Vado: la centrale di De Benedetti continuerà a produrre cancro.

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Vado Ligure, la centrale dei veleni continuerà a bruciare carbone e a dispensare cancro nell’aria. Con grande soddisfazione delle lobbyes del carbon fossile della bauxite. 

Fatte 10 domande a Carlo De Benedetti. Ma l’ingegnere si guarda bene dal rispondere.

Carlo De  Benedetti: se ti  piace  il  carbone fatti una  centrale di coke sotto casa  tua
Carlo De Benedetti: se ti piace il carbone fatti una centrale di coke sotto casa tua

Alle “10 domande”  sulla centrale Tirreno Power, nonostante la formula delle “10 domande” sia un format particolarmente amato dal suo gruppo editoriale, l’ingegner De BenedettiRepubblica). non ha inviato – almeno per ora – alcuna risposta (peccato: così perde un po’ di credibilità il rammarico per la mancata risposta di Berlusconi alle domande di
In realtà  è stato fatto  un tentativo di riportare il discorso sul piano locale, cercando di far “sbollire” il rilievo nazionale che sicuramente non è piaciuto ai vertici: quindi ha risposto (si fa per dire) l’ingegner Gosio, direttore della Tirreno Power, che ha ottenuto ampio spazio sui quotidiani da lui stesso sponsorizzati. Peccato che lo spazio sia stato occupato solo per ripetere le stesse favolette che sentiamo ormai da anni: “non è vero che inquiniamo perché siamo entro i termini di legge” (non è proprio così: la risposta esatta è “ci hanno dato svariate proroghe per continuare a inquinare impunemente perché il Ministero dell’Ambiente non trova il tempo e/o la voglia di decidere se può concederci o meno l’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale”), “porteremo nuovi posti di lavoro” (con numeri estratti a caso dal bussolotto della tombola, a quanto pare: perché inizialmente erano 200, poi sono diventati 50, poi 30 e ieri, sui giornali, sono balzati di colpo a 300),  insomma, concludendo:  “abbiamo ragione noi perché sì”.

