; al rispetto della dignità di ogni essere umano; a riscoprire nella donna non «la femmina», ma un essere meraviglioso per la sua natura e il suo ruolo nella vita, nella famiglia e nella società. Occorre che i giovani tornino a vedere nella vera luce il matrimonio e la famiglia, realtà tra le più stupende e sante per l’essere umano; tornino a rivalutare la coscienza e a sentire profondo il senso della «sacralità della vita», di ogni vita.

-Floriana Castro Agnello- Antimassoneria Copypright 2016

Fonti: Francesco Agnoli di John Ankerberg, John Weldon, Mons. Pietro Fiordelli scarica documenti

FONTE http://antimassoneria.altervista.org/laborto-diritto-per-le-donne-no-delitto-a-beneficio-dellelite/