Veramente triste, poi, il disperato tentativo di tenere fuori “il Grande Capo”:  “l’ingegner De Benedetti non c’entra nulla! Ha “solo” il 38% delle azioni!” Purtroppo Sorgenia, ovvero il Gruppo CIR, ovvero Carlo De Benedetti, con quel 38% è l’azionista di maggioranza: e da che mondo e mondo, le decisioni che riguardano un’azienda non possono certamente passare inosservate all’azionista di maggioranza. Quindi, ciance a parte, la risposta “ufficiale” di Tirreno Power è un rimestamento (e neanche troppo rimestato) della solita aria fritta, che in pratica ignora le 10 domande, ad eccezione della prima che riguarda il consenso popolare: infatti, secondo Gosio, il progetto di ampliamento “gode di ampio consenso”. Ci vuole davvero un’incredibile faccia tosta a fare un’ammissione del genere, visto il clamoroso dissenso che emerge invece dalla stragrande maggioranza della popolazione: gli unici a dirsi “favorevoli per disperazione” sono alcuni giovani alla disperata ricerca di un lavoro che non c’è e disposti a lasciarsi abbagliare da qualsiasi specchietto per le allodole che riguardi questo drammatico tema…ma che, proprio in quanto giovani, forse non ricordano (o non hanno mai saputo) che nel periodo successivo al passaggio dalla proprietà ENEL a quella Tirreno Power vennero PERSI moltissimi posti di lavoro. Stranamente, all’epoca, nessuno disse nulla. Così come nessuno dice nulla, oggi, dei licenziamenti continui che la Maersk sta facendo ovunque, mentre contemporaneamente promette centinaia di nuovi posti a Vado Ligure, qualora si costruisca l’ecomostro-piattaforma per container. Il tutto suona un po’ strano, no?
Una ditta che fallisce di qua e promette di là dovrebbe far nascere almeno qualche sospetto.
Ma quando il lavoro si cerca disperatamente e non si trova (e chiediamoci perché il presunto “progresso” abbia portato tutta questa disoccupazione: non c’è qualcosa che non va? Non sarà forse nel capitalismo, che c’è qualcosa che non va?) si è disposti a chiudere occhi,  turarsi nasi, far finta di non sapere che il mio (presunto: MOLTO presunto) posto di lavoro potrebbe ammazzare il mio amico o il mio vicino di casa. O il suo (e magari il mio) bambino.La disperazione porta automaticamente al mors tua, vita mea: e che ragionino così i trentenni disperati, ci può anche stare. Fa orrore, ma almeno è comprensibile.
Non ci sta proprio, invece, che ragionino così persone con introiti di centinaia di milioni di euro all’anno, che per aggiungere qualche ulteriore milioncino sono disposti a fregarsene altamente della salute. Questo è eticamente orripilante, ma grazie al cielo non è neppure “nei limiti di legge”, per utilizzare un solchetto del disco rotto della Tirreno Power: quindi, molto presto, andremo a vedere cosa ne pensa la magistratura di chi inquina per lucro sapendo di inquinare. Nel frattempo ecco la replica “ufficiale” (ovvero quella che è stata inviata ai media) alla più-o-meno (molto meno che più) risposta di Gosio alle 10 domande che non erano state rivolte a lui.
In realtà non sappiamo se sia stato ufficialmente incaricato di rispondere in vece di De Benedetti o se sia stata un’idea sua: non l’ha detto. Sta di certo che, alla domanda “Che ora è?” ha risposto “Oggi ho mangiato gnocchi”. Il che è pure comprensibile, visto che le domande non erano rivolte a lui. Prima di riportare qui la replica, mi pongo io un’ultima domanda: è mai possibile che un industriale a cui si chiede ragione del disprezzo di un’azienda da lui controllata per migliaia di vite umane possa essere così presuntuoso da non rispondere o da far rispondere ad un suo dipendente senza neppure spiegargli cosa deve dire? Siamo davvero disposti ad accettare ancora a lungo  l’indicibile arroganza che viene dal potere, industriale o politico che sia? Un tempo si diceva “domandare è lecito, rispondere è cortesia”.
Evidentemente né Berlusconi, né De Benedetti (un altro portabandiera del “predicare bene e razzolare male”?) si sono sentiti in dovere di usare un minimo di cortesia nei confronti di chi aveva domande per loro: con la differenza – non da poco – che a Berlusconi si chiedeva ragione delle sue squallide storie di letto, che possono anche farci schifo ma che non ammazzano nessuno, mentre a De Benedetti si è chiesta ragione – ripeto – della perdita di migliaia di vite.
Chi, in questo mondo, può sentirsi  così potente, così importante, così superiore agli altri da potersi permettere di NON usare la “cortesia” di uno straccio di risposta?
Ma soprattutto… i cittadini sono veramente disposti a sopportarlo ancora?


Chiedetevelo tutti, per favore: uno per uno. E rispondete se volete, anche solo a  voi stessi. Pensate davvero che vivere “in democrazia” significhi farsi trattare come pezze da piedi, guardare dall’alto in basso, essere considerati un gregge di stupide pecore che non hanno diritto di parlare, né di chiedere, né di essere informate correttamente? Avere eletto il signor X (anzi, il PARTITO X, perché i “signori” non si eleggono più) gli dà davvero il diritto di considerare il popolo (quello che in democrazia dovrebbe essere “sovrano”) come uno stuolo di stupidi “che non capiscono nulla e che quindi non ci prendiamo neppure la pena di informare”? E pensate davvero che “progresso economico” significhi STRAPOTERE, arrogante e padrone, dell’industria, solo grazie al ricatto occupazionale di fronte al quale chiniamo tutti la testa per convenienza o per paura? Se questa è una “società civile”, io sono Rita Levi Montalcini.

 

Lettera inviata  all’Ing.  Carlo De  Benedetti

Egr. ing. Carlo De Benedetti,

ci spiace che Lei non abbia ancora risposto alle 10 domande.

Continuiamo comunque a rivolgerci a Lei, rispondendo alle sorprendenti e paradossali dichiarazioni rilasciate in Sua vece dal direttore generale della Tirreno Power, che per la nostra comunità (come sostenuto anche dal Segretario Provinciale del PD) “non è più un interlocutore affidabile”

E ci rivolgiamo a Lei perché la strategica decisione dell’ampliamento della centrale a carbone NON PUO’ non rientrare tra le sue responsabilità, in quanto il possesso del 38% di TirrenoPower attraverso la sua controllata Sorgenia le permette di fatto il controllo effettivo dell’azienda.

Tornando alle 10 domande a Lei rivolte, avete risposto soltanto ad alcuni punti, e in modo parziale, o non veritiero:

1)  CONTRARIETA’ DELLA CITTA’ AL PROGETTO

In merito al livello di approvazione o meno del vostro progetto di ampliamento nella nostra provincia, avete affermato che riscuoterebbe un “generale consenso”. AVETE RISPOSTO IN MODO NON VERITIERO: vivendo in Svizzera, forse Lei non è al corrente che sono contrari al progetto la stragrande maggioranza della popolazione dell’intera Provincia e dei partiti (primo fra tutti  il PD), e che hanno preso posizione ufficiale, anche attraverso ordinanze, delibere e ricorsi, l’Ordine dei Medici, tutto l’associazionismo provinciale, le principali personalità della società civile e i sindaci di Savona, Vado Ligure, Quiliano, Bergeggi, Spotorno, Noli, Finale Ligure, Balestrino, Vezzi Portio, Albissola Marina, Celle Ligure, Altare, Carcare, Cairo Montenotte. Di quale “generale consenso” state quindi parlando? Proponiamo alla Sua azienda di aderire alla richiesta ufficiale alle Amministrazioni locali di indire un Referendum popolare (o indagine demoscopica indipendente) sul livello di consenso del progetto di ampliamento.

2)  DI CARBONE SI MUORE

Perché non dite mai che secondo le principali ricerche internazionali, le centrali a carbone uccidono? Perché mistificate la realtà dicendo che avete il “carbone pulito” (concetto smentito dalle principali ricerche internazionali), così giocando con la vita della gente? NON AVETE RISPOSTO

3)  IL CARBONE PRINCIPALE MINACCIA CONTRO IL CLIMA

Perché non dite mai che il Vostro dannoso progetto di ampliamento della centrale a carbone VA CONTRO gli importantissimi accordi presi dall’Italia e dagli altri Stati nel protocollo di Kyoto?
NON AVETE RISPOSTO

4)  IMPIANTI  NON ALLINEATI ALLE NORMATIVE

Perché non dite mai che i gruppi 3 e 4 della centrale NON SONO ALLINEATI alle norme IPPC dell’Unione Europea, alla direttiva 96/61/CE, e al decreto legislativo 59/05, e che siete privi della certificazione AIA? NON AVETE RISPOSTO: i Vostri obsoleti gruppi 3 e 4 a carbone continuano a funzionare nonostante siano ancora privi della Autorizzazione Integrata Ambientale, che richiede l’utilizzo delle migliori tecnologie esistenti.

5)  MAGGIOR INQUINAMENTO CON IL PROGETTO DI AMPLIAMENTO

Perché continuate a propagandare con ogni mezzo di comunicazione che il Vostro progetto di ampliamento della centrale e di ristrutturazione dei gruppi 3 e 4 esistenti diminuirebbe l’inquinamento, mentre ricerche scientifiche indipendenti dimostrano esattamente il contrario?
AVETE RISPOSTO IN MODO NON VERITIERO:

secondo gli studi scientifici indipendenti, dopo il progetto di ampliamento della centrale si produrrebbero:

-7,5 milioni di t/anno CO2

-5.900 t/anno SO2

-4.500 t/anno di NOx
-Complessivamente circa 7.000 tonnellate di polveri sottili secondarie.
Questo significa che i gruppi teoricamente ‘ristrutturati’ emetterebbero, per ogni Megawatt prodotto, 3,4 volte più ossidi di zolfo, 2,5 volte in più ossidi di azoto, il doppio delle polveri primarie rispetto al nuovo gruppo. Dimostrazione evidentissima che, pur disponendo di una tecnologia meno inquinante, questa non sarebbe applicata a tutti i gruppi a carbone, ma solo al gruppo nuovo. Questo contrasta con il decreto legislativo 59/2005 che prevede l’ utilizzazione delle migliori tecnologie esistenti.

6)  CENTRALE COME  INCENERITORE

Rispondono al vero le voci che si stanno diffondendo, secondo le quali un vostro obiettivo potrebbe essere quello di usare i gruppi a carbone anche per bruciare i combustibili derivati da rifiuti (CDR), utilizzando quindi la centrale anche come inceneritore? NON AVETE RISPOSTO

7)  INSUFFICIENTE  MISURAZIONE  DEI LIVELLI  DI  INQUINAMENTO

Perché accetta il paradosso che il controllo delle emissioni dalle ciminiere della Sua centrale a carbone sia eseguito dalla stessa Tirreno  Power (per cui gli inquinatori sono i CONTROLLORI DI SE STESSI, senza che sia prevista alcuna verifica da parte di enti terzi)?
AVETE RISPOSTO IN MODO PARZIALE E FUORVIANTE: come si può dire, ing. De Benedetti, che l’inquinamento è sotto controllo, quando si sceglie di non far misurare efficacemente da un ente autonomo le polveri inquinanti delle ciminiere, il quale finalmente dopo decenni potrebbe garantire la cittadinanza sui reali livelli di inquinamento? Inoltre lo studio da Voi ripetutamente citato (IST 2007) non era assolutamente in grado, per carenze intrinseche alla metodica di studio, di dimostrare il rapporto fra inquinamento ambientale in Provincia di Savona e i rischi per la salute .

8)  RIFIUTO DEL CONFRONTO

perché rifiutate da anni qualsiasi confronto pubblico con l’Ordine dei Medici, con i Medici per l’Ambiente e più in generale con la cittadinanza, lasciando alle migliori agenzie pubblicitarie una massiccia comunicazione fatta di slogan facilmente smentibili dai dati scientifici (“abbiamo la tecnologia”, “carbone pulito”, “ampliamo per migliorare l’aria”)? NON AVETE RISPOSTO: vi rivolgiamo quindi ufficialmente l’ennesimo invito a un incontro/confronto pubblico tra esperti di Vostra scelta, e gli scienziati dei Comitati e dell’Ordine dei Medici savonesi.

9)  SOVRAPPRODUZIONE

Perché volete perseverare con il Vostro dannoso progetto di ampliamento, in una città come Savona che NON ha bisogno di nuova energia elettrica, dato che la Centrale già attualmente produce una quantità di energia superiore di ben 5 (cinque) volte a quella che viene consumata in tutta la Provincia? NON AVETE RISPOSTO

10)  ENERGIE RINNOVABILI

Perché volete perseverare nella produzione di energia dal carbone (una produzione più economica, usata ancora tra moltissime critiche in altri Stati, ma estremamente dannosa per la salute e per questo con un consumo in continua riduzione in Europa), senza investire significativamente nel metano e soprattutto nelle energie rinnovabili realmente pulite?

 

————————–

Link approfondimento:

L’undicesima domanda” di Mario Molinari, su Savonanews:

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=84251

 

– “G8 – NO AL CARBONE

http://piemonte.indymedia.org/../article/5387

 

– “Italiana Coke: “Il carbone inquina e danneggia l’ambiente

 

http://piemonte.indymedia.org/../article/2654

 

Carlo De  Benedetti: se ti  piace  il  carbone fatti una  centrale di coke sotto casa  tua
Carlo De Benedetti: se ti piace il carbone fatti una centrale di coke sotto casa tua

Carlo De  Benedetti: se ti  piace  il  carbone fatti una  centrale di coke sotto casa  tua
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Carlo De Benedetti: se ti piace il carbone fatti una centrale di coke sotto casa tua

Carlo De  Benedetti: se ti  piace  il  carbone fatti una  centrale di coke sotto casa  tua
Carlo De Benedetti: se ti piace il carbone fatti una centrale di coke sotto casa tua

PDF Document Doc. pdf. “Centrale_Enel_Vado_Ligure”

 

Rassegna  stampa centrale  Vado Ligure Tirreno  Power, Carlo De  Benedetti

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

Carlo De Benedetti: Il  carbone  uccide? Io  VADO avanti!
Carlo De Benedetti: Il carbone uccide? Io VADO avanti!

PDF Document Rassegna stampa (pdf)

author by FQpublication date ven 24 set, 2010 10:11E’ la denuncia dell’associazione ambientalista “Moda” di Savona che si è basata su un calcolo delle emissioni. Nelle scorse settimane hanno fatto appello a Carlo De Benedetti, che attraverso Sorgenia controlla Tirreno Power

“Costi sociali per 142 milioni di euro e 3.380 morti premature in 30 anni di funzionamento del sito”. E’ da brivido la denuncia dei medici Virginio Fadda (biologo) e Agostino Torcello (pneumologo), dell’associazione ambientalista Moda di Savona. Secondo Moda se la regione Liguria nei prossimi giorni deciderà di dare il via libera all’ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure (Savona), controllata dalla Sorgenia di Carlo De Benedetti, i cittadini pagheranno un prezzo altissimo. Il loro studio si aggiunge alle polemiche nate nel mese di agosto: dieci domande scomode che personalità della cultura, della medicina e della politica, insieme a comitati savonesi e comuni avevano rivolto all’editore di Repubblica.

Ma quali dati si basa l’apocalittica previsione dei comitati ambientalisti? Il Moda ha paragonato le emissioni della Tirreno Power con quelle della centrale a carbone di Sempra Twin Oaks 3 in Texas (Stati Uniti) e ha fatto la stima sulla base di uno studio condotto dal Public citizens Texas office and the Sustainable energy and economic development coalition. Dal canto suo Tirreno Power replica in maniera netta: “Sono affermazioni alle quali non possiamo rispondere perchè analoghe ad un contesto diverso. Sono posizioni assolutamente estremiste al limite del procurato allarme e non sono da prendere in considerazione. Noi rispondiamo con i nostri dati ambientali perchè una centrale esercita la propria attività all’interno di un contesto normativo stringente”

“Non sono una nostra invenzione questi numeri”, spiegano Fadda e Torcello. “Le nostre stime sono state fatte attraverso i parametri della Commissione Extern dell’Unione Europea in base alla produzione media di emissioni degli ultimi anni e anche per la mortalità le stime sono prudenti perchè viene considerata una zona del Texas con una popolazione notevolmente inferiore a quella di Savona”. Per le associazioni ambientaliste è questo il motivo che spiega il basso prezzo del carbone: costa poco finchè non si considerano tutti i costi esterni.

E con gli stessi parametri l’associazione ha calcolato anche i costi totali in rapporto alla emissioni: 36,5 milioni di euro all’anno per danni alla salute, alle coltivazioni, alle cose e 106 per i cambiamenti climatici, per un conto da oltre 142 milioni di euro. Numeri che stabiliscono una relazione tra l’uso del carbone per generare energia e il suo impatto sulla salute. Perchè qui nei centri abitati più vicini alla centrale il tasso di mortalità aumenta con la vicinanza all’impianto. Sotto esame le patologie come ictus, cancro ai polmoni, alle corde vocali e infarti che superano pericolosamente la media nazionale. Questi sono i dati correlati alle dieci domande rimbalzate in rete e sui giornali locali.

I documenti e gli studi raccolti da biologi e medici dei comitati Moda, Uniti per la salute e dall’Ordine dei medici di Savona descrivono un territorio compromesso dal punto di vista ambientale e della salute pubblica e lasciano molti dubbi sulla volontà della proprietà di investire e ridurre l’inquinamento.

E stabiliscono una correlazione tra le sostanze emesse in atmosfera, come ossidi di azoto e anidride solforosa, e le morti causate. Perchè per tutti i cittadini locali la centrale è un incubo ricorrente perchè responsabile di emissioni che provocano gravi danni alla salute. E la nuova unità alimentata a carbone da 480 Megawatt è altra benzina sul fuoco delle polemiche per abitanti che vivono a poche centinaia di metri dalle ciminiere.

“E’ assodato che l’inquinamento da centrale a carbone produce sempre malattie e morti- commenta Paolo Franceschi, pneumologo ed esperto di salute e ambiente per l’Ordine dei medici di Savona -. E l’incidenza di tumori alle corde vocali, al polmone, alla vescica e altre patologie vascolari, aumentano drammaticamente quanto più ci si avvicina ad una di queste centrali”.

Gli effetti sulla salute ricadono principalmente su cittadini che risiedono entro i 50 chilometri da un sito alimentato a carbone.

Nel periodo 1999-2004 il tasso standardizzato di mortalità per tumori all’anno è maggiore nella provicia savonese: 273 decessi (uomini) ogni centomila abitanti contro i 240 della media nazionale. Le aree in cui la mortalità per tumore è aumentata corrispondono a quelle maggiormente inquinate con picchi per i maschi a Quiliano (287.8) e Vado Ligure (326.9), i due comuni più vicini alla centrale. Ancora maggiore la discrepanza tra i dati nazionali e la provincia di Savona per la popolazione femminile: rispettivamente 140 e 199. E sempre a Vado si arriva addirittura a 211.9. Anche gli ictus sono aumentati rispetto alla media regionale con un eccesso di mortalità standardizzata del 36,8% fra i maschi e del 22,6% tra le femmine.

Ma c’è di più. Franceschi è anche il medico che ha redatto la perizia (commissionata dal Comune di Spotorno) per il progetto di ampliamento della centrale di Vado dal punto di vista degli “aspetti sanitari e ambientali correlari alla salute umana”.

Un dubbio è condiviso da medici ed ambientalisti: per risparmiare si apportano solo miglioramenti marginali per l’uso di un combustibile che appartiene alla storia dell’800. Nella perizia si sottolinea che Tirreno Power nel calcolo delle emissioni non prende in considerazione l’inquinamento da polveri sottili secondarie, che costituiscono la stragrande maggioranza delle pericolose Pm 2.5 (particolato fine considerato una delle sostanze più pericolose per i polmoni).

I dati della perizia raccontano una versione precisa: contando anche le polveri sottili secondarie si avrebbe una maggiore emissione, rispetto a quelle dichiarate, del 3000 per cento passando da 158 tonnellate all’anno a 4876.

Da parte di Tirreno Power però nessun dubbio: si avanti con il progetto. E dopo l’ok del Ministero dell’Ambiente all’ampliamento ora il pallino è in mano alla Regione Liguria che nei prossimi giorni esprimerà il suo parere.

“Non abbiamo risposto alle domande – dichiara Tirreno Power – perchè sono domande a cui non è possibile rispondere”. La linea è dialogare con le istituzioni perchè c’è la disponibilità di investire 150 milioni di euro per interventi di miglioramento e aumento della potenza prodotta nell’impianto. Ma ad una condizione: “Vogliamo un ritorno economico” dichiara la proprietà.

10 domande  a Carlo De  Benedetti
10 domande a Carlo De Benedetti

Tutto  sommato  per  la  lobby  del  carbone  sarà  un’ottima  annata.

 

(da   l’Avvisatore  Marittimo del 7 ottobre  2010)

CARBONE «NEL 2011 RITORNO
AI LIVELLI PRE-CRISI»

Quest’anno in Italia «le importazioni di carbone per le acciaierie cresceranno fino a 5-5,5 milioni di tonnellate con un aumento fra il 25 e il 40%, ma ancora sotto i livelli pre-crisi, e tornerà ai livelli precedenti alla crisi nel 2011»: lo afferma Andrea Clavarino, presidente di Assocarboni, in un’intervista all’agenzia internazionale Reuters.

La ripresa delle rinfuse testimonia del recupero della produzione industriale in Italia, in un momento in cui gli indicatori fanno temere gli esperti che incomba un nuovo periodo difficile per l’economia. Secondo Clavarino il ritorno ai livelli pre-crisi, circa 7-7,5 milioni di carbone importato, si completerà nel 2011, per poi stabilizzarsi.

Diverso l’andamento per le importazione del carbone combustibile. Nel 2009 non ha risentito della crisi e così il 2010 sarà stabile, mentre la crescita è prevista nei prossimi anni, in seguito alla conversione di alcune centrali da parte dell’Enel. Quest’anno, come in quelli precedenti, verranno importati fra i 16 e i 17 milioni di tonnellate, ma il prossimo anno, secondo Clavarino, si arriverà a 20 milioni. Una centrale Enel verrà convertita da petrolio a carbone il prossimo anno, mentre nei prossimi 10 anni ci saranno altre due conversioni, una sempre da parte dell’Enel a Porto Tolle e una in Sardegna da parte della tedesca E.On, spingendo ulteriormente in alto le importazioni di combustibile.


Il carbone sta vivendo un momento di crescita impetuosa in tutto il mondo, trainata dalla domanda di Cina e India. In Cina, a causa dell’intenso traffico di camion che trasportavano carbone, si è formata fra agosto e settembre scorsi una coda di 100 chilometri in autostrada che è durata circa un mese. Lo sviluppo del carbone è contestato dalle associazioni ambientaliste, che attribuiscono a questo combustibile il peggioramento dell’effetto serra. Alla fine di settembre una cinquantina di ambientalisti hanno bloccato il più grande porto per il carbone del mondo, quello di Newcastle, in Australia. Ciononostante, secondo Clavarino la politica dell’Unione europea che mira a ridurne il consumo per diminuire le emissioni in atmosfera viene in parte vanificata dalla crescita dei consumi in Asia. «Nonostante la politica energetica dell’Unione europea, che è un’illusione perché l’Europa non ha praticamente gas e petrolio e fa affidamento sulle costose energie rinnovabili, il consumo mondiale di carbone aumenterà drammaticamente nei prossimi 20 anni». Clavarino ha spiegato ancora che se l’Europa usa meno carbone, farà un favore agli altri consumatori perché nel mondo si sta riducendo la quantità di materiale immediatamente disponibile. Alcuni dei principali produttori, come il Sud Africa e la Colombia, hanno già ridotto le esportazioni verso l’Europa per dirottarle verso i giganti asiatici, mentre la Russia è diventato il maggior fornitore per i paesi dell’Unione.

Neanche l’utilizzo sempre maggiore di gas naturale da parte dei paesi occidentali frena il consumo di carbone nel mondo, a causa del traino di consumo da parte dei paesi emergenti. Negli Stati Uniti, nonostante il calo del consumo, i prezzi, secondo uno studio dell’agenzia Raymond James, hanno retto in parte per una diminuzione della produzione, ma in parte anche per l’aumento delle esportazioni. I prezzi mondiali del carbone cresceranno del 5-10% nel 2011 e anche le rate di nolo delle navi rinfusiere rimarranno a livelli remunerativi.

In Italia, l’afflusso di carbone ha contribuito alla crescita del 25-30% della produzione di acciaio rispetto al 2009, secondo i dati di Federacciai.

 

http://www.lavvisatoremarittimo.it/rubriche_avvmar/news/view.php?DIR=/rubriche_avvmar/news/documenti/2010/10/07/&CODE=354e35fe-d1e5-11df-b031-0003badbebe4

 

Uffi … non  CIResta  che  piangere

Carlo De  Benedetti l'imprenditore vigile  dell'anno
Carlo De Benedetti l’imprenditore vigile dell’anno

FONTE:http://piemonte.indymedia.org/article/9737?comment_limit=0&condense_comments=false
23/05/2011